Anna Cirigliano

Laureata nel 1990 all’Accademia Nazionale di Danza in danza classica.  Segue il corso di perfezionamento in danza contemporanea all’Accademia Nazionale di Danza. Dal 2000 al 2006 si reca a S. Pietroburgo per corsi d’aggiornamento all’Accademia Vaganova. Studia flamenco, classico spagnolo, scuola bolera e danze popolari spagnole a Madrid. Consegue il diploma UISP in danze popolari italiane.
Membro del Teatro Dora Stratou di Atene e dal 2000 del Conseil International de la Danse-UNESCO la cui sede è a Parigi. Dal 2007 è referente CID per il Lazio. Nel 1994 fonda la scuola e compagnia Choros realizzando numerosi spettacoli in Italia e all’estero in collaborazione con musicisti e gruppi musicali quali Synaulia, Lvdi Scaenici, La Piazza, Autura, Nando Citarella, Marcello Cofini, Paco Enriquez, Marco Albani, Eugenio Bennato. Nel 2004 riceve due premi per la coreografia e costumi al Dance Grandprix di Barcellona.  Nel 2005 riceve per la danza, il premio internazionale Anco Marzio di Ostia nel Mondo. Crea gli spettacoli Mediterraneo, Carmen y Carmela, Omaggio alle figliole (in collaborazione con Autura), Festa della donna 2006, 2007, 2008, realizza coreografie di ricostruzione di danze dell’antica Roma. Partecipa e crea coreografie per lo spettacolo di Piero Martini, Napoli lirico popolare e quello ideato da Francesco Cirigliano Homenaje a Garcia Lorca, in collaborazione con Aeidon. Collabora con le scuole di istruzione primaria in Roma per progetti e corsi di propedeutica della danza e danze popolari.  Realizza lavori per il Municipio XIII, il Comune e la Provincia di Roma. Vanta esperienza ventennale nel mondo dell’insegnamento della danza.

Tutto iniziò …
… Alla scuola di danza che frequentavo per le lezioni di classico e contemporaneo. Arrivò una maestra di flamenco ed io iniziai il corso (anni ’80, avevo circa 17 anni)! Rimasi molto affascinata dal tipo di tecnica, così diversa da quello che stavo studiando, e dalla cultura.

Quando hai capito che il flamenco sarebbe diventata la tua professione?
Quando facevo gli spettacoli come allieva riscontravo notevole successo sul pubblico. Capii che forse il mio modo di essere e il mio fisico erano adatti al flamenco.

Hai mai pensato di non farcela ?
Bè … no! Non ho avuto vita facile nella danza, ma ho sempre pensato che potevo dare qualcosa, rimanendo però consapevole dei miei limiti e delle mie possibilità. In questo modo sono riuscita a trovare la giusta via per la mia carriera.

Quanto ha influito il flamenco nelle tua vita ?
Io non sono un’artista solo flamenca, mi occupo anche di altre discipline. Non posso dire, quindi di vivere solo per il flamenco, ma sicuramente, questa cultura mi ha formata tecnicamente e culturalmente (in senso generale), ed ha ampliato i miei orizzonti per ciò che riguarda l’arte in genere!

Quale è stato l’ostacolo più grande che hai incontrato nel tuo percorso?
Quando ho aperto la mia scuola di danza CHOROS di Acilia, ho avuto molte difficoltà burocratiche ed economiche per avviarla. Ma la tenacia e la forza di volontà hanno fatto sì che riuscissi a portare avanti il mio messaggio di danza. La scuola Choros per me è come una creatura da proteggere!

Tecnica ed espressività. Che cosa viene prima?
Non posso pensare ad un artista solo tecnico! L’espressività è alla base! La tecnica, però, rende l’artista più sicuro di sé e dà la possibilità di tirar fuori l’espressività nel migliore dei modi!

Ti senti più artista o più insegnante?
Credo che l’insegnante debba essere anche artista! Tutti possono insegnare dei passi; insegnare ad essere artisti è più difficile. Questo, secondo me, si può fare abbinando alla tecnica, l’insegnamento della cultura che si vuole trasmettere. Mi sento, quindi, “un’insegnante artista”!

Qual è il messaggio che vorresti trasmettere ai tuoi allievi ?
L’amore e la passione per la danza.

Quali sono i tuoi progetti attuali?
Sto pensando di ripristinare alcuni spettacoli pensati e realizzati con mio fratello Francesco; vorrei riproporli (Homenaje a Garcia Lorca per esempio). Inoltre cerco di promuovere la cultura flamenca invitando dei maestri nella scuola. A tale proposito vorrei ricordare che ospiteremo, alla scuola Choros, il mitico Miguel Angel Espino per un seminario (10-11 dicembre 2011). Per me e per mio fratello Francesco, Miguel è stato il primo mito del flamenco, negli anni che iniziavamo.

C’è stato un momento della tua carriera particolarmente emozionante e per questo indimenticabile?
Sì! A dire il vero vari ricordi emozionanti, ma uno in particolare. Teatro Magellano, Ostia, credo 1997, il pubblico applaudiva in piedi alla fine dello spettacolo! Questa cosa mi è successa anche in Norvegia ed a Tarragona (Barcellona), ma a Ostia è stato particolarmente emozionante perché è la mia cittadina e perché lo spettacolo mi vedeva come coreografa e ballerina.

