Cinzia Ana Cortejosa

Nata a Monrovia (Liberia) nel 1963. Tra il 1989 e il 1990 ha lavorato con le seguenti compagnie di danza: Astarte Teatro Danza, Vales, Samba Brasil, Danza Española, Amor Prohibido, Cantares, Compagnia Nana Vargas, Balletto 90, Flamentango di Anita Bucchi. Produzioni discografiche: Discomposer Records, promosso in produzione RAI.

Assistente alla regia e coreografa: operetta “La serva padrona”, regia di Stefano Mazzonis presso il Teatro Sistina di Roma; “A cena con Casanova”, regia di Antonio Giarola presso il Teatro Tenda di Livio Togni (Roma). Film: “Dancing Mystery”, regia di Kenij Takama; “La Storia di Doris Durante”, produzione RAI; “La leggenda del pianista sull’oceano”, regia di Giuseppe Tornatore. Video clips musicali: John Tash, Los Reyes.

Esperienze televisive: ballerina per la produzione “Domenica In”, RAI 1987; ospite a “Uno Mattina”, RAI; “Italia in Diretta”, RAI; ha collaborato come ballerina alla registrazione della sigla di apertura per il programma “Carramba che Sorpresa!”, RAI.

Rassegne e Festivals: rassegna Flamenca presso il Teatro San Genesio (Roma), I-II-III edizione; “Danza Etruria” (Viterbo); “Salerno Danza”; “I Festival Mediterraneo” a Napoli; “Estate in Villa” (Scanno, L’Aquila); “Stagione Teatrale di Ferento” (Viterbo); “Festival di Tagliacozzo” (L’Aquila); “Selinunte Danza” (Trapani); “Festival di Cefalù” (Palermo); “Civita Estate” (Viterbo); “Medicavalli” presso il Parco della Favorita (Palermo), con Pasquale Beretta.

Attuazioni in teatro: “Amor Prohibido” presso il Teatro Manzoni (Roma); “Cantares” presso il Teatro Colosseo (Roma); “Cantares” al Borghetto Flaminio.

Attuazioni in Tablaos flamenchi: El Txoko di Roma; La Cueva del Mar (Isolotto di San Martino, Napoli). Stagione estiva 2001: Direttore di Crociera presso le Grandi Navi Veloci, Motonave “Splendid”, del Gruppo Grimaldi per l’Agenzia “Full Time”.

È attualmente titolare della Scuola di Danza (Viterbo) presso la quale insegna Danza Moderna e Flamenco; – insegnante di flamenco presso l’Istituto Addestramento Lavoratori dello Spettacolo (I.A.L.S.) di Roma; – ha lavorato in varie occasioni come organizzatrice di spettacoli per numerose iniziative di beneficenza (ABC, UNICEF, etc); – madrelingua italiano-spagnola; – brevetto subacqueo PADI “Open Water Diver”.

ISTRUZIONE STUDI DI DANZA CLASSICA:
lezioni per professionisti presso lo I.A.L.S. (Roma).

STUDI DI DANZA CONTEMPORANEA:
ha studiato il metodo “Graham” a Roma e a Berna con Yuriko, tecnica “Limon” con Mamy Raomeria (Roma).

STUDI DI DANZA MODERNA:
ha studiato a Roma con Roberto Salaorni, Bill Goodson, Marco Garofalo, Brian Garrison, Franco Miseria e Stefano Forte.

STUDI DI DANZA SPAGNOLA:
ha studiato in Spagna e in Italia con Enrique Gutiérrez, Antonio Cano, Paco Romero, Nana Vargas e Marco Aurelio.

STUDI DI FLAMENCO:
ha studiato in Spagna con Carmen Fuentes, Guito, La China, Matilde Coral, Manolo Marín, Miguel Angel Múñoz, Sergio el Javi, Antonio Ruiz, Mario Maya, Javier Barón e Israel Galván.

