Maria Rosaria Mottola

 

Nasce come attrice e in seguito si dedica al flamenco.
Si forma a Granada con la Preci che riconosce come fondamentale nella sua formazione e concezione del flamenco. Contribuiscono alla sua formazione artisti come Juan Andres Maya, Manolete e tutti coloro con i quali costantemente si tiene aggiornata in Amor de Dios a Madrid.
Lavora in Spagna nelle Cuevas del Sacromonte granadino, vari tablaos, manifestazioni dell’Ayuntamiento de Granada, e nella costa di Malaga.
Fa parte del corpo di ballo della  C.ia Albaycin y Sacromonte nello spettacolo “El amor brujo” insieme ai grandi del flamenco come Manolete, Eva la Yerbabuena, Beatriz Martin, J.Andres Maya, calcando i palcoscenici più ambiti in Spagna come Los Jardines del Generalife nel Festival Internacional de Musica y Danza de Granada, Teatro Tivoli di Barcellona, Teatro de  la Maestranza de Sevilla chiudendo nel 1996 la Bienal de Arte Flamenco de Sevilla.
In Italia numerosissime le esibizioni in teatri, locali, eventi fra cui Teatro Sociale di Como, Teatro Smeraldo, Teatro Mercadante e Sannazzaro di Napoli, Teatro Troisi di San Giorgio a Cremano e San Donato Milanese, Castello Sforzesco di Milano, Giornate Mondiali della Danza alla Loggia dei Mercanti, Rai 3 “ Che tempo che fa” con Antonio Albanese.
Organizza:
– “Flamenco a Milano” la prima rassegna di flamenco in Italia – 1991/92
– “Flamenco para todos” due stagioni al famoso Gimmi’s club di Milano avvalendosi di ospiti internazionali come Manuel Liñan, Pepa Molina, Antonio Campos, Ana Calì, Emilio Maya, Antonio Santiago, Maria Martin – 2003/04
– “Intimamente Flamenco”, una rassegna memorabile con grandi protagonisti della scena internazionale – 2004/05
– “Chanta la mui” uno spettacolo flamenco – contemporaneo con coloro che oggi rappresentano la generazione futura del flamenco, Marco Flores, Olga Pericet, Daniel Doña  – 2006
– “MilanoFlamencoFestival 2008”, I Edizione, con il patrocinio del Comune di Milano – Assessorato al Tempo Libero.
– “MilanoFlamencoFestival 2009”, II Edizione, con il patrocinio del Comune di Milano – Assessorato al Tempo Libero. Consolato di Spagna.
L’ultima fatica è l’imminente apertura della nuova sede di Puntoflamenco di Via Farini 55.

 

Come ti sei avvicinata al flamenco?
Nasco come attrice con una spiccata predilezione per il teatro gestuale, volevo fare danza ma una danza che fosse  teatrale. Vidi uno special su Antonio Gades su RAI2 e mi dissi “Ecco cosa voglio fare”.

Quando hai capito che sarebbe stata la tua professione?
La professione è stata una conseguenza naturale dopo anni di studio in Spagna e certamente resa possibile dalle occasioni di lavoro che man mano si sono create.

Hai mai pensato di non farcela?
Sempre

Chi sono i tuoi punti di riferimento?
Meglio cosa… cuore e intuito.

Quante ore alla settimana dedichi allo studio?
Dipende dai periodi. A parte le lezioni giornaliere,  cerco sempre di dedicare un paio d’ore allo studio e se c’è in vista uno spettacolo “machaco mas”. E’ abbastanza dura poter fare tutto visto che compagino la professione di artista con quella di organizzatrice.

Quanto ha influito il flamenco nelle tue scelte personali?
Mah… il flamenco è stata una scelta totale, io mi dedico esclusivamente a questo.

Qual è stata, se c’è stata, la più grande difficoltà che hai incontrato per raggiungere i tuoi obiettivi  di artista?
La più grande difficoltà è stata il flamenco e lo è tutt’ora, una lotta continua soprattutto se è il tuo sostentamento. Ma… sono guerriera!

Tecnica ed espressività. Che cosa viene prima?
Tecnica fondamentale… se poi accompagnata dall’espressività tanto meglio ma è dono di pochi anche se per molti, il solo corrugare la fronte, è sufficiente per essere espressivi.

