Simon Besa

Simon Besa ha studiato danza classica e jazz dall’età di 13 anni, fino a quando ha scoperto la sua grande passione per il flamenco; da allora si è dedicato completamente a questa danza.

Ha mosso i primi passi nella scuola di danza della ballerina sivigliana Maria Serrano; ha ballato con artisti flamenchi come Matilde Gòmez Romero, Luisa Salazar, Pepe el Marques, Justo Carmona, Antonio Amador, ed in diverse compagnie come quella di Laura Argon e  dei Gitanos de Hoy.

Ha ballato in tutta Europa in diversi ”Tablaos” come in Germania ”El cortijo”, “Carmela”, “Hacienda” ed in Spagna come “Escandaolo” di Gran Canaria e “La Cartuja” di Jerèz de la Frontiera. Nel 2005, all’età di 29 anni, Simon Besa ha deciso di tornare in Italia per portare il flamenco nel suo paese natale e ha dato vita al suo primo spettacolo ”Olè Flamenco” insieme ad altri artisti italiani e spagnoli.

Per la stagione 2006 ha creato lo spettacolo “Patio Gitano” e nel 2007 “Tablao una noche en el sur de Andalucia”. Per le stagioni 2008-2009 ha creato “CANASTEROS” el alma gitana del flamenco.

 

Tutto iniziò…
Tutto è iniziato circa 15 anni fa e non ci crederà nessuno, ma non in Spagna, ma in Germania a Stoccarda, dove mi ero trasferito dopo gli gli studi per imparare la lingua. Una sera capitai in un locale spagnolo, il Cortijo che poi è diventato il mio primo posto di lavoro per quanto riguarda il flamenco, e c’era uno spettacolo di una famiglia di Torremolinos, i Canasteros, così si chiamavano. Rimasi affascinato dalla forza e dal temperamento di questa famiglia, quindi frequentai per molte sere consecutive il tablao e alla fine chiesi ad una ballerina del nuovo gruppo, Matilde Gomez Romero, se mi dava qualche lezione. E così iniziaii a studiare nella cantina-cella frigorifera del Cortijo… E al freddo e al gelo cominciò il mio percorso…

Hai capito subito che il flamenco sarebbe stata la tua professione?
No, il flamenco è diventato professione poco alla volta passo dopo passo, tablao dopo tablao…

Hai mai pensato di smettere?
Spesso. A volte ci si trova a dover affrontare problemi che sembrano insormontabili, soprattutto relazionali con membri della compagnia, ma mi hanno aiutato a crescere.

Chi sono i tuoi punti di riferimento nel baile?
Manuela Carrasco, El Pipa, Juana Amaya 

Quanto ha influito il flamenco nella tua vita?
Direi che ha influenzato alcune delle scelte piu’ importanti e radicali della mia vita.

Quale è stato l’ostacolo più grande che hai incontrato nel tuo percorso?
Penso di non averlo ancora incontrato, ma la crisi che ha passato e che sta passando il mondo della danza e la cultura in generale negli ultimi due anni, mi ha fatto molto pensare…

Tecnica ed espressività. Che cosa viene prima?
Espressività

Ti senti più artista o più insegnante?
Spero di essere riconosciuto come artista, io mi vedo comunque piu’ bailaor che insegnante. L’insegnamento non è una mia grande passione.

Qual’è il messaggio che vorresti trasmettere ai tuoi allievi?
Metteteci passione che sicuramente raggiungerete la vostra meta.

Quale il momento della giornata dove ti senti maggiormente creativo?
La notte

Quali sono le tue inquietudini d’artista? Cosa ti fa salire l’ispirazione?
L’ispirazione mi viene collaborando con grandi artisti, come reputo essere tutti i membri della Compagnia che mi danno ogni volta sostegno sia morale che pratico. Inquietudini non ne ho, forse mi preoccupa il fatto di non piacere a tutti e di non essere compreso appieno.

Quali sono i tuoi progetti attuali?
Questa stagione non monterò nessuno spettacolo, ripropongo “Canasteros” che è la produzione dello scorso anno. E intanto si cerca trovare piu’ serate possibili.

