Laura Bonfiglio

Bailaora dallo stile energico e incisivo, inizia la formazione flamenca nel 2000 a Palermo. Nel Luglio 2006 fonda il Gruppo Compàs Flamenco con il quale si esibisce in teatri, locali, feste private e manifestazioni pubbliche a Palermo e in Sicilia fino all’anno 2007. Con lo stesso gruppo lavora nell’estate 2007 presso: Grandi Navi Veloci come Bailaora per la nave “La Superba” nelle tratte nazionali.

Dal Settembre 2008 collabora con l’Associazione Alameda Arte Flamenco e l’Associazione Contilde. Nel luglio 2008 partecipa alla manifestazione dal titolo “Il Silenzio Ondulato” partecipando allo spettacolo presso il Teatro Montevergini a Palermo.

Dal 2008 diventa la bailaora del progetto Sonikète Flamenco & Sefardì e Flamenjazz fondato da Alejandra Bertolino Garcia. La compagnia Sonikète porta in scena le radici di un canto che ha origini antiche e nasce dall’incontro della cultura musicale spagnola con quella Araba, Sefardì e con il Jazz, contribuendo alla realizzazione di uno spettacolo nel quale si fondono insieme cante, musica e baile.
Sonikète Flamenco & Sefardì da 3 anni si esibisce 2 volte al mese, il venerdì alla CUEVAl’unico Tablao Flamenco in Sicilia – un’ isola Andalusa nel cuore di Palermo. Gli spettacoli sono proposti in varie città siciliane.

Attualmente insegnante e coreografa presso l’Associazione Contilde sita in Palermo.
Partecipa a stages di formazione con diversi artisti e professionisti del settore tra i quali spiccano i nomi di Javier La Torre, Merche Esmeralda, Angel Muñoz, La Chiqui, Josè Nunez. Ha inoltre studiate con i seguenti artisti: Natalia Gonzalez, Carolina Martinez Gonzales, Maria Jesus Rodriguez Del Ojo, Manuel Lopez Romero, Inma Perez, Deborah Brancato, Miryam Allard, Paqui del Rio, Jerònimo Utrilla, Merche Esmeralda, Chloè Brule-Dauphin.

Tutto è iniziato…
Ormai quasi 10 anni fa. Un’amica mi propose di fare una lezione di prova in una scuola di Flamenco, provai e da lì non sono riuscita più a smettere.

Quando hai capito che il Flamenco sarebbe stato la tua professione?
Quando ho iniziato a fare spettacoli, quando mi sono resa conto che stare su un palco era per me il modo più facile e naturale per trasmettere quello che avevo dentro.

Hai mai pensato di non farcela?
Non posso non farcela, il bisogno di ballare è più forte di ogni altra cosa.Consapevole dei miei limiti so che il bisogno di ballare è più forte di tutto.

Chi sono i tuoi punti di riferimento?
La mia prima insegnante, i maestri con cui ho fatto stage in questi anni, chi ha visto i miei progressi, chi ancora oggi mi sprona ad andare avanti e a migliorarmi sempre e comunque.

Quante ore alla settimana dedichi allo studio?
La mia è un’attività giornaliera che si divide tra le lezioni alle mie allieve, le prove col mio gruppo e lo studio della tecnica.

Quanto ha influito il flamenco nelle tue scelte personali?
Se non ci fosse stato il Flamenco, probabilmente la mia vita sarebbe stata diversa, avrei cambiato città, avrei fatto delle scelte differenti, avrei dato priorità ad altre cose.

Se tornassi indietro quali sono le cose o le scelte che non rifaresti?
Penso che rifarei tutto…ogni passaggio, anche i momenti negativi, hanno contribuito a portarmi dove sono adesso.

Qual è stata, se c’è stata, la più grande difficoltà che hai incontrato per raggiungere i tuoi obiettivi di artista?
Mettere da parte la tecnica e dare sfogo all’emozione, ai sentimenti, trasmettere con un solo cenno degli occhi.

Tecnica ed espressività. Che cosa viene prima?
La tecnica è la base, senza quella non ci sarebbe il baile. Ma una tecnica fine a se stessa è vuota e arida.

Ti senti più artista o più insegnante?
L’insegnamento è stato una grande scoperta per me. Mi ha aiutato a scoprire la mia fisicità, a rendermi più consapevole del mio corpo e fare esercizio continuo. Insegnare mi completa, mi diverte, vedere i miei allievi che apprendono, che sorridono, che si guardano e si vedono belli è una sensazione unica.

Qual è il messaggio che vorresti trasmettere ai tuoi allievi?
Divertirsi, impegnarsi, sorridere, lasciarsi andare, sentire il tempo…tutto questo è Flamenco!

E quale al pubblico? Quale tipo di pubblico vorresti conquistare?
Ricordo, alla fine di uno spettacolo, una signora si avvicinò e mi disse: Mi hai fatto emozionare, grazie!  Ah, se riuscissi a trasmettere questo ogni volta che danzo!!!

Qual è il tuo rapporto con gli altri colleghi?
Mi piacerebbe maggiore collaborazione tra le insegnanti e minore invidia e competizione.

Quali sono i tuoi progetti attuali?
Continuare ad insegnare e esibirmi.

C’è stato un momento della tua carriera particolarmente emozionante e per questo indimenticabile?
Durante uno spettacolo il pubblico ha iniziato a dare palmas, ad accompagnarmi durante il baile…l’emozione di vedere tanta gente battere le mani a tempo è stata unica.

E che cos’è che non hai ancora fatto ma che speri un giorno di fare? Qual è il tuo sogno nel cassetto?
Il mio sogno è continuare questo meraviglioso percorso, continuare a studiare, crescere, maturare.

Qual’è l’artista/collega (bailaor, cantaor, tocaor) della scena attuale che più corrisponde al tuo gusto e che più ti emoziona?
Pastora Galvan è la perfetta via di mezzo tra espressività e forza nel baile, unita ad una tecnica perfetta. Javier La Torre è un magnifico coreografo e insegnante esigente.
Josè Nunez Guerrero è il mio maestro, colui che mi ha permesso di fare il primo salto di qualità come ballerina.

La tua meta ideale: Sevilla, Jerez, Madrid o…?
Festival de Jerez senza ombra di dubbio!!!

La prima letra che ti viene in mente…
Triana, Triana que bonita esta Triana…”

A che cosa pensi un momento prima di salire sul palcoscenico?
Penso alle parole del mio maestro Josè Nunez: Mira el publico y repira.

Le emozioni che provi mentre balli …a cosa pensi?
Non penso a niente, sfuoco lo sguardo, libero la mente, cerco di fondermi con la musica e di divertirmi, di gustare i movimenti delle mie mani, godere del ticchettio dei miei piedi.

Ti capiterà di salire sul palco e non avere voglia di ballare, voglio dire… immagino che quando diventa un impegno possa succedere. Come te la sbrighi ?
Quando inizia la musica e raggiungo il centro della scena tutto passa, magicamente.

Bailaora solista su di un palco. Chi vorresti con te come accompagnamento al toque ?
Vicente Amigo, lo adoro!

Il palos che ti rappresenta di più o quello che pensi sia più rappresentativo per il tuo baile.
Alegrías.

Un consiglio per i nostri lettori che vogliono fare del flamenco la loro professione
Consiglio di studiare studiare studiare….vedete spettacoli, ascoltate musica, andate in Spagna!!!

Il tuo compagno/a ideale: dentro o fuori dell’ambiente flamenco?
Assolutamente fuori!

Il flamenco in una parola
Passione.

Grazie a Laura, per chi volesse approfondire :

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