Marc Aurelio

Quarantatrenne madrileño deve la sua preparazione ai grandi maestri del passato, da Paco Romero a La Tati, veri “mostri sacri” dell’arte flamenca. Studia arte drammatica a Parigi per completare la sua formazione artistica. La sua versatilità gli permette di approdare a diverse e significative esperienze nel campo teatrale. Attore, ballerino e capo balletto nei musicals prodotti dalla compagnia Compagnia della Rancia “La cage aux folles” (’91-’92) e “Cabaret” (’93-’94) per la regia di Saverio Marconi, al quale si affianca in qualità di assistente alla regia nel musical “Nine”, realizzato per il famoso Teatro parigino delle “Folies bergères” (stagione ’97). Interprete solista nello spettacolo “Blu diablo” di Susanna Beltrami con Luciana Savignano (’95). Direttore artistico del “Piramide Dance Studio” a Roma, impegnato da sempre nella diffusione capillare del formidabile patrimonio culturale spagnolo, svolge un’intensa e regolare attività didattica in tutta Italia (Roma, Ostia, Milano, Catania, Cagliari, Agrigento). Nell’ Aprile ’89 crea la sua Compania Baile Teatro Español che, tenendo ben salda la tradizione del balletto classico spagnolo, approda a nuove creazioni contemporanee attraverso la fusione di altri stili. Nel Febbraio 2000 registra insieme a Bruno Fontaine il disco “Paradis perdu, un’evocazione musicale poetica dell’universo di Jacques Prévert”. Debutta il 28 settembre a Tolosa nell’omonimo spettacolo per la regia di Jean-Claude Feugnet. Il tour europeo (2000-2001) parte da Parigi con 40 repliche al Theâtre Ciné 13 di Claude Lelouch (Giugno, Luglio 2001).
Nell’Aprile 2001 è a Los Angeles dove collabora alla creazione “Passions latines” di Julia Migenes e prende parte alla tournée internazionale. A Luglio collabora con la Compagnia Zappalà Danza in qualità di attore e danzatore per la produzione “Mediterraneo le antiche sponde del futuro” per la stagione 2001-2002. In Ottobre 2001 è ad Atene al Teatro Omnia Megaron recita per due settimane nello spettacolo “Promenades Théatrâles: Quatre siècles de Théâtre Français” accanto all’attrice francese Genevieve Page per la regia di Pierre Constant. Nel Novembre 2001  a Los Angeles firma la coreografia “Fantasía de Cante Jondo” sulla musica di Enrique Morente per la Dance Arts Academy diretta da Carla Luna. Nel Marzo 2002 a Madrid, l’ illustre Centro de Arte Flamenco y Danza Española Amor de Dios -Federaciõn de Entidades del Flamenco de la comunidad de Madrid – gli consegna un certificato attestando della formazione aquisita al termine di 20 anni di assidua frequenza ad innumerevoli “Cursillos de baile” con i suoi maestri. Nell’estate 2002 affianca Rosario Flores, cantante spagnola ed attrice protagonista del film “Hable con ella” di Pedro Almodovar, nell’edizione italiana dello show televisivo “Festivalbar”.
Altri spettacoli: Iskanderia, the rythms of the universe (2004) – Sendero flamenco, los temperamentos esenciales (2006), Romance, componimenti coreografici e sentimentali (2008)- Gypsies, memorias perdidas (2010). Nel novembre 2004 è a Los Angeles, con Concierto flamenco con Jesus Montoya e Gino D’auri. Nel marzo 2005, Sanpietroburgo, Russia per una performance con il St petersburg ballet al Mussorgsky theater, per l’international Dance open festival. E ancora: Chania, Creta, Grecia per l’international dance competition. A Roma terrà un master presso l’Istituto universitario di scienze motorie. In novembre sarà a Houston, Texas per il suo primo stage al Rodriguez dance academy. Ne terrà altri in futoro nel 2008.
Nel 2006 ancora Grecia, per uno stage a Tessaloniki e nel 2007 nuovamente a Sanpietroburgo per una performance nello Stars gala concert e un master al Dance open festival.
Nel settembre 2008 ad Alba, Marc aurelio is shooting “Death of the virgin” film diretto da Joseph Tito. Nel 2009 terrà stage a Mexico city, e farà insegnante a Milano presso Rai 2 nello show “Italin Academy”. Proseguono i suoi masterclass in Texas. A Nizza presenta “la belle de Cadix” . A torino invece interpreta il personaggio Roberto Kempes nella soap opera Cento vetrine.
Nel 2010 dopo un nuovo stage in Texas, ad Olbia sarà parte della giuria delle World Dance Competition. A settembre del 2010 a Nizza presenta “le chanteur de Mexico“. A roma sarà parte della giuria per il Danzasi, e chiuderà l’anno con uno stage a Cesena.
Nel 2011 è Escamillo nel Carmen Ballet a Lione e a Roma. Sempre a Roma “Mis ojos en tu mirada” con Caterina Costa. Ancora stage in Texas, Laredo. Ed è con “Encanto espanol flamenco show” al Texas international university theater of fine and performing arts e ancora con Noche flamenca.
Nel settembre 2011 a Nizza per il Festival dell’Operetta danza in Andalousie.

Tutto è iniziato…
All’eta’ di 14 anni.

Quando hai capito che il flamenco sarebbe stato la tua professione?
Quando sono diventato consapevole del potere comunicativo del flamenco e dell’adeguatezza con una propria sensibilità: diventò il mezzo scelto per esprimermi nel mondo.

