Andrea Maurizio

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ANDREA maurizio

Andrea Maurizio è un chitarrista friulano. Ha suonato più generi musicali dal classico, rock, blues, jazz e infine flamenco. Ha iniziato a suonare ormai diversi anni fa, e accompagna sia il baile che il cante. È anche chitarra solista.
Suona in locali, feste private o teatri. Collabora con scuole di danza flamenco accompagnando lezioni e spettacoli. È inoltre insegnante di chitarra classica con particolare attenzione ai bambini. Fino al 1999 ha fatto parte di diverse formazioni musicali di genere rock e blues. Nel 1999 è entrato a far parte della Piccola Orchestra Jazz di Udine come chitarrista e clarinettista. Un’esperienza che lo ha arricchito e che gli ha permesso di conoscere in maniera approfondita la musica jazz. Nel 2006 entra a far parte dell’Orchestra a plettro Tita Marzuttini di Udine, la più antica nel genere in Europa. Grazie a questa collaborazione ha avuto la fortuna di suonare in Italia e all’estero. Nel 2008 è diventato prima chitarra sotto la direzione del M° P. Caschetto. L’anno ha lasciato l’orchestra per entrare a far parte del quartetto a plettro Ad Libitum di Udine. Il repertorio spaziava dal jazz alla musica classica fino alla musica tradizionale mandolinistica. Dal 2010 si è definitivamente dedicato alla chitarra flamenco. Grazie al flamenco ha avuto la fortuna di collaborare con artisti italiani e stranieri di fama internazionale. Il repertorio comprende musiche tradizionali e pezzi da lui composti. L’attività concertistica si abbina all’attività con le scuole di flamenco locali. Infine, insegna privatamente chitarra classica. 

Tutto iniziò …
Nel 2010, quando dopo tanti timidi tentativi mi sono finalmente deciso di dedicarmi anima e corpo al flamenco.

Chi sono stati i tuoi Maestri nel flamenco ? E quelli attuali ?
Tra i classici non ho un Maestro in particolare. Ognuno ha qualcosa da insegnarti. Tra quelli attuali posso dire di avere la fortuna di vivere vicino a Michele Pucci, la cui tecnica chitarristica mi ha lasciato folgorato la prima volta che lo vidi in concerto.

Hai capito subito che il flamenco sarebbe stata la tua professione?
Sì, anche se sapevo che il percorso sarebbe stato alquanto difficile.

Qual’è stato l’ostacolo più grande che hai incontrato nel tuo percorso?
Pochi nel Friuli conoscono il flamenco. E fissare concerti e esibizioni è molto difficile.

Qual’è secondo te il modo migliore di apprendere?
Prendere dai grandi Maestri quello che più ti piace. E adattarlo alle tue caratteristiche.

Chitarra solista o da accompagnamento al baile? Dove ti esprimi meglio?
Accompagnamento al baile. Non amo il ruolo di protagonista.

Ti senti più artista o più insegnante?
Artista, senza dubbio. Non mi sentirò mai in grado di insegnare.

Preferisci accompagnare un cantaor o un bailaor ?
Mi diverto con entrambi. Nessuna preferenza.

Qual’è il momento della giornata dove ti senti maggiormente creativo?
Il pomeriggio. Fino alle 19. Poi inizia la stanchezza della giornata…

Quali sono le tue inquietudini d’artista ? Cosa ti fa salire l’ispirazione ?
Sono una persona tranquilla ed equilibrata. Nessuna inquietudine artistica ma solo emozioni che mi devono colpire nel fisico e nella mente.

Quali sono i tuoi progetti attuali?
Collaboro con una ballerina di Udine e la sua scuola. E poi tante esibizioni da solo.

C’è stato un momento della tua carriera particolarmente emozionante e per questo indimenticabile?
Suonare con Gastor de Paco. Quando me lo hanno proposto mi sono messo a ridere. Poi è stata un’esperienza fantastica.

Il tuo sogno nel cassetto?
Vivere di musica.

Qualè l’artista della scena attuale che più corrisponde al tuo gusto e che più ti emoziona?
Non rientra nel mondo del flamenco in senso stretto, ma sicuramente Gabriela del duo Rodrigo y Gabriela.

La tua meta ideale: Sevilla, Jerez, Madrid o…?
Sevilla e poi Madrid.

Qual’è il palos che preferisci suonare?
Alegría e Bulería

Il tuo più grande difetto e il tuo più grande pregio sia come artista che come persona.
Troppo alla ricerca della perfezione. Vivo male l’errore. Il mio pregio è quello di non smettere mai di imparare da tutto e da tutti.

A che cosa pensi un momento prima di salire sul palcoscenico?
“Ma cosa ci faccio qui?? Ma chi me lo ha fatto fare??”

Descrivici le emozioni che provi mentre suoni…
La cosa fondamentale è sentire le vibrazioni della chitarra sul mio corpo. Poi io e lei ci isoliamo. Sento solo lei e tutto sembra lontano.

Quanta parte di improvvisazione c’è quando sali sul palco?
30%

Chitarra solista flamenca su di un palco. Chi vorresti con te come accompagnamento al cante e al baile?
Nessuno in particolare. Basta che ci sia feeling tra noi.

Il tuo segreto inconfessabile …
Nessun segreto! Sono un chiacchierone.

Qual’è il tuo rapporto con gli altri colleghi?
Di ottima collaborazione.

Un consiglio per coloro che vogliono intraprendere il flamenco come professione.
Deve essere una passione a 360°. Non solo una tecnica chitarristica.

Se tornassi indietro quali sono le cose o le scelte che non rifaresti?
Rifarei tutto.

Come ti vedi tra una ventina di anni?
E’ tanto se penso a cosa farò domani. Figurarsi tra 20 anni! Non lo so proprio.

Per che cosa vorresti essere ricordato?
Per essere stato un musicista emozionante.

Il flamenco in una parola
Emozioni.

Grazie ad Andrea! Per chi volesse approfondire:

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