C’è stato un momento della tua carriera particolarmente emozionante e per questo indimenticabile?
Sicuramente lo spettacolo organizzato da mio Papà al Teatro Sociale di Como per il mio rientro in Italia dopo dieci anni a girovagare per il mondo. Quella sera ho provato emozioni fortissime e indescrivibili, il teatro era pienissimo c’erano praticamente tutti!!! La mia famiglia e amici che non frequentavo piu’ da anni e che non mi avevano mai visto ballare. È stato bellissimo.

Il tuo sogno nel cassetto?
Poter vivere solo di Arte 

Qual’è l’artista della scena attuale che più corrisponde al tuo gusto e che più ti emoziona?
Manuela Carrasco e Juana Amaya 

La tua meta ideale: Sevilla, Jerez, Madrid o…?
Vivrei a Sevilla, passerei le vacanze a Jerez e a Madrid per i fine settimana… Ho la fortuna di essere nato nella piu’ bella nazione del mondo, quindi chi mi caccia piu’ adesso dall’Italia?

Tradizione o modernità?
Senza dubbio tradizione. Non sono un appassionato di mescolanze e contaminazioni.

Raccontaci il tuo “Duende” …
Per me il Duende è la completa alienazione, quando non sento nient’altro che la musica che accompagna ogni movimento. Durante l’ultimo spettacolo dovevo ballare una Buleria, il mio cantante e il mio chitarrista mi hanno lasciato completamente solo, accompagnandomi solamente con le palmas, non era previsto, dopo un momento di titubanza non mi ha piu’ fermato nessuno.

Il tuo più grande difetto e il tuo più grande pregio sia come artista che come persona
L’impulsività che è un grande difetto ma la riconosco anche come un mio pregio, non mando e non ho mai mandato a dire niente a nessuno, quello che penso lo dico direttamente…

Il palos che ti rappresenta di più o quello che pensi sia più rappresentativo per il tuo baile
Una buleria de Jerez

A che cosa pensi un momento prima di salire sul palcoscenico?
A tutto tranne che a quello che farò in scena.
 
Descrivici le emozioni che provi mentre balli…
Indescrivibili… un misto tra divertimento, passione, e pazzia

Quanta parte di improvvisazione c’è quando sali sul palco?
Praticamente il 99%. Mi impegno a montare coreografie con i miei musicisti che ormai fanno solo finta di provare con me, perché sanno già che appena salgo sul palcoscenico cambio tutto.

Bailaor solista su di un palco. Chi vorresti con te come accompagnamento al cante y al toque?
Al cante vorrei Juana la del Pipa e la mia amica Pili Carmona di Sevilla, al toque Antonio Amador.

Il tuo segreto inconfessabile…
Se lo confesso non è piu’ inconfessabile

Qual’è il tuo rapporto con gli altri colleghi?
Mi sono isolato abbastanza da tutti sin dal mio arrivo in Italia. Lavorando nei tablao ho vissuto situazioni di gelosia ed invidia che purtroppo ho riscontrato in molti anche qui in Italia, quindi conosco solo pochi artisti nel bel paese, me ne dispiaccio ma vista la mia impulsività magari è meglio così… Ho un buonissimo rapporto con Rossella Mitrano e con Maria Rosaria Mottola che collaborano spesso con me e che si sono dimostrate grandi amiche oltre che grandi artiste.

Un consiglio per coloro che vogliono intraprendere il flamenco come professione
Ma siete sicuri???? Scherzo, comunque la strada è lunga piena di buche e solo in salita, le gratificazioni arrivano ma saranno piu’ le delusioni, quindi non mollate mai!!!! Ma soprattutto metteteci una grande passione, non solo nel flamenco ma in tutto quello che fate.
 
Se tornassi indietro quali sono le cose o le scelte che non rifaresti?
Rifarei tutto anzi di piu’!!!! Forse mi iscriverei all’università, a suo tempo, dopo il liceo linguistico, non ho proseguito gli studi e sono convinto che la cultura ti faccia distinguere dalla massa.

Come ti vedi tra una ventina di anni?
Nel mio tablao, saprei già come chiamarlo…  ballando e cantando solo per pochi intimi.
 
Per che cosa vorresti essere ricordato?
Per il mio modo di essere e non solo per come ballo.

Il flamenco in una parola
PASSIONE

 

Grazie Simon! Per chi vuole saperne di più:

 

Compagnia flamenca Simon Besa:

Simon Besa por Solea por Buleria:

 

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