Miguel Lavi, los conciertos de palacios

Palacio Villavicencio, Jerez de la Frontera 28 Febbraio 2012.
Miguel Lavi
“Los conciertos de palacios”

Video della serata su Vimeo: Miguel Lavi, un quejío que ya es realidad from Festival de Jerez Televisión

Cante: Miguel Lavi
Guitarra: Manuel Parrilla
Percusión, Palmas: Carlos Grilo, Miguel Puyol

È il 28 Febbraio 2012, Palacio Villavicencio, Alcazar de Jerez de la frontera. Ore 19.00. Mentre fuori tramonta il sole, note di chitarra e di una voce arcaica e profonda percorrono i corridoi del palazzo. La sala, nei toni del rosso sangue e marrone cioccolato, è piena quando gli artisti entrano in fila passando fra il pubblico che applaude. Il cantaor che questa sera apre la rassegna Los conciertos de palacios, dedicata al cante, è Miguel Lavi, jerezano nato a la Plazuela, 30 anni. Accompagnato magistralmente in tutto il concerto dalla chitarra di Manuel Parrilla e da Carlos Grilo e Miguel Puyol alle palmas e ritmica con assoluta complicità e in totale comunicazione.

Il concerto si apre con Tonás con voce rauca e chocolateras. Si prosegue con un Tientos Tangos altalenando fra letras di Jerez e aires di Triana. La Malagueñas del Mellizo drammatica e sostenuta che Miguel intona con grande sentimento e consapevolezza  e la  Bulerías por soleá,  l’aspetto tragico,  fluttuante, potente. Un dolore e un sentimento che diventa magia nelle Seguiriyas, uno stile in cui a nostro avviso eccelle per la sua capacità di rompere la melodia, di tirare, straziare, graffiare con la voce e che finisce per ricordarci vecchi interpreti.

Un cantaor viscerale e profondo che ha ereditato molto dalla sua terra e dai cantaor che la rappresentano, di cui mostra ampia conoscenza. Il concerto si conclude con Bulerías divertite e divertenti composte da Bulerías cortas di Jerez e con aires plazueleros. Prima di uscire Lavi canta alcune letras di Fandangos natural con stili di El Gloria e Manuel Torre. Il pubblico è in piedi quando il quartetto esce e così è giusto che sia.

Un serata magica, in un luogo bellissimo, con un cante come Dio comanda: vero, viscerale, puro, rabbioso, dolce, come solo il flamenco di un grande interprete può regalare. Canta da quando era un adolescente Miguel Lavi, adora andare a cavallo fra le campagne jerezane«El flamenco es una cosa que florece en tu cuerpo» dice; molte persone sostengono che sentiremo parlaremo di lui. Non lo sapevamo l’anno scorso quando accompagnava le classi di Mercedes Ruiz al Festival di Jerez por Caña, ma già era infatti raro sentire un giovane interprete cantare uno stile così complesso. A breve uscirà il suo disco sperando che dentro vi sia un pò della magia che abbiamo respirato in quel salone.

Baci da Jerez.

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