Il tuo sogno nel cassetto?
Vorrei sviluppare l’attività come coreografa e regista, collaborando con dei musicisti. Mi piace sperimentare e cercare l’ispirazione dalla cultura di un popolo.

Qual è l’artista della scena attuale che più corrisponde al tuo gusto e che più ti emoziona?
Israel Galvan, proprio per quello che dicevo prima, mi affascina tantissimo. Nel suo modo di comunicare contemporaneo si respira la tradizione pura. Non so come dire, ricerca nuovi linguaggi per raccontare un popolo. E’ un po’ quello che sto tentando da anni di fare!
Josè Antonio è il mio coreografo preferito in assoluto! Ho visto il suo lavoro El Cafè de Chinitas almeno cinque volte! Ogni momento dello spettacolo ti sorprende, ogni passo mosso dai danzatori ha dietro significati e cultura. Ho avuto la fortuna di vederlo lavorare in sala d’incisione con il pianista Chano Dominguez; ha un modo di creare impressionante, ha una cultura immensa e un’immensa creatività.
Molti anni fa, a Madrid, vidi El Cachorro, rimasi folgorata!
Miguel Angel Espino! Non posso non nominarlo! E’ da sempre un mito; il suo flamenco è estremamente elegante e mi piace molto!

La tua meta ideale: Sevilla, Jerez, Madrid o…?
Sicuramente Madrid! E’ lì che ho iniziato, alla storica scuola AMOR DE DIOS, di Calle Amor De Dios! A volte vado anche per un fine settimana, sento proprio la necessità di passeggiare per le sue vie. Tra l’altro mio fratello Francesco vive lì, e ci sono molti amici!

Pensi che chi sceglie oggi di diventare una bailaora professionista di flamenco sia più agevolata o ha molte più prospettive di quando iniziasti tu molti anni fa ?
Assolutamente no! Con la situazione della danza in Italia, credo che oggi nessuno abbia grandi possibilità, purtroppo! Certo, è più facile viaggiare, acquistare materiale, guardare maestri e ballerini su you-tube…ma non lo cambierei con l’emozione del mio primo viaggio a Madrid, con mille sogni nel cassetto e tante aspettative!

Raccontaci il “tuo” Duende …
El duende non si può raccontare, è difficile farlo. Fa parte del nostro personale modo di essere, di esprimere e di sentire. Forse riguardando i miei lavori e il mio baile si può capire meglio.

Il tuo più grande difetto e il tuo più grande pregio sia come artista che come persona
Mi rendo conto di essere troppo buona e di passare sopra a molte cose. Il problema è che se mi stanco di una situazione posso chiudere amicizie di anni e portare rancore per sempre! Forse perché pretendo, nel mio inconscio, che tutti siano come me e che tutti apprezzino quello che faccio. Quando questo non succede divento molto dura! Può essere un difetto, ma anche un pregio! Nell’arte questo mio modo di essere influisce perché mi rende molto forte, a volte dura, e mi dà rigore per andare avanti nella mia strada.

Il palos che ti rappresenta di più o quello che pensi sia più rappresentativo per il tuo baile.
Non credo ci sia un palos particolare. Mi piace raccontare qualcosa, mettere in scena sentimento, cultura e idee. Ogni palos che mi può dare questa possibilità è giusto per me. Diciamo che ho delle “simpatie” per tientos, tangos, bulerias…

A che cosa pensi un momento prima di salire sul palcoscenico?
Penso a respirare!!!!…Per me è sempre un’emozione, come fosse la prima volta! Cerco quindi di entrare nello spirito dello spettacolo facendo qualche esercizio di concentrazione e rilassamento.

Descrivici le emozioni che provi mentre balli …
E’ come trovarsi in un altro mondo, nel proprio mondo personale. Mi rendo conto di ballare con la voglia di trasmettere forza, o forse un sentimento forte, che sia capace di far esplodere tutto quello che mi circonda. Spero che al pubblico arrivi una forte energia vitale!

Bailaora solista su di un palco. Chi vorresti con te come accompagnamento al cante y al toque ?
Mi piace sperimentare: con me Jorge Pardo!

Qual’è il tuo rapporto con gli altri colleghi?
Il rapporto è tranquillo, ma non profondo. Non ho amici tra i “flamenchi”.

Il tuo compagno ideale … fuori o dentro del flamenco ?
Ho sempre sognato di poter ballare con Miguel Angel, perché corrisponde alla mia formazione di danza. Devo dire, però, che la coppia perfetta è con mio fratello Francesco. La somiglianza e lo stesso sangue credo che influiscano sulla riuscita del ballo!
(Sicuramente lui non ha detto la stessa cosa … ma non mi offendo!!! ahahaha!!)

Se tornassi indietro quali sono le cose o le scelte che non rifaresti ? E quali quelle che ti rimproveri di non aver fatto ?
Rifarei tutto e non mi rimprovero niente … forse avrei potuto avere solo un po’ più di fortuna nel proporre i miei lavori.

Per che cosa vorresti essere ricordata?
Vorrei essere ricordata come un’artista completa, sia sul palco che nella vita … pretendo troppo??

Il flamenco in una parola
Vanno bene tre? Cultura, sentimento, arte!

Grazie ad Anna! Per chi volesse approfondire:

Videos:

Bolero di Puerto Real.

Core Niro.

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