Simona Di Spirito

Sono Simona Di Spirito nata a Napoli cresciuta in Argentina, arrivata in Italia a Genova nell’89, persona semplice senza troppe pretese dalla vita, mi reputo persona molto fortunata. Ho due gioielli: mia figlia Sofia e mio figlio Silvano e una famiglia alle spalle che adoro, un papà che mi ha trasmesso un’amore infinito per la musica, la danza.
Inizia gli studi di flamenco nel 1996, con Lia Ruscica a Genova, in Spagna con Alicia Marquez, Juan Polvillo, Juana Amaya . Ho partecipato ad alcuni stage organizzati in Italia con Manuel Liñan, Pilar Ogalla, El Junco.
Per quanto rigurada esperienze lavorative ho partecipato come corpo di ballo nella Compagnia di Cristina BenitezDario Polizzi Carbonelli. Ho collaborato con Josè Salguero, Antonio Porro, Nuccio Nobile.
Insegno a Genova, presso la palestra Energym – Via Cairoli 18/2 dal 2000 circa,  e a Chiavari  presso Centro Studi Danza- Via Colombo 87/r, dal 2007.

Nl 2005 con altre 5 persone appasionate di flamento abbiamo costituito la Primera Peña flamenca di Genova, per cercar di divulgare il flamenco e organizzare eventi a Genova, qui collaboro con Papo Paolini, Olmo Manzano, Nuccio Nobile Mosè Carrara.
Bueno ya llegò el momento de la locura… aqui van mis respuestas. Baci

Tutto è iniziato…
Da piccola, grazie a mio padre che mi ha trasmesso la passione per la musica e l’arte in generale. Ho iniziato in Argentina con il Folklore locale e Danzas Españolas. Arrivata in Italia nell’89 mi sono approcciata al Flamenco nel 1996.

Quando hai capito che il Flamenco sarebbe stato la tua professione?
Più che professione ho capito che sarebbe stato l’amore della mia vita … da subito, appena sentito il primo cante e il primo accordo di chitarra.

Hai mai pensato di non farcela?
Sempre tutti i giorni… quando non capisci e le cose si complicano.

Chi sono i tuoi punti di riferimento ?
Artistiticamente parlando mi ha scioccato il primo filmato in bianco e nero di Carmen Amaya e la sua storia. Didatticamente devo molto a Lia Ruscica che veniva una volta al mese a tenere stage a Genova e mi ha parlato per la prima volta di Siviglia e me l’ha fatta conoscere.

Quante ore alla settimana dedichi allo studio?
Purtroppo poche, 4/5 alla settimana.

Quanto ha influito il flamenco nelle tue scelte personali?
Tantissimo anche nel modo di approcciarmi alla vita.

Se tornassi indietro quali sono le cose o le scelte che non rifaresti ?
Rifarei tutto…non sprecherei il tempo in cose futili come ho fatto

Qual è stata, se c’è stata, la più grande difficoltà che hai incontrato per raggiungere i tuoi obiettivi di artista?
Artista è una parola GROSSA! La difficoltà maggiore non essere appoggiata e motivata nel modo giusto.

Quali sono le tue inquietudini d’artista ? Cosa ti fa salire l’ispirazione ?
A volte penso ma chi me lo fa fare… la cosa es muy complicà! Tutto, la rabbia, la gioia, la stanchezza, l’incazzatura …

Tecnica ed espressività. Che cosa viene prima?
L’espressività è fondamentale la tecnica ci serve per poterla esprimere

Ti senti più artista o più insegnante?
Ne uno ne l’altro…

Qual’è il messaggio che vorresti trasmettere ai tuoi allievi?
Credere sempre in tutto ciò che si fa e inseguire i propri sogni

E quale al pubblico? Quale tipo di pubblico vorresti conquistare?
Semplicemente emozionare… tutti indistintamente.

Qual’è il tuo rapporto con gli altri colleghi?
Non ho molti contatti con colleghi flamenchi. Con le poche persone che ho frequentato dell’ambiente flamenco in Italia mi sono sempre sentita a mio agio.

Quali sono i tuoi progetti attuali?
Coltivare e creare qualcosa nella mia città… e chissà.. passare la mia vecchiaia a Siviglia o a Cadice.

