Carmen Valverde Rodriguez

Nata a Puerto Lumbreras, Murcia (Spagna), il 25/10/1952. A soli tre anni frequenta la scuola di Danza Folcloristica di Almeria, Andalusia, entrando a far parte del “Gruppo Folcloristico”. A tredici anni si trasferisce a Barcellona dove frequenta l’Istituto de Danza Teatro, all’interno del quale studia danza classica con Juan Magrina, allora coreografo e direttore del Balletto del Liceo di Barcellona, e Danza Classica Spagnola e Scuola Bolera con Charo Contreras, vicedirettrice dell’Istituto.
All’interno dell’Istituto si specializza anche in Danza Jazz, Coreografia, Scenografia, Scherma, Trucco teatrale, Solfeggio, Pianoforte e Mimo. Contemporaneamente frequenta la Scuola Flamenca di Maruja Diáz, a Barcelona, partecipando a numerosi stage organizzati da ballerini di fama internazionale e a corsi di Flamenco tenuti da Paco Fernandéz e Betty all’interno della Scuola Professionale “Amor de Dios” a Madrid.

Ritornata a Barcellona, all’età di vent’anni, entra nella scuola di Juan Tena, diventando sua assistente ed elemento del suo corpo di ballo, che si esibirà al “Festival Annuale della Lirica” nella città di Saragozza, all’interno delle opere: “Faust” e “Carmen”.
Un anno dopo conosce Nino Gonzalez, formando parte di un Trio con il quale inizia una prima serie di spettacoli nelle città di Como e Ravenna, seguiti dall’imbarco su due dei più grandi Transatlantici appartenenti alla Società Italia di Navigazione: Leonardo da Vinci e Raffaello, attraversando l’oceano e rimanendovi per due anni e mezzo.
Nel 1976 lascia lo spettacolo, sbarcando a Genova, per dedicarsi alla famiglia.
Nel 1983 fonda l’A.R.PE, Associazione Ricreativa Pegliese, all’interno della quale insegna tuttora Danza Classica e Flamenco. Arricchisce le sue conoscenze didattiche seguendo corsi di Flamenco con Tomás de Maria e Isabel Pérez “la Chenchio” , ad Almeria, e con Miguel Angel Espino, componente del Ballet Nacional de España.
Nel 2001 fa parte dello staff di docenti del corso di specializzazione per mimi teatrali organizzato dalla Provincia di Genova presso l’Auditorium Eugenio Montale del Teatro Carlo Felice di Genova.
Attualmente dirige il Gruppo Almudena, composto da sei ballerine cresciute professionalmente sotto la sua direzione.

Tutto è iniziato…
Alla tenera età di 3 anni.

Quando hai capito che il Flamenco sarebbe stato la tua professione?
Flamenco, danza española…da sempre.

Hai mai pensato di non farcela?
Un giorno si e l’altro anche 🙂

Chi sono i tuoi punti di riferimento ?
Antonio Gades.

Quante ore alla settimana dedichi allo studio?
Dalle ore 20 alle 22.

Quanto ha influito il flamenco nelle tue scelte personali?
La mia vita ha girato sempre intorno alla danza.

Se tornassi indietro quali sono le cose o le scelte che non rifaresti ?
Sceglierei Madrid come unica meta piuttosto che Barcelona.

Qual è stata, se c’è stata, la più grande difficoltà che hai incontrato per raggiungere i tuoi obiettivi di artista?
Il timore di non sentirmi all’altezza.

Quali sono le tue inquietudini d’artista ? Cosa ti fa salire l’ispirazione ?
Creare….la musica.

Tecnica ed espressività. Che cosa viene prima?
L’una non può prescindere dall’altra.

Ti senti più artista o più insegnante?
Ad oggi, insegnante.

Qual’è il messaggio che vorresti trasmettere ai tuoi allievi?
La tenacia e la correttezza.

E quale al pubblico? Quale tipo di pubblico vorresti conquistare?
Il pubblico intenditore, è più stimolante.

Qual’è il tuo rapporto con gli altri colleghi?
Cordiale.

Quali sono i tuoi progetti attuali?
Partire con la nuova sede e continuare nella formazione delle mie allieve.

C’è stato un momento della tua carriera particolarmente emozionante e per questo indimenticabile?
Ogni volta che sono salita in scena.

E che cos’è che non hai ancora fatto ma che speri un giorno di fare? Qual è il tuo sogno nel cassetto?
Il mio sogno nel cassetto arriverà…

Qual’è l’artista/collega (bailaor, cantaor, tocaor) della scena attuale che più corrisponde al tuo gusto e che più ti emoziona?
Sara Baras.

La tua meta ideale: Sevilla, Jerez, Madrid o…?
Madrid.

Tradizione o modernità?
Oggi come oggi è impossibile separarle.

Pensi che ‘il Duende’ sia solo una prerogativa del popolo gitano o spagnolo?
No.

Il tuo più grande difetto e il tuo più grande pregio come artista e come persona.
L’umiltà.

La prima letra che ti viene in mente…
“Verde que te quiero verde..”

A che cosa pensi un momento prima di salire sul palcoscenico?
Oh mio Dio, da oggi appendo le scarpe al chiodo.

Le emozioni che provi mentre balli …a cosa pensi ?
Superata la strizza penso a dare il meglio.

Ti capiterà di salire sul palco e non avere voglia di ballare, voglio dire… immagino che quando diventa un impegno possa succedere. Come te la sbrighi ?
Impossibile che accada.

Bailaora solista su di un palco. Chi vorresti con te come accompagnamento al cante y al toque ?
Pepe Habichuela, José Mercé.

Cosa pensi invece del baile in compania? Sia come ballerino che come spettatore.
Penso che sia la forma perfetta.

Il palos che ti rappresenta di più o quello che pensi sia più rappresentativo per il tuo baile.
Alegrías.

Ascolti altri generi musicali oltre al flamenco? Se si quali?
Tutti tranne il Jazz e il Rock duro.

L’ultimo libro che hai letto ?
“L’uomo che divenne Dio”

La tua giornata ideale?
Andare a pescare e creare gioielli.

Qual’è il momento della giornata dove ti senti maggiormente creativo ?
La mattina.

Un consiglio per i nostri lettori che vogliono fare del flamenco la loro professione.
Andate in Spagna 🙂

Il tuo segreto inconfessabile …
Eh, mah…allora!!!

Il tuo compagno ideale: dentro o fuori dell’ambiente flamenco?
Mio marito.

Il flamenco in una parola
AMORE.

Grazie a Carmen! per chi volesse approfondire:

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