Monica Morra

FORMAZIONE
Si forma come danzatrice classica e contemporanea, scegliendo in seguito di intraprendere il percorso dell’insegnamento. Dopo anni di studio e perfezionamento a livello professionale di danza classico-spagnola e danza estilizada con Isabela Moises Fernandez (Ballet Nacional de Madrid), della quale diventa poi assistente, sceglie di dedicarsi al Flamenco, cominciando con Isabel Soler, già direttrice del Atelier Flamenco Andalou di Toulouse (Francia), che fu un rinomato Centro e punto d’incontro di artisti spagnoli di alto livello. Prosegue gli studi in Spagna, principalmente a Siviglia, dove tutt’ora si perfeziona con artisti che oggi sono anche suoi collaboratori. Molte le figure con le quali ha studiato nel corso degli anni, a cominciare dalla Farruquita, La Toná, Concha Vargas, e proseguendo poi con Juana Amaya, Ángel Atienza, Isabél Bayón, Antonio Canales, Rafaela Carrasco, Eva la Yerbabuena, Belén Maya, Alicia Marquez, Rocio Molina, Mercedes Ruiz, ma riconosce come suoi principali Maestri Manolo Marín e Manuel Betanzos.

ATTIVITA’ PROFESSIONALE E DIDATTICA
Monica Morra ha fondato nel 1989 l’Associazione Culturale per lo Sviluppo della Danza “Lo Studio – Arte Y Flamenco”. Con questa associazione, che opera fino al 1998 con sedi in Torino e provincia, ha dato vita a percorsi paralleli :
– una Scuola di Danza ad indirizzo professionale per la formazione di danzatori professionisti classici e contemporanei
– una Scuola di Flamenco, che diventerà poi un’Accademia, per la formazione nell’ambito del baile, del toque e del cante Flamenco. All’interno dell’Accademia si formeranno coloro che daranno vita a quella che oggi è la Compagnia Arte Y Flamenco.
– un’Associazione per la divulgazione dell’Arte Flamenco in Italia, attraverso l’organizzazione di eventi.
Nel 1998 nasce la “Scuola di Danza s.n.c. di Tiziana Farco e Monica Morra” con un’unica sede, in Torino, consona ad ospitare corsi e stages di danza classica, contemporanea e hip-hop per la formazione di danzatrici e danzatori. Parallelamente nasce l’Associazione Culturale Torino – Academia y Compañia Arte Y Flamenco, studiata per quelli che sono gli obbiettivi futuri.
Da questo momento la Scuola di Danza di Tiziana Farco e Monica Morra , l’Associazione, l’Accademia e la Compagnia Arte Y Flamenco opereranno nella medesima sede come due realtà distinte che tuttavia condividono i medesimi obbiettivi nell’ambito della formazione.
Sempre nel 1998 Monica Morra fonda, insieme a Elisa Díaz e Anna Mostacci, l’Associazione Alma Flamenca – La Peña Flamenca di Torino, di cui è presidentessa fino al 2002. Oggi Alma Flamenca è diretta e gestita da Elisa Díaz.
Nel 2000 fonda insieme a Juana Calá, Manuel Betanzos e Angel Atienza la Compagnia Ensemble Flamenco nella quale ha operato fino al 2001 come danzatrice solista.
Nel 2003 è ideatrice e curatrice artistica del Festival “Flamenca” , il primo Festival Flamenco realizzato in Italia, organizzato a Torino da Franco Lucà per Folkclub, in collaborazione con Arte Y Flamenco e Alma Flamenca, con il sostegno dell’Assessorato alla Cultura della Città di Torino, della Regione Piemonte e il patrocinio della Junta de Andalucía; due le edizioni di “Flamenca” nelle quali Monica Morra ha operato in qualità di curatrice artistica: 2003 e 2004
Nel 2005, e poi nuovamente nel 2007, è invitata dall’Assessorato alla Cultura della Città di Torino e dal Teatro Regio ad occupare il ruolo di organizzatrice e curatrice artistica degli spettacoli estivi dedicati al Flamenco, realizzati con Compagnie spagnole di alto livello presso i Giardini Reali.
Nel 2009 collabora con l’Arena di Verona per l’allestimento dell’Opera Carmen diretta da Franco Zeffirelli, fornendo danzatori e danzatrici della Compagnia AyF per affiancare ballerini spagnoli della Compagnia di Lucia Real.