C’è stato un momento della tua carriera particolarmente emozionante e per questo indimenticabile?
Ogni volta che faccio qualcosa con il flamenco è per me un momento indimenticabile ed emozionante. Ma in particolare mi sono emozionata la prima volta che ho messo piede in una scuola a Siviglia. Ero da Alicia Marquez sono entrata a lezione e ho iniziato a piangere come una cretina. Non sono riuscita a far lezione ovviamente. La seconda volta è stato quando ho danzato in Sicilia a Noto e mi sono ritrovata per la prima volta da sola con cante e chitarra e ho dovuto improvvisare por siguiriya… il terrore si è trasformato in una sensazione unica e indimenticabile. E infine la vincita del Concorso di Torino, inaspettata.

E che cos’è che non hai ancora fatto ma che speri un giorno di fare? Qual è il tuo sogno nel cassetto?
Fare una pata por buleria come Dio comanda!!! Ce la posso fare… forse… a 70 anni…. e danzare almeno una volta nella vita con Eva Yerbabuena.

Qual’è l’artista/collega (bailaor, cantaor, tocaor) della scena attuale che più corrisponde al tuo gusto e che più ti emoziona?
Eva Yerbabuena. Come cantaor mi piace molto El Extremeño.

La tua meta ideale: Sevilla, Jerez, Madrid o…?
Sevilla.

Tradizione o modernità?
Io sono più per la tradizione, anche se la modernità è forse un passaggio obbligato per sperimentare e sperimentarsi… sono convinta che prima o poi si torni sempre all’origine.

Pensi che ‘il Duende’ sia solo una prerogativa del popolo gitano o spagnolo?
Assolutamente no, può appartenere a chiunque.

Il tuo più grande difetto e il tuo più grande pregio come artista e come persona
Ho poca stima di me stessa e sono molto ottusa. Sono estremamente ottimista.

La prima letra che ti viene in mente…

Martinete ” y tu no te reveles gitana y aunquè, ay se entere tu tu gente, ay yo he hecho juramento de paz, a darte con la la muerte, vinieron y me dijeron que tu, habias hablao mal de mi, mira mi cual pensamiento que no lo creia en ti, ay ay ayaya

A che cosa pensi un momento prima di salire sul palcoscenico?
Mi isolo completamente… nebbia.

Le emozioni che provi mentre balli …a cosa pensi ?
Già di natura penso molto poco, ho solo 2 neuroni sopravvissuti 😉 scherzi a parte… Provo cose molto intime e come se fossi da sola con me stessa e con l’altra persona che è dentro di te e che paradossalmente prova cose che nella vita reale non riesce a provare o a tirar fuori.

Ti capiterà di salire sul palco e non avere voglia di ballare, voglio dire… immagino che quando diventa un impegno possa succedere. Come te la sbrighi ?
No, sono poche le occasioni di danzare. A volte se sono inversa, basta sentire i primi accordi di chitarra, la gente che osserva in silenzio e tutto passa.

Bailaora solista su di un palco. Chi vorresti con te come accompagnamento al cante y al toque ?
Persone e/o artisti che semplicemente abbiano voglia di emozionarsi insieme a me.

Cosa pensi invece del baile in compania? Sia come ballerino che come spettatore.
Dipende dalle Compagnie, alcune mi sono piaciute altre meno, ballare in Compagnia credo sia importante dovrebbe essere un passaggio obbligato, gioco di squadra, insegna a rispettare gli altri, la disciplina, rispetto della gerarchia e conoscienza, per tutto ciò che riguarda sapersi muovere sulla scena e fuori dalla scena. Far parte di una Compagnia è un lavoro faticoso o almeno per me lo è stato.

Il palos che ti rappresenta di più o quello che pensi sia più rappresentativo per il tuo baile.
Personalmente prediligo il cante por Soleà e Siguiriya, ma non so se sono quelli che esprimano al meglio il mio baile.

Ascolti altri generi musicali oltre al flamenco? Se si quali?
Poco, ascolto la radio e ogni tanto ascolto musica di tradizione o tribale per nuove sonorità.

L’ultimo libro che hai letto ?
Estasi Culinarie di Muriel Barbery.

La tua giornata ideale?
Un pic nic immersi nella natura con i miei bimbi.

Qual’è il momento della giornata dove ti senti maggiormente creativo ?
Prima di adormentarmi è dove ho le idee migliori, peccato che spesso non riesco a metterle in pratica!!

Un consiglio per i nostri lettori che vogliono fare del flamenco la loro professione.
Non saprei; amare ciò che si fa indipendentemente dal guadagno, avere pazienza e costanza.

Il tuo segreto inconfessabile …
è inconfessabile…

Il tuo compagno ideale: dentro o fuori dell’ambiente flamenco?
Dentro potrebbe capire di più e la condivisione sarebbe maggiore.

Il flamenco in una parola.
Autenticità.

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One thought on “Simona Di Spirito

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