Recuerdos

Questo è uno spazio dedicato alle grandi figure del passato che purtroppo non ci sono più, ma che hanno lasciato una traccia indelebile nel panorama flamenco… A loro vanno i nostri “Recuerdos” …
14/05/2012
Da giovane prestò servizio militare a Cuba: il soggiorno in questa terra lasciò in lui un’impronta evidente nello stile del suo cante. Passò alla storia per i suoi tangos, che in ogni momento riproponevano echi di Carceleras e di Guajira, in ricordo di Cuba e del mondo picaro che frequentò per anni. Ma più che artifice di Tangos, fu artefice di un vero e proprio stile di cante, i “cantes del Piyayo”. Oggi ricordiamo Rafael Flores Nieto “El Piyayo”.
08/05/2012
Bailaora e cantaora, nacque nella calle La Puente nel barrio del Perchel a Málaga nel 1937. Fece conoscere al mondo flamenco gli stili di cante por Tango proposti dalla Pirula, e ne creò di personali, tutt’oggi cantati da grandi cantaor. Morì a soli 21 anni per una peritonite. Cari lettori oggi ricordiamo… La Repompa de Málaga!
19/04/2012
Il suo baile suggestivo era l’unione di una grazia esplosiva, di maestosità e temperamento. Il suo corpo era palpitante, come consumato da un fuoco sacro. Era a volte scherzosa e focosa e a volte solenne e statuaria. Muoveva le mani in una maniera insolita e sapeva dare alle figure della danza una particolare bellezza. È passata alla storia per tutto questo ma anche per i suoi bellissimi occhi verdi che sapevano calamitare tutto il pubblico che accorreva a vederla. Figlia de La Mejorana, nacque nel famoso barrio Alfalfa di Sevilla. Oggi ricordiamo Pastora Imperio.
16/02/2012
Oggi presentiamo un’artista che fu la prima donna a ballare vestita da uomo, e la prima ad interpretare le Soleares così come vengono ballate oggi: zapateando. La sua danza si contraddistinse per la sua originalità e per la grazia. Vi sono persone che sono naturalmente predisposte all’arte, e una di queste era sicuramente la bella malagueña Cuenca. Aveva l’arte dentro di sé…. Las Tres Gracias ricordano… La Cuenca!
09/02/2012
“Il cante vero è un messaggio che arriva a qualsiasi persona sensibile” Questo era ciò che pensava il personaggio che oggi andiamo a ricordare. Di lui dicevano che era un uomo retto e profondamente rispettoso dell’arte. Il flamenco per lui era come una seconda religione e quello che faceva lui non si trovava da nessun’altra parte. Non fu seguace di nessuna scuola e neppure continuò tradizioni familiari o locali, ma fu ugualmente uno degli uomini della sua generazione con più grande conoscenza flamenca. Ricordiamo con piacere… Pepe el de la Matrona!
19/10/2012
Apprende l’arte dell’accompagnamento al cante nel prestigioso tablao “Los Canasteros”. Debutta giovanissimo ed incide il suo primo disco insieme al cantaor Antonio Mairena, e a soli 18 anni riceve il Premio Nacional de la Cátedra de Flamenco de Jerez e El Castillete de Oro de La Unión.
Come solista percorre i più importanti palcoscenici del mondo. Accompagna le più grandi figure del cante come Camaron, La Perla de Cadiz, Pansequito, Fosforito… sapeva accompagnare il cante come oggi nessun altro sa fare. Era un chitarrista con una forte personalità. Ricordiamo oggi un grande artista scomparso da poco, Enrique de Melchor!
14/12/2011
Era uno dei personaggi più singolari della storia conosciuta del cante. Visse nel secolo XIX, torero e cantaor. Gli si attribuisce la creazione o comunque più onestamente la diffusione di diversi Cantes de Cádiz e Los Puertos come il Mirabrás, il Caracoles, le Romeras, e il curioso Torrijos del Granaíno. Signori Tio José el Granaino.
24/11/2011
Enigmatico cantaor e bailaor gaditano, di cui non si sa praticamente niente ma che si dice esercitasse la sua arte fra il XIX e il XX secolo, con grande popolarità. Si dice anche che portò a Sevilla l’aires della baia gaditana. Gli si attribuiscono diverse Cantiñas: Romeras principalmente, e alcune versioni di Caracoles ( anche in forma di baile) Alegrías e Mirabrás. Pare fosse inoltre nipote di Tío José El Granaíno. Signore e Signori, Romero el Tito!
