Francesca Coppetelli

francesca coppetelli
Corsi Anno Accademico 2011-2012

Francesca Coppetelli inizia da bambina lo studio della danza classica frequentando per quindici anni la scuola di Anna Cerullo prima e la Latina Ballet diretta da Carla Mugnaini dopo.
Inizia lo studio del Flamenco a Latina con Roberta Innocenzi e dopo essersi appassionata continua gli studi all’Accademia “Amor De Dios” di Madrid con Carmela Greco, a Siviglia con Manuela Rios, a Cadice con Charo Cruz.
A Malaga e Jerez forma e perfeziona il suo stile.
Dal 2001 inizia il suo percorso come insegnante presso diverse scuole di Latina e Provincia e contemporaneamente continua i suoi studi a Roma con Carmen Fuentes e Carmen Meloni. Dal 2007 insegna presso la sua scuola Cultura Mediterranea a Latina dove sono attivi altri corsi tra i quali quello di danza del ventre e quello di Hip Hop. Interprete e coreografa degli spettacoli Flamenco (2007) e Miscellaneous (2008).

Come ti sei avvicinata al flamenco?
Per caso, ero a Siena da una mia amica e parlando mi ha detto che faceva flamenco, incuriosita appena sono tornata a Latina ho cercato un corso e mi sono iscritta era il lontano 1994.

Quando hai capito che sarebbe stata la tua professione?
Circa 8 anni fa quando la mia insegnante ha dovuto lasciare perché incinta e la scuola dove stavamo mi ha chiesto di tenere il corso al suo posto, in quel momento ho capito che poteva essere una professione ma solo da un anno circa ho aperto la mia scuola.

Hai mai pensato di non farcela?
Anche adesso, la realtà della provincia è molto difficile e nonostante la qualità della mia scuola sia “alta” i frutti del mio lavoro sono ancora pochi, la gente magari preferisce un livello più basso e delle insegnati che fanno carne di porco tutto quello che gli capita fra le mani.

Chi sono i tuoi punti di riferimento?
Nel Flamenco i miei miti e comunque tutto il mio background della danza classica.

Quante ore alla settimana dedichi allo studio?
Purtroppo in questo periodo poche causa problemi personali, di solito un paio di ore al giorno.

Quanto ha influito il flamenco nelle tue scelte personali?
Molto: l’anno scorso ho lasciato il mio lavoro a tempo indeterminato dopo 13 anni per inseguire il mio sogno ed aprire la mia scuola.

Qual è stata, se c’è stata, la più grande difficoltà che hai incontrato per raggiungere i tuoi obiettivi di artista?
Non essere nel posto giusto al momento giusto.

Tecnica ed espressività. Che cosa viene prima?
Espressività senza dubbio. La tecnica si impara l’espressione è una cosa molto più profonda e personale a volte non c’è bisogno di fare tecnica per emozionare, dopo aver visto a Jerez Matilde Coral che non ha mosso un piede sono sempre più convinta di questo.

Ti senti più artista o più insegnante?
Mi sento in egual misura artista ed insegnante.

Qual’è il messaggio che vorresti trasmettere ai tuoi allievi?
Che nella vita non ci sono ostacoli per raggiungere i propri sogni ma che in ogni caso la serietà, la costanza e la professionalità sono elementi fondamentali per arrivarci.

E quale al pubblico?
Che il flamenco non ha età, non ha limiti ed è un modo meraviglioso per conoscersi.

Quale tipo di pubblico vorresti conquistare?
Coloro che vengono trascinati agli spettacoli per obbligo ed invece alla fine vorrebbero che il tempo non passasse mai.

Qual’è il tuo rapporto con gli altri colleghi?
Con alcuni di stima profonda, con altri di indifferenza totale probabilmente perché non faccio parte di quel circuito vizioso che si è creato, in particolare, a Roma e dintorni.

Quali sono i tuoi progetti attuali?
Sto preparando lo spettacolo di fine anno e sto lavorando ad altri progetti tra cui uno a cui sono molto legata con la Fondazione Nazionale della Danza – Arteballetto con cui ho già collaborato.

