Roberta Ravaglia

Roberta Ravaglia
Nasce il 7 Luglio 1969. Nel 1981-82, a 12 anni, lavora come ballerina classica nell’opera “Aida” di G. Verdi al Teatro Comunale di Bologna. Dal 1996 inizia a danzare professionalmente come ballerina solista di flamenco in vari “tablaos” italiani e in diverse compagnie, tra le quali: Flamenco Libre, La Moreria, La Carboneria Flamenca. Da ricordare: “Festival della Danza” di Vignale (agosto ’96); Rassegna di Modena (Piazza Grande) e di Cervia (agosto ’97); “Carmen” – Compagnia di Mara Terzi (Teatro G.Verdi di Firenze, novembre ’97); Festival “La vita non è un sogno – Il popolo canta” di Rimini (agosto ’98); Auditorium di Locarno (Svizzera, settembre ’98); Teatro “Dehon” di Bologna (gennaio ’99); Tablao “C. Pavese” di Bologna (dal ’98 al ’99); Tablao “Escarabajo” di Roma (febbraio ’99); Gruppo “Los Reyes” (Roma, estate ’99); Nuovo Teatro Comunale di Bolzano (giugno ’00); Rassegna di Musica Etnica con il chitarrista José Luís Postigo della Fundación Cristina Heeren di Siviglia (maggio ’00 e luglio ’01);- Tablao “Café del Tio” (Milano, dal ’00 al ’02); Teatro “Diego Fabbri” di Lugo (RA) con la Compagnia di Carmen Amor (marzo ’02).
Nel 2004 forma una compagnia semi-professionale con alcune delle sue migliori allieve, “Las Caras Flamencas”. Nel 2004 è coreografa dello spettacolo “L’Affaire Mortara” diretto da Massimo Manini. Nel 2005 forma la Compagnia Flamenca “La Fragua” di cui è ballerina solista e coreografa: 13 giugno ’07 – Festival “Modena Medina” a Castelnuovo Rangone (Mo) e 9 agosto ’07 – Festival “Arte in Fieri” a Casoli (Ch). Sempre nel 2005, forma la Compagnia “Fandango Antiquo”, di cui è ballerina solista e coreografa. La compagnia “Fandango Antiquo” fa parte di un progetto nato dalla collaborazione con Rita Marchesini e Letizia Dradi, che cerca di avvicinare danze e musiche antiche al flamenco. Così sono nate tre tipologie di spettacolo: “La Folìa Flamenca”, di contaminazione barocco e flamenco; “Il Bel Danzar dell’Anima Gentile”, repertorio barocco con riferimento alla Spagna; e “Il Suono, il Movimento, la Parola” con Paola Gassman ed Elettra Bisetti, regia di Filippo Ottoni, dove vengono raccontate le varie sfaccettature della donna attraverso il movimento e la poesia. Da ricordare: 3 dicembre ’05 – Sala Bossi – Conservatorio “G.B. Martini” di Bologna – “Organi Antichi” con Igor Lesnik e Mario Penzar; 19 maggio ’06 – Sala Anusca – Castel San Pietro Terme (BO) – Premio Internazionale “Cleto Tomba” con il violoncellista Enrico Guerzoni; 12 luglio ’06 – Chiostro di San Martino – Bologna – “La Seta e il Cotone”; 17 agosto ’06 – Cortile della Cisterna – Monghidoro (BO) – “Alkèmia spagnola” con Duo Paola Matarrese; 14 novembre ’06 – Palaterme – Fiuggi; 22 aprile ’07 – Sala Farnese – Bologna – “3 quarti d’ora di Musica – Concerto aperitivo” – “Armonie delle Sfere” – “Il bel danzar dell’anima gentile”; 9 maggio ’07 – Sala Bossi – Conservatorio “G.B. Martini” di Bologna – ”Venti di Erasmus-Racconti d’Europa” – “Il bel danzar dell’anima gentile”; 6 e 7 agosto ’07 – Imola e Porretta Terme – Festival da Bach a Bartòk 2007 – Il Suono, il Movimento, la Parola – con Paola Gassman ed Elettra Bisetti, regia di Filippo Ottoni; 6 agosto ’08 – Monghidoro – Il Suono, il Movimento, la Parola – con Paola Gassman ed Elettra Bisetti, regia di Filippo Ottoni.
Dal 2007 organizza e partecipa allo spettacolo “3 danze, un’anima” a Bologna, insieme a Maria Martinez e Alessandra Pizza. Questo spettacolo è una trilogia e un omaggio a tre danze diverse e al contempo simili come il flamenco, la danza mediorientale e la danza indiana.
Dal 1997 comincia a insegnare flamenco e a tenere diversi stage a Bologna e in diverse città italiane (Milano, Brescia, Pavia, Piacenza, Reggio Emilia, Modena, Cremona, Rimini, Firenze, ecc.).
Dal 2001 insegna presso il Teatro San Martino di Bologna.
Nel 2004 fonda l’Associazione Culturale “La Fragua”.
Dal 2004 al 2007 ha collaborato con l’Ass. Coreutica “Grand Jetè” di Castel Maggiore (BO).
Nel 2008 svolge attività didattica presso l’IC Pacinotti di San Cesario sul Panaro (Mo), progetto “Flamenco”.
Dal 1977 al 1984 studia danza classica a Bologna con Silvana Sartori e Delia Sedini.
Dal 1992 al 1994 studia danza flamenca a Bologna con Soledad Capa Sanz, ballerina di Antonio Gàdes.
Dal 1995 al 1997 continua i suoi studi trasferendosi a Madrid presso l’Accademia “Amor de Dios” e di Merche Esmeralda.
Dal 1998 al 1999 continua a frequentare la stessa Accademia partecipando a corsi di aggiornamento.
Dal 2000 ad oggi si aggiorna ogni anno studiando presso le Accademie di Manolo Marìn e Alicia Marquez di Siviglia, a Jerez de la Frontera e Cadice. Ha studiato con Carmela Greco, la Tati, Merche Esmeralda, Timo Lozano, la China, Ciro, Carmen Cortés, Adrián Galia, Belén Maya, Belén Fernandez, Rafaela Carrasco, Yolanda Heredia, Alejandro Granados, Sara Baras, Manuel e Antonio Reyes, Manolo Marìn, Pilar Ortega, Soraya Clavijo, Manuel Betanzos, Alicia e Rocio Marquèz, Chupete, Isabel Bayon, Hiniesta Cortés, Rocio Molina, Pilar e Juan Ogalla, Marco Flores, Maria Josè Franco, Mercedes Ruiz, El Grilo ed Eva la Yerbabuena.
Dal 2005 studia danza barocca con Letizia Dradi.
Nel 2007 studia tango argentino con Luca Giacomoni e danza mediorientale con Maria Martinez.
Nel 2008 frequenta uno stage tenuto dalla ballerina di danza barocca spagnola Ana Yepes presso l’Associazione “Il Teatro della Memoria” di Roma.

