Francesco Cirigliano

Nato a Roma il 5 gennaio 1971, laureato presso l’Università La Sapienza di Roma in Economia e Commercio. Essendo stato selezionato in una audizione che si svolse a Madrid nell’ottobre 1994, Francesco si trasferisce definitivamente in Spagna, dove inizia la sua carriera artistica.
– Dal 1995 è solista della compagnia “Ballet Teatro Espanol” di Rafael Aguilar, nella quale interpreta svariati ruoli negli spettacoli del repertorio di suddetta compagnia: “Yerma”, “Carmen”, “Bolero”, “Aires de ida y vuelta”, “La casa de Bernarda Alba-Rango”…
– Dal 1997, fino a tutt’oggi, collabora con la compagnia “MiguelAngelBallet”, di Miguel Angel Espino, con la quale ha ballato innumerevoli volte nei migliori teatri d’Europa e, soprattutto, del Giappone.
– È stato il solista maschile del balletto dell’opera “La Vida Breve” prodotta dal teatro Standteathre di St. Gallen (Zurigo), ricevendo numerose e favorevolissime critiche della stampa svizzera, che lo defini’ in termini entusiastici di “fenomenale”, o di “eccezionale”, ballerino.
– Ha ballato nella grandissima produzione “AIDA” del Teatro Real di Madrid, con direzione artistica di Hugo De Ana e coreografica di Leda Loiodice.
– Ha ballato in numerosissime zarzuelas (operette spagnole) per il Teatro de La Zarzuela de Madrid, come, ad esempio, “Il barberillo de Lavapies”, nella quale produzione spiccava la coreografia di Ramon Oller.
– Ha ballato nella biennale moda-cinema di Firenze per la casa di moda Fendi, interpretando il ruolo del “Casanova”, nel remake del film Casanova di Fellini.
– Ha ballato anche per la casa di moda Triumph, a Tokio, interpretando il ruolo di Don Jose’, nell’adattazione flamenca dell’opera Carmen.
– Ha interpretato lo stesso ruolo, di Don Jose’, anche nelle versioni flamenco dell’opera “Carmen” delle compagnie di Lola Greco, Sara Lezana.
– E’ stato solista della Compagnia “En Blanco y Negro” della ballerina Maria Gimenez, premio nazionale di danza, in Spagna, del 1999. Le coreografie di suddetta compagnia erano curate, oltre che dalla propria Maria Gimenz, anche da Jose Antonio Ruiz, attuale direttore del “Ballet Nacional de Espana”.
– Ha ballato per la compagnia “Antologia de la Zarzuela”, le cui coreografie erano a cura di maestri di chiarissima fama, quali Alberto Lorca, Juanco Linares, Mario de La Vega…
– Balla nel teatro dell’Opera di Roma nello spettacolo “La Gitanilla”, con coreografie di Jose Antonio Ruiz.
– Balla nel Teatro Del Giglio di Livorno, nella produzione “La Vida Breve”, con coreografie di Jose Antonio Ruiz.
– Balla nell’ opera “Traviata”, sotto direzione artistica di Marco Gandini, e coreografie di Marco Berriel.
– Balla per la compagnia CatarinaMoraFlamenco, interpretando, nello spettacolo “Machismo” (emozioni e sensazioni della vida, viste attraverso gli occhi di due fratelli molto speciali…) il ruolo di Abele.
– Balla (e ne cura le coreografie), nella compagnia “Sincopado” di Madrid, specializzata in spettacoli per tablaos, discoteche e sale di festa, tanto diffuse in Spagna.
– Ha partecipato in numerose serie televisive in Spagna, come: “Robles investigador”, “El amor prejudica seriamente la salud”, “Todos los hombres sois iguales”, “Al salir de clase”, e, nel cinema, il film “X”, e il film “Desafinados”, dove balla con coreografie del grande maestro Alberto Lorca.
– Attualmente è il maestro di flamenco e sevillanas, per il comune di Madrid, nel centro culturale “Fernando Chueca” e nel centro culturale “Sta. Virgilia”, del quartiere di Madrid Hortaleza.
– Svolge attivita’ d’insegnamento, e realizza interventi e coreografie di flamenco per differenti compagnie, e scuole di danza, in spettacoli e saggi.

Tutto iniziò …
Realmente tutto iniziò davvero il 3 ottobre 1994, giorno che non scorderò mai. Giorno in cui Rafael Aguilar mi selezionò per la sua grande compagnia “Ballet Teatro Español”. Da allora la mia vita è, sostanzialmente, cambiata.

Chi sono stati i tuoi primi Maestri ?
Sono tanti, tra i quali, Paco Romero, Ciro, Maria Magdalena, Pedro Assorin per la Jota… Però forse hanno influito in me soprattutto Jose Antonio, Miguel Angel, La China, Adrian Galia e Antonio Canales.

Chi sono i tuoi punti di riferimento nel baile ?
Non ho punti di riferimento precisi, apprendo davvero da tutti, compagni, Maestri affermati e dalla gente che da las palmas per strada (vivo en el Rastro de Madrid, quartiere madrileno flamenco e gitano)…

Quando hai capito che il flamenco sarebbe stata la tua professione?
Il 3 Ottobre 1994.

Quanto ha influito il flamenco nella tua vita ?
Ovviamente moltissimo; ha influito praticamente in tutti gli aspetti della mia vita quotidiana.

Quale è stato l’ostacolo più grande che hai incontrato nel tuo percorso?
Gli ostacoli sono stati tanti, ma nessuno insormontabile. Non saprei indicarne uno in concreto.

