Marta Piva

 

Marta Piva inizia il percorso nel mondo della danza all’età di 7 anni con lo studio del balletto classico. All’età di 13 anni avviene il determinante incontro con il Flamenco, tramite gli insegnamenti di Isabel Moises Fernandez ed Elena Vicini. Per diversi anni approfondisce lo studio di queste due discipline.
A 19 anni si trasferisce a Madrid dove studia presso l’ Accademia “Amor de Dios”con i maestri  Ciro, la “China”, Domingo Ortega, la Truco, Rafaela Carrasco, Manuel Reyes… Parallelamente completa la sua formazione dedicandosi allo studio della danza spagnola, bolera, regionale e di teatro danza.
Sarà poi l’incontro con Miguel Angel Espino, a determinare l’essenza della sua formazione artistica, tecnica e professionale, grazie anche alle numerose occasioni di esibirsi all’interno del Miguel Angel Ballet in numerosi teatri dell’Europa e di tutto il Giappone, oltre alla permanenza in compagnie tra cui quella di Carmen Cortes e Rafael Aguilar.

Esperienze professionali:

1995
Compagnia “La Moreria”. Teatro Nazionale di Milano.

1996
Compagnia “Miguel Angel Ballet”. Stagione lirica alla Sferisterio di Macerata con “Traviata” di Verdi.
Compagnia “Sacro Monte”. Quadro Flamenco nella Sala Passapoga. (Madrid, Spagna)
Compagnia “Michiko Okamoto” nello spettacolo “Lorca Alma gitana” coreografie di Miguel Angel Espino. Teatro Art Sphere. (Tokyo, Giappone)

1997
Compagnia “Rafael Aguilar” spettacolo “Bolero” Teatro Vichy.(Francia)
Compagnia “Miguel Sandoval” Tablao “Corral de la Pacheca”. (Madrid, Spagna)
Compagnia “Michiko Okamoto” Spettacolo “Del amor de Espana” coreografie Miguel Angel Espino. Teatro Art Spere. (Tokyo, Giappone)
Compagnia “Miguel Angel Espino” Stagione lirica della “Traviata”nel Teatro regio di Parma e nei principali Teatri del Nord Italia.

1998
Compagnia “Maina Coronado” Teatro Bayonne (Francia)
Compagnia “Rafael Aguilar” solista nell’ Opera “Yerma”  San Juan de Luz.
Compagnia “Miguel Angel Ballet” solista nello spettacolo flamenco “Andalucia” in tournee in Giappone.
Compagnia di Zarzuela “Nieves Fernandez”. Palazzo di Congresso, Pontevedra

1999
Compagnia “Miguel Angel Ballet” Artisti invitati per la casa “Triumph” nel fashion-Show “Triumph’s world of pasion”. (Tokyo-Giappone)
Compagnia “Rafael Aguilar” Tournee in Germania con lo Spettacolo “Carmen”.
Compagnia “Miguel Angel Ballet” Spettacolo “Zambra”. Tournee in Giappone.
Balla nel video.clip del duo pop “ Azucar Moreno

2000
Compagnia “Rafael Aquilar” Spettacolo Carmen Deutche theatre Munchen. (Germ.)
Tourneè in Francia solista nell’opera “Yerma
Tournee in Germania con “Bolero” nel teatro della “Philarmonie di Colonia”
Compagnia “Carmen Cortes” Spettacolo “Solea un son eterno” Festival de Otono di Madrid nel Teatro “Albeniz”
Compagnia “Michiko Okamoto” Artista invitata su coreografie di M.A.Espino nel  Teatro Metroplolitan di Tokyo. (Giappone)
Compagnia “Miguel Angel Ballet” Spettacolo “Andalucia”. Tournee in Giappone.

2001
Compagnia “Rafael Aguilar” Spettacolo “Bolero” Teatro Olimpico di Roma
Tourneè in Francia con lo spettacolo “Carmen
Compagnia “Miguel Angel Ballet” Artisti invitati nella Fiera per le promozioni dei Giochi Olimpici. Palacio de las Naciones (Madrid, Spagna)

2002
Compagnia “Rafael Aguilar” Prima compagnia di Flamenco invitata ad esibirsi al Teatro “Bolschoy di Mosca (Russia)
Compagnia “Rafael Aguilar” Stagione e registrazione del DVD “Carmen” all Teatro dell’ Opera di Amburgo (Germania)

2003
Compagnia”Rafael Aguilar” Debutta al Teatro “Mogador”di Parigi nella coreografia “Rango” (ispirata alla “Casa di Bernarda Alba” di Federico Garcia Lorca) nel ruolo di “figlia maggiore”. La stessa coreografia la interpreterà nel teatro dell’ Opera di Dresda (Germania) al fianco della ballerina Lola Greco.

