Simona De Paola

Simona de Paola
Inizia all’età di sette anni a studiare Danza Classica trasferendosi presto a Milano per approfondire gli studi con i maestri G.Zari e W.Venditti. Nel 1982 viene ammessa alla Scuola di Balletto di Liliana Cosi e Marinel Stefanescu di Reggio Emilia dove rimane fino al 1987 diplomandosi a pieni voti come ballerina ed insegnante di Danza Classica e Danza di Carattere.
Partecipa, nel frattempo a tutti gli spettacoli prodotti dalla compagnia di L.Cosi e M.Stefanescu negli anni 1986 e 1987, anche con ruoli da solista. Nel 1988 inizia a studiare Flamenco e Danza Spagnola spostandosi nell’anno successivo a Madrid per approfondire gli studi presso l’ Accademia de Baile Amor de Dios.
Qui studia quotidianamente con Maria Magdalena, Ciro, La Tati, La China, El Guito, Manolete, Paco Romero ed altri, la jota con il maestro Pedro Azorìn e la Danza Classica presso la scuola di Victor Ullate.
Mantenendo, a ritmo regolare, periodi di studio a Madrid/Siviglia e di lavoro in Italia, partecipa come ballerina classica Solista alla Tournee 1989 della Compagnia Balletto Italia e acquisisce diverse esperienze di studio nella Danza Contemporanea con S. Beltrami, L. Casiraghi, G. Rossi, T. Weikel, L. Ekson ed altri lavorando come solista in diverse produzioni della Compagnia Susanna Beltrami.
Nel 1990 viene ingaggiata come ballerina flamenca Solista dall’ España Ballet di Miguel Angel, con cui partecipa a varie tournee all’estero e in Italia avendo anche modo, in Spagna, di fare esperienza in alcuni “Tablaos” flamenchi.
Dal 1993 inizia anche a tenere brevi corsi di Civiltà, Cultura e Tecnica Flamenca nelle scuole superiori (Liceo Classico di Cremona, Linguistico di Cremona, Artistico di Piacenza, Ragioneria di Crema) oltre a numerosi Stages di Flamenco in varie scuole e centri in Italia (Bergamo, Genova, Catania, Brescia, La Spezia, Cagliari, Cremona, Trento etc…).
Attualmente vive a Piacenza continuando comunque ad alternare periodi di studio ed aggiornamento in Spagna a collaborazioni con scuole di danza e gruppi di musicisti e ballerine in Italia, realizzando spettacoli dal vivo in tutta la penisola.
Dal 1998 dirige il centro La Stanza di Danza a Piacenza.

 

Come ti sei avvicinato al flamenco?
Per stanchezza nei confronti della Danza Classica ho provato a sperimentare altri tipi di discipline tra cui anche il Flamenco.

Quando hai capito che sarebbe stata la tua professione?
Quando sono stata per la prima volta in Spagna.

Hai mai pensato di non farcela?
Regolarmente, tuttora.

Chi sono i tuoi punti di riferimento?
Tutti gli artisti che fanno delle importanti ricerche tecniche senza perdere di vista l’aspetto emozionale.

Quante ore alla settimana dedichi allo studio?
Purtroppo troppo poche rispetto a quello che vorrei.

Quanto ha influito il flamenco nelle tue scelte personali?
All’inizio parecchio,visto che sono partita per una vacanza di una settimana e non sono più tornata in Italia per parecchio tempo,poi anche il Flamenco si è adattato alla mia vita e non solo la mia vita a lui.

Qual è stata, se c’è stata, la più grande difficoltà che hai incontrato per raggiungere i tuoi obiettivi di artista?
Il dover accettare l’idea di non essere la miglior bailaora del mondo.

Tecnica ed espressività. Che cosa viene prima?
Con una grande tecnica si può esprimere molto,con una grande espressività non si possono raggiungere difficoltà tecniche di alto livello. Esistono artisti molto diversi tra loro che esprimono le loro caratteristiche principali in situazioni differenti,ma adatte,per cui le loro doti vengono messe correttamente in risalto.

Ti senti più artista o più insegnante?
Decisamente più insegnante.

Qual’è il messaggio che vorresti trasmettere ai tuoi allievi?
Che avere una forte passione è una buona ragione per vivere. Altre buone ragioni sono: l’avere fiducia negli altri e nella possibilità che la loro esperienza ti dà di crescere e migliorare e cercare di essere onesti con sé stessi perseguendo degli obiettivi possibili senza ostacolare i percorsi degli altri aspiranti artisti.

