Rosalyn Mazzola

Nata a Montreal, Rosalyn Mazzola decide dal 1992 di dedicarsi al flamenco. Ispirata dalla sua formazione classica e contemporanea e studiando con grandi maestri spagnoli (Belen Maya, Juan Polvillo, La Chiqui , El Junco, Manuel Reyes, Josè Nunez, Mariano Cruceta, Javier Cruz, Tatiana Garrido ed altri ancora), da circa 10 anni diventa un punto di riferimento a Palermo per tutti gli appassionati della cultura flamenca. Questo grazie alla sua creatività, tecnica  e al riuscire, pur essendo potente e di impatto, a mantenere eleganza, precisione, armonia. A Palermo insegna in diversi centri di danza e le sue lezioni sono basate su compàs, velocita dei piedi, gestualità, sincronia e coreografie da lei stessa create. Si esibisce in numerosi palchi in Italia e all’estero. Potrete ammirarla con il suo gruppo FLAM&co con lo spettacolo MRA QUE FLAMENCA SOY.

Tutto iniziò …
Sono nata e cresciuta a Montreal, Canada. Ho cominciato a fare danza classica da quando avevo 5 anni, ho anche studiato negli anni di adolescenza jazz, tip tap e moderno. Poi un giorno a 17 anni mentre aspettavo la mia lezione di danza classica, nell’altra sala c’era un po’ di rumore insolito, sono andata a sbirciare ed era una lezione di flamenco, una lezione-prova della compagnia di flamenco Arte de Espana di Montreal. Sono rimasta scioccata da questo ritmo, velocità di piedi, queste ballerine della compagnia piene di movimenti, gestualità diversa… insomma ho detto a mia madre che l’anno dopo avrei cominciato, oltre a tutte le altre discipline che facevo, anche il flamenco!

Hai capito subito che il flamenco sarebbe stata la tua professione?
Subito no, ma venendo da anni di classico ero molto portata, prendevo tutto velocemente, avevo tanta voglia di imparare tutto. Dopo un paio di anni facevo gia spettacoli, ma non pensavo mai di insegnare e fare spettacoli a livello professionale.

Hai mai pensato di smettere ?
NOOOOO!!! Quando mi sono trasferita a Palermo a 25 anni, non c’era niente di flamenco qui! E cosi ho trovato subito una scuola di danza che quell’anno voleva proporre il flamenco e cominciai ad insegnare… dopo 2 anni ho trovato musicisti che si cimentavano nel flamenco… e cosi con tanta pazienza MA MOLTA PAZIENZA, piano piano a poco poco… adesso si puo dire che a Palermo c’è Flamenco!

Chi sono i tuoi punti di riferimento nel baile ?
Devo tanto alla mia Maestra canadese Laura Lynne McGee, lei mi ha insegnato tutto, non solo dai palos al compas ma anche la creatività, l’essere tradizionale ma sempre con un tocco di follia. Poi amo molto Eva Yerbabuena, Belen Maya, Belen Lopez, Pastora Galvan, Joaquin Grilo, Farruquito… (tutti li sto nominando! ). C’e da prendere qualcosa da tutti!

Quanto ha influito il flamenco nelle tua vita ?
Mah abbastanza, sogno flamenco, ascolto flamenco, i piedi sempre che ticchettano, mio figlio (5anni) mi riproduce il riscaldamento della mia lezione e altri passi piccoli, canta farruca tran tran trero… penso che il flamenco é abbastanza sentito a casa mia!

Quale è stato l’ostacolo più grande che hai incontrato nel tuo percorso?
Lasciare la mia città natale dove il flamenco era ed è ad un altissimo livello e trasferirmi a Palermo e rendermi conto che non c’era nessuno al mio livello e ricominciare tutto tutto da capo.

Tecnica ed espressività. Che cosa viene prima?
LOS DOS! Se non hai tecnica, uufff! Manca l’ingrediente fondamentale, se non hai espressività manca la spezia che fa tutta la differenza. Entonces los dos!

Ti senti più artista o più insegnante?
Adesso mi sento piu artista perché avrei ancora tanto da dire sul palco, ma artista é anche una persona che crea fondamentalmente, come farebbe l’insegnante, ed io creo sempre, mentre bolle l’acqua della pasta, mentre mi asciugo i capelli, mentre guido… Quindi un po’ artista e un po’ insegnante. Ma senza dubbio il palco rimane una sensazione indescrivibile per me.

Qual’è il messaggio che vorresti trasmettere ai tuoi allievi?
Uscire dalle mie lezioni contenti di aver appreso non solo i passi, ma anche un dettaglio, una sensazione, un modo di interpretare nuovo… qualcosina che rimane.