 

Come ti sei avvicinata al flamenco?
Con mio padre di Cadiz. Tanguillo, alegrias,  tango e la musica classica di Manuel de Falla. Ci sono cresciuta, in casa non si ascoltava altro… 

Quando hai capito che sarebbe stata la tua professione?
La professione di ballerina l’ho decisa al mio primo saggio di danza classica: avevo 7 anni e l’emozione fu enorme da farmi decidere che quello era il posto dove io volevo stare sempre… il  palcoscenico.
Poi il mio maestro di danza classica Enrique Gutierrez  mi obbligò a studiare danza spagnola viste le mie radici culturali (e soprattutto per il mio cognome…) e poi mia madre mi ha sempre tormentato per farmi studiare flamenco ma io lo vedevo come una cosa da  vecchi… ero adolescente… Poi a Roma vennero le sorelle Fuentes e  con loro ho iniziato i miei primi passi nel flamenco, poi in Spagna.

Hai mai pensato di non farcela?
Si quando i miei mi chiesero di scegliere tra università e la danza… ho avuto dei tentennamenti ma non potevo lasciare il palcoscenico e pagarmi gli studi di danza è stata dura. Ho fatto di tutto ma non ho mai smesso di studiare e lavorare…

Chi sono i tuoi punti di riferimento?
Per il flamenco come maestri Manolo Marin è una grande fonte d’ispirazione… dopo che studio con lui riesco a essere  molto creativa e ad elaborare. Stare vicino a Matilde Coral è sempre una grande opportunità e un grande stimolo artistico, ma il vero genio per me è Israel Galvan, un vero Picasso del flamenco.

Quanto ha influito il flamenco nelle tue scelte personali?
Sicuramente nella mia vita sentimentale perché per me prima c’è prima  il flamenco e poi il resto…

Qual è stata, se c’è stata, la più grande difficoltà che hai incontrato per raggiungere i tuoi obiettivi di artista?
Guadagnare con il mestiere del ballerino.

Tecnica ed espressività. Che cosa viene prima?
La tecnica è lo strumento senza il quale non si può esprimere… tranne alcuni geni come alcuni pittori… ma questa è un’altra storia… per me in scena conta soprattutto prima l’espressività e poi se c’è pure la tecnica non guasta.

Ti senti più artista o più insegnante?
Più artista anche se mi piace molto insegnare. Il mio primo corso l’ho avuto quando ho dovuto fare una sostituzione: avevo 16 anni e mi hanno appioppato un corso di signore che volevano fare ginnastica dimagrante… erano i primi segnali dell’aerobica e chi la conosceva allora…

Qual’è il messaggio che vorresti trasmettere ai tuoi allievi?
Coltivare una passione qualunque essa sia perché è importante come stimolo di vita.

E quale al pubblico?
Al pubblico è doveroso trasmettere emozione perché quando torna a casa devi avergli lasciato un segno, le emozioni servono a farci stare bene l’energia se positiva non può fare che bene.

Quale tipo di pubblico vorresti conquistare?
Il pubblico non ha differenza, una volta in uno spettacolo in Sicilia (non ricordo il nome di questo posto) mi si avvicina  un bambino con una bicicletta  e successivamente  a distanza di pochi minuti un anziano… vennero da me e mi dissero separatamente la stessa cosa “ io non so cosa è questo flamenco però ho capito che mi sono emozionato e mi è piaciuto” il bambino era piccolo forse 6 anni e l’anziano più di 70 anni… fu curioso l’episodio ma da allora a questo ho pensato molto. Il pubblico è pubblico e basta, io ho avuto la fortuna di ballare tantissimo facendo tante esperienze diverse con diversi linguaggi, non solo con il flamenco. Ma l’emozione è unica come unico è il pubblico. Dobbiamo conquistare tutti indistintamente dal ceto sociale o dalla preparazione culturale… se arriva arriva.

Qual’è il tuo rapporto con gli altri colleghi?
Ottimo grande rispetto e stima certo a volte siamo falsissimi però ci divertiamo così.