2004
Compagnia “Rafael Aguilar” Balla nella  messa in scena di “Yerma” nel ruolodella “Hembra”, Opera di Dresda (Germania)
Compagnia “Rafael Aguilar” Tournee Olanda e Germania. “Bolero e Carmen.”
Inaugurazione della nuova “Fenice di Venezia” nell’ Opera “Le Dominò Noir” sotto la direzione artistica del primo ballerino e coreografo Jorge Jancu.

2005
Insegnante e coreografa in diverse scuole ( BLS, Lissone, M.L.Panzetti, Milano, Arcobaleno danza, Milano…)
Sostiene corsi di tecnica e coreografia del Flamenco per diversi livelli.
Organizza eventi – spettacolo e stage di Flamenco in Italia e in Spagna.

2006
Corso di “Expresion Primitive”,e conduzione di un “Dance Training” in qualità di ballerina e formatrice per la “Cegos” (Milano)
Insegnante e coreografa per diverse Accademie di Danza (Milano e Torino)

2007 ad oggi
Insegnante e coreografa per la BLS Accademia delle Danze,(nelle sedi di Lissone Biassono, Cinisello e Gallarate)
Collabora all’interno della BLS nell’organzzazione di eventi , stage e progetti riguardanti la sezione di danza “Area Danza”.

 

Come ti sei avvicinata al flamenco?
Avevo 12 anni e frequentavo i corsi di danza classica presso una scuola di Monza,  quando venne a fare uno stage un’insegnante di danza Spagnola e flamenco. Mia madre mi iscrisse alla lezione e ricordo bene che quando uscì, le dissi “mi sono innamorata, questa è la mia danza!”
 
Quando hai capito che sarebbe stata la tua professione?
Il pensare razionalmente che questa fosse la mia professione è successo molti anni dopo “l’ innamoramento”, forse iniziai a crederci quando firmai il mio primo contratto di lavoro.
 
Hai mai pensato di non farcela?
Certo, l’alternanza tra il voler ballare, gli entusiasmi e le delusioni fanno parte di ogni percorso e questo del Flamenco non ne è privo. Ad oggi, più che pensare di avercela fatta, penso di essermi costruita una vita “vicino” e “con” il Flamenco, e questo mi rende felice.
 
Chi sono i tuoi punti di riferimento?
I miei punti di riferimento sono tutti coloro che mi fanno emozionare “bailando”. Nel mio cuore ci sono poi tutti quegli artisti con cui ho potuto condividere dei momenti di apprendimento e di palcoscenico, tra di loro il primo è Miguel Angel, che è stato il mio maestro offrendomi la incredibile possibilità di ballare nella sua compagnia.
 
Quante ore alla settimana dedichi allo studio?
Le ore di studio sono cambiate nei vari momenti della mia vita quando ero a Madrid studiavo tutti i giorni minimo due ore e poi avevo le prove relative al lavoro del momento. Oggi le ore di studio sono meno e spesso mirate alla preparazione di una lezione o coreografia.
 
Quanto ha influito il flamenco nelle tue scelte personali?
Il Flamenco ha determinato la mia vita soprattutto dai 20 ai 30 anni in cui decisi di trasferirmi a Madrid e dedicarmi interamente all ballo. In quegli anni tutto era per il Flamenco, studiavo, viaggiavo facevo audizioni e anche le mie relazioni personali erano tutte all’ interno di questo ambiente. E’ stata un’esperienza totalizzante ma estremamente ricca e complessa. Ci sono stati momenti molto difficili e altri estremamente gratificanti, tutti hanno lasciato un segno indelebile nella mia anima e in quella che oggi sono.
 
Qual è stata, se c’è stata, la più grande difficoltà che hai incontrato per raggiungere i tuoi obiettivi  di artista?
Ritengo di essere stata molto fortunata e al momento giusto nel posto giusto. Ma la più grande difficoltà potrei dire che è stata ed è sempre quella di superarsi e migliorare la propria tecnica.
 
Tecnica ed espressività. Che cosa viene prima?
Questo è un eterno dilemma anche perché una è inevitabilmente legata all’altra.  Personalmente però ciò che mi innamora in un artista è la sua espressività, la sua arte comunicativa. Non penso che nessuna arte, e così il Flamenco, sia nata con l’intento di “dimostrare” una tecnica ma bensì sorge da un desiderio di espressione, dall’ impeto del cuore, dalle inquietudini dell’animo. La tecnica è il mezzo.
 
Ti senti più artista o più insegnante?
Preferisco definirmi artista, anche se mi imbarazza un po’, ma volendo essere coerente con quanto detto prima sento la mia comunicazione più forte quando ballo che quando insegno. Cerco di far ballare molto, nelle mie lezioni, per spiegarmi meglio.
 
Qual’è il messaggio che vorresti trasmettere ai tuoi allievi?
Quando insegno cerco di trasmettere la mia esperienza e il mio amore per il Flamenco, non penso di dover dare altri messaggi.
 
