Ester Bucci

Si avvicina alla danza classica all’età di sei anni, seguita dall’insegnante Piera Sabatini. Partecipa a numerosi corsi di perfezionamento di cui uno presso l’Accademia “ Grace” di Montecarlo con Marika Besobrasova.
Nel 1994 ottiene buoni risultati al concorso internazionale A.N.L.I.D. a Castiglioncello con una coreografia di danza contemporanea.
Nel 1999 consegue l’attestato di frequenza, partecipando al corso di formazione per insegnanti per la danza ed il teatro organizzato dall’ En.A.I.P. Lazio e tenutosi a Rieti.
Approfondisce gli studi di danza classica, contemporanea e jazz con vari maestri tra i quali Pedro De La Cruz, Enrica Palmieri, Diego Watzke, Virgilio Pitzalis, Guido Silveri, Mia Molinari, Fabrizio Monteverde, Laura Martorana, Mami Raomeria, Brunella De Biase.
Sempre nel 1999 inizia i suoi studi di flamenco a L’Aquila , seguita dall’insegnante e ballerina Lia Ruscica e comincia il percorso di perfezionamento a Siviglia con gli insegnanti Alicia Marquez, Ursula Lopez, Rocio Marquez e Angel Atienza. Nel 2003 entra a far parte della compagnia “Pasion Gitana” diretta da Caterina Lucia Costa.
Da alcuni anni tiene corsi di flamenco a L’Aquila e Pescara e continua i suoi studi in italia con la bailaora Carmen Meloni e partecipando a diversi stages (Andrès Pena, Fuensanta La Moneta, Belen Maya) e in Spagna con Andrès Pena, Pilar Ortega, Manuel Betanzos, Isabel Bayon ecc…
Lavora inoltre nella compagnia di flamenco “Flamenco Lunares” di Carmen Meloni.

 

Tutto iniziò …
Un giorno a scuola di danza, tra una lezione e l’altra… mi misi a sbirciare la lezione di Carmen Meloni.

Hai capito subito che il flamenco sarebbe stata la tua professione?
Assolutamente no… studiavo lettere classiche… mi vedevo archeologa, in realtà un po’ lo sono stata. Però studio danza da piccola ed evidentemente la danza era il mio sogno nel cassetto. Ho iniziato a studiare flamenco che avevo già 24 o 25 anni.

Hai mai pensato di smettere ?
Si… lo confesso… nei momenti più difficili della mia vita. Al flamenco nessuna colpa.

Chi sono i tuoi punti di riferimento nel baile ?
I punti di riferimento sono tantissimi e differenti tra loro, è indiscutibile che ci siano dei mostri sacri che credo siano un riferimento obiettivo per tutti. Personalmente mi inchino di fronte all’originalità di Eva, all’eleganza di Mercedes Ruiz e alla contemporaneità di Rafaela Carrasco, ma adoro l’essenzialità di Soraya Clavijo e la passione di Ursula Lopez.

Quanto ha influito il flamenco nelle tua vita ?
Tantissimo!!!!! Già solo se penso alle mie vacanze che corrispondono quasi sempre al mese a Sevilla.

Quale è stato l’ostacolo più grande che hai incontrato nel tuo percorso?
Vivere in una città piccola come L’Aquila dove le possibilità di confronto, di approfondimento, di ricerca e anche di svago nell’ambito di un’arte come il flamenco sono pochissime… per cui sono sempre stata io a muovermi fuori dalla mia città e regione. Sono stata comunque fortunata perchè è proprio a L’Aquila che ho conosciuto il flamenco con insegnanti validissime!

Tecnica ed espressività. Che cosa viene prima?
Per me vanno di pari passo.

Ti senti più artista o più insegnante?
Questa è una domanda difficile perche’ artista e insegnante sono due parole importanti e cariche di un grande senso di responsabilità: artista è chi fa di un’arte la propria vita e lo fa con eccezionale maestria, suscitando emozione nello spettatore. Ma anche chi è dotato di una grande genialità. Non mi sento di dire che sono un’artista, ma di essere una persona che ha tante cose da dire e che ha il rispetto assoluto per l’arte che ha scelto. L’insegnante trasmette agli allievi tutto, non solo i passi… per questo ci vuole didattica prima di tutto, pazienza e delicatezza, passione e gioia nel farlo. Con queste premesse, nel mio piccolo, posso dire di sentirmi insegnante. Ma sono ancora allieva e sono felice di esserlo. Sarà anche scontato e banale … ma non si finisce mai di imparare.

Qual’è il messaggio che vorresti trasmettere ai tuoi allievi?
Gioia nel danzare, divertimento, passione per un’arte così vasta e affascinante e ovviamente disciplina e rispetto.

Quale il momento della giornata dove ti senti maggiormente creativo ?
Mentre guido perchè guido parecchio.

Quali sono le tue inquietudini d’artista ? Cosa ti fa salire l’ispirazione ?
L’inquietudine più grande è l’ESSERE ALL’ALTEZZA.
La musica sicuramente è per me la più grande fonte di ispirazione e mi riferisco anche ad ambiti non necessariamente propri del flamenco. La musica e la danza contemporanea, generalmente, mi ispirano molto. Ma anche un bel tramonto.

