Rossana Arena

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Inizia gli studi della danza spagnola nel 1990/91 presso la scuola “Il Balletto di Sicilia” di Roberto Zappalà, con l’insegnante: Daniela Campione. Nel 1992 prosegue a studiare presso la scuola di danza “Associazione Spazio Uno” con l’insegnante Cettina Pandolfo. Nel 1993 partecipa a spettacoli, presso il Teatro “Metropolitan” di Catania e al Festival della danza che si tiene ogni anno a Patti Marina (Me). Nel 1998 entra a far parte della “Compagnia di Flamenco Incontroluce” di Agata Pennisi direttrice e coreografa; partecipa presso la scuola di Marc Aurelio in Roma e con “La Tati” ballerina dell’accademia “Amor de Dios” di Madrid e fino al 2000, segue regolarmente dei corsi di aggiornamento con Marc Aurelio (ballerino e coreografo), presso il C.S.D. di Catania, continuando gli studi con la prof.ssa Agata Pennisi. Ha partecipato ad innumerevoli stage in Madrid presso, “L’Amor De Dios” e in Italia con: La Tati, Maria Magdalena, Heline La Truco, Mercé Esmeralda, Immacolata Ortega e Concha Jareño. Dal 1999 al 2004 è insegnante presso le scuole di danza “Ass. Spazio Uno” di Catania e “Acadance” di Scordia dirette dall’insegnante Cettina Pandolfo. Dal 2000 ad oggi, spettacoli di flamenco in teatri e locali in Sicilia. Nel 2002 la compagnia si esibisce al concerto di Claudio Baglioni, presso lo stadio Cibali di Catania e nello stesso anno riceve la “Pigna d’Argento” al Massimo di Palermo. Nel 2003 riceve il Premio nazionale “Liolà” presso lo Spasimo di Palermo. Ha inoltre studiato con Rocio la PimentaMyriam, bailaora della compagnia “La Otra Orilla”, José Nuñez, Fuensanta La Moneta, Felipe Mato, Irene La Sentio, Angel Muñoz, Javier La Torre. Nel 2009 consegue il diploma di baile presso la Spanish Dance Societad. Attualmente insegna presso “ADIF” a Catania; prosegue gli studi con i maestri dell’Accademia Amor De Dios ed altri insegnanti a Siviglia e Madrid (Spagna). Inoltre dal 2010 è volontaria presso l’Associazione Mettiamoci in Gioco, e nel 2011/2012 ha insegnato flamenco come volontaria con i ragazzi dell’Associazione diversamente abili.

Tutto è iniziato…
Da piccola ho fatto danza classica, ho provato varie discipline… ed alla fine ho trovato la mia grande passione il flamenco.

Quando hai capito che il Flamenco sarebbe stato la tua professione?
Non avevo mai pensato potesse diventare una professione…… studio, amore e tempo mi hanno dato questa opportunità.

Hai mai pensato di non farcela?
No, anzi ho scoperto un altro mondo…emozionante!

Chi sono i tuoi punti di riferimento?
Grandi artisti: Antonio Reyes Maya, Maria Juncal, Javier La Torre, Manuel Reyes, La Lupi, Leonor Leal.

Quante ore alla settimana dedichi allo studio?
Tutti giorni compreso i sabati e le domeniche in vista di spettacoli, circa 4 ore al giorno.

Quanto ha influito il flamenco nelle tue scelte personali?
Io dico sempre alle mie allieve, che il flamenco è terapeutico…vale anche per me. Tanto.

Se tornassi indietro quali sono le cose o le scelte che non rifaresti?
Rifarei tutto, perché le scelte giuste o sbagliate, tutte costruttive.

Qual è stata, se c’è stata, la più grande difficoltà che hai incontrato per raggiungere i tuoi obiettivi di artista?
Nessuna difficoltà, io sono una persona con tanta pazienza e tenacia, per ogni cosa ci vuole il suo tempo.

Quali sono le tue inquietudini d’artista? Cosa ti fa salire l’ispirazione?
Quando sono su un palcoscenico, è sempre come la prima volta…la mia ispirazione, il cante e la chitarra, tutto nasce in quell’istante…Come una magia!

Tecnica ed espressività. Che cosa viene prima?
Il flamenco non è solo arte e tecnica, ma è un modo di sentire, di essere, di esprimere. L’espressività viene sola…la tecnica bisogna lavorarla.

Ti senti più artista o più insegnante?
Le mie allieve dicono che riesco a trasmettere loro l’amore che ho per il flamenco, prima di essere artista, continuo ad essere allieva…perché non si finisce mai di imparare…l’artista la lascio giudicare agli altri…

Qual’è il messaggio che vorresti trasmettere ai tuoi allievi?
Il flamenco bisogna viverlo non solo con il corpo, ma anche con la testa ed il cuore……… sentirsi liberi e superare la timidezza, essere se stessi.

