Elisabetta Mascitelli

Inizia la sua attività artistica nel 1972 con la danza classica e, dal 1980, completa la sua preparazione studiando danza jazz e moderna, partecipando a numerosi stages di perfezionamento e iniziando a far parte, pur giovanissima, della compagnia Jazz Dance Studio. Contemporaneamente inizia a studiare flauto traverso e canto lirico al Conservatorio Arrigo Pedrollo di Vicenza.
Nel 1992 inizia lo studio del flamenco recandosi regolarmente in Spagna presso diverse Accademie come: “Enrique El Mellizo” a Cadice, “Mercedes y Albano” e “Amor de Dios” a Madrid, Peña Flamenca “La Bulería” e l’ Academia de Baile “Chiqui de Jerez” a Jerez de la Frontera e frequentando numerosi stages con numerosi artisti di fama internazionale: Antonio Canales, Juana Amaya, Angelita Gomez, Belén Maya, Carmen Cortés, Isabel Bayón, Andrés Marín, Mercedes Ruíz, Beatríz Martín, Javier Barón, Miguel Angel Espino, Marta Arias, Leonor Leal Chamorro, Brigitta Luisa Merki.
Nel 1996 costituisce l’Associazione Culturale “Fuente Flamenca e, nel 1997, fonda il gruppo che prende il nome dall’associazione, di cui assume la direzione artistica, iniziando a collaborare con diversi artisti per la realizzazione di numerosi spettacoli. Attualmente propone gli spettacoli “Medaigual” e “Trian Trian” assieme alla formazione stabile del gruppo “Fuente Flamenca”.
Nell’ ottobre 1999 è chiamata a far parte della compagnia ‘Alboreá’ per una tournée in Giappone nelle città di Tokyo, Osaka, Niigata, Kobe e Hakodate.
Dal 2000 sceglie come punto di riferimento per la propria preparazione Jerez della Frontera, una delle tre città culla del flamenco, dove è seguita da Ana María López e da María Luisa Serrano, la Chiqui.
Dal 2004 al 2008 è stata la coreografa del “Cristal Skating Team” squadra di pattinaggio artistico  show classificatasi con medaglia di bronzo ai mondiali nel 2005 e che ha partecipato, nel novembre del 2007 ai campionati mondiali in Australia. La sua ricerca di relazione tra il flamenco e la danza indiana l’ha portata a seguire un corso di laurea triennale in tradizioni musicali extraeuropee ad indirizzo indologico con specializzazione in canto indiano. Svolge, infine, attività di coreografa.
Svolge costantemente la sua attività di insegnamento del baile flamenco a Vicenza, in tutta la sua provincia, e nella provincia di Treviso. Si occupa, inoltre, della preparazione di ballerini professionisti non direttamente connessi al flamenco ma che desiderano integrare la loro preparazione con conoscenze di quest’arte e per questo si reca spesso anche all’estero (Svizzera, Ungheria).

 

Come ti sei avvicinato al flamenco?
Come forse è successo ad altri ho visto “Carmen Story” nell’83, a quindici anni (fate un po’ voi i conti!!!). Facevo danza classica e moderna e in realtà avevo solo una vaga idea di che cosa fosse il  flamenco. Fu amore a prima vista ma passò poi molto tempo prima di fare il primo viaggio in Spagna.

Quando hai capito che sarebbe stata la tua professione?
In realtà il mio avvicinamento al flamenco è stato semplicemente per piacere e curiosità personali. Facevo la maestra elementare ed avevo iniziato a dare i primi corsi di danza moderna sostituendo la mia insegnante di allora, poi la direttrice della scuola, dove da anni ero allieva, mi chiese se volevo iniziare ad insegnare.

Hai mai pensato di non farcela?
Certo, penso che chiunque abbia dei momenti di dubbio nella vita ma poi ci si risolleva e avanti!!

Chi sono i tuoi punti di riferimento?
“Flamencamente” parlando quelle che considero “maestre per tutta la vita ” sono Elena Vicini e Ana Maria Lopez, due persone che mi hanno insegnato tanto e che mi hanno fatto amare ancora di più il flamenco.

Quante ore alla settimana dedichi allo studio?
Mi trovo regolarmente 2 o 3 volte a settimana con una amica/collega e studiamo un paio di ore.

Trovato un giusto equilibrio fra voler studiare, ahimè, di più ed esser mamma, compagna, donna,  “ama de casa”, etc.

Quanto ha influito il flamenco nelle tue scelte personali?
Il flamenco per me è quella che definiamo una passione ed è innegabile che abbia influito, credo, in maniera positiva nella mia vita. Senza esser troppo retorica: non sono le passioni che ci salvano dalla noia quotidiana?

