Marta Roverato

 

Si forma come ballerina di Danza Classica e Contemporanea a Padova con  le maestre Valentina Massini,  Mihaela Craciunescu e Laura Pulin.
Tra il 1992 e il 1994 prosegue gli studi presso l’accademia Palucca Schule Dresden in Germania.
Nel 1999 viene selezionata dal coreografo di danza contemporanea Fabrizio Monteverde per un laboratorio di un anno e uno spettacolo a Treviso.
Nel 2000 frequenta il corso per danzatori professionisti di Arteven e Regione Veneto a Padova.
Dopo aver frequentato dei corsi tenuti da Brigitta Luisa e da Maria José Leon, la sua passione per il Flamenco la porta in Spagna dove studia teoria e tecnica del flamenco con i migliori insegnanti a Madrid, Siviglia e Jerez: La Chiqui, Belén Maya, Rafaela Carrasco, Manuel Liñan, Israel Galvàn, Javier Latorre, Mercedes Ruiz….
Balla nella Compagnia del Teatro “Ivan Zajic” di Rijeka (Croazia), interpretando anche ruoli solistici di danza classica nel Lago dei cigni, Don Chisciotte e Mediterranea, quest’ultima coreografata da Thierry Parmentier.
Partecipa a varie produzioni della compagnia di danza contemporanea “Officina Danza” di Padova.
Prende parte ad alcune tournée di flamenco in Giappone con la compagnia di Mara Terzi. (1999-2001)
Collabora con le compagnie “El Amor Brujo” e “Mimbrales” .
Balla nella Compagnia “Ballet Flamenco José Greco” in tournée in tutta Italia (2006).
Dal 2004 fa parte della Tanzcompanie “Flamencos en route” e partecipa a tutte le produzioni sia come assistente che come ballerina, con collaborazioni del coreografo Joaquin Ruiz e della cantaora Carmen Linares e con tournée in Svizzera, Germania e Turchia.
Dal 2007 collabora con il Comune di Padova portando in scena spettacoli di flamenco durante la rassegna “Notturni d’Arte” nel cortile di Palazzo Moroni.
Balla al Festival di Avenches (Svizzera) nelle opere Carmen (2004) e La Traviata (2008), quest’ultima in qualità di solista.
Dal 2009 fa parte della compagnia di José Moro, portando  “Don Quijote, el soñador” in tournée in Italia.
Da parecchi anni si dedica parallelamente all’insegnamento del flamenco e della danza contemporanea.

 

Tutto è iniziato…
Quando mia nonna, di ritorno da un viaggio in Spagna mi regalò una bambolina flamenca e un ventaglio, avevo circa 8 anni, ma ne sarebbero passati molti, prima di concretizzare quell’ illusione di bambina. In realtà la mia prima lezione di flamenco fu in Germania con Brigitta Luisa, avevo 21 anni ed ero concentrata nella danza classica e moderna… ma il desiderio di conoscere il flamenco si faceva sentire sempre più forte.

Quando hai capito che il Flamenco sarebbe stato la tua professione?
Non c’è stato un momento preciso, ma una serie di eventi concatenati tra loro, è stata un’ evoluzione lenta.

Hai mai pensato di non farcela?
Si, molto spesso, anche adesso.

Chi sono i tuoi punti di riferimento?
Tutti i miei insegnanti  a cominciare da Mihaela Craciunescu e i miei amici. Mentre i  modelli da cui trarre ispirazione sono La Yerbabuena, Rafaela Carrasco e El Grilo. Ma il vero pilastro della mia vita è la mia famiglia.

Quante ore alla settimana dedichi allo studio?
Durante i periodi di prove per nuovi spettacoli anche 7 ore al giorno. Come mantenimento quotidiano circa 2 ore al giorno.

Quanto ha influito il flamenco nelle tue scelte personali?
La danza in generale ha influito parecchio nelle mie scelte di vita, è una professione che richiede sacrificio e dedizione e spesso ci porta lontano dalle persone a cui vogliamo bene.

Se tornassi indietro quali sono le cose o le scelte che non rifaresti?
Posso dire di essere soddisfatta delle scelte fatte fino ad ora, non ho rimpianti.

Qual è stata, se c’è stata, la più grande difficoltà che hai incontrato per raggiungere i tuoi obiettivi di artista?
Riguardo allo studio, un’inversione di denaro notevole: tra accademie, stage, viaggi… e dover affrontare tutto quasi sempre in solitudine, ma per fortuna ho sempre avuto l’appoggio dei genitori. Nell’ambiente lavorativo invece ci si scontra spesso con l’ignoranza e la mancanza di interesse verso quest’arte da parte di chi ha potere decisionale.

Quali sono le tue inquietudini d’artista ? Cosa ti fa salire l’ispirazione?
Lo stato d’animo del momento e la voglia d’imparare e  migliorare sempre.

Tecnica ed espressività. Che cosa viene prima?
La tecnica è lo strumento per arrivare ad esprimersi al meglio. La tecnica si può apprendere, l’espressività no, è innata, quindi mi emoziona di più.

Ti senti più artista o più insegnante?
Mi sento persona, e mi emoziono sia quando sono in scena sia quando guardo i miei allievi ballare. Attraverso fasi alterne, durante gli ultimi 4 anni ho quasi solo ballato e adesso sento di nuovo il desiderio anche di insegnare.

Qual’è il messaggio che vorresti trasmettere ai tuoi allievi?
Ascoltare, ascoltare e ancora ascoltare tanto flamenco, per poter capire il compàs, las letras, il palo e … disfrutar!!

