Loredana Ruggieri


Inizia i suoi studi allo IALS a Roma con Cateria Lucia Costa, con la quale ha l’occasione di esibirsi in vari contesti prestigiosi tra cui Teatro Olimpico, Teatro Colosseo, Teatro Greco a Roma, Teatro Massimo di Benevento.
Nel 2002 fa parte del corpo di ballo nell’opera “La Carmen” al Teatro Flaiano in seno alla Rassegna La piccola Lirica, con la regia di  Rossana Siclari e le coreografie di Rina Garavelli.
E’ chiamata successivamente a ballare nel video della Rock-star Z-Star produzione Angel di Milano e nella compagnia “Pasion Gitana” di Caterina Lucia Costa   nelle trasmissioni Amore e Treno dei desideri alla Rai.
Nel 2004 inizia a studiare a Siviglia dove ha la possibilità di accrescere la sua formazione artistica con maestri quali: Alicia Marquez, Pilar Ortega, Ramon Martinez, Rocio Marquez, Juan Polvillo, Manuela Rios, Leonor Leal, Ursula Lopez. Ancora oggi torna a Siviglia periodicamente per continuare la sua formazione.
Sempre negli stessi anni entra a far parte dell’Associazione Flamenco del Sur con la quale partecipa, tra svariate manifestazioni,come co-coreografa e solista allo spettacolo teatro-flamenco “Viento del Sur”, con la regia di Andrea Ronchetti. Con la stessa associazione collabora all’ organizzazione di spettacoli e stage  a Roma di nomi di spicco del panorama flamenco spagnolo.
Nel 2008 costituisce con Francesca Stocchi e Massimiliano De Pasquale la Compagnia Flamenca La Barraca che debutta al Teatro Orangerie a Roma con lo spettacolo Rama Nueva e attualmente con lo spettacolo “La Llave” del quale è co-coreografa e bailaora solista. Nello stesso anno la  Compagnia partecipa al festival  “Flamenco del Rio” a Roma , con lo spettacolo “Asì queiremos vivir”.  Nel 2011 partecipa come bailora allo spettacolo “Mis ojos en tu mirada” ideato e prodotto da Caterina Lucia Costa.
Infine si dedica all’insegnamento del baile flamenco nelle scuole L’Officina ( scuola musica, danza, canto) e Danza e Non Solo ( Scuola di danza e canto e recitazione) a Roma.

 

Come ti sei avvicinata al flamenco?
Istintivamente. Quando ho scelto di iniziare non sapevo assolutamente nulla, neanche i classici stereotipi che si hanno all’inizio. Ho iniziato e basta!

Quando hai capito che sarebbe stata la tua professione?
Che sarebbe stata la mia professione da pochissimo, che mi avrebbe accompagnato sempre da subito.

Hai mai pensato di non farcela?
Farcela? In cosa? Dipende dagli obiettivi che una persona si pone. Se con farcela si intende non riuscire ad esprimere le più intime emozioni umane veicolate dalla propria creatività… penso di non farcela tutti i momenti della giornata. Di sicuro non è facile!

Chi sono i tuoi punti di riferimento?
Innanzitutto il mio compagno e miei amici più stretti, si tratta di persone che prendono vitalità attraverso una ricerca continua e questo per me è sinonimo di intelligenza e sensibilità, poi la mia famiglia d’origine, in particolare materna, amanti dei buoni sentimenti mi hanno trasmesso l’amore per la musica e la condivisione attraverso questa.

Quante ore alla settimana dedichi allo studio?
Beh effettivamente mai abbastanza! Anche perché con il flamenco è difficile per me sentirmi soddisfatta nello studio: è così intriso di componenti che prediligerne uno non può escludere gli altri, per cui: tecnica del ballo, ritmica, palmas e le letras e il cante e la musica ecc ecc ecc. E’ un pacchetto completo, molto difficile da stargli dietro!

Quanto ha influito il flamenco nelle tue scelte personali?
Oddio! Mi ci fai pensare ora!!! Ha influito tantissimo!!!

Qual è stata, se c’è stata, la più grande difficoltà che hai incontrato per raggiungere i tuoi obiettivi di artista?
Qual è la difficoltà più grande! Beh la risposta è banale ma è così: acquisire strumenti tanti e tali da potermi sinceramente esprimere con naturalezza  in qualsiasi gesto danzato, tale da diventare da personale ad universale (sarò stata contorta? Boh!!)

Tecnica ed espressività. Che cosa viene prima?
Forse ti ho  già risposto. Per me vanno di pari passo, la tecnica è la struttura che ti permette di esprimerti. E’ come un il telaio:  trama e ordito.