23/11/2011
Inventò un suo stile personale di Cantiñas e fu il patriarca di una delle più grandi famiglie flamenche della storia, Los Pinini, che diede agli annali della storia un gran numero di artisti famosi e un grande contributo alla divulgazione del cante jondo. Nacque a Lebrija, considerata una dei centri principali del flamenco gitano e anche ai nostri giorni la leggenda di questo cantaor continua a vivere negli animi della sua popolazione. Ricordiamo quest’oggi Fernando Peña Soto, El Pinini.
22/11/2011
Conosceva molti Romances e altri cantes antiguos che gli avevano trasmesso in famiglia. Non era un cantaor straordinario, ma tutti gli studiosi concordano nel segnalarlo come trasmissore di cantes antiguos di grande purezza. Partecipò al Festival de Cantes de los Puertos di El Puerto de Santa María nel 1971 e nel 1974. Cantò gli stili più antichi di Sanlúcar come le Gilianas, le Rosas, Cantiñas e Seguiriyas. Ramon Medrano!
10/11/2011
Nato a Córdoba il 20 Novembre 1893, si distinse per l’essere cantaor flamenco seguace di una stirpe iniziata con suo nonno, creatore della struttura musicale della Soleá e delle Alegrías di Cordoba, e che con queste dette vita e modellò il cante cordobese. Patriarca dei cantaores cordobesi della sua epoca, José era il classico signore di questa popolazione, serio, di idee ferme e che rendeva sempre omaggio all’amicizia. La sua arte, fatta di dare e ricevere, brillava sempre al momento opportuno. Signore e Signori, José Moreno Rodríguez “Onofre de Córdoba”
9/11/2011
Potremmo ricordarlo come uno dei più grandi interpreti del Cante de Cádiz e come uno dei più grandi cantaores di accompagnamento al baile. O potremmo anche ricordarlo solo per la sua umiltà, la sua timidezza e la sua grande simpatia allo stesso tempo. Di certo oggi ricordiamo un profondo conoscitore del cante che con la sua generosità e la sua “alegria” sapeva coinvolgere e farsi amare dal pubblico. Chano Lobato, oggi con noi.
8/11/2011
Appartenente alla stirpe gitana de Los Funi, per lui il flamenco era un tutt’uno con il suo essere e con la sua vita, manifestazione naturale dei suoi sentimenti quotidiani.
El Pinini, Tìo Benito, Juaniquí e tante altre grandi figure del cante gitano, appartenenti alla sua famiglia, gli trasmisero i grandi segreti della Siguiriya, della Bulería, e soprattutto della Soleá. Con grande piacere oggi ricordiamo il cantaor Bastián Bacán!
27/10/2011
Figura di primissimo piano all’epoca dei café cantantes, cominciò chiedendo l’elemosina per le strade di Jerez e arrivò ad esibirsi a Parigi per l’inaugurazione della Torre Eiffel. Viso gitano, figura scultorea, flessibilità del corpo, grazia nei movimenti, semplicemente inimitabile… Carissimi oggi ricordiamo la grande bailaora Juana “La Macarrona”!
20/10/2011
Era straordinariamente bella, e straordinariamente brava. Quando ballava, il Café de Silverio faceva il tutto esaurito e la folla si accalcava fuori sulla strada. Gli uomini erano totalmente ammaliati da questa meravigliosa bailaora, che per prima indossò la bata de cola e che seppe rinnovare l’estetica del baile femminile. Era solita accompagnare il suo baile cantandosi letras, di cui fu autrice insieme ad alcuni Juguetillos, impressi nel repertorio cantiñero. Cari lettori, care lettrici oggi ricordiamo la grande… Rosario Monje la Mejorana!”
06/10/2011
Cantiñas, Peteneras, Zapateados… quello che ci ha lasciato questa mitica bailaora è un immenso repertorio di bailes interpretati tutti con grande maestria. Tecnicamente ineccepibile, di grande espressività e potenza, sul palco riusciva a catturare l’attenzione di tutti i presenti. Fu prima bailaora del mitico tablao Zambra di Madrid per quasi 22 anni: dal giorno di apertura fino al 1975, quando chiuse i battenti. Con Perico el del Lunar riuscì a creare una perfetta fusione tra musica e danza, un duetto che rimase nella storia del flamenco. Signori e Signore oggi il nostro ricordo va a Rosa Durán!
