Elisa Anzellotti

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elisa anzellotti

Elisa Anzellotti è nata a Citivavecchia nel 1983. Inizia lo studio della danza classica all’età di 3 anni; si interessa in seguito ad altri stili quali la danza classica, moderna, hip-hop, funky, liscio-danze standard e latino americane, salsa, balli di gruppo, tip-tap, tango argentino, balli folklorici, danza contemporanea. Si concentra poi sul flamenco che studia dal 1996 con Cinzia Ana Cortejosa (1996-2007), Sergio El Javi (2004), Marc Aurelio (2005) e Dario Carbonelli (2011, 2012) e stage con Juana Calá, Giorgia Celli, Caterina Costa, Begoña Castro, José RuizMatilde Coral, Manolo Marín, José Greco, Belén Maya, Miguel Angel ecc… Collaborerà con varie compagnie e si esibirà in tutta Italia durante vari eventi e nel 2000 e 2003 lavora sulle navi da crociera come ballerina di flamenco. Varie le partecipazioni televisive (RAI1, RAI3, RTE24h, RAISAT, GOLD TV). Nel 2007 vince il campionato italiano, classe A -FIDS, anno in cui consegue il diploma da insegnante di danze artistiche FIDS riconosciuto dal CONI.
Sperimenta la fusione del flamenco con la danza del ventre, dando vita al flamenco arabo di cui è una delle prime insegnanti in Italia insegnando presso il Festival di danze orientali a Roma nel 2007 e 2008 e al Festival di danze etniche nel 2012.
Si avvicina alla danza del ventre nel 2003 e studierà con importanti maestri come: Lara Rocchetti, Daniela Amar, Jillina, Yasmin Nammu, Maryem , Sandy Dalì, Maria Strova, Elisa Scapeccia, Maya Gaorry, Randa Kamel, Raqia Hassan, Kesia Elwin, Saad Ismail ecc..; partecipa a vari festival tra cui nel 2010 Venice oriental convention, Belllyfusion festival. Attualmente sta svolgendo un dottorato di ricerca presso la facoltà di beni culturali con co-tutela a Parigi (EDESTA Paris8) con un progetto sulla danza come patrimonio culturale immateriale.

Insegnante dal 2007 di flamenco, danza del ventre e flamenco arabo a Viterbo, Tarquinia e Santa Marinella.

Ha lavorato con le seguenti Compagnie Italiane: dal 1997 al 2007 per la compagnia “La Rosa Flamenca”; con la compagnia Pasion Gitana di Caterina Lucia Costa nel 2008-2009-2010, ballerina solista della compagnia Impetus flamenco con il chitarrista Andrea Mercati

Tutto è iniziato…
Quando avevo 12 anni nella scuola di danza dove studiavo classico. Aprirono un corso di flamenco e anche incitata da mia mamma iniziai.

Quando hai capito che il Flamenco sarebbe stato la tua professione?
Non la definisco la mia professione, lo considero come hobby con il quale posso anche lavorare e questo è accaduto quando il numero di richieste di spettacoli è aumentato considerevolmente.

Hai mai pensato di non farcela?
No perché soprattutto all’inizio l’avevo preso come un gioco, e so che le difficoltà comunque esistono e con la volontà tutto si supera.

Chi sono i tuoi punti di riferimento ?
I grandi artisti del passato che hanno dedicato la loro vita a questa arte.

Quante ore alla settimana dedichi allo studio?
Per la danza in generale, non solo flamenco dunque, in media 8 ore settimanali.

Quanto ha influito il flamenco nelle tue scelte personali?
Abbastanza perché ho dedicato molto del mio tempo e fatto molti sacrifici.

Se tornassi indietro quali sono le cose o le scelte che non rifaresti ?
Cercherei di aprire prima gli occhi nei confronti di certe persone/maestri e fare ancora più sacrifici per ottenere il massimo.

Qual è stata, se c’è stata, la più grande difficoltà che hai incontrato per raggiungere i tuoi obiettivi di artista?
Andare oltre l’invidia e le cattiverie delle persone, che prosciugano anche la vena artistica e la voglia di fare.

Quali sono le tue inquietudini d’artista ? Cosa ti fa salire l’ispirazione ?
Paura di non riuscire a creare qualcosa di nuovo e non riuscire ad esprimere ciò che si sente dentro. L’ispirazione me la fa salire la musica, una passione un sentimento o un qualcosa di bello che mi colpisce.

Tecnica ed espressività. Che cosa viene prima?
Espressività, perché si può avere una tecnica perfetta ma non emozionare viceversa credo sia molto più importante, perché il ballo è emozione e se non si riesce a trasmetterla è come fare un mero esercizio, non è arte…

Ti senti più artista o più insegnante?
Artista, senza l’arte non si potrebbe neanche insegnare perché non si trasmetterebbe questa passione.