Qual è stata, se c’è stata, la più grande difficoltà che hai incontrato per raggiungere i tuoi obiettivi  di artista?
All’inizio la solitudine, nessuno con cui “compartir” questo flamenco che invece è fatto di condivisione: mannaggia se non sei almeno in tre (uno dei tre deve almeno conoscere una “letrita”) diventa un flamenco solitario!! Allora ti rifugi un po’ nella tecnica ma dopo un po’ sai che noia!!

Tecnica ed espressività. Che cosa viene prima?
Decisamente pari merito

Ti senti più artista o più insegnante?
Direi artigiana ed insegnante!

Qual’è il messaggio che vorresti trasmettere ai tuoi allievi?
Condivisione di emozioni

E quale al pubblico?
Emozione e divertimento

Quale tipo di pubblico vorresti conquistare?
I bambini sono un ottimo pubblico, sempre attenti e pieni di curiosità… magari poi qualcuno di loro si appassiona ed il flamenco va avanti!!

Qual’è il tuo rapporto con gli altri colleghi?
Collaboro costantemente con Manuela Carretta e con lei faccio parte di un “ensemble” che è nato dall’incontro dei nostri due rispettivi gruppi “Fuente Flamenca” e “Mimbrales”. A proposito a breve, forse, una totale fusione dei due gruppi con un nuovo nome.

Quali sono i tuoi progetti attuali?
Vorrei dedicarmi alla messa a punto di un nuovo spettacolo utilizzando anche linguaggi diversi dal flamenco.

C’è stato un momento della tua carriera particolarmente emozionante e per questo indimenticabile?
Direi come coreografa della squadra di pattinaggio artistico “Cristal Skating Team” ai mondiali a Roma nel 2005, vincendo la medaglia di bronzo con un pezzo intitolato “Plaza de toros” e la partecipazione ai mondiali 2007 in Australia.

E che cos’è che non hai ancora fatto ma che speri un giorno di fare? Qual è il tuo sogno nel cassetto?
Niente sogni campati in aria, piuttosto direi una bella lista di cose da realizzare piano piano!

Qual’è l’artista/collega (bailaor, cantaor, tocaor) della scena attuale che più corrisponde al tuo gusto e che più ti emoziona?
Avete un po’ di tempo… no perché la lista è lunga!!

Ma se proprio proprio devo fare un nome Eva la Yerbabuena,.

La tua meta ideale: Sevilla, Jerez, Madrid o…?
Tutte e tre… come faccio a scegliere!! Da anni faccio a rotazione… prossimo febbraio pensavo Madrid,  maggio 2010 Feria del caballo Jerez poi settembre 2010 senza dubbio Bienal a Sevilla!!!

Tradizione o modernità?
Lascerei “l’integralismo” della tradizione, peraltro necessario per mantenere la “memoria”, a personaggi come “Agujetas” o alle famiglie gitane. Personalmente vorrei non tralasciare niente del flamenco.

Pensi che ‘il Duende’ sia solo una prerogativa del popolo gitano o spagnolo?
Penso che dove c’è flamenco possa “saltar fuori”… la nazionalità non conta!

Diciamo che i gitani e gli spagnoli sono un po’ agevolati!

Il tuo più grande difetto come artista e come persona
Muchas dudas!

Il tuo più grande pregio come artista e come persona
Il sorriso

La prima letra che ti viene in mente…
Cuando tu me eches de menos

Te tienes que volver loca
Y vas a venir a buscarme
Como un caballo sin frenos

A che cosa pensi un momento prima di salire sul palcoscenico?
Acciderbolina!! Potevo studiare un po’ di più quel remate!! E guarda lì… c’è una tavola del palco leggermente sollevata!! Comunque bene, che fortuna fare quel che ti piace! Si vedrà che sono ingrassata di due chili?

Ascolti altri generi musicali oltre al flamenco? Se si quali?
Musica classica ma anche un po’ di tutto… mi piace definirmi “onnivora”.

L’ultimo film che hai visto al cinema? L’ultimo libro che hai letto se preferisci…
EHEHEH! Con Irene la mia bimba di tre anni L’era glaciale 3

In attesa di rilettura sul comodino “La camera di sangue” di Angela Carter

La tua giornata ideale?
Con mia figlia Irene,  il mio compagno, sole, posti nuovi da vedere… e perché no? Un “jueves flamenco” a Cadice y calamares fritos.

Un consiglio per i nostri lettori che vogliono fare del flamenco la loro professione
Siete ocho nueve diez!

Il tuo compagno ideale: dentro o fuori dell’ambiente flamenco?
Non è importante, basta riuscire ad avere dei bei momenti di condivisione

Il flamenco in una parola
Consapevolezza

Grazie Elisabetta! Per chi volesse saperne di più:

4 thoughts on “Elisabetta Mascitelli

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