Hai mai pensato di non farcela?
Mai. L’entusiasmo è sempre stato il mio motore.

Chi sono i tuoi punti di riferimento ?
I maestri miei: Paco Romero, La Tati, Maria Magdalena. Incontri con esseri sublimi e generosi con i quali impari il segreto della vita.

Quante ore alla settimana dedichi allo studio?
La mia è una pratica quotidiana, una vera meditazione.

Quanto ha influito il flamenco nelle tue scelte personali?
Como una estrella llevasuerte” (come una stella portafortuna), in tutto e per tutto.

Se tornassi indietro quali sono le cose o le scelte che non rifaresti ?
Niente e nessuna, tutto è esperienza e l’esperienza insegna!

Qual è stata, se c’è stata, la più grande difficoltà che hai incontrato per raggiungere i tuoi obiettivi di artista?
Custodire e fare valere l’entusiasmo e la voglia di fare con gente disfattista, pesante e negativa.

Quali sono le tue inquietudini d’artista ? Cosa ti fa salire l’ispirazione ?
La sublime dimensione dell’effimero. La qualità della mia vita nel quotidiano ovunque mi trovi.

Tecnica ed espressività, che cosa viene prima?
L’una ottimizza l’altra, liberandola.

Ti senti più artista o più insegnante?
Sono due sfaccettature della stessa personalità, intimamente legate.

Qual’è il messaggio che vorresti trasmettere ai tuoi allievi?
Vivi l’attimo presente pienamente, conceditelo come un regalo della vita.

E quale al pubblico? Quale tipo di pubblico vorresti conquistare?
Emozionare, condividere uno stato d’animo unico ed irrepetibile. Il pubblico non si “conquista”, è una storia d’amore, di seduzione e di libera scelta.

Qual’è il tuo rapporto con gli altri colleghi?
Rispettoso e passionale.

Quali sono i tuoi progetti attuali?
“Napolitanamente”, una nuova creazione coreografica per il 2012; repliche della “Carmen ballet” creata quest’anno con il coreografo e regista Serge Manguette,  un recital di canzoni sui grandi cantautori della musica messicana,  varie masterclass negli Stai Uniti,  un film in Francia.

C’è stato un momento della tua carriera particolarmente emozionante e per questo indimenticabile?
Danzare all’ Herodatticus Theater di Atene in Grecia,  un appuntamento con gli Dei. Era nel 2002, nel tour internazionale dello spettacolo “Latin roots” di Julia Migenes.

E che cos’è che non hai ancora fatto ma che speri un giorno di fare? Qual è il tuo sogno nel cassetto?
Ritirarmi in Sardegna dove vivo e fare il miele.

Qual’è l’artista/collega (bailaor, cantaor, tocaor) della scena attuale che più corrisponde al tuo gusto e che più ti emoziona?
Sono tanti. Da Antonio Canales a Israel Galvan, da Enrique a Estrella Morente, da Rocio Jurado a Niña Pastori, Antonio Carmona, David Peña Dorantes…

La tua meta ideale: Sevilla, Jerez, Madrid o…?
Madrid, dove sono nato.

Tradizione o modernità?
Evoluzione di un’arte di fusione.

Pensi che ‘il duende’ sia solo una prerogativa del popolo gitano o spagnolo?
No.

Il tuo più grande difetto e il tuo più grande pregio come artista e come persona
Impulsivo, passionale.

La prima letra che ti viene in mente…
“A la puerta de Toledo madre
le tengo celos
porque se cita con otro la mujer
que yo mas quiero
en el mismo sitio, a la misma hora
se estaba besando con otra persona”

A che cosa pensi un momento prima di salire sul palcoscenico?
Alle persone que amo,  a quelli che mi proteggono amorevolmente da lassù…

Le emozioni che provi mentre balli …a cosa pensi ?
Non penso,  sento.

Ti capiterà di salire sul palco e non avere voglia di ballare, voglio dire… immagino che quando diventa un impegno possa succedere. Come te la sbrighi ?
Coltivo da sempre la capacità di reinventarmi. 🙂

Bailaor solista su di un palco. chi vorresti con te come accompagnamento al cante y al toque ?
Fabio Dell’armi, grande amico ed artista.

Cosa pensi invece del baile in compania? Sia come ballerino che come spettatore.
Straordinario, ovvero come le convinzioni comuni esaltano le singole personalità.

Il palos che ti rappresenta di più o quello che pensi sia più rappresentativo per il tuo baile
I palos sono come colori: a volte mi sento blu, a volte rosso, verde, bianco…La Solea por Buleria per “las matices” (sfumature), i chiaroscuri.

Ascolti altri generi musicali oltre al flamenco? Se si quali?
Dalla pop al rock, all’opera; dalla musica pakistana a quella bretone o sarda…la musica è il mio cibo.

L’ultimo libro che hai letto ?
“50 razones para defender la corrida de toros” del filosofo Francis Wolff.

La tua giornata ideale?
A casa e senza valigia.

Qual’è il momento della giornata dove ti senti maggiormente creativo ?
La notte.

Un consiglio per i nostri lettori che vogliono fare del flamenco la loro professione
Inseguite tutte le vostre aspirazioni, rimanendo fedeli a voi stessi.

Il tuo segreto inconfessabile …
Un amore perduto…

Il tuo compagno ideale: dentro o fuori dell’ambiente flamenco?
Il mio cane Gypsy

Il flamenco in una parola
Vita!

Grazie a Marc Aurelio. Per chi volesse approfondire:

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