Qual’è il messaggio che vorresti trasmettere ai tuoi allievi?
Che tutti possono e devono ballare purché lo facciano con il cuore per esprimere le loro emozioni nel rispetto di questa arte; e che se si vuole fare tanto ci si deve sacrificare molto…

E quale al pubblico? Quale tipo di pubblico vorresti conquistare?
Tutto il pubblico va conquistato, il messaggio che voglio mandare è diverso a seconda del contesto, del mio stato d’animo, di ciò che ballo; quello che vorrei che capissero è quello che in quel momento gli sto trasmettendo con il linguaggio del corpo, che può essere il mio dolore, o il dolore della canzone o la mia gioia.

Qual’è il tuo rapporto con gli altri colleghi?
Di rispetto reciproco se vi è professionalità

Quali sono i tuoi progetti attuali?
Ho in corso un dottorato di ricerca sulla danza, quindi sono molto impegnata in ciò, ma mi piace studiare molto le fusioni degli stili.

C’è stato un momento della tua carriera particolarmente emozionante e per questo indimenticabile?
Ogni volta mi sono state date emozioni diverse, ma le maggiori sono quelle in cui sono riuscita pienamente ad esprimermi e il pubblico ha ricevuto il messaggio.

E che cos’è che non hai ancora fatto ma che speri un giorno di fare? Qual è il tuo sogno nel cassetto?
Tanti sogni, ogni volta ne nascono di nuovi, per ora non ho qualcosa di specifico che vorrei fare assolutamente.

Qual’è l’artista/collega (bailaor, cantaor, tocaor) della scena attuale che più corrisponde al tuo gusto e che più ti emoziona?
Mi piacciono molto Belén Maya, Maria Pages, Antonio Marquez, Eva la Yerbobuena, Leonor Leal.

La tua meta ideale: Sevilla, Jerez, Madrid o…?
Sevilla.

Tradizione o modernità?
Entrambe purché fatte con arte.

Pensi che ‘il Duende’ sia solo una prerogativa del popolo gitano o spagnolo?
No, è una prerogativa di un vero artista.

Il tuo più grande difetto e il tuo più grande pregio come artista e come persona
A volte mi butto troppo allo sbaraglio tanta è la voglia di ballare, tuttavia ho imparato che la più grande cosa è l’umiltà e che non si finisce mai di imparare e cerco di applicare sempre questo pensiero.

La prima letra che ti viene in mente
…in questo momento di Alegría..

A che cosa pensi un momento prima di salire sul palcoscenico?
Devo dare tutta me stessa.

Le emozioni che provi mentre balli …a cosa pensi ?
Dipende dal ballo, dalla musica…posso pensare ad un amore finito o alla voglia di conquistare…

Ti capiterà di salire sul palco e non avere voglia di ballare, voglio dire… immagino che quando diventa un impegno possa succedere. Come te la sbrighi ? 🙂
Cercando di lasciarmi trasportare dal ballo e dalla musica che annullano spesso tutti i nostri pensieri.

Bailaora solista su di un palco. Chi vorresti con te come accompagnamento al cante y al toque ?
Non ho preferenze basta che siano bravi e mi mandino una energia positiva e mi sostengano, è fondamentale.

Cosa pensi invece del baile in compania? Sia come ballerino che come spettatore.
Molto bello se vi è la giusta forza e omogeneità nel gruppo, altrimenti si sentono “le voci fuori dal coro”.

Il palos che ti rappresenta di più o quello che pensi sia più rappresentativo per il tuo baile?
Mi piace molto il classico spagnolo, in questo momento la Farruca, ma poi molto dipende dal mio stato emotivo.

Ascolti altri generi musicali oltre al flamenco? Se si quali?
Di tutto dalla lirica, classica, alle musiche moderne, alla tradizione italiana, musica araba ecc..

L’ultimo libro che hai letto ?
Ultimamente leggo soprattutto libri per la mia tesi e forse l’ultimo è uno sul ritmo di Françoise Dupuy.

La tua giornata ideale?
Quella in cui mi sveglio felice e con tanta energia, allora tutto andrà bene.

Qual’è il momento della giornata in cui ti senti più creativo ?
La notte.

Un consiglio per i nostri lettori che vogliono fare del flamenco la loro professione.
Rispettate questa arte e siate pronti al sacrificio e all’impegno.

Il tuo segreto inconfessabile…
…se è inconfessabile…

Il tuo compagno ideale: dentro o fuori dell’ambiente flamenco?
Una persona che comprenda le mie passioni, piena di interessi e aperta alle novità, con un grande cuore/sensibile.

Il flamenco in una parola
Duende

Grazie a Elisa! per chi volesse approfondire:

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