Matilde Melanotte

Quanto ha influito il flamenco nelle tue scelte personali?
Il flamenco é sempre stato presente nelle mie scelte personali. Fin da piccola ha fatto parte della mia vita quotidiana, studiavo per i compiti in classe in treno mentre andavo a Bologna, a Firenze, a Torino, a Verona o a Padova per inseguire i maestri del cuore. Il garage é diventata la mia sala per studiare flamenco e passavo ore e ore lí sotto. Arrivavo sempre tardi agli appuntamenti perché dovevo provare. Ero sempre di corsa, ma consapevole che stavo coltivando qualcosa di prezioso, qualcosa di mio e solo mio, che nessuno mi poteva toccare. Durante l’adolescenza é stato il mio posto sicuro, il mio specchio, qualcosa in cui riconoscermi, la mia identitá. Alla fine del liceo la mia maestra María José Leon Soto mi disse, con la sua leggerezza che é sempre fonte di grande saggezza, “ma perché non vai a fare l’Universitá a Siviglia?”. Sgranai gli occhi. Lo stupore duró un secondo, poi prevalse il coraggio e convinsi i miei genitori con grande sicurezza che quella era la mia strada. Ho sempre amato studiare e sapevo perfettamente che avrei studiato Psicologia e sapevo che il flamenco sarebbe stato parte di me, e non ci potevo rinunciare. Cosí ora vivo a Siviglia da 5 anni, esco dall’accademia di flamenco di Alicia Márquez e corro all’Universitá, ballando da un’aula all’altra.

Oggi intervistiamo Matilde Melanotte!

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