Andrea Lamberti “El Niño”

Nato nel 1978 a Torino. Nell’anno 2002 si approccia al Flamenco attraverso lo studio del baìle inizialmente come allievo, e successivamente come borsista presso l’Academia de Baìle Arte y Flamenco di Torino (Monica Morra e Claudio Javarone). In seguito si perfeziona partecipando a stages e laboratori con artisti spagnoli quali Mercedes Ruiz, Manuel Betanzos, Angel Atienza, Soraya Clavijo, El Chupete, Rafaela Carrasco, Alicia Marquez, Pilar Ogalla, Angel Muñoz, Susana “La Chabuquita”, Hiniesta Cortes, Manuel Liñan, El Junco , Rafael Campallo, Andres Peña.
A partire dall’anno 2006 dopo un periodo di intenso studio e preparazione, inizia la sua carriera di danzatore professionista, inizialmente in qualità di sostituto nella Compañia Arte Y Flamenco (della quale entrerà a far parte ufficialmente un anno dopo), per poi sperimentarsi  come bailaòr solista e ospite in diverse realtà italiane.
Chitarrista e cantante dall’età di 14 anni, collabora con diverse band giovanili del panorama Punk-Rock torinese, subendo poi un’evoluzione musicale che lo spinge verso la musica Reggae. Ed è proprio con le bands “Lipstik and Reggae in System” e “Just Last Reggae”,  che decide di dedicarsi a ricami e dettagli che solo la percussione e l’effettistica leggera  possono dare soprattutto a questo genere musicale. Catturato dal fascino della ritmica flamenca, delle palmas e del brillante suono del cajon, ed essendo in possesso di una buona tecnica percussiva, inizia dapprima ad accompagnare le classi di baìle supportando la chitarra di Marco Perona, per poi calcare le scene al fianco di numerosi musicisti del panorama flamenco italiano e non. Attualmente è percussionista stabile e danzatore della Compagnia Arte y Flamenco insieme ai  numerosi artisti spagnoli con questa collabora.
Dal 2007 è insegnante  di danza flamenca insieme a Monica Morra e Claudio Javarone presso l’Accademia de baìle Arte y Flamenco di Torino e conduce  corsi e stage di Baìle e Palmas a Vigevano (PV), Ivrea, Ancona, Ascoli, Bolzano, Reggio Calabria e altre località italiane.

Spettacoli: 2005 – Arte y Flamenco – “Pieza Flamenca”  – 2006 – Arte y Flamenco –  “…Hasta Madruga’” – una riproposta attuale degli storici cafè chantant – Dal 2006 al 2008 – “Colores Morenos” in collaborazione con la compañia Flamenquevive – spettacolo di flamenco tradizionale. Dal 2007  a tuttoggi – “ Duo”-  un progetto di unione tra danza e musica contemporanea-flamenca e teatralità, coreografato e danzato da Claudio Javarone e Angela Placanica, musiche di Marco Perona e l’intervento dell’attore Giorgio Perona.  2007 – “ Fuego – Agnì”  spettacolo della Compagnia Arte y Flamenco  in collaborazione con gli artisti Malesi Kumar Karthigesu (Sitar) , Vick Ramakrishnan (Tabla) e la danzatrice Sarasa Krishnan in un esperimento di fusione tra Flamenco e la danza Kathak Indiana. 2008 – Arte y Flamenco – “Flamenco a Tres Caras”  spettacolo in tre atti che propone Opera, Tradizione e Contemporaneità della danza flamenca – 2008 – “Pinturas” – in collaborazione con la compañia Flamenquevive, la vita e le opere di Picasso in chiave flamenca. – 2009 – Arte y Flamenco – “Boda Flamenca” scene da un matrimonio andaluso, opera in due atti nella quale rappresenta il ruolo di sposo gitano, il protagonista – 2009 – Con la regia di Franco Zeffirelli – Arena di Verona – “Carmen” di Bizet – in qualita di ballerino del corpo di ballo spagnolo. Dal 2007 – “ Tablao Flamenco Jovenes” – spettacolo itinerante che fonde tradizione e modernità della danza e del canto flamenco, in collaborazione con Marco Perona (chitarrista) e Simona Del Giudice (ballerina). Dal 2008 – “Casa Guiri” – Il Tablao Flamenco di Torino – Appuntamento mensile che si propone di rivivere i momenti e le tradizioni dei tipici Tablaos andalusi, spettacolo rigorosamente proposto in acustico – in qualità di ballerino ma soprattutto di organizzatore e direttore artistico.

