Sara Vallucci

Nel 1986 inizia gli studi di danza classica presso la scuola “Scarpetta d’oro” di Roma. Nel 1996 si diploma superando l’esame ELEMENTARY con il metodo RAD (Royal Academy of London). Continua gli studi della danza classica partecipando a stage con insegnanti della Royal Academy di Londra presso le scuole “ Scarpetta d’oro” e “Mimma Testa”. Prosegue gli studi attraverso la conoscenza della danza moderna partecipando a numerosi stage con Andrè de la Roche a Roma e a Caserta. Studia teatro-danza con Daniele Sterpetti, apprendendo il metodo Horton, danza contemporanea con il metodo Lemmon, Mattox presso la scuola estiva della Royal Academy di Londra, poi funky jazz presso la scuola di danza “ La maison de la danse” con l’insegnante Fabio Giorgi.

Si avvicina al flamenco studiando con Stefano Arrigoni e in seguito con Sabrina Loguè e Dario Carbonelli. Oltre allo studio del baile  partecipa a numerosi stage di cante flamenco, palmas e percussioni.

Si perfeziona in Spagna studiando a Siviglia presso la “Academia de baile Manolo Marin”con lo stesso Marin, Manuel Betanzos, Manoli e con altri insegnanti come Ramon Martinez, Iolanda Heredia, Alicia Marquez, Isabel Bayon, Angel Atienza, Giorgia Celli, Rafaela Carrasco, Manuel Linan, Ana Romero, Maria del Mar Moreno.

Nel 2002 intraprende l’attività professionale con il flamenco presso i Tablao romani esibendosi regolarmente nei locali “Don Pepe” a Ostia, “Duende” e “La Tramoia” a Roma, “El Guadalquivir” a Pescara.

Si esibisce nei teatri romani quali Teatro Olimpico, Teatro Greco, Teatro del Sogno. A Lecce nel Teatro Paisiello e Teatro Politeama come solista nello spettacolo “Tra flamenco e Salento”. Tra  il 2003 e il 2004 lavora in spettacoli di piazza nelle stagioni estive. Nel 2005 insegna e partecipa come ballerina alla rassegna  per il gemellaggio con la città spagnola Arcos de la Frontera, promossa dal Comune di Anticoli Corrado,  preparando un gruppo di allieve per uno spettacolo di Sevillanas. Partecipa a trasmissioni televisive come Uno Mattina, Il treno dei desideri.

Nell’estate 2005 insegna flamenco per bambini preparando uno spettacolo presso il locale “ Don Pepe” a Ostia.

Partecipa alla rassegna estiva come solista nella compagnia “Jaleo” diretta da Checco Leo nelle varie località salentine come Presicce, Spongano, Uggiano La Chiesa e Vaste.

Nel 2006 si esibisce come corpo di baile nello spettacolo “Mi vida” di Cristina Benitez presso il Teatro Comunale di Caserta.

Si esibisce con la compagnia “Flamenco libre e Jose’ Greco” diretta da Juan Lorenzo.

Dal 2007 entra a far parte della compagnia di flamenco “El Rio Andaluz” diretto da Sabrina Loguè esibendosi al Museo del Corso di Roma, al Teatro Greco di Taormina per Taormina Arte 2008, nella rassegna estiva Umbria Folk Festival di Orvieto.

Dal 2006 insegna a Lecce organizzando stage di baile e lezioni collettive e private. Nel 2009 insegna presso la Damus di Lecce preparando le allieve alla messa in scena della Carmen. Crea una coreografia di flamenco su musica di Bizet presentata al saggio di fine anno presso il Teatro Politeama di Lecce. Attualmente insegna a Roma presso la scuola di danza Emozione danza e a Lecce.

Tutto iniziò …
Quando la mia insegnante di danza classica propose un corso di flamenco tenuto dal maestro bailaor Stefano Arrigoni ed io incuriosita partecipai. Avevo diciassette anni. Con Stefano a volte lo ricordiamo con simpatia…

Hai capito subito che il flamenco sarebbe stata la tua professione?
No, non ci pensavo, ma subito mi ha rapito il cuore!

Ti sei pentita di aver lasciato il tuo impiego per intraprendere la tua strada artistica?
Assolutamente no, l’avrei lasciato comunque.

Hai mai pensato di smettere ?
A volte forse si, nei momenti di sconforto, ma non l’ho mai pensato fermamente, è stato sempre un amore costante.

Chi sono i tuoi punti di riferimento nel baile ?
Eva la Yerbabuena, Isabel Bayon, Mercedes Ruiz, Rocio Molina, Belen Maya…Queste sono alcune delle icone. Ma, sopratutto per me, la mia insegnante Sabrina Loguè, una vera Maestra che mi ha sempre aiutato tanto e che ha sempre creduto in me spesso anche più di quanto io credessi in me stessa. Ha tutta la mia ammirazione. Poi Dario Carbonelli anche lui un grande Maestro generoso nel dare e un grande musicista, con lui ho capito tante cose che non si capiscono in sala. E inoltre tutti i maestri con i quali ho studiato in Spagna ed in Italia. Ognuno di loro mi ha lasciato qualcosa.

Quanto ha influito il flamenco nelle tua vita ?
Molto, chiaramente.