Ti senti più artista o più insegnante?
Un’artista sicuramente e un’insegnante molto artistica. Mi appassiona lo studio e fare lezione.

Qual’è il messaggio che vorresti trasmettere ai tuoi allievi?
La passione, l’impegno… il divertimento… tutto cio’ che rende il flamenco vitale.

E quale al pubblico?
Esa soy yo

Quale tipo di pubblico vorresti conquistare?
Nessuno… non voglio conquistare… voglio solo e semplicemente danzare.

Qual’è il tuo rapporto con gli altri colleghi?
Con i miei colleghi spagnoli eccellente, siamo  amici amici, con quelli italiani buono, con alcuni nullo, con altri  normale.

Quali sono i tuoi progetti attuali?
La seconda edizione del Milano Flamenco Festival  a luglio, è andata… un progetto di cui vado orgogliosa perché realizzato totalmente con le mie forze e secondo i miei personalissimi gusti, senza ricatti di agenzie varie per il flamenco. Il mio rapporto è diretto, con gli artisti che ammiro, apprezzo e che in quel momento possono funzionare. Il prossimo è vicino… sto aprendo un nuovo centro a Milano… ARRIVOOO

C’è stato un momento della tua carriera particolarmente emozionante e per questo indimenticabile?
Quando sono stata selezionata alle audizioni a Granada per il corpo di ballo  de “El amor brujo” , coreografato da un mitico Manolo Marìn e con artisti come Manolete, La Yerbabuena, Beatriz Martin  e Juan Andres Maya. La grande lezione di umiltà del maestro Marin, la disciplina, seguire il nascere delle coreografia e calcare palcoscenici come Los jardines del Generalife di Granada, La Maestranza di Sevilla o Il Tivoli di Barcellona… un’emozione senza pari con lacrimoni inclusi.

E che cos’è che non hai ancora fatto ma che speri un giorno di fare? Qual è il tuo sogno nel cassetto?
E’ ancora nel cassetto.

Qual’è l’artista/collega (bailaor, cantaor, tocaor) della scena attuale che più corrisponde al tuo gusto e che più ti emoziona?
A livello di sensibilità e ricerca la Maya, la Molina. Adoro Israel e Andrés Marin ma sono e saro’ sempre una fans di Juan Andres Maya… una flamencura primitiva e senza limiti.

La tua meta ideale: Sevilla, Jerez, Madrid o…?
Madrid o Jerez… scoperta da poco

Tradizione o modernità?
Flamenco

Pensi che ‘il Duende’ sia solo una prerogativa del popolo gitano o spagnolo?
No… ma loro anche quando non sanno ballare, cantare o tocar las palmas… hanno duende

Il tuo più grande difetto come artista e come persona
Sono maniaca della disciplina e delle linee

Il tuo più grande pregio come artista e come persona
Sono troppo simpatica come persona e come artista sono… artista, per cui fuori come un balcone.

La prima letra che ti viene in mente…
… 1 2 3 4 me como la tostada!!! Scommetto che non la conosce nessuno… ja ja ja

A che cosa pensi un momento prima di salire sul palcoscenico?
Che Dio me la mandi buona!!

Ascolti altri generi musicali oltre al flamenco? Se si quali?
Nessuno e tutti… mi piace la musica bella indipendentemente dal genere.

L’ultimo film che hai visto al cinema? L’ultimo libro che hai letto se preferisci…
Non vado al cinema, sono sempre rinchiusa in sala e preferisco el aire libre.
Le confessioni di Sant’Agostino.

La tua giornata ideale?
Una giornata finita bene

Un consiglio per i nostri lettori che vogliono fare del flamenco la loro professione
… Pazienza… tanta… studiare… tanto, non bruciare le tappe… vivere in Spagna, respirare la Spagna.

Il tuo compagno ideale: dentro o fuori dell’ambiente flamenco?
… La danza

Il flamenco in una parola
FLAMENCO!!!!

Grazie Maria Rosaria! Se volete saperne di più:

Maria Rosaria Mottola a “Che tempo che fa” con Antonio Albanese:

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