Michela Dellisanti

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Michela Dellisanti nasce a Fano (PU) nel 1972. Studia danza classica dall’età di 5 anni. Nel 2004 si diploma in Danza – Movimento Terapia a seguito di un percorso formativo che la avvicinerà alla danza in maniera più autentica e vicina al proprio sentire. Nasce così il suo interesse – che diverrà poi grande amore – per il flamenco, la forma d’arte che più si avvicina alla sua personalità, in cui sia possibile esprimere la più vasta varietà di sentimenti ed emozioni. Da alcuni anni si dedica all’ insegnamento e nel 2009 fonda l’Associazione Culturale “Amor Flamenco”. Nello stesso anno partecipa al Concorso Internazionale  di Danza a Lignano Sabbiadoro classificandosi al terzo posto, mentre nel 2010 al secondo. Studia regolarmente a Roma con la bailaora Cristina Benitez, e per lunghi periodi estivi presso la prestigiosa Academia de Baile Flamenco Amor de Dios a Madrid con artisti di fama internazionale. Attualmente si dedica alla danza sia come forma espressivo-artistica, sia come mezzo terapeutico. Insegna flamenco ed espressione corporea sia agli adulti che ai bambini.

Tutto è iniziato
quando ho terminato la mia formazione in danza terapia. Ho avuto voglia di riprendere a danzare in seguito a una lunga interruzione, passando dalle punte… ai tacchi… Cercavo la possibilità di esprimermi in maniera più libera e soprattutto che mi corrispondesse.

Quando hai capito che il Flamenco sarebbe stato la tua professione?
Alla mia prima lezione di flamenco.

Hai mai pensato di non farcela?
Chi pensa di avercela fatta secondo me è finito! Non si arriva mai! La bellezza sta proprio nel percorso, non nell’arrivo. Se proprio devo pensare di farcela, voglio pensare a questo: riuscire a migliorarmi e allo stesso tempo imparare a godere di ciò che faccio.

Chi sono i tuoi punti di riferimento ?
La mia maestra Cristina Benitez grazie alla quale sto scoprendo la bellezza dell’esprimere se stessi attraverso l’arte.

Quante ore alla settimana dedichi allo studio?
Troppo poco, non sono metodica. A volte studio diverse ore, altre giorni per niente.

Quanto ha influito il flamenco nelle tue scelte personali?
Influisce su tutto, è al pari dei miei affetti, non potrebbe essere altrimenti.

Se tornassi indietro quali sono le cose o le scelte che non rifaresti ?
Diverse… prima tra tutte studierei con le persone giuste, quelle che ho scoperto dopo tanta ricerca… poi però in fondo credo che le cose non avvengano a caso e che tutto ciò che ho fatto o conosciuto mi ha dato qualcosa, senza il quale molto probabilmente oggi non sarei quello che sono.

Qual è stata, se c’è stata, la più grande difficoltà che hai incontrato per raggiungere i tuoi obiettivi di artista?
Mah, di fondo la paura di credere in me stessa.

Quali sono le tue inquietudini d’artista ? Cosa ti fa salire l’ispirazione ?
Quando riesco ad avere la mente libera e a non pensare.

Tecnica ed espressività. Che cosa viene prima?
Istintivamente direi l’espressività… poi in realtà so che sono complementari, una non può esistere senza l’altra.

Ti senti più artista o più insegnante?
Oggi mi sento più artista perché ho finalmente imparato che il primo obiettivo sono io!! Ed è stata una conquista lenta e faticosissima… il mio lavoro di insegnante mi piace moltissimo e oggi lo vivo con più serenità…proprio perché sto imparando a scindere le due cose.

Qual’è il messaggio che vorresti trasmettere ai tuoi allievi?
Che la tecnica muove il corpo, ma è l’anima che lo fa vivere… che non si può ballare il flamenco senza conoscere la sua cultura… che senza umiltà non si va da nessuna parte.

E quale al pubblico? Quale tipo di pubblico vorresti conquistare?
A dire la verità non voglio conquistare nessuno, la mia conquista più grande è danzare e sentirmi libera e felice di essere me stessa. Do tutta me stessa e se questo il pubblico lo sente…beh, questa è sicuramente un’altra bella conquista!

Qual’è il tuo rapporto con gli altri colleghi?
Buono, anche perché mantengo rapporti solo con chi ha la mia stessa linea di pensiero. Le persone presuntuose e arriviste le tengo molto lontane.