 

Come ti sei avvicinata al flamenco?
Un po’ per caso, come spesso succede; anche se in quel periodo provavo curiosità verso la “Spagna” e soprattutto bisogno di tornare a danzare.

Quando hai capito che sarebbe stata la tua professione?
Quasi subito.

Hai mai pensato di non farcela?
Spesso e tuttora.

Chi sono i tuoi punti di riferimento?
Nessuno in particolare; ma un GRAZIE a tutti i Maestri che ho incontrato lungo il cammino e a quelli che incontrerò.

Quante ore alla settimana dedichi allo studio?
Difficile a dirsi.

Quanto ha influito il flamenco nelle tue scelte personali?
Abbastanza, ma non in modo “devastante”. Per fortuna, nella scala dei valori della mia vita non è al primissimo posto. Ritengo, comunque, che sia un elemento molto presente e che mi occupa moltissimo tempo.

Qual è stata, se c’è stata, la più grande difficoltà che hai incontrato per raggiungere i tuoi obiettivi  di artista?
Mmmhh! Tasto delicato… non credo di aver ancora raggiunto i miei obiettivi e non so se mai li raggiungerò… il flamenco è troppo “grande”. Per fortuna nel corso della vita gli obiettivi possono anche cambiare. L’importante è cercare di essere sereni e ringraziare per quel poco che si fa. Forse non ho ancora incontrato le “persone giuste”? chi può dirlo…

Tecnica ed espressività. Che cosa viene prima?
Espressività al primo posto e, aggiungo, tanto sentimento.

Ti senti più artista o più insegnante?
Esteriormente molto insegnante; dentro, insegnante e se mi posso permettere, mi sento piccola artista.

Qual’è il messaggio che vorresti trasmettere ai tuoi allievi?
Il giusto connubio tra disciplina e libertà; tra tecnica ed espressività; tra forza e fragilità.

E quale al pubblico?
Un breve racconto di me stessa… e tanti brividini.

Quale tipo di pubblico vorresti conquistare?
Tutti! Ogni persona ha diritto all’amore e all’emozione.

Qual’è il tuo rapporto con gli altri colleghi?
Mah! Non saprei dire… meglio lasciar perdere!

Quali sono i tuoi progetti attuali?
Top secret!

C’è stato un momento della tua carriera particolarmente emozionante e per questo indimenticabile?
Quando anni fa decisi di cambiare vita e di partire per Madrid a studiare “seriamente”. Che entusiasmo che avevo, mamma mia!

E che cos’è che non hai ancora fatto ma che speri un giorno di fare? Qual è il tuo sogno nel cassetto?
Sarebbe già bello lavorare, trovare un manager, per esempio. Mi piacerebbe abitare nel verde e magari aprire un agriturismo, perché no…

Qual’è l’artista/collega (bailaor, cantaor, tocaor) della scena attuale che più corrisponde al tuo gusto e che più ti emoziona?
Non ne ho uno in particolare… potrei citari i primi due nomi che mi vengono in mente… Bayòn, Vicente Amigo…

La tua meta ideale: Sevilla, Jerez, Madrid o…?
Sevilla.

Tradizione o modernità?
Il giusto compromesso.

Pensi che ‘il Duende’ sia solo una prerogativa del popolo gitano o spagnolo?
Ma va là… non diciamo baggianate!

Il tuo più grande difetto come artista e come persona
Troppa emotività ed autocritica.

Il tuo più grande pregio come artista e come persona
Idem; aggiungo che mi piacerebbe avere più faccia tosta (per non essere più volgare).

La prima letra che ti viene in mente…
…Le pido a Diòs que me alivie estas duquelas, duquelas en mi corazòn…

A che cosa pensi un momento prima di salire sul palcoscenico?
“Ci siamo”, “Che pipì”, “Stiamo calmi”, “Darò quel che sono”…

Ascolti altri generi musicali oltre al flamenco? Se si quali?
Assolutamente si! Ho fatto talmente tanta indigestione di flamenco in passato che ora preferisco la musica classica, il mio primo vero amore.

L’ultimo film che hai visto al cinema? L’ultimo libro che hai letto se preferisci…
L’ultimo libro: “Metamedicina – Ogni sintomo è un messaggio”. Sto leggendo “Vogliono farti ammalare”.

La tua giornata ideale?
Andare a fare “gite” e poter conoscere; rilassare la mente mentre gli occhi fotografano; viaggiare e poi tornare “a casa”.

Un consiglio per i nostri lettori che vogliono fare del flamenco la loro professione
AUGURI!!!

Il tuo compagno/a ideale: dentro o fuori dell’ambiente flamenco?
Non saprei.

Il flamenco in una parola
Un MONDO.

Un grazie di cuore a Roberta. Per saperne di più:

 

Roberta Ravaglia in “La Folìa Flamenca” – Largo di Vivaldi:

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