Baile de palabra, Mercedes Ruiz

Sala la Compania, Jerez de la Frontera 1 Marzo 2012.
Baile de palabra
Mercedes Ruiz

Baile: Mercedes Ruiz
Cante: David Lagos
Guitarra: Santiago Lara

Il giorno dopo l’attuazione di Mercedes Ruiz, a Jerez piove. I giornali salutano il “cigno bianco”. Non so spiegare quanto quest’artista con i due grandi che l’accompagnano in questo spettacolo sia stata ieri notte vicina a ciò che immaginiamo sia l’essenza della sua persona. A nostro avviso, il suo spettacolo più bello, il più affine al suo baile, al suo movimento, alla sua arte. Grazia, bellezza, armonia: il baile di una donna che respira se stessa, il suo modo d’essere in una profonda fusione tra musica e canto, vissuta in modo assolutamente personale. Qui dentro Mercedes Ruiz c’è tutta. In passato ci è già capitato di vederla sulla scena, e a volte abbiamo avuto la spiacevole sensazione, di fronte a tanta bravura e bellezza, di qualcosa di mancante, o meglio di non completamente affine a quello che può respirare una qualsiasi persona che ha la fortuna di studiare con lei. In questo spettacolo la sua persona c’è tutta, un’assoluta sensazione di: “Ecco, questa è  Mercedes Ruiz”, la stessa che trovi in classe, la stessa che ti saluta per strada. Uno stato di grazia dunque, quello che si concede una persona che lavorando su se stessa e  arriva ad esprimere finalmente, e sappiamo tutti con quanta ricerca, quello che lei è nel suo profondo e nel suo animo.

‘Baile de palabra’ o sin palabras nel caso dello spettore 🙂 , è probabilmente la conclusione di un percorso cercato per anni e chi ha visto i suoi spettacoli non credo possa non aver avuto la stessa sensazione. Uno spettacolo lento come una poesia, lento come il formarsi del pensiero, della sensazione, di una storia d’amore. Intriso di dettagli di bellezza e d’ arte. Difficile probabilmente, complesso, articolato, sottile, di gusto, delicato. Tre persone: la bailaora, il cantaor David Lagos e il chitarrista Santiago Lara, un triangolo in cui magicamente si forma un mondo.

Mercedes Ruiz, tecnica impeccabile, contagioso nervio, sembra adesso aver trovato una maturità serena che le permette di godere ogni singolo attimo della scena. La complicità con gli artisti è palpabile. Sempre musicale e armonica, con i suoi pitos a trattenerci su un filo musicale anche nel silenzio, con le castañuelas a sottolineare cante e chitarra, con i silenzi dei suoi movimenti quando magicamente è il momento di repirare un’aire della chitarra o il cante prepotentemente straordinario e toccante di David Lagos; qualcosa di inebriante.

Mercedes, come se avesse capito che tutto ha un suo perché, questo perché si respira in ogni attimo… senza essere ripetitivo e come una storia narrata in cui ogni volta si legge un particolare diverso.
‘Procuro olvidarte’ di Manuel Alejandro cantata da David Lagos por Bulerías è stato qualcosa di assolutamente meraviglioso; la forza e la delicatezza che questo cantaor ha dato alla sua interpretazione, sottolineata dal baile di Mercedes è qualcosa che si avvicina all’opera d’arte, e lo spettatore respira e vive questa delicatezza come se facesse parte di ciò che sta vedendo.

Si passa ad una Bulería de Jerez, con cante e chitarra dei tre in piedi regalandoci in un attimo un piccolo pezzo di questa città e della sua grande energia.

Un solo di chitarra di un complice Santiago Lara, le cui dita suonano un tripudio di esperienza apre la Petenera e appare il cigno bianco, in riva al suo lago, tra fronde di salici piangenti. Bata de cola e Mantón che sono il proseguimento del corpo di Mercedes, tanta è la padronanza e la disinvolutura nell’utilizzo di questi due strumenti. Ma senza strafare, tutto segue un andamento che narra la bellezza e l’armonia, eterne protagoniste dello spettacolo.

Con la stessa grande padronanza si passa ad ecos de fragua che ci portano alla Seguiriya di cola negra, per scoprirla più austera e dura. È la volta di Lara che, posto a centro della scena, con la sua chitarra pulita e vigorosa introduce il cantaor al Pregón dell’uva e delle more cantando alla niña sobre el balcón 🙂 e passando al Caracoles. Che bellezza, non lo sappiamo raccontare! Lagos di un bravura che bisognerebbe farne un articolo a sé. Vestita con pantalone e chaquetilla,  dal pezzo affiora un’energia elettrica e antigua insieme, e Mercedes con quella sua figura snella e quelle spallucce civettuole… qualcosa d’altri tempi!

I saluti simpatici, come un ritratto di famiglia a flash di fermo immagini diverse che appaiono dal buio. Lo spettacolo conlude con una Granaínas. Un vero spettacolo di complicità e poesia… Olé los tres.

Guarda il video “Un terceto desgarrador” su Vimeo

  • Writer & Editing: Katia Di leo
  • Revisione: Las tres
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