MONICA MORRA, ATTUALMENTE:
– SCUOLA e COMPAGNIA DI DANZA – Dirige la Scuola di Danza s.n.c. di Tiziana Farco e Monica Morra, che si occupa della formazione professionale nell’ambito della danza classica, contemporanea e hip-hop; è direttrice e coreografa, insieme a Tiziana Farco, della loro Compagnia di danza contemporanea Effemme. La Scuola è inoltre la sede dell’Academia y Compañia Arte Y Flamenco.
– ASSOCIAZIONE – È fondatrice e presidentessa dell’Associazione Culturale Torino – Arte Y Flamenco, il cui obbiettivo è la divulgazione dell’Arte Flamenco a Torino ed in Italia; l’intento primario è quello di stimolare l’interesse verso la cultura spagnola, e nello specifico Andalusa, dalla quale si sviluppa l’Arte Flamenco, non soltanto per quanto riguarda il baile, ma in tutte le sue forme ed espressioni.  L’Associazione si occupa quindi dell’ideazione, organizzazione, produzione e realizzazione di conferenze, incontri, spettacoli e manifestazioni con artisti e Compagnie ospiti provenienti dalla Spagna. Tra i progetti più importanti si inserisce l’ideazione, l’organizzazione e la produzione di eventi con artisti ospiti di alto livello, che coinvolgano il maggior numero di appassionati ed esperti del settore, eventi tra i quali si colloca il Festival Flamenco Puro e il Concorso di Baile Flamenco “Ciudad de Torino”.
– ACCADEMIA di FLAMENCO – Dirige l’Academia Arte y Flamenco, dove si occupa della formazione nell’ambito del baile Flamenco, svolgendo l’attività di Maestra e di coreografa. L’Accademia è preposta all’attività didattica e volta alla formazione degli allievi attraverso l’organizzazione di corsi regolari nonchè stages e laboratori di baile, rimica e cante, in costante collaborazione con realtà professionali in Spagna. La sede principale dell’Accademia è a Torino. Nel 2003 Arte y Flamenco ha avviato dei corsi nella città di Firenze, sede oggi diretta da Claudio Javarone; inoltre nella città di Vigevano si tengono corsi diretti da Andrea Lamberti “Niño”, mentre nella città di Ivrea corsi diretti da Simona Del Giudice. Dal 2004 l’Academia Arte Y Flamenco è gemellata con l’Academia de Flamenco Manuel Betanzos di Siviglia, con l’intento di seguire una linea comune in termini di qualità, e per favorire lo scambio artistico e culturale tra una realtà con autentiche radici e una realtà che pur sviluppandosi al “extranjero” intende rispettare i medesimi principi di autenticità. La collaborazione ventennale tra i due Direttori è ormai consolidata, e ha permesso la realizzazione e la condivisione di importanti progetti, quali il Concorso di Baile “Ciudad de Torino”; altri progetti da realizzare insieme sono “in cantiere”.
– COMPAGNIA di FLAMENCO – È fondatrice, direttrice e coreografa della Compañia Arte Y Flamenco, nell’ambito della quale, ormai soltanto in particolari occasioni, ricopre anche il ruolo di “figura” al baile. La Compagnia è composta da elementi formatisi presso l’omonima Accademia e poi perfezionatisi tanto in Italia, con i Maestri invitati periodicamente da AyF con questo preciso obbiettivo, che in Spagna, nello specifico a Siviglia. La Compagnia, in collaborazione con artisti spagnoli invitati, propone spettacoli di Flamenco a Torino ed in Italia, ed è invitata a partecipare a Festival e manifestazioni di danza e musica in territorio nazionale ed europeo
– PRODUZIONE SPETTACOLI – È produttrice di spettacoli rappresentati in Italia da artisti spagnoli di fama internazionale in occasione di Festival, rassegne e manifestazioni teatrali.
 – TABLAO Insieme a Andrea Lamberti “El Niño” ha ideato e gestisce un Tablao “itinerante”, spazio torinese dedicato a spettacoli e performances di Flamenco e aperto a professionisti di tutta Italia, Allievi, artisti “in progress” e aficionados. È Casa Guiri – il tablao flamenco di Torino.
– PRODUZIONI RASSEGNE E FESTIVAL – È ideatrice, produttrice e organizzatrice della Rassegna “Tablao d’autore”, del Festival “Flamenco Puro – guitarra, cante e tablao d’autore” e del Concorso di Baile Flamenco “Ciudad de Torino”, eventi che vedono il patrocinio della Città di Torino e della Regione Piemonte. Il prossimo
appuntamento con “Tablao d’autore” è atteso ad aprile 2012; la IV edizione del Festival e la III edizione del Concorso sono previste per aprile 2013, edizione nella quale condividerà la Direzione Artistica con Manuel Betanzos.

