Maria Luisa Ihre

titolo_italia

DSC_8140

Spettacolo “Gracias a la Vida” – Teatro Sala Umberto – Giugno 2011

Nata in Svezia, inizia lo studio della danza come allieva all’Opera di Stoccolma. In Francia e Inghilterra prosegue gli studi di Danza Classica e si avvicina contemporaneamente al mondo della cultura ispanica che la porterà ad approfondire questa arte nella terra delle sue origini: la Spagna. In Spagna ripetuti soggiorni le permettono di formarsi con eminenti maestri quali: Mercedes y Albano, Maria Mercedes León, José de Udaeta, Pacíta Tomás, Joaquín Villa, Maria Magdalena, Ciro, Paco Romero, Martín Vargas e Merche Esmeralda. Successivamente partecipa a corsi di aggiornamento tenuti da Miguel Angel Espino, Angel Muñoz, Inmaculada Ortega e Christian Lozano. A Roma l’incontro con la maestra Marina Keet, socio fondatore della Sociedad de Baile Español (Spanish Dance Society), e riconosciuta dal Re Juan Carlos di Spagna con il Lazo de Dama, risulta fondamentale nella sua carriera artistica per l’approfondimento degli studi e l’avvio all’insegnamento.

Titoli di studio: Instructor de Baile (I.d.B. I e II) Sociedad de Baile Español – Profesor de Baile (P.D.B.) Sociedad de Baile Español – Rappresentante e Organizzatrice ufficiale della Sociedad de Baile Español in Italia – Presidente e Direttore Artistico dell’Associazione Culturale Danza Spagnola La Cueva affiliata all’AICS (Associazione Italiana Cultura Sport)

Insegna Danza Spagnola dagli anni ’80 nella scuola La Cueva da lei fondata, svolgendo un intenso programma didattico, sia coreografico sia accademico, che permette ai suoi allievi di accedere agli esami annuali presieduti dalla commissione della Sociedad de Baile Español. Dal 2003 al 2008 ha insegnato in prestigiose scuole in Sicilia, occupandosi della formazione delle rispettive Direttrici Artistiche e del loro conseguimento dei titoli di insegnamento della Sociedad de Baile Español. Come Direttore Artistico, Coreografa e Danzatrice: Ha realizzato spettacoli e conferenze in scuole, locali e teatri. Ha partecipato alle annuali Rassegne Nazionali d’Arte Flamenco e varie trasmissioni televisive. Dal 1994 produce spettacoli tematici in cui si evidenziano i legami della Danza Spagnola con l’arte e la cultura iberica, quali ad esempio: 2001 Fiesta Estival ovvero “Il risveglio del Don Quijote” – 2002 Fiesta de Otoño ovvero “La nascita dei sogni di Salvador Dalì” – 2003 Fiesta de Otoño ovvero “Il Cavallo, la Luna e il Toro” – 2005 Fiesta de Otoño ovvero “Rivelarsi” – 2007 Fiesta Estival ovvero “Todo Cambia” – 2008 Fiesta de Otoño ovvero “Nord-Sud: Sami e Gitani” – 2009 Fiesta Estival ovvero “Fantasia” – 2011 Fiesta Estival ovvero “Gracias a la Vida”

Dal 2007 sostiene la ricerca di una cura per l’Atrofia Muscolare Spinale e tutti gli spettacoli da lei diretti sono finalizzati alla raccolta di fondi per l’Associazione Famiglie SMA. Nel 2012 ha preso parte alla Prima Rassegna “Flamenco senza Frontiere”, ideata e curata da Manfredi Gelmetti, partecipando allo spettacolo “3 Generaciones”.

Tutto è iniziato….
La danza ha segnato la mia vita già dall’infanzia quando fui segnalata al concorso per entrare all’Opera di Stoccolma, dove rimasi qualche anno. Poi la mia famiglia si trasferì all’estero e continuai la danza classica di cui avevo avvertito la disciplina e la serietà e l’importanza nella mia vita. Riguardo al flamenco, ne sono stata inconsapevolmente attratta fin da bimba, quando ascoltavo la musica flamenca, sfogliando i libri di grandi danzatori. Ho dovuto aspettare un po’, quando ero già in Italia, per dare un seguito a questo interesse; ho seguito uno stage organizzato da Elsa Piperno con un’insegnante famosa di flamenco che in più era svedese come me, e ho capito che questo era il mio cammino.