Quale è stato l’ostacolo più grande che hai incontrato nel tuo percorso?
Credo di reputarmi una persona fortunata perché ho incontrato persone molto valide che mi hanno consigliato ed aiutato molto. Quindi posso dire di non aver incontrato ostacoli particolarmente grandi nel mio percorso formativo. Difficile è,  secondo me, divulgare questa forma d’arte in un paese come il nostro.

Tecnica ed espressività. Che cosa viene prima?
Non si possono scindere le due cose. Si studia la tecnica che permette anche di esprimersi. Quando mi trovo ad essere spettatrice mi piace vedere la tecnica ma ho bisogno anche di espressività che è l’anima del flamenco.

Ti senti più artista o più insegnante?
Nessuna delle due. Mi sento di amare questa forma d’arte e di voler trasmettere le mie emozioni quando ballo. Quando insegno invece mi piace comunicare questa passione alle persone che si accostano al flamenco, condividerne le difficoltà dello studio e la soddisfazione nel vedere la loro riuscita.

Qual’è il messaggio che vorresti trasmettere ai tuoi allievi?
Appunto di non arrendersi alle prime difficoltà, che non nascondo sono molte,  di studiare molto e con vari insegnanti, ma soprattutto di andare in Spagna, meta fondamentale di studio.

Quali sono i tuoi progetti attuali?
L’approfondimento attraverso lo studio, il lavoro con la compagnia El Rio Andaluz, e soprattutto l’insegnamento a Roma e a Lecce che mi sta dando già molte soddisfazioni.

C’è stato un momento della tua carriera particolarmente emozionante e per questo indimenticabile?
Lo spettacolo del 1 novembre al Teatro Greco è stata una grandissima emozione, indimenticabile, ciò che da anni sognavo con tutto il cuore. Andando indietro nel tempo, la prima esperienza di studio a Sevilla in classe di Manolo Marin.. ero terrorizzata!!

Il tuo sogno nel cassetto?
Beh..se è il sogno nel cassetto.. 😉

Qual’è l’artista della scena attuale che più corrisponde al tuo gusto e che più ti emoziona?
Eva la YerbaBuena mi emoziona sempre tanto. Poi tanti altri, anche vedere i Maestri con i quali ho studiato mi emoziona sempre tanto.

La tua meta ideale: Sevilla, Jerez, Madrid o…?
Sevilla ci sono affezionata!!! Tanti ricordi indimenticabili (le prime volte con Sabrina, Stefano, Lara e Dario in casa insieme rimarranno sempre nel mio cuore). Ma indubbiamente anche Jerez e Cadice.

Tradizione o modernità?
Per me il flamenco è tradizione e modernità.

Raccontaci il “tuo” Duende …
Beh…non è semplice. Una grande emozione, mentre ballo ascoltare e sentirmi trascinata dalla musica e dalla magia che si crea.

Il tuo più grande difetto e il tuo più grande pregio sia come artista che come persona
Permalosa e istintiva, con me stessa severa e a volte sfiduciata. Un pregio l’umiltà.

Il palos che ti rappresenta di più o quello che pensi sia più rappresentativo per il tuo baile.
Amo con tutto il cuore la siguirilla, ma anche alegrias, solea por buleria. Quello che mi rappresenta per ora è forse la guajira.

A che cosa pensi un momento prima di salire sul palcoscenico?
Sono molto emotiva, quindi cerco di non pensare a nulla e di rimanere concentrata solo su ciò che andrò a fare.

Descrivici le emozioni che provi mentre balli …
Per non tradire la mia emozione, all’inizio cerco di concentrarmi e di pensare solo a ciò che sto eseguendo, poi man mano mi “scongelo” e sale l’emozione, i sorrisi di cuore, gli sguardi rasserenanti, apro il cuore alla musica per farsi che quel momento che sto vivendo diventi parte della mia vita.

Quanta parte di improvvisazione c’è quando sali sul palco ?
Dipende dalle situazioni. Ammetto che in passato è successo spesso ma non ha lasciato una buona sensazione dentro di me. Preferisco salire preparata sul palco.

Bailaora solista su di un palco. Chi vorresti con te come accompagnamento al cante y al toque ?
Tanto per sognare!!!! Montse Cortes e David Palomar al cante e al toque Vicente Amigo e Pedro Sierra.

Qual’è il tuo rapporto con gli altri colleghi?
Per alcuni nutro affetto e ammirazione. In generale ho un sereno rapporto con tutti.

Ti capiterà di salire sul palco e non avere voglia di ballare, voglio dire… immagino che quando diventa un impegno possa succedere. Come te la sbrighi ?
La voglia di non ballare a volte è solo scaturita dalla situazione. Per il resto non credo mi sia mai successo di non aver avuto voglia di ballare.

Se tornassi indietro quali sono le cose o le scelte che non rifaresti ?
Che non rifarei nessuna. Tutto fa esperienza nella vita. Anzi forse ne farei qualcuna in più, ma soprattutto crederei più in me stessa.

Come ti vedi tra una ventina di anni ?
Non lo so, non ci penso.

Per che cosa vorresti essere ricordata ?
Per l’umiltà e la dedizione.

Il flamenco in una parola
Arte.

Grazie a Sara! Per chi volesse approfondire :

One thought on “Sara Vallucci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...