Come ti sei avvicinata al flamenco?
Ho iniziato lo studio della danza classico-spagnola e estilizada a 11 anni, con Isabela Moises Fernandez (Madrid), già danzatrice del Ballet Nacional de España, nell’ambito di un più ampio percorso di formazione professionale, che comprendeva la danza classica, la danza modern e contemporanea e per l’appunto la danza spagnola.
A 19 anni, quando già ero assistente della mia Maestra, è venuta a Torino una bailaòra e profesora franco-spagnola, a tenere uno stage di Flamenco. Era Isabel Solèr, direttrice dell’’Atelier Flamenco Andalou di Toulouse (Francia), un Centro dove già allora, in un momento in cui all’estero venivano organizzati pochissimi cursillos di Flamenco, la Soler invitava per stages e spettacoli quelli che oggi sono grandi nomi e che allora erano giovanissimi artisti (Eva Yerbabuena, Rafaela Carrasco, Manuel Betanzos, per citarne alcuni). Al termine dello stage torinese ero innamorata del Flamenco, e poco tempo dopo sono partita per Toulouse, dove ho iniziato a studiare; successivamente mi sono spostata a Siviglia.

Quando hai capito che sarebbe stata la tua professione?
Durante i miei studi avevo già percepito una particolare affinità con le discipline cosiddette di “carattere” ; quando ho scoperto il Flamenco ho capito che sarebbe stata la mia modalità espressiva.
Detto questo… l’insegnamento, e non il danzare, è sempre stato il mio obbiettivo. Danzare mi piace… no, dire mi piace è riduttivo… direi che spesso ne ho bisogno, ma insegnare è qualcosa in cui mi riconosco, qualcosa che sento mio, che ho voglia di fare ogni giorno e che, in un certo modo, mi identifica come persona. Quindi, ho semplicemente unito la passione per l’insegnamento, e il dono che credo di possedere per farlo, con la passione per il Flamenco, facendone la mia professione.

Hai mai pensato di non farcela?
Se la domanda è riferita al mio ruolo di bailaòra, e se per “farcela” si intende il raggiungimento di un livello indiscutibile… non solo l’ho pensato… sono sempre stata piuttosto certa di non poter diventare una bailaòra d’eccezione, pur riconoscendomi doni e capacità. So di danzare ad un buon livello, e di esprimermi in palcoscenico in modo dignitoso, regalando inoltre qualche emozione, e so di viverne a mia volta molteplici… ma “farcela” a mio avviso deve significare qualcosa di più. Per quanto riguarda invece il ruolo di Maestra… mi pongo domande ogni giorno, e ogni giorno mi rimetto in discussione… ma no, in tal senso non ho mai pensato di non farcela.

Chi sono i tuoi punti di riferimento?
Considero miei Maestri nell’ambito del Flamenco Manolo Marin e Manuel Betanzos, per più di un motivo… ma da ciascun Maestro/a con il quale ho avuto, e tuttora ho il privilegio di studiare, attingo indicazioni, consigli, suggerimenti importanti.

Quante ore alla settimana dedichi allo studio?
Ad inizio settimana mi riunisco con i miei collaboratori per stabilire e lavorare sul programma delle lezioni dei successivi 7 giorni; quotidianamente poi dedico qualche ora all’ideazione/impostazione/montaggio dei lavori, a breve e lungo termine, per le classi e per la Compagnia. Ammetto di essere un po’ meno disciplinata per quanto riguarda il mio ruolo di bailaòra… non studio ogni giorno, tranne in periodi di spettacolo, durante i quali lavoro sulle le mie danze circa 1 ora e mezza/2 ore al giorno, quasi tutti i giorni.

Quanto ha influito il flamenco nelle tue scelte personali?
Il Flamenco fa parte della mia vita, è la mia passione e parte importante del mio lavoro. Ma io non sono solo questo. Le mie scelte hanno a che fare con chi sono, umanamente parlando, e con la persona che voglio essere dal punto di vista della crescita personale. In tal senso quindi è il mio modo d’essere e di vedere la vita che influisce sul mio modo di vivere un percorso artistico, e il Flamenco stesso, non viceversa. Detto ciò… vivere in compagnia della musica, del canto e della danza non può non influire su modalità, tempi e ritmi di vita. Vivere in tale buona compagnia mi ha sempre regalato una sensazione di libertà, e gratitudine… sensazioni che mi consentono scelte altrettanto libere, e consapevoli.

