Bruna Learchi

Bruna Learchi Valverde, nata a Genova il 18/04/1977, da Madre Andalusa e Padre Italiano. Ho iniziato gli studi di Danza Classica, Danza Classica Spagnola e Flamenco nella scuola A.R.PE DANZA di Pegli (Ge), diretta da Carmen Valverde, mia madre.

Nel 1992, Carmen Valverde fonda il Gruppo Almudena, del quale faccio parte ancora oggi e con il quale abbiamo partecipato a numerose esibizioni a carattere regionale e nazionale (serate di gala, rassegne, cene a tema spagnolo, serate a scopo benefico…etc)
Nell’estate del 1995 ho iniziato a ricevere privatamente lezioni di Flamenco da Tomas de Maria, ballerino di Almeria (Andalucia).

Dal 1999 fino ad oggi ho avuto modo di perfezionarmi seguendo corsi di aggiornamento nella scuola più rinomata di Flamenco a Madrid: AMOR DE DIOS, sotto la direzione di ballerini come: Paco Romero, Ciro, Tomas de Madrid, Enrique Pantoja, Maria Magdalena, Carmela Greco, La China, Yolanda Heredia, Belen Fernandez, Domingo Ortega, La Tati, La Truco, La Tacha, Maria Juncal, Angela Españadero, Daniela Tuges.

Continuando i miei studi di perfezionamento e aggiornamento ho avuto modo di studiare, qui in Italia, con ballerini di fama mondiale come: Rafaela Carrasco, Josè Greco, Miguel Angel Espino, Alicia Marquez, Manuel Liñan El Oruco.  Dal 2001 ad oggi, ho collaborato nella produzione di spettacoli del Gruppo Almudena : RECUERDOS Dicembre 2001 – Teatro Garage, Teatro Albatros ( Genova) –  COLORES DE MI ANDALUCIA Luglio 2001 – Arena del Mare Porto Antico Expò (Genova) – FUENTE VIVA Marzo 2003 – Teatro Garage, Teatro Albatros, Teatro S.Luigi Gonzaga, Arena del Mare (Genova) – TRILOGIA FLAMENCA Dicembre 2004 – Teatro Garage, Teatro Albatros, SUQ Festival delle Culture

Dal Gennaio 2003 ho collaborato con Tomas de los Reyes, chitarrista di Cordoba residente in Italia, esibendomi per diverse manifestazioni in diverse città Italiane: Verona, Mantova, Bologna, e al Folk Club di Torino.

Per tutta la stagione estiva 2005-2006 ho avuto modo, con il Gruppo Almudena, di calcare diversi palchi e partecipare a molte altre serate, tra le quali una a carattere internazionale: ad Almeria  ( Andalucia), dove ho avuto modo di esibirmi come solista.  Nell’estate del 2006-2007-2008 ho partecipato inoltre al PERCFEST (Laigueglia) accompagnata da Pierpaolo Di Gregorio alle percussioni (tenendo seminari di compas giornalieri) ed esibendomi con il gruppo.
Nel 2008 insieme ad altre due ballerine del gruppo inizia una collaborazione con la compagnia di flamenco svizzera El Contrabando, con la quale porto in scena “il Bolero della Borsa” all’interno della mostra H2O tenutasi al Palazzo della Borsa di Genova. Successivamente lo spettacolo viene portato al Mertz di Torino, arrivando tra i finalisti del Corcorso di Coreografia di Madrid al Teatro Albeniz.
In ultimo viene chiamato a partecipare durante il Festival di Flamenco Contemporaneo, a Dusseldorf, al Thanzaus.

Dall’età di 18 anni insegno in altre scuole genovesi (Spaziodanza, ABC danza, Studio Danza 91, Artedanza, Danza 3, Koros, Danzaluccoli23) e all’interno della scuola di mia madre, nella quale coadiuvo in tutte le attività.

Tutto è iniziato…
Nel 1983 all’età di 5 anni, quando mia madre Carmen Valverde ha fondato la scuola A.R.PE DANZA a Genova. Ho iniziato il percorso di Danza Classica e Danza Spagnola.

Quando hai capito che il Flamenco sarebbe stato la tua professione?
Quando non potevo più farne a meno, ogni giorno.

Hai mai pensato di non farcela?
Sempre, ma credo che sia questo stesso pensiero a darmi la forza di continuare a studiare e a superarmi.

Chi sono i tuoi punti di riferimento ?
Se penso alle figure che ho avuto la fortuna di conoscere e che mi hanno accompagnato nello studio, penso a Maria Magdalena, Miguel Angel Espino, Carmela Greco, Enrique Pantoja, Yolanda Heredia, e potrei aggiungerne altri…..Mercedes Ruiz credo sia attualmente la figura femminile che più mi affascina oggi. E mia madre sarà sempre il mio esempio come insegnante di baile e di vita.

Quante ore alla settimana dedichi allo studio?
Dedico allo studio almeno dieci ore alla settimana.

Quanto ha influito il flamenco nelle tue scelte personali?
Parecchio, e tutt’ora nelle nuove vesti di mamma le mie giornate sono scandite dal flamenco.

Se tornassi indietro quali sono le cose o le scelte che non rifaresti ?
Non mi farei mancare il cosiddetto “anno sabbatico” dopo laurea da passare in Spagna.

Qual è stata, se c’è stata, la più grande difficoltà che hai incontrato per raggiungere i tuoi obiettivi di artista?
A volte la mancanza di tempo, e spesso in una città come la mia si trovano difficoltà di tipo “mentale” ed “economico” soprattutto per la promozione di nuovi progetti.