C’è stato un momento della tua carriera particolarmente emozionante e per questo indimenticabile?
Si a Dicembre del 2008 quando ho avuto una parte da solista nel Progetto Navis curato dalla Fondazione Nazionale della Danza – Aterballetto con la regia e la direzione artistica del Maestro Arturo Cannistrà dal quale ho ricevuto dei complimenti che non dimenticherò per tutta la vita.

E che cos’è che non hai ancora fatto ma che speri un giorno di fare? Qual è il tuo sogno nel cassetto?
Ballare con Manuela Carrasco!!!!!!!!!!

Qual’è l’artista/collega (bailaor, cantaor, tocaor) della scena attuale che più corrisponde al tuo gusto e che più ti emoziona?
Baile: Manuela Carrasco – Los Farrucos (tutti nessuno escluso) – Isabel Bayon.
Toque: Manolo Sanlucar – Vicente Amigo.
Cante: Carmen Linares – Esperanza Fernandez – José Mercé.
Questi i principali.

La tua meta ideale: Sevilla, Jerez, Madrid o…?
Jerez de la Frontera

Tradizione o modernità?
Tradizione dai miei gusti penso si noti.

Pensi che ‘il Duende’ sia solo una prerogativa del popolo gitano o spagnolo?
No assolutamente.

Il tuo più grande difetto come artista e come persona
Essere troppo perfezionista e pretendere sempre troppo in primis da me stessa e poi dagli altri.

Il tuo più grande pregio come artista e come persona
La serietà e l’amore che metto in tutto quello che faccio.

La prima letra che ti viene in mente…
De vez en cuando la vida parece una fantasia y cuando meno lo esperas te da lo que mas querias dunque luego se lo lleva (Canto de la resignacion – Tonas – Carmen Linares – Un Ramito de Locura)

A che cosa pensi un momento prima di salire sul palcoscenico?
A quanto è bello stare sotto quei riflettori e che in ogni caso sono una privilegiata perché faccio una cosa che amo.

Ascolti altri generi musicali oltre al flamenco? Se si quali?
Si in particolare Hip Hop, R&B, Soul.

L’ultimo film che hai visto al cinema? L’ultimo libro che hai letto se preferisci…
Nota dolente è parecchio che non leggo… al cinema Step Up 2

La tua giornata ideale?
Alzarmi tardi e lavorare fino a tardi, prima delle 12 non carburo!!!!

Un consiglio per i nostri lettori che vogliono fare del flamenco la loro professione
Non scoraggiarsi mai e continuare sempre a studiare ed aggiornarsi, è fondamentale.

Il tuo compagno/a ideale: dentro o fuori dell’ambiente flamenco?
Denzel Washington!!!!!

Il flamenco in una parola
Duende

Grazie Francesca. Per saperne di più:

2 thoughts on “Francesca Coppetelli

  1. Le tue risposte rispecchiano la tua anima! Il tuo amore per il flamenco è l’amore che hai verso gli altri e verso te stessa!!! Non avrei mai pensato che, nel lontano 2001 quando ti ho conosciuito, avrei trovato in te una persona tanto altruista, tanto disponibile, tanto affettuosa anche se la tua “facciata” è tanto severa. E’ forse questa tua severità che ti permette di raggiungere vette così alte e così importanti. Te lo dice una persona che ti vuole bene “VAI AVANTI” sempre così. Un bacio grande misa

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  2. Ti conosco da soli due anni e ti ho scoperta sempre più vicina al concetto della sacralità e della bellezza nell’arte tersicorea…Ti stimo molto come danzatrice e come insegnante e sono veramente felice di collaborare con te…le tue idee risuonano dentro di me, a volte mi anticipi nei pensieri e nei sentimenti…ehehehehehe…Spero davvero di continuare a lavorare insieme a progetti sempre più importanti e significativi, di condividere fatica e sudore per la nostra grande passione. Un grande abbraccio!

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