Quali sono i tuoi progetti attuali?
Spedire al più presto questa intervista che mi è stata richiesta da almeno un anno :-).
Parlando seriamente, continuare al meglio delle mie possibilità ad insegnare e ballare nella Compagnia in cui lavoro e magari dedicarmi un po’ di più alla mia immagine da solista.

C’è stato un momento della tua carriera particolarmente emozionante e per questo indimenticabile?
Beh la prima volta che ho messo piede in un’Accademia di baile a Sevilla… e tutt’ora mi suscita emozione..

Il tuo sogno nel cassetto?
Una mia scuola, una mia sede!

Qual’è l’artista della scena attuale che più corrisponde al tuo gusto e che più ti emoziona?
Se posso spaziare e uscire fuori dal baile .. Miguel Poveda.

La tua meta ideale: Sevilla, Jerez, Madrid o…?
Non sono mai stata a Madrid per cui ho molta curiosità… a Jerez sono stata ma non per studiare. Sevilla sta nel mio cuore.

Tradizione o modernità?
L’una ha bisogno dell’altra.

Raccontaci il “tuo” Duende …
L’odore del teatro, il cuore che batte, il silenzio prima di iniziare, l’apertura del sipario e il sapere che dall’altra parte c’è un pubblico che non si aspetta altro che emozione. La magia della prima nota e l’applauso. Uno sguardo di complicità con i compagni mentre si balla e lo sguardo oltre il palco. Un momento dopo di solitudine tutto per me.

Il tuo più grande difetto e il tuo più grande pregio sia come artista che come persona
Il mio più grande difetto è che mi abbatto facilmente. Il mio più grande pregio saranno gli altri a giudicarlo.

Il palos che ti rappresenta di più o quello che pensi sia più rappresentativo per il tuo baile
Questa domanda mi è stata posta tante volte e ho scoperto che al riguardo ho cambiato spesso idea, all’inizio ero più propensa a palos di natura “jonda”, poi ho scoperto la bellezza di ballare por alegrias; forse mi sento “rappresentata” dal Tientos.. ma potrei cambiare ancora idea.

A che cosa pensi un momento prima di salire sul palcoscenico?
Come ho detto prima ci sono tante emozioni che si mescolano, a volte ho la mente vuota, a volte mi capita di pensare a cose anche leggere, come quella volta, mitica, che ho ballato tutto il tempo pensando a come cavolo si chiamasse un comico televisivo e più cercavo di allontanare questo pensiero più vedevo la sua faccia!

Descrivici le emozioni che provi mentre balli …
Libertà.

Quanta parte di improvvisazione c’è quando sali sul palco ?
Ballando all’interno di una compagnia poca in quanto è quasi sempre tutto montato, c’è una coreografia e dei movimenti scenici da rispettare ed è giusto che sia così. Se ballo da sola mi concedo un po’ più di libertà, ma rispettando sempre un’idea ben precisa.

Bailaora solista su di un palco. Chi vorresti con te come accompagnamento al cante y al toque ?
Un bravo cantaor e un bravo chitarrista, senza deluderli.

Qual’è il tuo rapporto con gli altri colleghi?
Nella mia città non ho colleghi… ahimè. Ma quando mi ritrovo con i “flamenchi” sto bene… chiaro non posso avere lo stesso rapporto con tutti. E’ logico che ci sono dei privilegiati 🙂

Quanto ti ha segnato e come ha influito sulla tua professione di insegnante e bailaora la terribile esperienza che hai vissuto con il terremoto che ha colpito la tua città?
Molto, moltissimo. Da un punto di vista pratico mi sono ritrovata all’improvviso senza una sede (oltre che senza una casa) dove svolgere le lezioni e dove provare, c’è stata una dispersione forte di gente, per cui ancora adesso i miei allievi a L’Aquila sono pochi (ma li adoro). Per fortuna sono ospite di una bellissima scuola e per fortuna insegno anche a Pescara. Il lavoro con la Compagnia non ha risentito di tutto ciò, anzi è stata la mia ancora di salvezza spirituale. A livello psicologico è stato tremendo e lo è tuttora… ma spesso ho tirato fuori una grande forza e ne ho approfittato, traendone ispirazione… speriamo che non mi abbandoni!

Se tornassi indietro quali sono le cose o le scelte che non rifaresti ?
Niente… se sono così è grazie al mio vissuto nel bene e nel male.

Come ti vedi tra una ventina di anni ?
Non ci voglio pensare!

Per che cosa vorresti essere ricordato ?
Certo non per il terremoto!

Il flamenco in una parola
Desiderio.

Grazie a Ester ! Per chi  volesse saperne di più o contattare Ester:

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2 thoughts on “Ester Bucci

  1. è molto bello conoscere un aspetto delle persone che quotidianamente non ti riesce di fare perchè si corre sempre e non si ha il tempo di parlare, di conoscere i sogni, i desideri, specie quando le persone hanno quell’aura di dolce riservatezza che regalano solo a persone attente e specie quando si tratta della tua profesora….grazie di tutto Ester…

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