29/09/2011
Oggi ricordiamo un grande artista ingiustamente dimenticato, che fu fonte di ispirazione per molti interpreti a lui contemporanei e per altri di epoche successive. La sua conoscenza del cante era strabiliante, così come il dominio del compás. Per sua scelta si tenne lontano dal grande pubblico, convinto che il cante fosse fatto per stare “a gusto” con pochi intimi. Care lettrici, cari lettori, oggi Las Tres Gracias ricordano Antonio “El Chaqueta”!
13/09/2011
Oggi avrebbe compiuto 55 anni, e invece lo scorso 10 agosto se ne è andato lasciando un incolmabile vuoto nel mondo del flamenco. Era il perfetto prototipo del gitano jerezano: cordiale, simpatico, vitale e di una flamencura naturale, senza artificio. Le sue falsetas por buleria hanno fatto scuola, perchè lui ERA la buleria di Jerez. Care lettrici, cari lettori, oggi Las Tres Gracias ricordano con immenso dolore il grandissimo Moraíto.
21/07/2011
Ha calcato, con la sua compagna Rosario e in seguito con la sua compagnia, i palcoscenici di tutto il mondo, dall’Europa all’America, riscuotendo successo e gloria. È stato uno dei maggiori interpreti por caña, ha creato il baile por martinete fino a quel momento inesistente. Un repertorio coreografico immenso, ha vinto premi e riconoscimenti di ogni sorta. Oggi ricordiamo con immenso piacere … Antonio El Bailarín.
14/07/2010
Il suo baile esprimeva ogni sentimento più profondo, ogni più piccola emozione e tutto questo creava una comunicazione speciale e intensa con il pubblico che accorreva numeroso anche solo per vedere un suo gesto, un suo movimento e le sue indimenticabili interpretazioni. É stata una delle più grandi interpreti femminili del baile flamenco. “Bailaba como Dios le daba a entender..” disse di lei Matilde Coral. Con grande gioia, ricordiamo oggi… Manuela Vargas
30/06/2011
Figlia di cantaores, madre del Lebrijano e del chitarrista Pedro Peña, cugina di Fernanda e Bernarda de Utrera e zia di altri artisti di alto calibro, quella che andiamo a presentare oggi è una delle più grandi figure interpretative del cante flamenco. La sua voce roca e graffiante rappresentava tutta la fierezza del popolo gitano. Per voi, Maria La Perrata
23/06/2011
Suo zio la chiamava “Mi Perlita”, e in effetti la sua voce è stata una perla che con il suo splendore ha illuminato il panorama del cante flamenco fino ai nostri giorni.
Il suo stile ha influenzato intere generazioni di artisti, lo stesso Camaron nutriva nei suoi confronti una grande ammirazione. Da sua madre Rosa la Papera ereditò l’arte flamenca più autentica e più pura. Las Tres Gracias oggi ricordano una grande cantaora gaditana: La Perla de Cadiz!
09/06/2011
“Nasce ad Andújar, in provincia di Jaén, il 9 Ottobre 1910. Duca del Mirabràs e della Caña, un cantaor capace di dominare tutti gli stili e tutti i registri vocali. Un cante grande il suo, puro e molto più che profondo, un cante che a 100 anni dalla sua nascita resta ancora “piantato all’orizzonte come un olivo in lontananza”. Signori, Rafel Romero!
02/06/2011
Fu soprannominato “Padre del Cante Jondo”, quest’uomo bassettino, con un viso impassibile, occhietti piccolini chiari e un po’ persi che incantava il pubblico con le sue Soleares, Cañas e Polos e che fece commuovere fino alle lacrime Don Antonio Chacón cantando por Siguiriya. La sua carriera stentò a decollare ma all’età di 72 anni, si presentò all’oggi celebre Concurso del Cante Jondo de Granada nella sua prima edizione e vinse il Primo Premio. Oggi il nostro ricordo va a Diego Bermudèz “El Tenazas de Moròn”.
14/04/2011
Una voce, la sua, disadatta a qualsiasi attività canora diversa dal flamenco, e che nel flamenco trova invece un’interprete d’eccezione. Una voce roca, graffiante e struggente che ha lasciato un’impronta indelebile nel cante di tutti i tempi. La Soleà per eccellenza. Una donna “casada con el cante”. Cari lettrici, cari lettori, con immenso piacere oggi ricordiamo Fernanda de Utrera.
25/12/2010
Oggi 25 Dicembre 2010, per il suo 68° compleanno, pubblichiamo in Recuerdos “Enrique Morente”. Questo il nostro personale omaggio al Maestro scomparso qualche giorno fa, con un abbraccio a tutto il mondo flamenco. Ci vediamo il prossimo anno. Las Tres.