Ti senti più artista o più insegnante?
Veramente non mi sento ancora né l’uno e nell’altro. Però ho immenso piacere ed entusiasmo verso entrambe.

Qual’è il messaggio che vorresti trasmettere ai tuoi allievi?
Che il flamenco è un’arte, complessa, completa, difficile, ma se la vivi ti può dare infinite possibilità espressive e di crescita a qualsiasi livello lo si tratti.

E quale al pubblico?
Vorrei che semplicemente vivessero insieme a noi (musicisti e ballo) quello che noi stiamo vivendo in quel momento. Non credo al flamenco come un’arte che prende immediatamente il livello cognitivo del fruitore, anzi credo che la sua forza espressiva sia proprio nel coinvolgere lo spettatore nella sua totalità e forse poi quando vanno a casa… ma forse forse… Riflettere!! Ti coinvolge e ti da qualcosa anche quando non lo realizzi… anzi non lo realizzi quasi mai!!!

Quale tipo di pubblico vorresti conquistare?
Sicuramente artistico, ma non solo di flamenchi, proprio artistico in generale, con quella squisita sensibilità che io amo tanto.

Qual’è il tuo rapporto con gli altri colleghi?
Mah!! Buono direi!! Il flamenco è un’arte assertiva e narcisista specialmente il baile quindi se lo scegli di sicuro non sei una persona anonima  per questo a volte capita che  l’atmosfera diventi un po’… pesante, però in compenso hai il piacere di conoscere personalità senza alcun dubbio ricche e sicuramente non banali!! Posso solo dire che le persone che mi comprendono di più tra i miei amici sono sicuramente persone che condividono il flamenco.

Quali sono i tuoi progetti attuali?
Crescere artisticamente il più possibile, non solo studiando ma vivendo anche altre forme artistiche conoscendole e mettendole al servizio di quella che io ho scelto ( o che mi ha scelto!!).

C’è stato un momento della tua carriera particolarmente emozionante e per questo indimenticabile?
Non ho ancora avuto tante esperienze, però di sicuro finora la più emozionante è stata la prima volta che ho ballato come solista e tra il pubblico c’erano persone del flamenco.

E che cos’è che non hai ancora fatto ma che speri un giorno di fare? Qual è il tuo sogno nel cassetto?
Ora la sparo grossa… Super Ambiziosa!!! Riuscire coscientemente a vivere il flamenco come un’arte assoluta e creativa, rendendola un veicolo che anche a noi poveri non spagnoli nasca il diritto di sentirlo nostro. Per la miseria!!! Ma mi sembra che il cassetto che contiene questo sogno ha troppe mandate! Va beh non ci riuscirò mai…però i sogni servono a questo ;-)!

Qual’è l’artista della scena attuale che più corrisponde al tuo gusto e che più ti emoziona?
Rocio Molina, per la sua geniale creatività, per come senza alcun dubbio esprima in svariati modi tutto il potere emozionale che può avere quel gesto in quel momento in quel contesto scenico, assolutamente lei per me è una vera e verace artista!

La tua meta ideale: Sevilla, Jerez, Madrid o…?
Sevilla, per ora. Però  forse è una fase , sento di aver bisogno di quella precisa intenzione. Chissà nel tempo…!

Tradizione o modernità?
Per ora tradizione (che già è tanto!)

Pensi che ‘il Duende’ sia solo una prerogativa del popolo gitano o spagnolo?
Penso che siano stati bravi a creare una parola che esprima  quel particolare stato. A volte mi ritrovo in contesti, tipo concerti di jazz o anche musica popolare italiana e riconosco quello stato di trance  nell’artista.

Il tuo più grande difetto come artista e come persona
L’entusiasmo mi porta a percorrere i tempi prima che io sia effettivamente pronta. Dovrei starmene un po’ calmina!!!

Il tuo più grande pregio come artista e come persona
Credere e amare profondamente le mie scelte. Poi come si dice chi vivrà vedrà!

La prima letra che ti viene in mente…
Y en el monte canta cuco, y en la torre la ciguena, el pajarillo en la jaula, y el borracho en la taverna…

A che cosa pensi un momento prima di salire sul palcoscenico?
Non penso… cerco di sentirmi! Se penso mi demoralizzo.

Ascolti altri generi musicali oltre al flamenco? Se si quali?
Sono legatissima alle mie radici per cui ascolto tantissima musica popolare del sud,  poi quello che mi capita a tiro!!!La musica è musica!

