Carmine “Nuccio” Nobile


Carmine “Nucho” Nobile, nato a Torino. Suono professionalmente fin da ragazzo, formandomi con gruppi musicali del panorama torinese. Da diversi anni collaboro con le maggiori realtà del Flamenco in Italia, accompagnando artisti nazionali ed internazionali. Ho studiato, oltre al flamenco, chitarra classica e jazz, arrangiamento, composizione e produzione musicale.
Ho lavorato, in qualità di compositore e di strumentista, per varie produzioni musicali e teatrali e prestato la mia opera per: il Museo Nazionale del Cinema, la RAI, la Torino Film Commission e la Regione Piemonte;  ho licenziato, come compositore e session man, 4 dischi, 2 per l’etichetta Sony.  La mia attività live mi ha portato a suonare in Italia e all’estero.
Ho tenuto, per alcuni anni, corsi di chitarra per conto del comune di Torino, prendendo parte a progetti socialmente utili sul territorio del mio quartiere. Aggiungerei Barcollo ma non Mollo!!!

Tutto è iniziato…
Boh, forse quando da bambino ascoltavo musica dal mangiadischi delle mie zie, roba tipo Bobby Solo, Little Tony, Paul Anka, quelli che cantavano quando calienta el sol aquí en la playaaa…io gli chiedevo di farmi ascoltare Flamenco ma a loro proprio non piaceva!!! Credo che la passione per l’arte dell’invisibile sia nata li. Poi sono passato dal rockabilly al punk hardcore,dal thrashmetal al prog rock passando per la psichedelica per arrivare alla musica africana. Negli ultimi 25 anni ho ascoltato e suonato un po’ di tutto. Il Flamenco l’ho incontrato e, come spesso accade a un guiri, l’ho conosciuto grazie alla chitarra di Paco de Lucia.  Fu amore al primo ascolto.

Quando hai capito che il Flamenco sarebbe stato la tua professione?
Perché è una professione?! Senza contributi, senza mutua, non parliamo di tredicesima e ferie pagate perché mi viene da ridere, contratti non ne ho mai visti, se ti sembra una professione questa… Comunque quando hanno iniziato a darmi soldi in cambio di escobillas, ho cominciato ad illudermi.

Hai mai pensato di non farcela?
Si, non vivo senza preoccupazioni.

Chi sono i tuoi punti di riferimento ?
La famiglia e gli amici.

Quante ore alla settimana dedichi allo studio?
La mattina di solito la dedico allo studio della chitarra, il pomeriggio, quando non ho prove, smanetto e studio sul computer cercando di cavarci un po’ di buona musica, la sera di solito suono.  Diciamo una media di 3 ore di studio giornaliere…sempre che non mi assalga la voglia di fare niente.

Quanto ha influito il flamenco nelle tue scelte personali?
Si diciamo che ha influito, insomma il flamenco è un’influenza che i gitani hanno portato dall’India, no?  E io me la sono presa.

Se tornassi indietro quali sono le cose o le scelte che non rifaresti ?
Sono troppe che se potessi cambiarle tutte diventerei un altro, e a quel punto sarei costretto a cercare me stesso chissà dove e non avrei più tempo per suonare;
no non si può fare …are you experience? Diceva qualcuno.

Qual è stata, se c’è stata, la più grande difficoltà che hai incontrato per raggiungere i tuoi obiettivi di artista?
L’insicurezza.

Quali sono le tue inquietudini d’artista ? Cosa ti fa salire l’ispirazione ?
La mia principale inquietudine in questo periodo è arrivare a fine mese.  Le mie pene d’amore mi ispirano, scontato ma è così.  Poi, come dice Il Maestro Morricone, il lavoro dell’artista è 20% ispirazione e 80% traspirazione, quindi essere mollati dalla fidanzata non necessariamente fa arte.

Tecnica ed espressività. Che cosa viene prima?
Cerco sempre la tecnica con cui potermi esprimere.

Ti senti più artista o più insegnante?
Un amico mio dice che sono bravo a insegnare, ma poi non viene mai a lezione quindi prendete con le pinze questa affermazione.  Artista è un parolone, diciamo “artigiano” che è la definizione che dava sempre del chitarrista un mio maestro.  Si, vorrei sentirmi un buon artigiano apprezzato per quello che fa.

Qual’è il messaggio che vorresti trasmettere ai tuoi allievi?
La musica è un gioco…a jouer.

E quale al pubblico? Quale tipo di pubblico vorresti conquistare?
La vita è un sogno, no meglio di no, se no mi prendono per cretino.
Non so, Stravinsky diceva che la musica di per sé non esprime nulla se non se stessa, e io mi trovo d’accordo con lui (grande Igor).  Però con i messaggi subliminali delle mie falsetas mi piacerebbe conquistare una platea piena di bravissimi e incazzatissimi chitarristi, e magari pure qualche manager.

Qual’è il tuo rapporto con gli altri colleghi?
Dipende dal collega. In generale direi buono.

Quali sono i tuoi progetti attuali?
Ho messo su un gruppo di flamenco-jazz, a ver que pasa

C’è stato un momento della tua carriera particolarmente emozionante e per questo indimenticabile?
Si, una volta ho pianto ascoltando il Cabello che cantava por Soleà, ero sul palco anch’io e non riuscivo più a vedere il manico della chitarra, ma nessuno se n’è accorto, neanche lui.