Quale il momento della giornata dove ti senti maggiormente creativa?
Non c’e un momento… però molte idee mi vengono mentre guido stranamente! Non so perché… e comunque un pò ovunque…

Quali sono le tue inquietudini d’artista ?
Beh ogni tanto capita sul palco di non ricordarmi niente e lì dovresti improvvisare… ma non sai mai come ti va a finire.

Cosa ti fa salire l’ispirazione?
Una musica bellissima, un cante particolare.

Quali sono i tuoi progetti attuali?
Ora sto organizzando il saggio spettacolo di fine anno  “Mira que flamenca soy… yo tambien”. Ma la mia idea é di creare un nuovo spettacolo tutto mio, collaborare con musicisti di fuori, e ho gia qualcosa in mente, ma devo ancora elaborare il tutto.

C’è stato un momento della tua carriera particolarmente emozionante e per questo indimenticabile?
I grandi palchi emozionano sempre, il teatro, una grande rassegna, mi sono emozionata tantissimo quando ho ballato con José Guerrero Nunez di Sevilla in uno spettacolo qui a Palermo… lui aveva creato un secondo tempo per noi due ed é stato emozionante e un’esperienza bellissima!

Il tuo sogno nel cassetto?
Avere una mia compagnia… o se avessi la possibilità entrare a fare parte di una compagnia importante.

Qual’è l’artista della scena attuale che più corrisponde al tuo gusto e che più ti emoziona?
Me gusta muchisimo Joaquin Grilo per la sua follia, divertimento, passi da marionette assurdi ma molto flamenchi! E Pastora Galvan per la sua potenza, una bella massaia che spacca sempre. Belen Maya per il suo contemporaneismo (non so se si dice così?) e i suoi dettagli… Eva Yerbabuena per un po’ tutto….Vado avanti? Hihihi…

La tua meta ideale: Sevilla, Jerez, Madrid o…?
Sevilla, Madrid, Jerez.

Tradizione o modernità?
LOS DOS! Il palo flamenco tradizionale con un po di modernismo. Credo che sia giusto nei nostri tempi fare cose “strane” ma sempre tenendo conto di non dimenticare la tradizione.

Raccontaci il tuo “Duende’ : cosa significa per te questa parola e quando l’hai provato l’ultima volta?
Mah… una volta una persona nel pubblico, dopo avermi visto ballare, mi disse che il mio sguardo, laddove fissavo mentre ballavo, non sembrava che avesse un muro davanti ma sembrava che avesse l’infinito … Forse aveva percepito il Duende… una cosa indescrivibile, lo provo sempre… é dentro di noi sempre… ballerini flamenchi o non.

Il tuo più grande difetto e il tuo più grande pregio sia come artista che come persona…
Sono un po’ con la testa in aria e non ho pazienza con chi vuole provare le cose 100mila volte. Inoltre sono sensibile e creativa.

Il palos che ti rappresenta di più o quello che pensi sia più rappresentativo per il tuo baile.
Per ora mi piace moltissimo la seguiriya, ma mi vedo anche in un’alegria and of course buleria.

A che cosa pensi un momento prima di salire sul palcoscenico?
Niente di particolare, il palco é mio (come quel pazzo in Cinema Paradiso che diceva la piazza é mia… uguale! hihihihi)

Descrivici le emozioni che provi mentre balli…
BELLISSIMO tutto!

Quanta parte di improvvisazione c’è quando sali sul palco ?
Ogni tanto c’è, ma di solito ho tutto pronto anche perche faccio tablao ogni mese. Ma se siamo in una pena o in una juerga improvviso sempre un pezzetto di una coreografia gia fatta.

Bailaora solista su di un palco. Chi vorresti con te come accompagnamento al cante y al toque ?
Beh… sarebbe un sogno: Rafael de Utrera al cante, Tomatito al toque.

Il tuo segreto inconfessabile …
Se é un segreto perche te lo dovrei confessare?!

Qual’è il tuo rapporto con gli altri colleghi?
Buono.

Un consiglio per coloro che vogliono intraprendere il flamenco come professione
ESTUDIAR mucho, tecnica, interpretazione, leggerezza, saper improvvisare, essere creativi… solo l’esperienza potrebbe aiutarti a trovare tutte queste cose… Chi va piano va sano e va lontano.

Se tornassi indietro quali sono le cose o le scelte che non rifaresti?
Niente. Ho studiato con gente meravigliosa.

Come ti vedi tra una ventina di anni ?
Oh my god! Spero ricca di soddisfazioni, con tanti allievi e spettacoli per il futuro.

Per che cosa vorresti essere ricordata ?
Per le mie vueltas di bacino! Hahaha…..

Il flamenco in una parola
INTENSO.

Grazie a Rosalyn, per chi volesse saperne di più:

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