Rafaela Carrasco, 15 Ottobre 2011

Ringraziamo Luca Fiaccavento per le immagini (Galleria completa)

Rafaela Carrasco, baile
Ricardo López, baile
Pedro Córdoba, baile
José Maldonado, baile
David Coria. baile
Pablo Maldonado, piano
José Luis López, violoncello
Jesús Torres, chitarra
Juan Antonio Suárez “Canito”, chitarra
Antonio Campos, cante
Gema Caballero, cante

«C’è sempre un passato e nel flamenco è profondamente radicato. Il passato costituisce la radice di ciò che siamo e facciamo oggi. Restare in esso è non stare nel presente. Viverlo dal presente è incamminarsi verso il domani. I brani di Canciones populares sono importanti per lo spettacolo di ieri e di oggi perché appartengono agli ascoltatori, perché siamo cresciuti con essi e sono parte di noi. Canciones populares costituisce oggi il mio punto di partenza per un possibile cammino verso ciò che verrà domani. L’idea fondamentale è quella di portare in scena la musica di un disco che è stato fonte di ispirazione per tanti artisti. Adattare i temi del 1931 al giorno d’oggi, con un’attitudine musicale, scenica e coreografica che differisce molto da quella dell’epoca, ma con la stessa volontà di far ascoltare al pubblico testi e musiche che appartengono al popolo, che raccontano la maniera di vivere di generazioni passate e sono ancora parte di noi» (Rafaela Carrasco)

Se l’intenzione era di catapultarci indietro nel tempo, assaporando quei toni leggiadri, nostalgici e tenebrosi degli anni trenta, Rafaela Carrasco, con il suo spettacolo Vamos al Tiroteo, versiones de un tiempo pasado, ci è riuscita perfettamente.
Penombre da Café de Chinitas. Bianco, rosso e nero i soli colori dominanti.  Cante, guitarra, violoncello e pianomusicos.
La scena si apre con una Rafaela Carrasco a suon di nacchere. Pantalone nero alto, camicia bianca e scarpe rosse. Sola, su di un palco buio, illuminata solo a tratti da una luce a compás con il suo ritmo. Subito dopo, il cante di Gema Caballero, sulle note di Zorongo Gitano, ti avvolge come il calore di un abbraccio di una madre al figlio. La sua voce limpida e calda ti penetra dentro e ti culla in quelle dolci atmosfere che faranno da corredo a tutto il suo canto. Volutamente il suo non sarà mai d’accompagnamento al baile.
A contrapporre la tonalità cristallina della Caballero, il cante profondo di Antonio Campos entra subito in scena con Anda Jaleo cantato a ridosso della bailaora, tipico rituale in tutti gli spettacoli della Carrasco.
Le Sevillanas antiguas aprono la porta ai quattro bailaores che con la loro energia e i loro zapateados caratterizzeranno tutto lo spettacolo.
Entrano avvolti nelle loro Batas de Cola e catalizzano tutto il pubblico ballando le Sevillanas del siglo XVIII. Belli, bravi e fieri e si avvolgono nelle loro code con una agilità femminea e irriverente.
Riproponendo il tema dello spettacolo, poco dopo la Carrasco entra in scena con un vestito bianco simile a quelli che indossava l’indimenticabile Argentinita nelle sue esibizioni dell’epoca, e duetta con David Coria. I loro corpi ballano e si avvolgono con un Mantón dai colori tema della serata.
Rievocare il passato e ricodificarlo nel presente, mantenendo gli stessi brani musicali contenuti in Canciones Populares, inciso nel 1931 da Garcia Lorca e La Argentinita, è la scommessa della Carrasco. Ma indubbiamente una scommessa vincente, raggiunta anche grazie alla collaborazione di due prestigiosi Maestri della chitarra quali Jesús Torres e Juan Antonio Suárez “Canito” che hanno saputo materializzare e mettere in scena questa trasformazione rendendola attuale come esecuzione ma con uno sguardo sempre rivolto al passato. Senza dimenticare al piano Pablo Maldonado e al violoncello José Luis López, suoi abituali creatori e realizzatori, che fanno parte dell’attuale Compagnia della bailaora sevillana.
E non per ultimo, la scelta di farsi affiancare al baile da quattro uomini, Ricardo López, Pedro Córdoba, José Maldonado e David Coria, che attraverso la loro potenza e i loro virtuosismi, hanno dato quell’impronta forte e decisa a tutto lo spettacolo. Indimenticabili nella coreografia dove ballano tra frange rosse calate dall’alto.

La tenuta del ritmo della Carrasco e la sua magistrale interpretazione trovano l’apice nel finale con un baile a palo seco con i quattro hombres. Velocità di esecuzione, intrecci di figure e giochi di luce, segnano lo scandire del compás e l’uscita dalla scena ad uno ad uno dei bailaores, fino a lasciare sola sulla scena, così come all’inizio, un’enigmatica ed emblematica Rafaela Carrasco. Una delle figure più rappresentative del baile flamenco di oggi. Una bailaora che sa andare avanti per la sua strada guardando il passato e vivendolo al presente. 

  • Writer: Paola Amedei
  • Editing: Claudia Badalini e Katia Di leo
  • Revisione: Las tres

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