Quali sono i tuoi progetti attuali?
Tanti, sia personali che come insegnante.

C’è stato un momento della tua carriera particolarmente emozionante e per questo indimenticabile?
Assolutamente si. Quando mi è stato fatto notare che si percepiva la mia energia e il mio potenziale ma che non lo esprimevo se non al 50%. Quella persona mi ha toccato enormemente e da allora il mio obiettivo è quello di lavorare sull’altro 50% che piano piano sta venendo fuori.

E che cos’è che non hai ancora fatto ma che speri un giorno di fare? Qual è il tuo sogno nel cassetto?
Non si può dire finché non è realizzato!!.

Qual’è l’artista/collega (bailaor, cantaor, tocaor) della scena attuale che più corrisponde al tuo gusto e che più ti emoziona?
Beh, sono tanti… Rocio Molina, Concha Jareño, Mercedes Ruiz, e ovviamente Cristina Benitez… ognuna ha il suo stile… non potrei sceglierne una.

La tua meta ideale: Sevilla, Jerez, Madrid o…?
Un po’ di tutto, proprio perché credo che si impari facendo più esperienze… comunque Jerez ce l’ho nel cuore perché il flamenco si respira nell’aria, Sevilla perché è una città meravigliosa, Madrid perché c’è l’Amor de Dios e tutti gli insegnanti con cui studio regolarmente.

Tradizione o modernità?
Uhm… tradizione… con una modernità… che non la stravolga!!.

Pensi che ‘il Duende’ sia solo una prerogativa del popolo gitano o spagnolo?
No, è prerogativa… “di chi ha nel sangue il calore dell’amore e l’amore per la vita!”

Il tuo più grande difetto e il tuo più grande pregio come artista e come persona
Do l’anima senza risparmiarmi in ogni momento… lo vedo sia come pregio che come difetto.

La prima letra che ti viene in mente…
Al primo rayo de la luz de la manana… despierto siempre preguntando donde esta…

A che cosa pensi un momento prima di salire sul palcoscenico?
Penso che ho voglia di danzare e che voglio vivere appieno quella occasione… e ovviamente anche alle persone che amo.

Le emozioni che provi mentre balli …a cosa pensi ?
Quando ballo cerco sempre di dare il meglio. E penso senza presunzione, che sono fiera di me.

Ti capiterà di salire sul palco e non avere voglia di ballare, voglio dire… immagino che quando diventa un impegno possa succedere. Come te la sbrighi ? 
Beh, mi capita quando il pubblico è distaccato e non partecipa…però poi mi piace la sfida di smuovere le persone…

Bailaora solista su di un palco. Chi vorresti con te come accompagnamento al cante y al toque ?
Poveda e Vicente Amigo…chiedo troppo??.

Cosa pensi invece del baile in compania? Sia come ballerino che come spettatore.
Non mi entusiasma, preferisco il ballo solista. Non amo le cose troppo organizzate anche se sicuramente curate e belle all’occhio… preferisco la sostanza!!

Il palos che ti rappresenta di più o quello che pensi sia più rappresentativo per il tuo baile
La Bulerías in assoluto!!

Ascolti altri generi musicali oltre al flamenco? Se si quali?
Dovrei iniziare, così… uscirei un po’ dal tunnel.

L’ultimo libro che hai letto ?
Ogni cosa è illuminata di Foer.

La tua giornata ideale?
Alzarmi con calma, fare una bella colazione sul terrazzo di casa e prendermi cura delle piante, studiare qualche ora, preparare le lezioni, leggere un libro passeggiando in riva al mare col cane, preparare una buona cena per gli amici, tornare a casa la sera, trovare le candele accese e un bicchiere di vino rosso sul tavolo.

Qual’è il momento della giornata dove ti senti maggiormente creativo ?
Al mattino, ma non prima delle 11.

Un consiglio per i nostri lettori che vogliono fare del flamenco la loro professione
Non mollare mai… anche se è tanto dura!.

Il tuo segreto inconfessabile
Ma se poi lo confesso che segreto è??.

Il tuo compagno ideale: dentro o fuori dell’ambiente flamenco?
Una persona che abbia una buona dose di follia, con i piedi per terra al momento opportuno.

Il flamenco in una parola
Pulsione.

Grazie a Michela! Per chi volesse approfondire:

Videos:

 

 

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