L’ultimo film che hai visto al cinema? L’ultimo libro che hai letto se preferisci…
Mamma il cinema!!! Non mi ricordo neanche come è fatto!!! Libri? Afrodita di Isabelle Allende.

La tua giornata ideale?
Fra tutte, questa è la domanda più difficile. Sui piaceri quotidiani, a parte ciò che riguarda il flamenco e l’arte popolare e poter vivere le persone che amo e starmene per cavoli miei a ascoltare la mia musica, cambio facilmente idea!

Un consiglio per i nostri lettori che vogliono fare del flamenco la loro professione
Lassa stà!!! Scherzo!!! Mi dispiace ma non mi sento nella posizione di dare dei consigli!!! In generale sono dell’opinione che se si è trascinati e trasportati dal flamenco o da qualsiasi arte seguire questa attrazione è un dovere verso  se stesso purchè si tenti di avere  rispetto e coerenza verso ciò che si sta per intraprendere… Per cui in bocca al lupo!!!

Il tuo compagno ideale: dentro o fuori dell’ambiente flamenco?
Che differenza fa. L’importante e che comprenda  la mia sensibilità e il mio trasporto! E che non sia geloso del signor flamenco… perchè mi è capitato in passato!

Per che cosa vorresti essere ricordata?
Vorrei essere ricordata.
Non amo le citazioni, ma …D’Annunzio docet!

Il flamenco in una parola
Vita / morte! (nel senso comune, filosofico, psicologico, poetico, artistico, personale ed antropologico).

Grazie Loredana! Per chi volesse saperne di più:

                                                                                            *Aggiornato il 18 Ottobre 2011

2 thoughts on “Loredana Ruggieri

  1. Nell’elegante quartiere Prati in Roma, al Teatro San Genesio, domenica 26 giugno è andato in scena “Soniquete”, spettacolo di flamenco di fine corso di Loredana Ruggieri, con la partecipazione degli allievi di chitarra e percussioni di Alessandro Floridia e Gabriele Gagliarini.

    E’ stata una serata emozionante e la platea calorosa ha sostenuto tutti gli allievi appassionati di quest’arte meravigliosa, che si sono esibiti dopo mesi di duro lavoro, impegno e sacrifici.

    Sul palco: al cante Rosarillo, al toque Alessandro Floridia e Mattia Rauco, al cajon Gabriele Gagliarini. Alle palmas Loredana, quando non impegnata al baile.

    Il sipario si apre e la musica comincia a fluire al ritmo di tangos de Malaga, con un’energia intensa e immediata. La coreografia viene eseguita in splendidi vestiti bianco avorio, con Loredana in pantaloni e camicia bianca in pizzo.

    In scena si alternano palos tradizionali, soleà por buleria, tangos, martinete, eseguiti dalle ragazze dei vari corsi (principianti, intermedio, avanzato) e da Loredana por alegrias, a brani di solo musicale dal ritmo coinvolgente. Le allieve sono impegnate, espressive ed emozionate. Nella siguiriya l’unico allievo maschio, che poi si esibirà anche alla ‘guitarra’.

    I costumi gitani vengono rivisitati in chiave più moderna: non il prevedibile rosso per l’allegria, ma un delicato glicine, non il solito lunares, ma camicie e gonne ampie dai colori diversi, marrone, bordò, verde acqua.

    Per dare spazio al solo musicale por buleria, si chiude il sipario e la cantaora Rosarillo intona a ‘palo seco’ un cante struggente, senza ballo né accompagnamento. Di seguito il palco è pronto con tutti gli allievi di musica, per un brano dai sapori arabi molto ben eseguito e interpretato.

    Gran finale nel più assoluto entusiasmo, in un fin de fiesta dove alcune allieve si divertono nelle ‘pataita’ por tangos, a decretare il successo di Loredana, bailaora sempre più presente nella scena del flamenco romano e nazionale in genere, che ha saputo trasmettere la propria espressività con eleganza, garbo e ironia, arrivando diretta al cuore.

    E ora veniamo agli Oscar!

    Migliore coreografia: il Tango de Malaga. Perfetta e luminosa apertura.

    Miglior vestito: l’inedito marrone della Soleà. E i bellissimi orecchini indossati da tutte le ragazze.

    Migliore interpretazione: la Siguiriya. Intensa e determinata.

    Migliore musica: l’Allegria. Vivace e potente.

    Menzione speciale: alle ragazze delle percussioni. Impegnate, insolite a piedi nudi, sorridenti.

    E ovviamente un grazie a tutti i musicisti, per averci regalato così tante sensazioni!!!

    (Cinzia Capoccia)

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