 

Come ti sei avvicinato al flamenco?
Per caso..sono stato invitato al saggio di un’amica e nel secondo tempo ho visto ballare la Compañia Arte y Flamenco con aggiunta di Manuel Betanzos e Angel Atienza…praticamente sono rimasto folgorato :-).Mi sono subito iscritto ad un corso di sevillanas e poi ho iniziato a studiare baile da Monica Morra… mi sembra ieri…

Quando hai capito che sarebbe stata la tua professione?
Bè in realtà non l’ho capito…ho cominciato a dedicarci tempo e poi in qualche modo mi ci sono trovato dentro..praticamente senza  che me ne accorgessi

Hai mai pensato di non farcela?
Dipende da cosa uno intende per “farcela”..secondo me basta spostare i propri obbiettivi tappa per tappa senza puntare subito all’Olimpo e tutto si può fare con impegno, testa e passione. Bisogna sempre restare con i piedi per terra guardandosi indietro da dove si arriva e  avanti fino al passo successivo, perché sognare di conquistare la “Maestranza” di Sevilla è bello ma… “no quiero morir soñando como mueren las cigalas”

Chi sono i tuoi punti di riferimento?
Il primo è il compas :-). Poi sicuramente Monica Morra che mi ha cresciuto dal punto di vista della danza e tutte le persone con cui studio per un aspetto o per un altro, ma non ho idoli ne chiodi fissi da emulare o a cui mi affido completamente. Se c’è una cosa che ho capito è che il flamenco è una forma di espressione così personale che non è possibile clonare nessuno. E’ bello e saggio imparare da tutti coloro che hanno un nome e uno stile, ma è assolutamente necessario attingere da ciò  che senti nella pancia.

Quante ore alla settimana dedichi allo studio?
Dipende… in genere abbastanza, ed in più ho notato che spesso insegnando s’impara ancora di più, perché canalizzando energie e pensiero a trasmettere tecnica e passione a qualcuno ci si focalizza parecchio sul proprio corpo e si acquisisce ancora più  consapevolezza.

Quanto ha influito il flamenco nelle tue scelte personali?
Adesso come adesso il flamenco è una mia scelta personale…

Qual è stata, se c’è stata, la più grande difficoltà che hai incontrato per raggiungere i tuoi obiettivi  di artista?
Sicuramente l’aver iniziato da adulto e il non avere una dote innata per la danza e il movimento, ma ho capito che tutto s’impara e non è mai troppo tardi per farlo..basta conoscere e tentare di superare continuamente i propri limiti senza demoralizzarsi.

Tecnica ed espressività. Che cosa viene prima?
Direi che le due cose viaggiano di pari passo, anche se non dico Olè ad un virtuosismo tecnico mentre alla pataita storta di un chitarrista si 🙂

Ti senti più artista o più insegnante?
Al momento mi sento un onesto lavoratore del flamenco e amo sia danzare che insegnare e suonare… se c’è arte in quello che faccio lo lascio decidere a chi la percepisce tale…

Qual’è il messaggio che vorresti trasmettere ai tuoi allievi?
Che il flamenco è soprattutto un linguaggio di comunicazione… non sprecate tempo in monologhi davanti ad uno specchio ma aprite le orecchie  a cante, musica e fate sentire la vostra voce, o meglio i vostri piedi 🙂

E quale al pubblico?
Credo che non si possa trasmettere un messaggio vero e proprio ma un’emozione, la tua, quella che provi quando balli, ogni volta differente. Il lamento del cante e il brillo della chitarra filtrati dal tuo essere e dal tuo sentire del momento.

Quale tipo di pubblico vorresti conquistare?
Non sono nè un militare nè un conquistatore, mi piace fare quello che faccio e lo farei anche davanti ad una sala vuota. Mi piace il calore del pubblico e vedere tornare indietro ciò che do sul palcoscenico ma non scegliere chi è seduto sotto e pretenderne l’attenzione… semmai è il pubblico che sceglie di dedicarmi del tempo.