E quale al pubblico? Quale tipo di pubblico vorresti conquistare?
Nel flamenco può essere considerato bello, ciò che ad un profano può risultare brutto o addirittura grottesco. Il flamenco, o si ama o si odia.

Qual’è il tuo rapporto con gli altri colleghi?
Il flamenco è personale, ognuno ha un modo proprio di sentirlo e viverlo soprattutto, rispetto per tutti, quindi ho un rapporto di rispetto, scambio e condivisione con chi dimostra altrettanto.

Quali sono i tuoi progetti attuali?
Con la mia compagnia “Flamencole” stiamo lavorando ad un progetto nuovo per il 2015.

C’è stato un momento della tua carriera particolarmente emozionante e per questo indimenticabile?
Il primo spettacolo con la compagnia nel 2008.

E che cos’è che non hai ancora fatto ma che speri un giorno di fare? Qual è il tuo sogno nel cassetto?
Organizzare un festival del flamenco in Sicilia o una biennale.

Qual’è l’artista/collega (bailaor, cantaor, tocaor) della scena attuale che più corrisponde al tuo gusto e che più ti emoziona?
Ogni artista mi regala un emozione…chi per una cosa, chi per un’altra, ci sono dei grandi artisti nel flamenco, non saprei da dove iniziare, comunque per me il Maestro Antonio Reyes Maya è un grande. Della scena attuale mi piacciono Maria Juncal e La Lupi.

La tua meta ideale: Sevilla, Jerez, Madrid o…?
È difficile scegliere: Madrid ha l’accademia Amor De Dios, dove incontri eccellenti maestri;
Jerez De La Frontera significa “festival del flamenco” e Sevilla “la biennale”, tutto è utile per ampliare le conoscenze sul flamenco.

Tradizione o modernità?
Evoluzione, ma senza dimenticare il cuore della tradizione…..

Pensi che ‘il Duende’ sia solo una prerogativa del popolo gitano o spagnolo?
Il DUENDE…… non ti accorgi quando arriva! Qualcosa mi dice Gitano!

Il tuo più grande difetto e il tuo più grande pregio come artista e come persona.
Troppo precisa…guardo anche il filo dei capelli che scende…entro in scena mi diverto, sono nel mio mondo, insieme con la mia compagnia Flamencole.

La prima letra che ti viene in mente…
El rio Guadalquivir…Tiene la barba granada…

A che cosa pensi un momento prima di salire sul palcoscenico?
Vamos…Olé!

Le emozioni che provi mentre balli …a cosa pensi?
Sono varie, dipende dalla danza, dal cante, dallo stato d’animo….sono quello che sento…

Ti capiterà di salire sul palco e non avere voglia di ballare, voglio dire… immagino che quando diventa un impegno possa succedere. Come te la sbrighi? 
Ho ballato anche con la febbre o non in forma, ma quando sono sul palcoscenico, avviene una magia. Dimentico di stare male.

Bailaora solista su di un palco. Chi vorresti con te come accompagnamento al cante y al toque?
Al cante Marina Heredia, al toque Gerardo Nuñez.

Cosa pensi invece del baile in compania? Sia come ballerino che come spettatore.
Ogni spettacolo in compagnia o da solista, sono due tipi di spettacoli diversi, comunque interessanti.

Il palos che ti rappresenta di più o quello che pensi sia più rappresentativo per il tuo baile.
Flamenco JONDO: Soleá, Seguirilla, Tarantos.

Ascolti altri generi musicali oltre al flamenco? Se si quali?
Amo la musica ed ascolto di tutto, dalla musica classica al rock.

L’ultimo libro che hai letto?
Una trilogia di Larsson Stieg.

La tua giornata ideale?
Impiegata di giorno, insegnante di pomeriggio fino alle 22.30.

Qual’è il momento della giornata dove ti senti maggiormente creativo?
In qualsiasi momento della giornata, la creatività arriva….

Un consiglio per i nostri lettori che vogliono fare del flamenco la loro professione
Se ami il flamenco, tanta umiltà, studio e determinazione. Il flamenco si ama in tutte le sue manifestazioni.

Il tuo segreto inconfessabile…
Se è inconfessabile…rimane un segreto!

Il tuo compagno ideale: dentro o fuori dell’ambiente flamenco?
Non importa che sia dentro o fuori dall’ambiente flamenco, l’importante è che mi accetti così come sono.

Il flamenco in una parola
Alma Libre- Anima Libera

Grazie a Rossana! Per chi volesse approfondire: 

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