Davide Sampaolo
Nato a Roma nel 1980 inizia all’età di 10 anni lo studio del pianoforte (1990-1995); con una conoscenza del solfeggio e della teoria musicale già consolidata e folgorato dalle percussioni inizia a studiare nella Scuola Popolare di Musica di Testaccio (Roma) con il percussionista senegalese Sena m’Baye. Contemporaneamente studia la batteria da autodidatta e si esibisce in alcuni locali della capitale.
Prosegue con gli studi della percussione afrocubana (Congas, Timbal, Bongò…) al TIMBA di Roma sotto la guida dei maestri Roberto “Mamey” Evangelisti, Paulo La Rosa e Walter Paiola, dove allarga le proprie conoscenze verso il folklore cubano (la rumba) salsa, latin jazz…
Con Gabriele Gagliarini studia la percussione Flamenca e mediorientale (Cajon, Palmas, Darbuka…).
Nel flamenco inizia accompagnando la Compagnia Battito Flamenco di Manfredi Gelmetti esibendosi vari teatri romani come (l’Ambra Jovinelli (2006), Teatro dell’Orologio (2006), il Teatro della Cometa Off (2007), Teatro Olimpico(2007).
Nell’estate 2006 accompagna alle percussioni il chitarrista Armando Corsi nel festival di Como.
Iniziando a sostituire Gabriele Gagliarini si appassiona sempre di più al Flamenco e ha la possibilità di collaborare con: Daniele Bonaviri, Riccardo Ascani, Maurizio Mandalari, compagnia Flamenco Lunares di Carmen Meloni, Cristina Benitez, Compagnia FlamencoVivo di Dario Carbonelli e Lara Ribichini (Teatro Greco, FlamencoTangojazz5). Accompagna inoltre il gruppo flamenco di Miguel Fernandez.
Suona con alcune orchestre latine esibendosi tutte le settimane nei più importanti locali latini ed eventi della capitale (Caruso Cafè de Oriente, Marron Glacè, Fiesta…).
Tutto iniziò…
Come percussionista ero incuriosito dalle ritmiche del Flamenco e quindi cominciai ad ascoltare tutti dischi che trovavo. Non conoscevo nessuno dell’ambiente a Roma ma ebbi la fortuna di incontrare Gabriele Gagliarini che mi intrudusse da subito al Flamenco e a quel punto mi si aprì un nuovo mondo.
Quando hai capito che il flamenco sarebbe stata la tua professione?
Quando ho cominciato a sostituire Gabriele, avendo così l’opportunità di mettermi alla prova con i migliori musicisti nell’ambito flamenco nazionale.
Hai mai pensato di smettere?
No. Vado sempre avanti, sono in una fase di piena evoluzione. Non mi pongo un traguardo ma sempre degli obiettivi che di volta in volta cerco di raggiungere.
Chi sono stati i tuoi Maestri? E quelli attuali?
Nel Flamenco Gabriele Gagliarini. Lo ringrazio per tutto il tempo che mi ha dedicato e per il modo in cui mi ha insegnato. Se si hanno i concetti chiari in partenza il percorso non può essere che in continua evoluzione. Attualmente continuo lo studio delle percussioni afrocubane presso la scuola del Timba con Roberto Evangelisti, Paulo La Rosa e Walter Paiola. La musica afrocubana a mio parere è la chiave per ogni percussionista per superare ogni ostacolo ritmico che si presenti sul suo cammino in qualsiasi genere e per me lo è stato tantissimo nel flamenco.
Qual è secondo te il modo migliore di apprendere?
Ci sono cajoneros che vengono dalla batteria e altri dalle percussioni con approcci molto diversi fra loro. Ognuno deve scegliere il percorso che ritiene più giusto. Io personalmente cerco di seguire la “nuova scuola” dei cajoneros (El Piraña, Diego el Negro Alvarez, Lucky Losada, Cepillo), con una tecnica più evoluta che riprende alcune tecniche e sfumature della percussione cubana trasportate sul cajon. Loro hanno sicuramente una marcia in più. Posso consigliare per chi vuole suonare il cajon di studiare seriamente la tecnica di uno strumento a percussione (come la tumbadora), utile per sviluppare l’uso delle mani e per far uscire i suoni giusti successivamente sul cajon, che non avendo la pelle come altri strumenti può portare in inganno. E’ però importante più della tecnica che il percussionista acquisisca un buon linguaggio e abbia buon gusto nell’accompagnamento senza soffocare la musica. Spesso è meglio togliere dei colpi o non suonare affatto piuttosto che farne in più. Ascoltare tanto flamenco anche dove non c’è la percussione per capire come e dove entrare, come accompagnare o accentuare i remate e le chiusure.