E quale al pubblico?
Vorrei far passare un buon quarto d’ora alle persone e farle un po’ avvicinare alla bellezza dell’espressione artistica.

Quale tipo di pubblico vorresti conquistare?
Ovviamente quello più freddo e severo…

Qual’è il tuo rapporto con gli altri colleghi?
In generale molto buono,sono una persona non belligerante per natura e rispettosa delle competenze altrui oltre che degli spazi personali.

Quali sono i tuoi progetti attuali?
Dirigo un centro molto attivo e creativo,ho molti progetti e attualmente alcune idee per mettere le mie competenze a disposizione di un percorso sulla ritmica,il canto e il movimento per donne in gravidanza e bimbi nella prima infanzia.

C’è stato un momento della tua carriera particolarmente emozionante e per questo indimenticabile?
La prima volta in uno spettacolo professionale come ballerina classica e di nuovo la prima volta come ballerina flamenca, mi è sembrato di ricominciare tutto dall’inizio.

E che cos’è che non hai ancora fatto ma che speri un giorno di fare? Qual è il tuo sogno nel cassetto?
Non ne ho perché spero di fare un sacco di cose, ma siccome me ne piacciono troppe non ho voglia di sceglierle, ma di essere scelta dalla casualità.

Qual’è l’artista/collega (bailaor, cantaor, tocaor) della scena attuale che più corrisponde al tuo gusto e che più ti emoziona?
La Yerbabuena riesce a farmi piangere, ma definirla collega… 🙂

La tua meta ideale: Sevilla, Jerez, Madrid o…?
Madrid per i legami affettivi con i Maestri di quando ero giovane, l’Andalucia per tutto il resto.

Tradizione o modernità?
Modernità.

Pensi che ‘il Duende’ sia solo una prerogativa del popolo gitano o spagnolo?
No, non è molto diverso dallo spirito che anima le danze africane o dall’energia implacabile dei Sufi, non è molto diverso dal più banale “talento”.

Il tuo più grande difetto come artista e come persona
Come artista la pigrizia, come persona l’intolleranza verso la lentezza degli altri.

Il tuo più grande pregio come artista e come persona
Come artista la voglia di procurare piacere prima agli altri, come persona la lealtà.

La prima letra che ti viene in mente…
Triana Triana que bonita esta Triana…

A che cosa pensi un momento prima di salire sul palcoscenico?
Che di nuovo ho un privilegio.

Ascolti altri generi musicali oltre al flamenco? Se si quali?
Rock, Jazz, Fusion, Rap, Musica Italiana… veramente di tutto.

L’ultimo film che hai visto al cinema? L’ultimo libro che hai letto se preferisci…
Kung Fu Panda… ho un bambino piccolo!

La tua giornata ideale?
Mattino: sveglia presto, colazione con caffè, fette biscottate e marmellata, lezione di Sbarra a Terra, lezione di Danza Classica. Pomeriggio: riposo, lezione di Flamenco o prove Sera: spettacolo. Proprio ideale… esattamente così non posso più da qualche anno!!

Un consiglio per i nostri lettori che vogliono fare del flamenco la loro professione
Studiate tanto con mille Maestri, imparate a scegliere, e buttatevi in questo mondo con l’umiltà di chi è disposto a fare le palmas da seduto per minimo 3 anni senza neanche chiedere un soldo; allora otterrete sicuramente dei buoni risultati.

Il tuo compagno/a ideale: dentro o fuori dell’ambiente flamenco?
Fuori.

Il flamenco in una parola
Ya.

Grazie Simona! Las Tres Gracias consigliano:

2 thoughts on “Simona De Paola

  1. Ciao Simona, sono di Catania, ho letto il tuo articolo, molto interessante e carino. Anni fa ho fatto due stage con te ad Acireale da Agata Pennisi con la quale studio ancora. Mi piace il tuo modo di insegnare il baile e sono daccordo con te il tempo non basta mai per fare flamenco…….. è veramente importante riuscire a trasmettere il flamenco ed a fare uscire il duende di ognuna di loro………. hasta luego.

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  2. ciao simona,
    come sempre sei modesta e competente;sei un’artista tecnica,sempre alla ricerca della piccola perfezione nel movimento della forma fisica migliore che ciascuno di noi si auspica!!!averti conosciuto mi ha dato tanto,mi hai insegnato la differenza tra la passione,l’hobby e la professione.
    grazie
    claudio el nani

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