Giulia Compagno

Giulia Compagno, nasce a Palermo il 13 settembre del 1984.
Studia danza classica dall’età di 4 anni e presto inizia a lavorare come danzatrice nella compagnia di Nancy Cannilla. Studia inoltre modern-jazz  perfezionandosi con maestri come Silvio Oddi e Fabrizio Mainini.
Scopre il flamenco all’età di 19 anni, la sua insegnante Deborah Idelia Brancato la avvicina al mondo del flamenco e lei scopre la sua vera passione.
Approfondisce lo studio in Italia e Spagna con vari maestri tra i quali: Inma Perez, Miriam Allard, Paqui del Rio, Josè Guerreo, Noelia Sabarrea, Carolina La Negra.
Nel 2006 fonda il gruppo Compas Flamenco che si afferma lavorando a bordo delle “Grandi Navi Veloci”.
Oggi fa parte della Compagnia di Flamenco Guadalmedina composta da Deborah Idelia Brancato (baile), Luca Fasoni (guitarra) e Marcello Savona (guitarra, flauta y cante).
Gestisce la scuola di danza Coral Arte Flamenco di Palermo con la collega Debora Idelia Brancato.

 

Tutto iniziò…
Quando mi sono stancata della danza classica, cominciavo a sentirmi inadeguata e  limitata.

Hai capito subito che il flamenco sarebbe stata la tua professione?
No.

Hai mai pensato di smettere?
No.

Chi sono i tuoi punti di riferimento nel baile?
Tra le bailaoras di ieri Merchè Esmeralda, tra le bailaoras di oggi Sara Baras.

Quanto ha influito il flamenco nelle tua vita?
Direi che la mia vita è totalmente influenzata dal flamenco, se non ci fosse il flamenco dovrei inventarmi un’altra vita.

Quale è stato l’ostacolo più grande che hai incontrato nel tuo percorso?
L’ostacolo più grande è stata e continua ad essere la lontananza dall’Andalucia, vivere in un paese che non ha la cultura del flamenco è  troppo penalizzante, soprattutto per crescere artisticamente.

Tecnica ed espressività. Che cosa viene prima?
La mia maestra di danza classica, Rosy Pirrone, diceva “prima impara la tecnica e poi scordatela”, io sono d’accordo.

Ti senti più artista o più insegnante?
Insegnare mi piace tantissimo e quando lo faccio metto dentro tutta la mia arte, alla fine di una lezione mi sento soddisfatta e stanca come se avessi fatto uno spettacolo.

Qual’è il messaggio che vorresti trasmettere ai tuoi allievi?
La danza non si divide in tante categorie, è una sola e comprende tutto.

Quale il momento della giornata dove ti senti maggiormente creativo?
…quando ho fame, 24 ore su 24, infatti quasi sempre mentre cucino ne approfitto per creare pezzi di coreografie e il mio fidanzato, con la scusa che suona la chitarra, ne approfitta per mangiare!

Quali sono le tue inquietudini d’artista? Cosa ti fa salire l’ispirazione?
Sono la serenità e la sensazione di pace che mi fanno salire l’ispirazione, la tristezza mi rende poco attiva.

Quali sono i tuoi progetti attuali?
Il progetto attuale è far funzionare bene la scuola e avere allieve motivate e far crescere sempre di più la compagnia (Compagnia Guadalmedina).

C’è stato un momento della tua carriera particolarmente
emozionante e per questo indimenticabile?
La prima volta che sono salita sul palcoscenico con il mio fidanzato e ho ballato da sola un’alegrías meravigliosa composta da lui.

Il tuo sogno nel cassetto?
Diventare una brava coreografa.

Qual’è l’artista della scena attuale che più corrisponde al tuo gusto e che più ti emoziona?
Un musicista eccezionale,Vicente Amigo, mi incanta la sua musica.

La tua meta ideale: Sevilla, Jerez, Madrid o…?
Ovunque posso studiare  un pò di flamenco in pace, senza la bolgia del turismo “flamenkero”, quindi per esempio, eviterei Jerez nella fase calda del festival.

Tradizione o modernità?
Un buon mix.

Raccontaci il tuo “Duende’ : cosa significa per te questa parola…
Non so spiegarti cosa significa, è troppo personale, può capitarmi di provarlo durante uno spettacolo con un pubblico numeroso o mentre ballo da sola in una stanza. L’ultima volta che l’ho provato è stato una sera, nel giardino di casa mia, al buio, sotto un albero di  melograno, mi è venuta voglia di ballare, l’ho fatto, e di colpo è sparito tutto intorno a me, avrei continuato a ballare per ore, solo ascoltando la musica che veniva dal mio spirito…

Il tuo più grande difetto e il tuo più grande pregio sia come artista che come persona
Il difetto più grande è la pigrizia, il pregio è la creatività.

Il palos che ti rappresenta di più o quello che pensi sia più rappresentativo per il tuo baile
Quando ballo un’alegrias mi diverto e rimango sempre soddisfatta.

A che cosa pensi un momento prima di salire sul palcoscenico?
Penso: “Ma chi me lo ha fatto fare! Se fossi il signore che ha il negozio di fronte casa mia a quest’ora non mi sentirei lo stomaco sottosopra!”

Quanta parte di improvvisazione c’è quando sali sul palco?
Quando ballo da sola non c’è verso di fare una coreografia dall’inizio alla fine per come l’ho studiata, mi vengono sempre le idee migliori mentre ballo davanti al pubblico.

Bailaora solista su di un palco. Chi vorresti con te come accompagnamento al cante y al toque?
Luca Fasoni alla chitarra e Marcello Savona al cante…!

Il tuo segreto inconfessabile…
E che segreto è?

Qual’è il tuo rapporto con gli altri colleghi?
Sarà perché vedo più loro che mia madre, ma per me sono come dei parenti, abbiamo un bel rapporto.

Un consiglio per coloro che vogliono intraprendere il flamenco come professione
Il flamenco non può essere solo una professione deve essere una forma mentis.

Se tornassi indietro quali sono le cose o le scelte che non rifaresti?
Se avessi conosciuto il flamenco prima avrei guadagnato molto tempo.

Come ti vedi tra una ventina di anni?
Spero di essere ancora nelle condizioni di ballare e spero di avere una bella famiglia.

Per che cosa vorresti essere ricordato?
Per la simpatia e la correttezza.

Il flamenco in una parola
Eso es!

Grazie Giulia! Per chi volesse saperne di più:

 

Giulia Compagno por alegrias:

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