Quale è stato l’ostacolo più grande che hai incontrato nel tuo percorso?
Mancanza di tempo per riuscire a combinare tutti gli impegni.
Preferisci accompagnare un cantaor o un bailaor?
Non ho questo tipo di preferenza.
Qual’è il momento della giornata dove ti senti maggiormente creativo?
In macchina, nella quale passo parecchio tempo da solo negli spostamenti della giornata, dove ascolto tanta musica e dove è più facile che mi venga qualche illuminazione!
Quali sono le tue inquietudini d’artista? Cosa ti fa salire l’ispirazione?
La musica calma le mie inquietudini da sempre. I miei maestri del Timba, alcuni musicisti con cui suono e i miei figli sono fonte di ispirazione continua.
Quali sono i tuoi progetti attuali?
Attualmente sono impegnato con un’orchestra di salsa e altre situazioni musicali che prendono parecchio tempo ma quando vengo contattato in ambito flamenco cerco di rendermi sempre disponibile.
C’è stato un momento della tua carriera particolarmente emozionante e per questo indimenticabile?
Si, quelle due o tre volte che sono stato sbattuto sul palco in occasioni per me molto importanti ma per le quali ero totalmente impreparato perchè ero stato chiamato all’ultimo momento. Grande tensione ma altrettanta crescita musicale.
Il tuo sogno nel cassetto?
Tanti per fortuna ma alcuni già realizzati.
Qual’è l’artista della scena attuale che più corrisponde al tuo gusto e che più ti emoziona?
Come percussionisti nel flamenco Lucky Losada e Diego el Negro Alvarez. Come cantaor Diego El Cigala e come musico Vicente Amigo.
La tua meta ideale: Sevilla, Jerez, Madrid o…?
La prossima meta sarà Cuba per studio.
Tradizione o modernità?
Ho imparato dalla percussione cubana che senza la conoscenza ferrea della tradizione e del linguaggio si possono compiere degli errori che rendono inutili una buona tecnica, una buona musicalità o un virtuosismo. Mi rapporto con questa mentalità anche col flamenco.
Quale è il palos che preferisci suonare?
Buleria
Il tuo più grande difetto e il tuo più grande pregio sia come artista che come persona
Come difetto forse la fretta nel voler raggiungere degli obiettivi. Come pregio di riuscire spesso a raggiungerli.
A che cosa pensi un momento prima di salire sul palcoscenico?
Dipende dalle situazioni in cui mi trovo e dalle persone che ho attorno. Ogni volta a una cosa diversa.
Descrivici le emozioni che provi mentre suoni…
Anche qui dipende dalle situazioni. Comunque se i musicisti sono bravi e i brani “camminano” la senzazione è di appagamento più totale.
Nel tuo immaginario, tra gli artisti famosi, chi vorresti accompagnare al cante y al baile?
Al cante Diego El Cigala, al baile Sara Baras
Il tuo segreto inconfessabile
Nessuno…
Qual’è il tuo rapporto con gli altri colleghi?
In questi anni ho imparato e sto imparando tanto dai miei colleghi su come comportarsi in certe situazioni, sia a livello caratteriale che musicale. Gratitudine e stima.
Un consiglio per coloro che vogliono intraprendere il flamenco come professione
Cercare di essere il più completi possibile. Magari capiterà spesso di usare solo il cajon ma in altre situazioni più moderne il percussionista deve sapersi muovere anche su altri strumenti (tumbadora, djembe, darbuka, bongò, etc.).
Se tornassi indietro quali sono le cose o le scelte che non rifaresti?
Mi comporterei in modo diverso con delle persone. Questi errori però mi hanno fatto crescere come persona e come artista.
Come ti vedi tra una ventina di anni?
Tra una ventina d’anni non avrò neanche cinquanta e spero di essere ancora più produttivo musicalmente.
Per che cosa vorresti essere ricordato?
…se riesco, per il mio contributo musicale al flamenco in Italia.
Il flamenco in una parola
Linguaggio
Grazie Davide! Per chi vuole saperne di più:

