Eleonora Manica

Nata a Rovereto (Trento) nel 1981, inizia gli studi di Flamenco all’età  di 13 anni presso una Scuola della sua città sotto la Direzione della Maestra Sabina Micheli con la quale ha seguito anche i corsi di danza classica. Già dai primi anni scopre la grande passione per il flamenco e approfondisce periodicamente i suoi studi con artisti quali Maria Josè Leon Soto, Elena Vicini e Carmen Meloni.
Nel corso degli anni consolida la sua  formazione con artisti di fama internazionale quali  Javier Baron, Juan Ortega, la Pepa Mercè, Juana Calà,  Miguel Angel Espino, Charo Espino,  Maribel Espino, Leonor Leal Chamorro, Mercedes Ruiz, la Chiqui de Jerez , Isabel Bayon, Angel Munoz e Belen Maya.

2004
Si trasferisce tre mesi a Sevilla dove incontra la vera e propria purezza dell’essere flamenco e rinforza l’amore che prova per quest’arte, studiando presso l’Accademia di Manolo Marin con i maestri Manuel Betanzos e Soraya Clavijo.

2007
Si trasferisce per un anno a Madrid dove si forma professionalmente presso l’ Accademia Amor de Dios con i maestri Maria Juncal e La Truco.

2009
Inizia a tenere lezioni di baile flamenco presso le scuole Gershwin di Padova, Fondazione Morello di Castelfranco e Jonatha & Raika a Rovigo.

2010
Nella primavera del 2010 arriva in finale al Primo Concorso nazionale di Baile Flamenco “Ciudad de Torino” organizzato dalla scuola Arte Y Flamenco di Torino. In agosto dello stesso anno si trasferisce a Madrid per un mese all’Academia “Amor de Dios” per seguire il “II CICLO DEDICADO A LA FORMACION COMPLETA DEL BAILE FLAMENCO”  dove, oltre al baile flamenco, approfondisce lo studio della bata de cola, abanico, mantòn e palillos con i maestri La Truco, Maria Juncal, Pepa Molina, Carmela Greco e Alfonso Losa. Al termine dello stesso corso si aggiudica la “Beca de Oro”, una borsa di studio che le permetterà di frequentare nuovamente il corso nell’anno successivo.

2011
Nei mesi di giugno e luglio si reca a Sevilla per studiare con Isabel Bayon e Angel Atienza. In agosto si trasferisce a Madrid presso l’Academia “Amor de Dios” per partecipare al “III CICLO DEDICADO A LA FORMACION COMPLETA DEL BAILE FLAMENCO” come vincitrice dell’edizione precedente. Si ferma a Madrid negli undici mesi successivi per consolidare la sua formazione con i maestri La Truco, Maria Juncal, Carmen “La Talegona”, Alfonso Losa.

2012
Lavora come “repetidora” della famosa bailaora La Truco presso l’accademia “Amor de Dios” e per lo spettacolo “5 Puntales” accanto agli artisti Nuria Truco, Marina Claudio, Vanessa Coloma, Nella Madarro e La Truco. Partecipa come “cuadro flamenco” in un video con Alfonso Losa. Si esibisce nei tablaos di Madrid.

Nel mese di maggio è selezionata per partecipare al Concorso di baile por Alegrias “La Perla de Cadiz”.

Tornata in Italia, riprende l’insegnamento del flamenco e lavora come bailaora.

 

Come ti sei avvicinata al flamenco?
Un pò per caso. Ad una lezione di danza classica un’amica mi ha convinto a provare una lezione di flamenco, così è iniziato il mio lungo cammino…

Quando hai capito che sarebbe stata la tua professione?
Sicuramente l’esperienza in Spagna qualche hanno fa è stata determinante, tante soddisfazioni, anche qualche delusione e tante persone meravigliose che mi sono state accanto, mi hanno fatto capire che la mia strada era quella… e l’ho intrapresa!!

Hai mai pensato di non farcela?
Certo!!! Alcuni momenti di sconforto penso ci siano per tutti in questo campo, ma ho sempre messo anima e cuore in quello che amo fare e questo mi ha dato e mi da la voglia di continuare!!!

Chi sono i tuoi punti di riferimento?
Uhhhh tantissimi, ma una maestra in particolare la vorrei nominare: La Truco, grandissima persona e profesora meravigliosa… devo ringraziare di cuore anche lei se sono arrivata fino a qui.

Quante ore alla settimana dedichi allo studio?
Mai abbastanza! Passo giorni chiusa in palestra a pensare, studiare e creare… e altri giorni che la pigrizia mi assale e non si combina nulla.

Quanto ha influito il flamenco nelle tue scelte personali?
Direi quasi nulla!!! Tranne che ora per il flamenco vivo a Padova invece che in Trentino… ma è stata una scelta voluta e che non ha comportato grandi cambiamenti nella mia vita, se mai mi ha dato ancora più soddisfazioni. Ho sempre cercato di tenere la mia vita privata separata dal mio lavoro. In ogni caso non ho mai avuto bisogno di prendere delle decisioni che comportassero grandi cambiamenti nella mia vita.

Qual è stata, se c’è stata, la più grande difficoltà che hai incontrato per raggiungere i tuoi obiettivi  di artista?
Sicuramente la non possibilità di studiare regolarmente con i maestri che avrei voluto. Studiare da soli è molto difficile perchè nessuno ti corregge, ma devo ammettere che è anche un ottimo modo per guardarsi allo specchio e cercare di trovare il proprio stile!

Tecnica ed espressività. Che cosa viene prima?
La tecnica da sola per me non ha molto senso… l’espressività è fondamentale per un’artista, lo rende unico. E soprattutto è meraviglioso che attraverso l’espressione abbinata ad una buona tecnica si riesca a comunicare agli altri il proprio stato d’animo.

Ti senti più artista o più insegnante?
Insegnare è un’arte. Mi sento entrambe!

Qual’è il messaggio che vorresti trasmettere ai tuoi allievi?
Amo insegnare e ad ogni lezione (questo dovrebbero confermarlo loro) cerco di trasmettere grande emozione e passione per il flamenco e credo fino ad ora di esserci riuscita. Io mi sento rinascere quando ballo, studio e insegno, dimentico tutto il resto, vorrei che anche per loro fosse lo stesso!!

E quale al pubblico?
Quello che sento dentro nel momento in cui salgo sul palco.

Quale tipo di pubblico vorresti conquistare?
Non ho un target particolare… tutti!!!!!

Qual’è il tuo rapporto con gli altri colleghi?
Direi buono anche se ovviamente ho una maggiore stima di alcuni rispetto ad altri, non solo come insegnanti ma anche come persone!

Quali sono i tuoi progetti attuali?
Insegnare e ballare tanto. Ho anche in progetto uno spettacolo mio che mi piacerebbe montare.

C’è stato un momento della tua carriera particolarmente emozionante e per questo indimenticabile?
Si quando la mia insegnante La Truco mi ha fatto ballare una pataita por bulerias davanti all’intera classe dell’Amor de Dios… Madonna che vergogna!!!! E anche quando mi ha chiesto di far parte del suo dvd sulla tecnica corporal del flamenco, che ancora non è stato prodotto… ma solo il fatto che mi abbia coinvolto mi ha reso super felice… io Truco sono qui aspetto eh!!!!!
 

E che cos’è che non hai ancora fatto ma che speri un giorno di fare? Qual è il tuo sogno nel cassetto?
Mi piacerebbe molto aprire una scuola mia e avere una compagnia!!

Qual’è l’artista/collega (bailaor, cantaor, tocaor) della scena attuale che più corrisponde al tuo gusto e che più ti emoziona?
So che mi ripeto ma La Truco… non solo però…. Maria Juncal, Eva la Yerbabuena, Vincente Amigo e Miguel Poveda…

La tua meta ideale: Sevilla, Jerez, Madrid o…?
Madrid per studiare, Andalucia per rompere le emozioni…

Tradizione o modernità?
Quando conosciamo bene la tradizione possiamo anche fare i moderni.

Pensi che ‘il Duende’ sia solo una prerogativa del popolo gitano o spagnolo?
Assolutamente no!

Il tuo più grande difetto come artista e come persona
Ho sempre paura di non fare bene… e questo mi porta ad essere un po’ troppo pignola e testarda.

Il tuo più grande pregio come artista e come persona
Grande voglia di fare, decisa e convinta di quello che faccio!!! Mi ritengo una persona molto socievole e solare.

La prima letra che ti viene in mente…
Cerca del rio yo me pierdo, me encontrarè cuando me encuentre con tus besos…

A che cosa pensi un momento prima di salire sul palcoscenico?
Vai Ele dai il meglio di te stessa…

Ascolti altri generi musicali oltre al flamenco? Se si quali?
Bè si… musica straniera ma anche italiana mi piace molto Fabrizio De Andrè.

L’ultimo film che hai visto al cinema? L’ultimo libro che hai letto se preferisci…
Australia… libro Fiesta di Hemingway

La tua giornata ideale?
Alzarsi con calma la mattina… magari su qualche spiaggia bianca… o anche una casettina in montagna un po’ di sole… amici… cibo e magari se ci scappa anche un po’ di flamenco.

Un consiglio per i nostri lettori che vogliono fare del flamenco la loro professione
Aiutooo!!! Allora armatevi di pazienza perché il flamenco è una disciplina che richiede molto studio, andate spesso in Spagna e ascoltate molto flamenco… in bocca al lupo!!

Il tuo compagno ideale: dentro o fuori dell’ambiente flamenco?
Fuori.

Il flamenco in una parola
Mi vida….

Grazie Eleonora! per chi volesse saperne di più:

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