Quali sono le tue inquietudini d’artista ? Cosa ti fa salire l’ispirazione ?
L’inquietudine più grande è proprio la mancanza di tempo da dedicare allo studio; perché è da qui che si trae ispirazione. Credo che ci siamo momenti in cui è preferibile farsi una passeggiata per sgomberare la mente piuttosto che trovarsi davanti allo specchio e non sapere cosa creare….le cosiddette ONDE CREATIVE arrivano a sorpresa, e bisogna essere abili nel tuffarcisi dentro subito.

Tecnica ed espressività. Che cosa viene prima?
La tecnica credo sia indispensabile. Una volta acquisita quella si raggiunge una tranquillità d’esecuzione che ti permette di esprimerti al meglio.

Ti senti più artista o più insegnante?
È come chiedere se si ama più un genitore di un altro. Credo un vero artista debba avere la stessa capacità di DARE e DARSI sia sul palco che in classe.

Qual’è il messaggio che vorresti trasmettere ai tuoi allievi?
L’amore per il flamenco, e per tutta la cultura spagnola in tutte le sue sfumature, e che siano in grado di distinguere la qualità.

E quale al pubblico? Quale tipo di pubblico vorresti conquistare?
Dicono che il pubblico “genovese” è il più difficile, perciò direi che abbiamo già fatto un buon salto (scherzi a parte). Ho avuto modo di affrontare pubblico di ogni genere, e sicuramente quello SPAGNOLO è stato il più difficile (e sicuramente è costato più fatica emotiva)

Qual’è il tuo rapporto con gli altri colleghi?
Sono della filosofia del VIVI E LASCIA VIVERE, non amo le competizioni, ma non mi trattengo nel fare i complimenti quando provo ammirazione per qualcuno.

Quali sono i tuoi progetti attuali?
Continuare il percorso ormai quasi trentennale, al fianco di mia madre nella nuova scuola che inaugureremo ad ottobre, studiare, far studiare le nostre allieve dalle più piccine alle più grandi e perseguire i nostri obbiettivi senza demordere.

C’è stato un momento della tua carriera particolarmente emozionante e per questo indimenticabile?
Si, quando sono salita sul palco del TEATRO ALBENIZ di MADRID per il concorso di Coreografia.

E che cos’è che non hai ancora fatto ma che speri un giorno di fare? Qual è il tuo sogno nel cassetto?
Poter mantenere alto il livello della scuola, e far crescere le nuove leve in modo che possano andare ancora oltre, regalando loro le stesse emozioni che ho avuto la fortuna di provare.

Qual’è l’artista/collega (bailaor, cantaor, tocaor) della scena attuale che più corrisponde al tuo gusto e che più ti emoziona?
Non riesco a nominarne uno solo, MERCEDES RUIZ, PATRICIA GUERRERO, SARA BARAS, JAVIER LA TORRE.

La tua meta ideale: Sevilla, Jerez, Madrid o…?
Madrid è sempre stata la mia meta preferita, ma anche Sevilla vorrei frequentarla più spesso.

Tradizione o modernità?
In un mondo come quello attuale direi che non si può prescindere dal fondere la tradizione con la modernità, sempre rispettando la prima ovviamente.

Pensi che ‘il Duende’ sia solo una prerogativa del popolo gitano o spagnolo?
Penso che il DUENDE sia un qualcosa di molto personale perciò non mi sento di dire che non lo si può acquisire, ma rimango dell’idea che buon sangue non mente.

Il tuo più grande difetto e il tuo più grande pregio come artista e come persona
Come artista mi sono sottovalutata troppe volte, e come persona potrei dire lo stesso.

La prima letra che ti viene in mente…
Aquello duros antiguos que tanto en Cadiz dieron de hablar

A che cosa pensi un momento prima di salire sul palcoscenico
Faccio tabula rasa e mi butto.

Le emozioni che provi mentre balli …a cosa pensi ?
Ascolto la musica e mi godo il momento.

Ti capiterà di salire sul palco e non avere voglia di ballare, voglio dire… immagino che quando diventa un impegno possa succedere. Come te la sbrighi ?
Può capitare qualche giorno prima, magari dovuto alla stanchezza, ma appena salgo in macchina con le mie compagne l’umore è già cambiato.

Bailaora solista su di un palco. Chi vorresti con te come accompagnamento al cante y al toque ?
Sonia Miranda al cante e Miguel Angel Cortes a la guitarra.

Cosa pensi invece del baile in compañia? Sia come ballerino che come spettatore.
Amo ballare in compagnia, per mille motivi tra cui quello più importante di imparare a conoscere gli altri, le loro paure e i loro punti di forza. La coreografia è un elemento per me molto importante per cui anche come spettatore amo vedere le grandi compagnie.

Il palos che ti rappresenta di più o quello che pensi sia più rappresentativo per il tuo baile.
Direi senza dubbio las Alegrias.

Ascolti altri generi musicali oltre al flamenco? Se si quali?
Classica, Rock, Rock indipendente, Pop…

L’ultimo libro che hai letto ?
“Il decimo dono” di Joan Johnson.

La tua giornata ideale?
Passare del tempo con la mia famiglia, magari al mare e terminare la giornata con un concerto o spettacolo.

Qual’è il momento della giornata dove ti senti maggiormente creativo ?
Dipende dalla giornata, ehehe. Comunque la sera.

Un consiglio per i nostri lettori che vogliono fare del flamenco la loro professione…
Non abbiate fretta di arrivare.

Il tuo segreto inconfessabile …
Risponderei solo se fosse confessabile.

Il tuo compagno ideale: dentro o fuori dell’ambiente flamenco?
Mio marito.

Il flamenco in una parola.
Amore.

Grazie a Bruna! Per chi volesse approfondire:

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