Quali sono i tuoi progetti attuali?
Vendere il nuovo spettacolo “Tacones al aire” e progettare nuovi numeri con il cavaliere di “Alta scuola e doma vaquera” con cui lavoro da diversi anni.

C’è stato un momento della tua carriera particolarmente emozionante e per questo indimenticabile?
Si a Malpensa 15 giorni fa mentre ballavo la farruca alle mie spalle ho sentito in andaluso un piropo che rivolto a me diceva “olè torera”…

E che cos’è che non hai ancora fatto ma che speri un giorno di fare? Qual è il tuo sogno nel cassetto?
Ballare nella Plaza de toros de la Maestranza con Silver il Ginete con cui lavoro insieme a uno splendido cavallo andaluso.

Qual’è l’artista della scena attuale che più corrisponde al tuo gusto e che più ti emoziona?
Israel Galvan.

La tua meta ideale: Sevilla, Jerez, Madrid o…?
Jerez

Tradizione o modernità?
Modernità conoscendo la tradizione.

Pensi che ‘il Duende’ sia solo una prerogativa del popolo gitano o spagnolo?
Il duende è la fiamma che agita l’artista, non ha una collocazione geografica… qualcuno nei format televisivi la chiama x factor ma è la stessa cosa, el duende è ciò che provi quando sei davanti alla pietà di Michelangelo.

Il tuo più grande difetto come artista e come persona
Sono permalosa come persona e come artista mi piace troppo l’improvvisazione, oggi questo è un difetto.

Il tuo più grande pregio come artista e come persona
Non lo so dovrei chiederlo a chi mi conosce bene… forse sono troppo espansiva e generosa e questo riconosco che è un grandissimo difetto.

La prima letra che ti viene in mente…
Camaron con le parole di Garcia Lorca “Por la ramas de laurel van dos palomas oscuras, una era el sol y otra la luna…”

A che cosa pensi un momento prima di salire sul palcoscenico?
Che pubblico c’è? In base a quello ottengo risultati molto diversi… la  mia energia esce se lui la sente e per me è l’interrogativo che mi pongo dietro le quinte.

Ascolti altri generi musicali oltre al flamenco? Se si quali?
No suono Bach…

L’ultimo film che hai visto al cinema? L’ultimo libro che hai letto se preferisci…
L’ultimo film “Speriamo che sia femmina “ in tv… grande poesia… bellissimo…  e l’ultimo libro “Il buttero del Papa”

La tua giornata ideale?
Fare colazione alle 9.00 doccia passeggiata con il mio cagnolino “gitano” suonare il pianoforte dipingere cucinare e poi studiare flamenco quello che faccio quotidianamente nella mia giornate che oltre essere ideale è reale.

Un consiglio per i nostri lettori che vogliono fare del flamenco la loro professione
Ascoltare molta musica studiare con molti maestri diversi, diversificare le città dove si studia e poi elaborare un proprio linguaggio… non copiare altri artisti ma creare con la farina del proprio sacco.

Il tuo compagno ideale: dentro o fuori dell’ambiente flamenco?
Fuori, quando sono a casa voglio occupare la mia mente con altro.

Per che cosa vorresti essere ricordata?
Per le emozioni che ho lasciato e per i miei quadri.

Il flamenco in una parola
ARTE
Arte pura del nostro millennio… e tocca a noi farla passare ai posteri come movimento culturale,visto anche che è diventato un vero e proprio linguaggio universale.

Grazie Cinzia! Per chi vuole saperne di più:

One thought on “Cinzia Ana Cortejosa

  1. Fantastica!!!
    Attraente nella sua intervista dove si sente la passione, l’anima…l’amore per la danza, per il ritmo…
    Mi piacerebbe incontrarla, seguire e provare le emozioni che credo trasmette nella danza, espressione dell’anima, dell’essenza che vive e respira in noi!
    Ciao a tutti…olè Cinzia!
    Laura.

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