Qual è stata, se c’è stata, la più grande difficoltà che hai incontrato per raggiungere i tuoi obiettivi di artista?
Le difficoltà maggiori le ho incontrate quando, per portare avanti progetti di una certa entità, ho avuto bisogno di aiuti da parte di istituzioni in grado di darne, o di persone influenti ma esterne al mio entourage. Sempre difficile parlare d’arte con chi tratta principalmente potere e denaro.

Tecnica ed espressività. Che cosa viene prima?
Il Flamenco a mio avviso nasce come bisogno di comunicazione e come rappresentazione di un sentire. La tecnica, in quanto strumento, è fondamentale, ma rimane sempre e comunque a servizio dell’espressione, e per l’appunto del sentire.

Ti senti più artista o più insegnante?
Si tende ad abusare parecchio del termine “artista”… personalmente lo utilizzo con molta parsimonia. In ogni caso mi considero principalmente un’insegnante.

Qual’è il messaggio che vorresti trasmettere ai tuoi allievi?
Avere una passione nella vita, e poterne godere, è un privilegio, e mi piacerebbe che i miei allievi, a prescindere da limiti fisici e indipendentemente da difficoltà tecniche, tempistiche, economiche e di altra natura, riuscissero a viversi la loro passione con gioia. Vorrei per loro il piacere dell’apprendimento in sé, ricco di consapevolezza ma scevro dal bisogno di approvazione; il piacere del sentire, e poi dell’esprimere, utilizzando gli strumenti che insegno loro, scevro dal bisogno del riconoscimento, mio come di un pubblico. Vorrei poi che i miei allievi ricordassero che tutti ci possiamo avvicinare ad una qualsivoglia forma d’arte, ma non tutti, solo perché la rispettiamo, la amiamo, e la studiamo forsennatamente, possiamo considerarcene padroni. E non esserne padroni, e non farne necessariamente un lavoro, non ci impedirà di goderne appieno e non ce la renderà certo meno cara.

E quale al pubblico?
Mi piace pensare che chi mi sta guardando respiri l’emozione che io sto vivendo. Per me calcare un palcoscenico rappresentando un sentire è magia… e se potessi condividere un pizzico di quella magia con il pubblico, se io potessi condividere il mio sentire di quel momento con lo spettatore, vorrebbe dire che ho avuto ragione di calcare quel palco.

Quale tipo di pubblico vorresti conquistare?
Non mi pongo il problema di conquistare il pubblico… non è uno dei miei obbiettivi primari. Anche se mentirei dicendo di non essere felice quando danzando mi sento in sintonia con lo spettatore, e felice quando ho la sensazione di riuscire a trasmettere le mie emozioni.
Nello specifico… lo spettatore preparato è difficile da conquistare, e quando ciò accade è ovviamente gratificante; detto ciò mi interessa arrivare al cuore di uno spettatore “pulito”, a prescindere dal suo grado di preparazione nell’ambito del Flamenco. Dove “pulito” significa aperto e disponibile a condividere davvero, con me, ciò che sto vivendo in palcoscenico.

Qual’è il tuo rapporto con gli altri colleghi?
Sono sempre stata aperta alla collaborazione, perché trovo che più teste pensino meglio di una. Detto ciò sono anche persona che non attende che le cose le cadano in testa, o che vengano fatte da altri per potersi poi accodare… preferisco fare e rischiare di mio quando credo davvero in qualcosa, anche quando questo significa fare e rischiare da sola o insieme a pochissime persone, scelte.
Credo di avere un buon rapporto con tutti, seppure superficiale con molti per motivi di tempo e distanze. Tuttavia mi rendo conto di aver tracciato un percorso molto personale, e per questo di essere spesso fraintesa, percorso comunque aperto alle persone che come me ci credono, persone in cui credo, tanto dal punto di vista professionale che umano, e che a loro volta, spesso a prescindere da tutto, hanno creduto e seguitano a credere in me.

Quali sono i tuoi progetti attuali?
Una Scuola di allievi appassionati, sereni, e soprattutto consapevoli di quanto stanno apprendendo; una Compagnia di buon livello, dove lo stimolo sia ancora e sempre la passione, e che sia “casa” per chi vi abita; una città che sappia che il Flamenco esiste, ed è bello, ed è nutrimento per l’anima; un’Italia che possa e riesca ad ospitare il Flamenco di qualità, perché oggi, evviva, ci sono persone che oltre ad amarlo lo sanno riconoscere.