Qual’è il tuo rapporto con gli altri colleghi?
Mi diverto. Mi piace parlare la stessa lingua con i dialetti diversi del caso e giocare al gioco del flamenco 🙂

Quali sono i tuoi progetti attuali?
Attualmente gestisco con grande soddisfazione le lezioni in accademia a Torino e una serie di stage su e giù per l’Italia. Dallo scorso inverno ho dato vita a “Casa Guiri”,  il Tablao flamenco di Torino, un appuntamento fisso mensile con il flamenco giunto alla seconda stagione, che mi sta dando tantissima soddisfazione e mi sta facendo crescere da tanti punti di vista.
E proprio per la mia esigenza di crescere dal punto di vista professionale, che insieme alla mia cara amica Manuela Baldassarri “La Malita” , abbiamo messo in cantiere uno spettacolo che spero sia pronto per il prossimo inverno, dove ognuno di noi potrà dire la propria su questa grande arte che è il flamenco senza però staccarci ne allontanarci dalla sua radice tradizionale che lo rende così unico…

C’è stato un momento della tua carriera particolarmente emozionante e per questo indimenticabile?
Si la prima volta che ho visto ballare al saggio i miei allievi… ho letto nei loro occhi la gioia di danzare sul palco e percepito di avergli trasmesso qualcosa… per alcuni una passione e per altri la consapevolezza di avere una gamba destra e una sinistra 🙂 che non è poco! Senz’altro una grande emozione l’ho provata ballando al Teatro Romano di Taormina davanti a tantissime persone… danzare tra quelle pietre piene di storia mi ha fatto sentire una pulce 🙂 e poi danzare, anche se non flamenco, all’Arena di Verona queste estate… che roba ragazzi!

E che cos’è che non hai ancora fatto ma che speri un giorno di fare? Qual è il tuo sogno nel cassetto?
Non credo di averne uno… chi vivrà vedrà!

Qual’è l’artista/collega (bailaor, cantaor, tocaor) della scena attuale che più corrisponde al tuo gusto e che più ti emoziona?
Farruco è morto purtroppo, ma per la guassa che ha nel giocare con il flamenco Rafael Campallo. Mentre Poveda con la sua voce e la sua sabiduria mi ruba l’anima…

La tua meta ideale: Sevilla, Jerez, Madrid o…?
A Sevilla per studiare… a Jerez per far caciara la notte 🙂

Tradizione o modernità?
Tradizione

Pensi che ‘il Duende’ sia solo una prerogativa del popolo gitano o spagnolo?
Ma quando mai!!

Il tuo più grande difetto come artista e come persona
Sono terrone 🙂

Il tuo più grande pregio come artista e come persona
Sono terrone 🙂

La prima letra che ti viene in mente…
“Por soñar soñé, en robarte un beso, por soñar soñé, en no herirte el sentimiento, por soñar soñé, en alcanzar tu pelo negro, por soñar soñé, en crear un firmamento, por soñar soñé,que tu me querías, que te venias conmigo, siempre a la verita mia, por soñar soñé, en no herirte el corazón, por soñar soñé, por soñar soñé, los sueños, los sueños, sueños son…”

A che cosa pensi un momento prima di salire sul palcoscenico?
A desfrutar

Ascolti altri generi musicali oltre al flamenco? Se si quali?
Un pò di tutto. Ho suonato e cantato dal punk al reggae fino a fare immagine in discoteca, ma il flamenco ricopre gran parte delle mie scelte musicali

L’ultimo film che hai visto al cinema? L’ultimo libro che hai letto se preferisci…
“Dragon balls”… che schifo !!!

La tua giornata ideale?
L’importante è dormire fino a tardi :-)… poi preferisco fare sempre cose diverse

Un consiglio per i nostri lettori che vogliono fare del flamenco la loro professione
Mi vien da dire lasciate stare…. ma poi non è vero, e durerà poco ma è bellissimo!!

Il tuo compagno ideale: dentro o fuori dell’ambiente flamenco?
Meglio fuori…

Il flamenco in una parola
Total!!!

Grazie Andrea!

El Niño por buleria:

El Niño por jaleo

Boda Flamenca con la Compañia Arte y Flamenco

3 thoughts on “Andrea Lamberti “El Niño”

  1. andrea sei un grande!!è stato bellissimo leggere la tua intervista..grazie del tempo,della passione,e dell’amore che ci metti nell’insegnare a noi ogni giorno!!e cm dice manu..complimentiiiiiiii!!!bacio..lia

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  2. Pingback: Noche flamenca 16 marzo 2010 | EleonoraManica

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