Cosa ti ha spinto a trasferirti in Spagna ? E’ stata la classica “fuga dei cervelli” ? Casualità, è stata la casualità. O forse il destino, chi lo sa. In quell’epoca avevo intenzione di tornare, avevo il biglietto di ritorno per Roma, ma poi l’audizione…

Hai intenzione, un giorno, di ritornare ?
Tutto è possibile, dipende da tante cose. Certamente, se ce ne fossero i presupposti, mi farebbe piacere.

Con che occhi vedi, da fuori, il flamenco in Italia ?
Sono sincero: realmente non sono al corrente al 100% di ciò che accade in Italia, però ho l’impressione che il “movimento” flamenco sia in espansione. Ora ci sono più possibilità di venire in Spagna, come ad esempio biglietti aerei più economici, per cui la gente che si avvicina al flamenco ha più possibilità di venire a prendere lezioni, conoscere gente… Prima dovevamo programmare due settimane a Madrid con largo anticipo, e risparmiare tanti soldi durante l’anno per il volo, l’hotel, le lezioni, las “botas” nuove….

Quale il momento della giornata dove ti senti maggiormente creativo ?
Non si tratta di un momento o di una fascia oraria. Si tratta di momenti che arrivano soli. Ci sono giorni che ti senti frustrato ed altri un genio.

Quali sono le tue inquietudini d’artista ? Cosa ti fa salire l’ispirazione ?
Il lavoro, suppongo. Ogni qualvolta si presenta un progetto nuovo, una nuova possibilità, è quando si mettono in pratica tutte quelle cose che penso, che però, puntualmente, all’ora della verità devo sempre rimodellare.

Quali sono i tuoi progetti attuali?
In questo momento un po’ difficile per le compagnie, per l’arte in generale, è davvero complicato realizzare qualsiasi progetto, per cui attualmente mi sto dedicando all’insegnamento. Devo dire che sono contento; sto insegnando in vari centri culturali gestiti dal comune di Madrid, e le cose vanno bene. Ho scoperto un in me un pedagogo che nemmeno io conoscevo. Però è indubbio che ballare in giro per il mondo è ancora una mia priorità.

C’è stato un momento della tua carriera particolarmente
emozionante e per questo indimenticabile?
Sono vari: la prima Carmen con Rafael Aguilar, ballare nella riapertura del Teatro Real de Madrid, che fu un evento straordinario, interpretare il Don Jose’ nella compagnia di Lola Greco e duettare con lei, aver conosciuto un gran paese, oggi in difficoltà, come il Giappone, con Miguel Angel… e molti altri ancora.

Il tuo sogno nel cassetto?
Non si dice…

Qual’è l’artista della scena attuale che più corrisponde al tuo gusto e che più ti emoziona?
Sono tanti, però se in questo momento devo fare un nome direi El Grilo, anche se, ripeto, sono tantissimi ai quali dovrei fare riferimento.

In quale contesto (tablao, teatro, sala …) ti senti più a tuo agio e ti esprimi meglio ? Senza ombra di dubbio il teatro.

Raccontaci il tuo “Duende’ …
Semplicità e maturità, forza e carattere.

Il tuo più grande difetto e il tuo più grande pregio sia come artista che come persona
Sono “capoccione” come si dice a Roma e penso di essere abbastanza umile. Tanto come persona che come artista sono due valori che possono essere tanto un pregio come un difetto.

Il palos che ti rappresenta di più o quello che pensi sia più rappresentativo per il tuo baile
Alegrías de Cádiz

A che cosa pensi un momento prima di salire sul palcoscenico?
A divertirmi ed emozionarmi, e a fare di tutto affinché la gente che sta seduta li davanti a me, si emozioni e si diverta.

Descrivici le emozioni che provi mentre balli …
Indescrivibili, mi dispiace…

Quanta parte di improvvisazione c’è quando sali sul palco ?
L’improvvisazione è stata sempre un parte forte di me; è qualcosa che più di una persona mi ha avvalorato. Però sempre partendo da una base tecnica della quale non si può prescindere.

Qual’è il messaggio che vorresti trasmettere al pubblico ?
Sinceramente, non esistono messaggi. Si, esistono valori, sensazioni, che solo l’arte può trasmettere.

Bailaor solista su di un palco. Chi vorresti con te come accompagnamento al cante y al toque ?
Se dico tutti i nomi sarebbe il quadro flamenco più grande mai visto su un palco. Però non dovrebbero mancare Diego Carrasco e Moraito, che ci ha lasciati troppo presto.

Qual’è il tuo rapporto con gli altri colleghi?
Come nella vita quotidiana, lavorando incontri persone con le quali hai una affinità grandissima, ed altre con affinità zero. Comunque sempre partendo della base del rispetto, che è fondamentale. Poi, una birretta dopo lo spettacolo te la prendi con chi vale la pena.

Un consiglio per coloro che vogliono intraprendere il flamenco come professione
Lavorare tanto su se stessi, indubbiamente. Però, sopratutto, sapere che sempre c’e’ da imparare, da chiunque.

Se tornassi indietro quali sono le cose o le scelte che non rifaresti ?
Ho la gran fortuna di poter dire che non mi pento di nulla.

Come ti vedi tra una ventina di anni ?
A Cancun, sdraiato sulla spiaggia!!! Magari…

Il flamenco in una parola
SENTIMIENTO

Grazie a Francesco! Per chi volesse approfondire:

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