C’è stato un momento della tua carriera particolarmente emozionante e per questo indimenticabile?
Ce ne sono stati molti, e di questo sono grata. Non ricordo giornate in cui io non mi sia emozionata per qualcosa… un piccolo ma sudatissimo risultato ottenuto da un allievo, ad esempio, è per me nutrimento giornaliero.

E che cos’è che non hai ancora fatto ma che speri un giorno di fare?
Non posso negare di aver già fatto parecchio… non sono più una fanciulla 🙂 , ho cominciato presto e sono (temo) abbastanza instancabile; peraltro tutto ciò che sto facendo è esattamente ciò che desidero fare, e che mi piace e devo dire che c’è poco che io desideri fare che non stia già progettando. Ma se proprio devo pensare a qualcosa a lungo termine… portare la mia Compagnia in Spagna e creare qualcosa insieme agli artisti che ci sono cari è un’idea che accarezzo da un po’. Lo so…sono anche un po’ matta. 🙂

Qual è il tuo sogno nel cassetto?
Tendo a sognare ciò che sto già progettando…

Qual’è l’artista/collega (bailaor, cantaor, tocaor) della scena attuale che più corrisponde al tuo gusto e che più ti emoziona?
Il cante di Poveda, il toque di Vicente e di Jesus, il baile di Eva, di Rociò e della Rafi.

La tua meta ideale: Sevilla, Jerez, Madrid o…?
Sevilla. Forever 🙂

Tradizione o modernità?
Sono bilancia, e ingorda… las dos cosas, o mancherebbe sempre qualcosa.

Pensi che ‘il Duende’ sia solo una prerogativa del popolo gitano o spagnolo?
Il duende è Spirito… sarebbe triste non albergasse in ciascuno di noi.

Se fossi un palos saresti…
Taranto

Il tuo più grande difetto come artista e come persona
La testardaggine

Il tuo più grande pregio come artista e come persona
La generosità

La prima letra che ti viene in mente…
…“Ay que yo no puedo mas…las fuerzas me estan faltando…”

A che cosa pensi un momento prima di salire sul palcoscenico?
“Ma quanto è bella la mia vita…?…grazie…”

Ascolti altri generi musicali oltre al flamenco? Se si quali?
A seconda del momento, dell’esigenza, e dell’umore… musica classica… musica new age, contemporanea… e per “riposarmi”, ossia per non emozionarmi e dunque non essere inevitabilmente portata a montare (talvolta ho bisogno di assenza di emozione… di un po’ di sana normalità)… ebbene sì, lo confesso… la disco music 🙂 …impossibile (o quasi) sacar algo 🙂

L’ultimo film che hai visto al cinema? L’ultimo libro che hai letto se preferisci…
Due libri, letti ultimamente, uno dietro l’altro, e che mi hanno particolarmente colpito: “La separazione del maschio” di Francesco Piccolo e “L’amore molesto” di Elena Ferrante. Veri. Di più… spietati.

La tua giornata ideale?
La giornata in cui mi sveglio e sento di poter affrontare qualsiasi cosa, per il semplice fatto di essere viva.

Un consiglio per i nostri lettori che vogliono fare del flamenco la loro professione
Umiltà. Rispetto. Umiltà. Rispetto. Umiltà. Rispetto… e avanti così, sempre.

Il tuo compagno/a ideale: dentro o fuori dell’ambiente flamenco?
L’importante è che sia “dentro”, e affine, al mio cuore.

Il flamenco in una parola.
Comunicazione.

Colgo l’occasione per ringraziare le tre fanciulle che dedicano tempo ed energie a questa “comunità”, e che, ideando questo spazio, hanno offerto a tutti noi l’opportunità di fermarci a riflettere e poi di raccontarci, attraverso le nostre introspezioni, a chi condivide la medesima passione.

Un abbraccio grande. Monica Morra 

Un grazie di cuore a Monica. Per chi vuole saperne di più consigliamo:

Video promozionale della compagnia Arte y Flamenco:

Aggiornato in data 13 Marzo 2012

3 thoughts on “Monica Morra

  1. intervista stra-interessante e piena di spunti di riflessione, sincera e profonda. Cara Monica, sono proprio contenta di averti conosciuta, i tuoi insegnamenti, i tuoi consigli e i tuoi racconti sono fondamentali per chi come me da poco si è affacciato con tanta passione a questa realtà. Grazie a nome di tutti quelli che con la tua esperienza hai aiutato e sostenuto.

    un abrazo

    Manuela

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