Quando hai capito che il flamenco sarebbe stato la tua professione?
La danza ha sempre bussato alla mia porta, come un richiamo, anche nei periodi in cui facevo altre cose; cercavo un linguaggio espressivo che mi fosse più congeniale, ed ecco che era il Flamenco, con il suo ritmo intenso!

Hai mai pensato di non farcela?
Si e no……desiderando farne la mia professione ho dovuto credere in me stessa, abbattendo i tanti pregiudizi e luoghi comuni sul riprendere a ballare da adulta.

Chi sono i tuoi punti di riferimento?
I miei primi insegnanti, che sono stati Mercedes y Albano e Marina Keet, co-fondatrice della Spanish Dance Society (Sociedad de Baile Español), e poi altri grandi maestri, come Antonio Gades, José Antonio Ruiz, Cristina Hoyos e Merce Esmeralda…..

Quante ore alla settimana dedichi allo studio?
L’insegnamento ora mi occupa molto tempo e non mi alleno quanto vorrei, e comunque insegnando si evolve lo stesso. Ho iniziato presto ad insegnare perché volevo subito condividere ciò che sapevo, e perché avevo già una famiglia, i miei figli, e non potevo trascorrere troppo tempo in Spagna. In compenso la Sociedad de Baile Español mi ha formato molto.

Quanto ha influito il flamenco nelle tue scelte personali?
Tantissimo… essendo diventato la mia professione.

Se tornassi indietro quali sono le cose o le scelte che non rifaresti?
Rifarei tutto quanto, forse darei più peso allo studio personale, coccolandomi un po’ di più, e meno all’insegnamento.

Quale è stata, se c’è stata, la più grande difficoltà che hai incontrato per raggiungere i tuoi obiettivi di artista?
Conciliare vita privata e vita professionale.

Quali sono le tue inquietudini di artista? Cosa ti fa salire l’ispirazione?
Mi crea inquietudine l’idea di non riuscire ad esprimermi come vorrei; che la tecnica non sia abbastanza forte per veicolare tutte le sfumature delle mie emozioni. L’ispirazione rimane sempre la musica.

Tecnica ed espressività. Che cosa viene prima?
Vanno di pari passo. Così come per scrivere poesie devi conoscere la lingua, più hai tecnica e più riesci ad esprimerti. È la conditio sine qua non… E comunque la tecnica deve essere sempre finalizzata all’espressività.

Ti senti più artista o più insegnante?
Mah.. cosa vuol dire essere artista? Non è che gli artisti sono una categoria e il resto degli esseri umani un’altra…
Comunque un vero insegnante è quello che sa trasmettere il proprio essere artista. Un artista, d’altronde, che vuole condividere le sue ispirazioni e i suoi messaggi, deve per forza trovare un modo pedagogico per farli passare…

Quale è il messaggio che vorresti trasmettere ai tuoi allievi?
La gioia.

E quale al pubblico? Quale tipo di pubblico vorresti conquistare?
L’intensità delle emozioni.
Io vorrei conquistare tutti: bambini, adulti, un pubblico eterogeneo, visto che si tratta di emozioni…

Quale è il tuo rapporto con gli altri colleghi?
Ho un buon rapporto, fatto di rispetto, di curiosità ed interesse.

Quali sono i tuoi progetti attuali?
Fare un bello spettacolo quest’anno, con un bel tema…

C’è stato un momento della tua carriera particolarmente emozionante e per questo indimenticabile?
Momenti emozionanti ce ne sono tanti, ogni volta che raggiungi un obiettivo…. Comunque … quando sono riuscita a creare il mio primo spettacolo.

E che cos’è che non hai ancora fatto ma speri un giorno di fare? Qual è il tuo sogno nel cassetto?
Riuscire a continuare la ricerca dell’espressività del flamenco e trovare finalmente un vero maestro per me, che si occupi di me e che riesca a tirarmi fuori quello che ancora ho da dare….