E quale al pubblico? Quale tipo di pubblico vorresti conquistare?
Vorrei che il pubblico percepisse il flamenco come una forza vitale, un’energia alla quale è impossibile sottrarsi. Sarebbe interessante conquistare un pubblico freddo e indifferente.

Qual’è il tuo rapporto con gli altri colleghi?
Con i miei colleghi attuali, molto buono: si studia insieme, ci si aiuta, ci si confronta. Poi si sa che a volte non è possibile andare sempre d’accordo con tutti, come in tutti gli ambienti. L’importante è che non manchino il rispetto e l’educazione.

Quali sono i tuoi progetti attuali?
Al momento sono ancora impegnata con la compagnia Flamencos en route. Con l’anno nuovo forse sarò più presente in Italia e continuerò anche con i progetti nella compagnia di José Moro.

C’è stato un momento della tua carriera particolarmente emozionante e per questo indimenticabile?
Poter lavorare fianco a fianco con Carmen Linares, grandissima artista e persona meravigliosa e umile. Ballare accompagnata dalla sua voce dal vivo, un’emozione indescrivibile… ancora stento a crederci.

E che cos’è che non hai ancora fatto ma che speri un giorno di fare? Qual è il tuo sogno nel cassetto?
…Per scaramanzia non posso dirlo

Qual’è l’artista/collega (bailaor, cantaor, tocaor) della scena attuale che più corrisponde al tuo gusto e che più ti emoziona?
Yerbabuena, Miguel Poveda, Vicente Amigo

La tua meta ideale: Sevilla, Jerez, Madrid o…? 
Jerez per “el aire flamenco que lleva”, Madrid per gli amici e le opportunità che offre.

Tradizione o modernità?
La modernità è l’evoluzione naturale del flamenco ed è molto interessante e stimolante avventurarsi in territori nuovi… ma alla base ci vuole la conoscenza della tradizione.

Pensi che ‘il Duende’ sia solo una prerogativa del popolo gitano o spagnolo?
No, credo che sia di tutti, il flamenco è un’arte universale e ogni tipo di arte ha il suo duende.

Il tuo più grande difetto e il tuo più grande pregio come artista e come persona.
Forse qui dovrebbero rispondere le persone che mi conoscono bene.

La prima letra che ti viene in mente…
Vivimos sentimos, cada momento vivimos sentimos, que corta se me hace la noche cuando me junto contigo…

A che cosa pensi un momento prima di salire sul palcoscenico?
Mille pensieri ma un unico obiettivo: sentire, cercare di essere tutt’uno con cante e musica.. .e sperare che vada tutto bene ehehe

Le emozioni che provi mentre balli… a cosa pensi?
Dipende dalla situazione, dallo stato d’animo nel momento e dal tipo di palo… ogni volta è diverso.

Ti capiterà di salire sul palco e non avere voglia di ballare, voglio dire… immagino che quando diventa un impegno possa succedere. Come te la sbrighi?
Si, può succedere, soprattutto quando la situazione non è idonea ad uno spettacolo di flamenco. In quel caso mi concentro sul fatto che comunque il pubblico va rispettato e merita il meglio.

Bailaora solista su di un palco. Chi vorresti con te come accompagnamento al cante y al toque?
Sto benissimo con i miei Juan Gomez e Pablo Garcia al toque e Nieves Diaz al cante… ma se proprio vogliamo esagerare, per assurdo direi Montse Cortes e Paco de Lucia ahahaha

Cosa pensi invece del baile in compania? Sia come ballerino che come spettatore.
Mi piace molto il baile in compagnia, il gruppo ti da e trasmette al pubblico molta forza. Più degli assoli, direi che preferisco ballare i passi a due: sprigionano una forte energia quando si instaura un legame speciale con il partner.

Il palos che ti rappresenta di più o quello che pensi sia più rappresentativo per il tuo baile.
Adoro ballare por soleà, comunque molto difficile. Mi divertono tantissimo las bulerias e los tangos.

Ascolti altri generi musicali oltre al flamenco? Se si quali?
Mi piacciono le nostre cantanti italiane: Mina fra tutte, Elisa, Giorgia, poi Amy Winehouse, Beyoncè, musica classica e contemporanea… a periodi un po’ di tutto.

L’ultimo libro che hai letto?
Ho letto recentemente “Il gioco dell’angelo” di C. R. Zafòn

La tua giornata ideale?
Un bel “risveglio”, colazione abbondante, un paio d’ore di prove, nuotata in un mare tropicale, baci coccole, pranzo, siesta, pomeriggio con la famiglia, un po’ di shopping o visitare mostre, camminate all’aria aperta con il cane, spritz con le amiche, cena romantica a lume di candela, baci abbracci, serata pazza insieme agli amici e poi la notte si salvi chi può… ehehhe 24 ore non basteranno mai. Mi servirà una seconda giornata ideale per riposarmi!

Qual’è il momento della giornata dove ti senti maggiormente creativo?
Tra le 11 e le 14.

Un consiglio per i nostri lettori che vogliono fare del flamenco la loro professione.
Per farne una professione ci vogliono tre componenti: talento, molto studio e fortuna. Come diceva una mia insegnante di danza: è un lavoro maledetto, credo avesse ragione. Se proprio non potete farne a meno preparatevi a tanti sacrifici, molto impegno e costanza, preparatevi a dare tanto e a ricevere tante delusioni e batoste… ma se sarete forti, ogni piccola soddisfazione vi ripagherà di tutto il vostro lavoro.

Il tuo segreto inconfessabile
…appunto, è inconfessabile.

Il tuo compagno ideale: dentro o fuori dell’ambiente flamenco?
Fuori

Il flamenco in una parola.
Sentimento.

Grazie Marta! Per chi vuole saperne di più:

 

Flamencos en route con Carmen Linares – El circulo magico:

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