Carmen Meloni

Carmen Meloni

Inizia giovanissima lo studio della danza classica e moderna frequentando per dodici anni la scuola di Renato Greco a Roma. Sotto la guida di Debora Plant (coreografa tv) si perfeziona in modern-jazz e, con la Maestra Lupov, in danza classica. Inizia ad avvicinarsi al flamenco con lo studio della danza classico spagnola allo IALS con il Maestro Enrique Gutierrez per poi successivamente approfondirne lo studio con il gruppo di Flamenco El Potro con il quale, dal 1992 al 1996, si esibisce nel tablao ” El Patio “. Perfeziona poi i suoi studi a Madrid all’Accademia Amor de Dios con Maestri del calibro come Ciro, Maria Magdalena, Domingo Ortega, Merche Esmeralda e Tacha Gonzales. Successivamente forma e perfeziona il suo stile a Siviglia e a Jerez de la Frontera con i maggiori interpreti del flamenco come Mercedes Ruiz, Andres Peña, Pilar Ortega, La Chiqui, Manuela Nuñez ed altri.
Nel 1998 fonda la sua “
Compagnia Lunarescurandone le coreografie e la Direzione Artistica.  Porta i suoi spettacoli “Fuego Gitano” , “Duende y Compás” “Alma y Cuerpo” “Mujeres en Flamenco” e “Sentir Flamenco” in tutte le manifestazioni più importanti in Italia.
Nel 2002 è solista per il concerto del cantante Italo-canadese Gino Vannelli per uno show televisivo al Radio Koncert Hall di Copenaghen.
Nel 2005 è solista nell’opera “Poesie al Alimon” su poesie di Neruda e Lorca con regia di Simona Braga.
Nel settembre 2005 partecipa alla Rassegna “FLAMENCO” all’Auditorium
Parco della Musica in Roma.
Nel Febbraio 2008 è solista nel gruppo Rapsodia Flamenca di Daniele Bonaviri in un concerto tenutosi a Savigny-sur-Orge (Parigi) nella Salle des Fetes.

Attualmente insegna a Roma allo Ials, alla Crazy Gang e al Gotan Club e a L’Aquila nella scuola Art Nouveau.

Come ti sei avvicinata al flamenco?
Per una coincidenza… Il mio primo maestro di danza classica era Enrique Gutierrez che insegnava anche classico spagnolo allo Ials… mi propose (avevo 11 anni) di fare anche quello e provai.  Anche se feci solo un anno (la prima sivigliana e un po’ di Alegria) rimasi folgorata.  Poi lui torno’ in Argentina e io proseguii gli studi della danza.  Iniziai poi flamenco nel ’92 con il gruppo El Potro a Roma… ero andata in una scuola per vedere una lezione di classico e sentii il compas di alegria… e cosi cominciai.

Quando hai capito che sarebbe stata la tua professione?
Tardi… non ne avevo certo l’intenzione… forse il desiderio si. Ma mi sembrava una strada difficile… anche perche ho avuto un’Erboristeria dal 1993 al 2000 e nello stesso tempo ballavo.  Poi ha vinto la passione per il Flamenco.

Hai mai pensato di non farcela?
Certo… ancora adesso spesso me lo chiedo.

Chi sono i tuoi punti di riferimento?
Nel flamenco adoro Eva Yerbabuena, Mercedes Ruiz, Rafaela Carrasco e tante altre… ma non sono veri e propri punti di riferimento… quanto fonti di emozioni e di stimoli. Sono talmente in un altro mondo loro che non possono essere un riferimento.  Sicuramente ho bisogno spessissimo di guardarle… e osservarle…

Quante ore alla settimana dedichi allo studio?
Insegnando tutti i giorni cerco di dare il massimo a lezione. Poi da sola vado a periodi. Ci sono periodi in cui sono mooolto pigra e non mi va di studiare… altri periodi in cui studio tutti i giorni o quasi… dipende.

Quanto ha influito il flamenco nelle tue scelte personali?
Fino a poco tempo fa parecchio… ma ho sempre cercato di mantenere la mia vita personale abbastanza fuori. Ora ancora di piu… non potrei mai condividere la mia vita con un collega che fa lo stesso mio mestiere adesso. Ho bisogno di staccare. Poi naturalmente mai dire mai.

Qual è stata, se c’è stata, la più grande difficoltà che hai incontrato per raggiungere i tuoi obiettivi di artista?
Imparare… ho studiato molto da sola. La difficolta’ era capire le cose, anche perche pochi ti spiegano veramente come e in che modo fare questa o quella cosa… ho avuto bisogno di trovarmi nel Baile come nella vita. Trovarmi davanti ad uno specchio e tirar fuori il modo in cui mi piacesse piu’ ballare… uno stile… secondo me tutto è legato alla crescita interiore come nella vita. L’essere artista non è differente dall’essere come persona… L’uno influenza l’altro.