Qual è l’artista/collega (bailaor, cantaor, tocaor) della scena attuale che più corrisponde al tuo gusto e più ti emoziona?
Ce ne sarebbero tanti, i primi che mi vengono in mente sono: Antonio Marquez, Maria Pagés e Mercé Esmeralda.
Come cantaor mi piacciono Carmen Linares e Mayte Martín; i chitarristi che preferisco sono Vincente Amigo e Manolo Sanlucar.

La tua meta ideale: Sevilla, Jerez, Madrid o….?
Metà tempo a Sevilla, metà tempo a Madrid….. si completano.

Tradizione o modernità?
Preferisco il flamenco tradizionale perché riesce a trasmettere più linfa; la triade bailaor, cantaor e guitarrista, era nata per trasmettere emozioni. Ciò che sembra contare oggi è il virtuosismo dei danzatori e l’amplificazione acustica con i microfoni rende tutto più “rock” e si perde tutta l’intimità e l’emozione.

Pensi che il “Duende” sia solo una prerogativa del popolo gitano o spagnolo?
Assolutamente no, il famoso Duende “no tiene dueño”, non ha padroni, è libero e colpisce DOVE vuole.

Il tuo più grande difetto e il tuo più grande pregio, come artista e come persona
Sono abbastanza impulsiva ed impaziente e ciò mi porta spesso a fare come dice il proverbio: “chi fa da se fa per tre”, e non chiedere abbastanza aiuto e delegare; non saprei, bisognerebbe chiedere agli altri, forse una certa generosità e la capacità di intuire le difficoltà di chi mi sta di fronte.

La prima letra che ti viene in mente….
Por tabaco a Gibraltar;
A Roma se va por bulas;
Por tabaco a Gibraltar;
Por manzanilla a Sanlúcar;
Y a Cádiz, se va por sal…..

A che cosa pensi un momento prima di salire sul palcoscenico?
Che i tecnici non siano distratti a chiacchierare fra di loro e mi mandino per aria tutto lo spettacolo.

Le emozioni che provi mentre balli….. a cosa pensi?
Provo un forte sentimento di gratitudine, penso che avere due gambe che ti reggono sia un dono, visto che ci sono persone che non possono utilizzarle, e vorrei trasmettere proprio a loro questa energia. La mia danza deve essere “energia” che passa da me a loro.

Ti capiterà di salire sul palco e non avere voglia di ballare, voglio dire…. Immagino che quando diventa un impegno possa succedere. Come te la sbrighi?
NO! Non è mai capitato…

Bailaora solista su di un palco. Chi vorresti con te come accompagnamento al cante y al toque?
Vorrei avere con me tutti quelli con cui mi sento in “sintonia”, chi “sente” come me, e si emoziona e gioisce come faccio io.

Cosa pensi invece del baile in compagnia? Sia come ballerino che come spettatore
Mi piace ballare in compagnia così come mi piace ballare da sola.
Come spettatore è lo stesso, mi piace la varietà.

Il palos che ti rappresenta di più o quello che pensi sia più rappresentativo per il tuo baile
Dipende dallo stato d’animo, comunque sento più congeniale Alegrías, Guajiras ma anche Seguiriyas.

Ascolti altri generi musicali oltre al flamenco? Se si quali?
Ascolto musica latino-americana, jazz e Mozart.

L’ultimo libro che hai letto?
“Il cammino verso l’amore” di Deepak Chopra

La tua giornata ideale?
Al mare con tutta la famiglia e poi a studiare con questo famoso maestro tutto per me.

Quale è il momento della giornata in cui ti senti maggiormente creativo?
La creatività arriva a sprazzi… non ci sono momenti definiti.

Un consiglio per i nostri lettori che vogliono fare del flamenco la loro professione
Proteggete le vostre orecchie: nessuno menziona mai il fatto che “zapateare” produce gli stessi decibel di un martello pneumatico….. E una volta che l’udito è compromesso, non si recupera più.

Il tuo segreto inconfessabile
Se è “inconfessabile”…. Non è confessabile….

Il tuo compagno ideale: dentro o fuori dell’ambiente flamenco?
Fuori dall’ambiente flamenco.

Il flamenco in una parola
Ritmo.

Grazie a Maria Luisa! Per chi volesse approfondire:

Intervista e editor: Katia Di Leo

Annunci

2 thoughts on “Maria Luisa Ihre

  1. Pingback: Maria Luisa Irhe | Rubrica Flamenca Qué Mire Usté !

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...