Paco de Lucía, 28 Settembre 2011

 

Paco de Lucía: chitarra
Niño Josele: chitarra
Antonio Serrano: tastiere, armonica
Alain Pérez: basso
El Piraña: percussioni
Duquende: cante
David de Jacoba: cante
El Farru: palmas y baile

Nella suggestiva cornice della Sala Santa Cecilia dell’Auditorium di Roma ritorna, dopo un anno mezzo, il Maestro del toque, Paco de Lucía. Il pubblico non è quello tipico degli spettacoli di flamenco in genere. Per il genio della chitarra sono presenti questa sera anche gli amanti del genere classico e jazz che Paco ha saputo fondere, negli anni della sua carriera, con il flamenco tradizionale.

Sul palcoscenico, nello sfondo, la consueta coreografia addobbata con palme lussureggianti che lo accompagna da sempre. De Lucía entra puntuale alle 21.00, sempre con quel suo fare timido e incerto che paradossalmente si contrappone alla grande padronanza della musica e della sua chitarra.

È solo sul palco.  L’inizio è un poco incerto. Dopo aver eseguito il primo brano entrano i due cantaores Duquende e David de Jacoba accompagnati dal bailaor gitano El Farruco alle palmas, ed ecco che il palco e l’atmosfera si accendono subito a ritmo di Bulería.

Nel brano successivo entrano in scena gli altri artisti che accompagneranno Paco de Lucía per tutta la serata. Il chitarrista Niño Josele, il cubano Alain Pérez al basso elettrico, Antonio Serrano alle tastiere e armonica e l’esuberante Piraña alle percussioni.

Lo spettacolo è lo stesso già presentato a Roma nel febbraio del 2010, ma il pubblico è ugualmente rapito delle sonorità flamenche, classiche e jazz che si fondono nell’aria. Non manca il baile a corredo di questo cuadro flamenco con l’esibizione di uno dei più significativi esponenti della familia dei Farrucos.

Seguono altri brani, tra cui un magistrale duetto tra Paco e Niño Josele.

Dopo circa un’ora gli artisti lasciano il palco, per poi ritornare subito dopo acclamati dal pubblico. E sulle prime note di “Entre dos aguas” scatta un fragoroso applauso generale.

Finisce così il concerto del più famoso chitarrista flamenco, che ancora una volta ha scelto il pubblico romano  per deliziarlo con i suoi picados e le sue falsetas.

Esce dal palco così come vi era entrato, con quella sua aria umile, quella sua grandiosa maestria e l’indiscutibile e incredibile arte para tocar la guitarra flamenca.

Olé tu, Paco. Las Tres Gracias salutano.

  • Writer: Paola Amedei
  • Editing: Claudia Badalini e Katia Di leo
  • Revisione: Las tres

Un pensiero su “Paco de Lucía, 28 Settembre 2011

  1. Avete descritto perfettamente gli aspetti più salienti della serata ! Anche io ero là e sinceramente mi sarei aspettato qualcosina di più dello stesso spettacolo identico, sia nella struttura che nei pezzi presentati in scaletta, che Paco aveva presentato l’altro anno all’Auditorium. Ma va bene così, Paco è sempre Paco, anche se ogni volta che lo vedo diventa sempre più stanco…. e forse il picado bucato alla prima uscita ne è la prova.
    Un ultima osservazione per gli organizzatori del Festival, gli artisti sono sempre gli stessi ma non si possono portare altri nomi diversi dai soliti che oramai sono venuti a Roma più di una volta ?
    Un saluto e grazie come sempre al lavoro svolto da Las Tres Gracias !!
    Tiberio

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