Tecnica ed espressività. Che cosa viene prima?
Posso solo dire che quando guardo ballare qualcuno aspetto l’emozione… il remate in cui scatta l’Ole’… il carisma… mi devo sentire trasportata dove vuole l’artista… in balia della sua arte… certo la tecnica è fondamentale per raggiungere certi livelli, ma senza l’espressione e l’emozione torno a casa a bocca asciutta.

Ti senti più artista o più insegnante?
Beh l’uno non esclude l’altro… Mi sento un artista anche perche sono figlia d’arte… mia madre era una cantante (nella mia famiglia ci sono cantanti pittori musicisti). Ma anche l’insegnante puo’ essere un artista.

Qual’è il messaggio che vorresti trasmettere ai tuoi allievi?
Sicuramente piu’ di uno: passione, divertimento, emozione… ma anche disciplina. A volte gli allievi vogliono l’impossibile ma non si impegnano abbastanza… altre volte prendono troppo sul serio quest’arte che a parer mio bisogna vivere anche con una certa leggerezza altrimenti rischia di fagocitarti. Mi piace però lo scambio di messaggi che c’è in classe tra me e loro. Io ho imparato molto insegnando… è un cammino che si fa insieme.

E quale al pubblico?
Le mie emozioni

Quale tipo di pubblico vorresti conquistare?
Non credo che conquistare sia la parola giusta… Quando inizio a ballare mi scatta qualcosa dentro, è una vibrazione… e l’emozione che provo la offro al pubblico.

Qual’è il tuo rapporto con gli altri colleghi?
Dipende dai colleghi. Prima di essere colleghi sono esseri umani. Indipendentemente dal loro ruolo. Quindi mi possono piacere o non piacere… indipendentemente dal fatto che siano colleghi. Con alcuni vado d’accordo con altri no… con altri ancora c’è un quieto vivere e un grande rispetto.

Quali sono i tuoi progetti attuali?
Continuare con l’insegnamento. Montare il nuovo spettacolo della mia Compagnia. Farmi un bel viaggio ai Caraibi dopo anni che non vado in vacanza!!!!

C’è stato un momento della tua carriera particolarmente emozionante e per questo indimenticabile?
Se devo essere sincera la cosa piu emozionante è stata quando feci uno spettacolo al quale c’era mia madre tra il pubblico. Sapeva e sapevo che sarebbe stata l’ultima volta che mi avrebbe vista ballare. Ora ogni volta che ballo penso a lei prima di salire sul palco.

E che cos’è che non hai ancora fatto ma che speri un giorno di fare? Qual è il tuo sogno nel cassetto?
Mi piacerebbe molto insegnare ai bambini

Qual’è l’artista della scena attuale che più corrisponde al tuo gusto e che più ti emoziona?
Eva Yerbabuena pero’ non vale ce ne sono tanti che vorrei nominare…

La tua meta ideale: Sevilla, Jerez, Madrid o…?
Sicuramente Jerez!!

Tradizione o modernità?
La tradizione chiama… la modernita’ risponde

Pensi che ‘il Duende’ sia solo una prerogativa del popolo gitano o spagnolo?
No assolutamente

Il tuo più grande difetto come artista e come persona
Come artista forse la pignoleria e come persona… direi la pigrizia!!

Il tuo più grande pregio come artista e come persona
Come artista forse la musicalita’ e come persona… la sincerità…

La prima letra che ti viene in mente…
Quatro padre Francisco cuatro del Carmen cuatro de la Vitoria son doce frailes…

A che cosa pensi un momento prima di salire sul palcoscenico?
Beh… senza saperlo l’ho detto prima…

Ascolti altri generi musicali oltre al flamenco? Se si quali?
Beh sono una musicomane… di tutto! Adoro tutta la musica e anche qui vado a periodi. Ora ho il periodo voci Bulgare…

L’ultimo film che hai visto al cinema? L’ultimo libro che hai letto se preferisci…
L’ultimo libro è la biografia di Frida Kahlo

La tua giornata ideale?
Gita fuori (con una bella giornata) pranzetto con amici in un osteria tipica… magari una bella juerga nel pomeriggio guidati da un buon vino rosso… insomma amo molto stare con i miei amici… e amo molto mangiare in compagnia.

Un consiglio per i nostri lettori che vogliono fare del flamenco la loro professione
Ahi ahi ahi…. Mi sembra di stare alle iene… Direi fatelo ma in un modo sano… non prendetevi troppo sul serio. E poi sicuramente studiare molto soprattutto all’inizio. La concorrenza è tanta per fortuna oggi in Italia c’è un ottimo flamenco secondo me.

Il tuo compagno ideale: dentro o fuori dell’ambiente flamenco?
FUORI!!

Per che cosa vorresti essere ricordato?
Preferirei essere ricordata piu’ come persona che come artista sicuramente. Tempo fa avrei detto per come ballo… fortunatamente sono cresciuta.

Il flamenco in una parola
Sono fortunata a viverlo.

Las Tres Gracias ringraziano Carmen. Per ulteriori informazioni visitate:

Aggiornato in data 17 Ottobre 2011

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