“Non sono del Sud e non sono gitano. Sono nato a Elda, in provincia di Alicante, e nella mia famiglia non c’è mai stato nemmeno un artista. Sono sempre stati tutti operai. Io, l’unica cosa che avevo nel sangue, era l’anemia.” Ci piace ricordare questa frase dell’artista che andiamo a presentare oggi. Un uomo che pur non vantando origini gitane o blasonate discendenze artistiche è stato uno dei più grandi bailaores di tutti i tempi. Iniziò a danzare per fame e concluse la sua vita acclamato da tutto il mondo come il più grande ballerino di flamenco di tutti i tempi. Il Padre dello Spettacolo Flamenco. Per voi, oggi, Antonio Gades.”
Nella flamenchissima Plaza de Santiago a Jerez sorge un monumento a lui dedicato. Non sapeva nè leggere nè scrivere, e tutto quello che sentiva lo riusciva a trasmettere attraverso il suo cante, testimonianza dell’arte flamenca più pura e jonda. Durante le sue esibizioni tutti calavano in un religioso silenzio per godersi il suo cante… Oggi ricordiamo il grande e immortale Terremoto de Jerez!”
Domani 22 ottobre 2010 si festeggerà il centenario della nascita di questo grande artista che rappresenta una delle pietre miliari della storia del flamenco. Il suo cante resterà impresso nella storia, tanto da influenzare intere generazioni di cantaores successivi. Il suo nome compare tra “los grandes”, e sarà sempre in grado di suscitare un immenso rispetto e ammirazione da parte di tutti gli aficionados e di tutti gli artisti del mondo flamenco. Cari lettori, oggi ricordiamo Tio Borrico de Jerez!
Nato a Cordoba, ha mosso i primi passi nelle cuevas del Sacromonte di Granada. Il suo stile e la sua eleganza hanno enormemente influenzato i maggiori esponenti del flamenco attuale, molti dei quali hanno avuto l’onore di ballare nella sua compagnia. Insieme a Gades ha inventato un nuovo genere di flamenco, dove danza e teatro si fondono in un’unica manifestazione artistica. Signore e signori il grandissimo Mario Maya!
09/09/2010
Non ci sono parole per presentare l’artista che vogliamo ricordare oggi. Potremmo scrivere solo il suo nome e ciò basterebbe ad introdurre uno dei più grandi interpreti della storia flamenca. Siamo onorate di ospitare nella nostra Rubrica il genio, la leggenda … il mito. Signori, Camarón de la Isla!
15/07/2010
Il suo cante affonda le radici nel passato, nella storia, nella tradizione. La sua voce è roca, aspra, il suo è un grido penetrante che arriva dritto all’anima, senza fronzoli o inutili tecnicismi. Dice José Manuel Caballero Bonald: “Il suo canto era in qualche modo simile alla sua vita: una lunga serie di denunce e lividi.” Capostipite di una vera e propia dinastia di cantaores gitani, oggi Las Tres Gracias ricordano Agujetas el Viejo!
24/06/2010
Dalla baraccopoli del Sorromostro di Barcellona ai palcoscenici di Hollywood. Antiaccademica, selvaggia, rabbiosa, con il suo stile ha saputo rivoluzionare il baile flamenco. Diceva: “Tutto quello che riesci a dare, dallo sul palcoscenico, senza risparmiarti. Abbandonati a quello che stai facendo”… e lei riusciva ad abbandonarsi, ad estraniarsi da quello che la circondava, ad immergersi in un’altra dimensione dove anche il pubblico veniva catapultato e travolto da una carica di energia allo stato puro.
Las Tre Gracias ricordano la grandissima Carmen Amaya!
03/06/2010
Il suo cante, nonostante la sua prematura morte, resterà per sempre impresso nella storia del flamenco. Ha ereditato da suo padre, di cui era perfetta impersonificazione dentro e fuori del palcoscenico, l’arte jonda del cante flamenco jerezano. La sua siguiriya resterà per sempre impressa nei cuori di tutti gli aficionados che hanno avuto la fortuna di ascoltarlo. Con grande piacere Las Tres Gracias sono liete di presentarvi Fernando Terremoto “hijo”.
20/05/2010
Cominciamo con una pietra miliare del cante jerezano, che proprio oggi avrebbe compiuto 76 anni. Il suo “Alialianda” è unico, inconfondibile, inimitabile… Las Tres Gracias ricordano oggi la mitica Paquera de Jerez!