E quale al pubblico?
Come sopra
 
Quale tipo di pubblico vorresti conquistare?
Dovrebbe essere ogni volta quello che ho dinnanzi… ma non sarei onesta dicendo che un pubblico di “intenditori” mi terrorizza!!!
 
Qual’è il tuo rapporto con gli altri colleghi?
Di rispetto e potendo di complicità.
 
Quali sono i tuoi progetti attuali?
Oggi mi dedico prevalentemente all’insegnamento in diverse scuole. Cerco inoltre, periodicamente, di organizzare eventi e stage di baile, in Italia e in Spagna.
 
C’è stato un momento della tua carriera particolarmente emozionante e per questo indimenticabile?
Nella mia esperienza di ballerina/bailaora ho avuto la fortuna di vivere più di un momento, per me, indimenticabile… tra di questi ballare nella compagnia di Rafael Aguilar nella “Casa di Bernarda Alba” (Lorca), dividendo la scena con Lola Greco a Parigi e al Teatro dell’Opera di Dresda. Esibirmi con la stessa compagnia al Teatro Bolshoy di Mosca con in più l’ onore di essere i primi “Flamencos” ad aver solcato quel tempio della danza. E tutte quelle tourneè in Giappone cercando di carpire ogni dettaglio da Miguel Angel, Charo Espino e tutti gli artisti che sono stati ospiti del “Miguel Angel Ballet”.

E che cos’è che non hai ancora fatto ma che speri un giorno di fare? Qual è il tuo sogno nel cassetto?
Sono stata molto fortunata, molti sogni li ho visti realizzarti, con tutto il mio stupore e la mia riconoscenza. Il mio sogno attuale lo tengo ancora nel cassetto.
 
Qual’è l’artista/collega (bailaor, cantaor, tocaor) della scena attuale che più corrisponde al tuo gusto e che più ti emoziona?
Il panorama odierno è colmo di grandi artisti che hanno la mia più grande ammirazione. Rammento innanzitutto coloro con cui ho fatto un esperienza di ballo come Miguel Angel che oltre ad essere un grande danzatore è un ottimo coreografo, Charo Espino che quando balla è molto femminile e magnetica. E poi Mercedes Ruiz, La Truco o Domingo Ortega.

La tua meta ideale: Sevilla, Jerez, Madrid o…?
L’ Andalucia è Flamenco in ogni suo aspetto ma poiché sono le esperienze che ci legano ai luoghi, i miei 9 anni di vita a Madrid, fanno si che io sia profondamente legata a questa città. Lì c’è un pezzo della mia vita.
 
Tradizione o modernità?
Penso che la modernità più innovativa e di peso nasca là dove la tradizione ha lasciato il suo segno.
 
Pensi che ‘il Duende’ sia solo una prerogativa del popolo gitano o spagnolo?
Sicuramente no.
 
Il tuo più grande difetto come artista e come persona
Poiché è la mia persona che cerca di essere un artista, così nella vita e nell’arte a volte desidererei essere più fiduciosa in me stessa e non temere l’errore.
 
Il tuo più grande pregio come artista e come persona
Insomma…lasciamo che lo dicano gli altri no??
 
La prima letra che ti viene in mente…
Enamorao, lo que a mi me esta pasando es que estoy enamorao… ay pasando el tiempo…
 
A che cosa pensi un momento prima di salire sul palcoscenico?
Cerco di focalizzarmi su quanto amo ballare.
 
Ascolti altri generi musicali oltre al flamenco? Se si quali?
La musica mi piace in generale, ma riconosco che ascolto quasi sempre flamenco.
Diversamente mi piacciono le grandi voci della musica pop e di più alternativo la musica Indù/Orientale.
 
L’ultimo film che hai visto al cinema? L’ultimo libro che hai letto se preferisci…
L’ultimo libro che ho letto è “La legge dell’attrazione” di Esther e Jerry Hicks.
 
La tua giornata ideale?
Una gita fuori porta, magari al mare e alla sera una buona cena con i più cari amici e la persona che amo… y un poquito de vino tinto.
 
Un consiglio per i nostri lettori che vogliono fare del flamenco la loro professione
Studiare molto, avere volontà e tenacia, molta umiltà e grande amore verso se stessi.
 
Il tuo compagno ideale: dentro o fuori dell’ambiente flamenco?
Innanzitutto nel mio cuore, il resto è relativo.
 
Il flamenco in una parola
ENERGIA!

Colgo l’occasione per ringraziare coloro che hanno dato vita a quasta iniziativa che da modo ai professionisti del flamenco italiani di farsi conoscere e di conoscersi.
Ho con orgoglio colto questa opportunità, per condividire e confrontarmi riguardo quella che è stata ed è la mia esperienza, sempre cosciente di avere ancora e sempre molto da imparare da tutti i grandi artisti del flamenco. Grazie!”

Grazie a te Marta! Per chi vuole saperne di più:

Marta Piva por Tangos:

Marta Piva por Alegrias:

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