E che cos’è che non hai ancora fatto ma che speri un giorno di fare? Qual è il tuo sogno nel cassetto?
Una bella tournée mondiale ben pagata, mi accontento anche di una europea va’.
E fare un disco, bello però, non una “spagnolata”.

Qual’è l’artista/collega (bailaor, cantaor, tocaor) della scena attuale che più corrisponde al tuo gusto e che più ti emoziona?
Sono tanti, ognuno mi da qualcosa, mi piace la chitarra di Diego del Morao, ma anche quella di Juan Antonio Rodriguez; mi piace il cante di Maite Martín ma anche Capullo e Luis de la Pica, ascolto Antonio Mairena e Tomasito che non c’entrano niente l’uno con l’altro. Godo vedendo Farruquito e Galvan. Diciamo che per quello che riguarda il flamenco sono onnivoro.

La tua meta ideale: Sevilla, Jerez, Madrid o…?
España entera.

Tradizione o modernità?
Io sono quello che si dice un immigrato di seconda generazione, un terruncello insomma;  vivo in una città di frontiera come Torino, e a parte le cime di rapa non ho tradizioni, sono morte con i miei nonni. Quindi posso essere quello che mi pare, tradizionalmente moderno, o se preferite modernamente tradizionale.

Pensi che ‘il Duende’ sia solo una prerogativa del popolo gitano o spagnolo?
No, quando ti prende e sale il duende, sale e basta!  Poi a qualcuno fa uno strano ridicolo effetto, ma credo non sia una questione di razza;  probabilmente i folletti che abitano lo stivale sono diversi da quelli che si incontrano nella baja Andalucía.

Il tuo più grande difetto e il tuo più grande pregio come artista e come persona.
Vabbè a questo punto, tutti dicono: pigro e generoso e io non sarò da meno.  Mica posso raccontarvi che sono un cleptomane con manie paranoico depressive, ma bello come il sole, che fa della musica bellissima per i vostri magnifici balletti.

La prima letra che ti viene in mente…
Tiriti trán trán…

Yo seré libre como los vientos
alcanzares a las estrella y llegarè al firmamento
me hare dueño del sol y la luna
y no conocere ni la tristeza ni la amargura.

A che cosa pensi un momento prima di salire sul palcoscenico?
Se sono preparato a niente in particolare, mi godo il momento sparo cazzate e via, ma sempre controllo di avere da qualche parte la maledetta cejilla. Se per caso è una serata difficile, con molte incognite, non sono pensieri ma interferenze, come quando non riesci a prendere bene una stazione radio.

Le emozioni che provi mentre suoni …a cosa pensi ?
Se tutto funziona non ci sono pensieri nella mia testa, è tutta emozione.
Se qualcosa va storto e mi distraggo, allora posso ritrovarmi a pensare anche alla bolletta del gas che non ho pagato.

Ti capiterà di salire sul palco e non avere voglia di suonare, voglio dire… immagino che quando diventa un impegno possa succedere. Come te la sbrighi ?
Non capita spesso, mi piace troppo quello che faccio, se non ho voglia me la faccio venire;  quando capita il più delle volte è una cosa fisica, dolori, indisposizioni varie, e li puoi fare ben poco, stringi i denti suoni e speri finisca prima possibile.

Chitarra solista o d’accompagnamento al baile? Dove ti esprimi meglio? Preferisci accompagnare un cantaor o un bailaor?
Come chitarrista flamenco sono nato accompagnando i ballerini, mi piace ancora farlo e quindi il baile è dove sono più sicuro dei miei mezzi; amo il cante e mi piacerebbe accompagnarlo come si deve, ma le occasioni per fare esperienza purtroppo non sono molte. A la chitarra solista le tengo mucho respeto…suonare da solo uuuhhhiii que miedo, però se devo farlo, lo faccio.

Chitarra solista su di un palco. Chi vorresti con te come accompagnamento al cante y/o al baile?
Che budget ho a disposizione? A me piacerebbe suonare con mio fratello, ma a lui non piace il Flamenco. Comunque chi ha buone vibrazioni (yeah) e fa le cose con arte fa per me, poi se si chiama Montse Cortés meglio.

Quanta parte d’improvvisazione c’è quando sali su di un palco ?
Una piccola parte la lascio sempre all’improvvisazione, è più forte di me.

Il palo che ti rappresenta o il palo che preferisci suonare.
Alegría.

Ascolti altri generi musicali oltre al flamenco? Se si quali?
Ascolto prevalentemente Flamenco ma la musica mi piace tutta, quindi faccio prima a dirti cosa non ascolto cioè i cantautori italiani, compreso De André e eccezione fatta per Pino Daniele, ovviamente…scherzo neh.

L’ultimo libro che hai letto ?
Antimanuale di Economia di Bernard Maris

La tua giornata ideale?
Fare un cazzo tutto il giorno e poi uscire la sera fino a tardi, mi accontento di poco.

Qual’è il momento della giornata dove ti senti maggiormente creativo ?
La notte.

Un consiglio per i nostri lettori che vogliono fare del flamenco la loro professione…
Lasciate perdere…

Il tuo segreto inconfessabile …
I segreti li tengo per me.

La tua compagna ideale: dentro o fuori dell’ambiente flamenco?
Dentro e fuori, Su e giù.

Il flamenco in una parola
Amór.

Grazie a Carminuccio!!! Per chi volesse approfondire:

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