Daniele Bonaviri

Bonaviri
Inizia gli studi di chitarra classica nel 1983 sotto la guida del M° Mario Gangi e li prosegue diplomandosi al Conservatorio di S. Cecilia a Roma nel 1990 a pieni voti.
Contemporaneamente s’interessa allo studio di chitarra Jazz e Flamenco. Studia Improvvisazione Jazz con Umberto Fiorentino.
Studia in Spagna con Parrilla de Jerez e si mette in contatto con alcuni dei più famosi chitarristi di Flamenco (Gerardo Nuñez, Cañizares, El Viejin).
Nel 93 in duo con il chiatarrista Bruno Pedros, si esibisce a Sevilla nel locale La Carboneria, e al Caffè Teatro Mont Passier.
Compone, inoltre, diversi brani originali fondendo vari generi musicali.
Registra come solista per diversi artisti: Gino Vannelli, Vittorio Grigolo,Tony Renis, Massimo Ranieri, Garou, Ana Belen, Alessandro Safina, Niky Nicolai, Luciano Pavarotti, Jeanne Mas, Gigi D’Alessio-Lara Fabian, Anna Tatangelo, Luis Bakalov, Paolo Buonvino, Nicola Piovani, Romano Musumarra, Peppe Vessichio e.t.c.
Cura la parte musicale di spettacoli dedicati all’opera di Garcia Lorca con  C. Cinieri, Valeria Moriconi e Giorgio Albertazzi.
Lavora nel Flamenco con svariati artisti spagnoli come: Juan Ortega, Irma Perez, Joaquin Ruiz, La Presy, Ana Romero, Manuel Santiago, José Ruiz, El Lebri, Kelian Jimenez, Elena Santonja, José Carrillo, Cara Oscura, José Toral, El Pico, Salvador Monje, Felipe Mato, Josè Salguero, Charo Martin, Ramon Ruiz.  Nel 93 e 94 gruppo spalla a Vicente Amigo (Torino, Roma, Firenze).  Nel 2000 gruppo spalla a Manolo Sanlucar (Anfiteatro di Gubbio).
Tra il 1997 e il 1998 realizza con il ballerino Paolo Alfiero lo spettacolo “AnemaHonda” (rivisitazione di alcuni successi della canzone Napoletana attraverso lo stile musicale del Flamenco) curandone orchestrazione e arrangiamenti.  Nel 99 gruppo spalla a Michel Brecker a Sant’Annarresi Jazz (Ca)
Si esibisce come chitarrista solista nella Pop Opera Band di Alessandro Safina- 99/2001 (Amsterdam, Olympià di Parigi, Teatro Greco di Taormina).  Nel 2001 si è recato negli USA per incidere sul disco di Gino Vannelli.  Nel 2002 a Copenaghen partecipa alla realizzazione di uno speciale televisivo promozionale con Gino Vannelli.  Nel 2003  registra nell’ultimo album di Luciano Pavarotti: ”TI ADORO”
In Tournèe con Pino Daniele nel 2004.  Collabora nella realizzazione della parte musicale del musical ”Datemi 3 Caravelle” con A. Preziosi e musiche di Stefano di Battista.  Registra le chitarre per la colonna sonora di Manuale d’Amore 2.  Partecipa come chitarrista solista al 57 Festival di San Remo al fianco della cantante Leda Battisti (Senza me ti pentirai).  Cooproduce compone ed arrangia con Valerio Calisse per il disco del tenore Vittorio Grigolo di prossima uscita. Il lavoro è stato mixato a Los Angeles da Humberto Gatica.
È inoltre stato recentemente chiamato da Pino Daniele ad arrangiare e registrare due canzoni sul suo prossimo CD (Ricomincio da 30). È direttore musicale e solista della compagnia “
Flamenco Lunares”, e fondatore del ”Rapsodia Flamenca” project.

Come ti sei avvicinato al flamenco?
Da piccolo papà mi fece ascoltare alcune registrazioni in cassetta, tra queste, oltre a Carlos Montoya e Manitas de Plata c’era anche Paco de Lucia… ovviamente un dodicenne studente di chitarra non poteva che rimanere abbastanza folgorato!

Quando hai capito che sarebbe stata la tua professione?
Ma… all’inizio quasi non lo avevo capito. Iniziai per caso, trascinato dall’amico Bruno Pedros… ma già nei primi anni 90 ero cosciente che stavo vivendo di quello.

Hai mai pensato di non farcela?
No. Sono cresciuto con la voglia e il sogno, ero parecchio determinato.

Chi sono i tuoi punti di riferimento?
Come per tutti Paco de Lucia, Gerardo Nuñez, Vicente Amigo, Cañizares e molti altri (per ciò che riguarda il flamenco, ovviamente).

Quante ore alla settimana dedichi allo studio?
Boh! Non pratico più maniacalmente come ho fatto per anni.

Quanto ha influito il flamenco nelle tue scelte personali?
Parecchio… ha condizionato almeno gli ultimi 20 anni della mia esistenza.

Qual è stata, se c’è stata, la più grande difficoltà che hai incontrato per raggiungere i tuoi obiettivi di artista?
Sicuramente oltrepassare la linea del flamenco e iniziare ad essere apprezzato in altri generi e situazioni professionali… sono ancora in piena mutazione e completamento.

Chitarra solista o da accompagnamento al baile? Dove ti esprimi meglio?
In realtà in entrambi i casi, con una certa predilezione per il solismo.

Ti senti più artista o più insegnante?
Sicuramente più artista, ma mi piace trasferire tutto quello che so ai miei allievi.

Quale è il palos che preferisci suonare?
Bula!!!

Qual’è il messaggio che vorresti trasmettere al pubblico?
Di amare ed apprezzare l’arte in tutte le sue forme, perchè rende più bello ed interessante il nostro cammino in questo mondo.

Quale tipo di pubblico vorresti conquistare?
In realtà il sogno sarebbe di affascinare un po’ tutti! E divulgare il nostro pensiero.

Qual’è il tuo rapporto con gli altri colleghi?
Ho passato più fasi di assestamento nel tempo, ma oggi, penso sia ottimo.

Quali sono i tuoi progetti attuali?
Mi divido tra flamenco ed attività di compositore arrangiatore in situazioni pop e teatrali. Forse, mi dovrei dare una mossa e registrare un CD, mettendo il sunto di tutto ciò che ho attraversato nella vita artistica, in quello che dovrebbe poi essere il mio stile.

C’è stato un momento della tua carriera particolarmente emozionante e per questo indimenticabile?
Inevitabilmente, per questioni professionali ma anche umane, una manciata di anni tra la fine 90 e i primi 2000 ho vissuto un consolidamento al Flamenco e l’inizio di nuove attività extra-flamenche che mi completano e mi fanno esprimere nel totale.

E che cos’è che non hai ancora fatto ma che speri un giorno di fare? Qual è il tuo sogno nel cassetto?
Tanti sogni. Per ciò che riguarda il flamenco mi piacerebbe poter sviluppare uno spettacolo teatrale con musiche tipo colonna sonora o musical, lavorando con le punte di diamante del nostro flamenco romano che abbiamo avuto la fortuna di vedere insieme solo una volta, la famosa notte Bianca nel 2005.

Qual’è l’artista della scena attuale che più corrisponde al tuo gusto e che più ti emoziona?
Ehh! Troppi ce ne sono! Non riesco a selezionare… ho vari miti moderni o anche del passato, dal flamenco ad altri generi, classica, pop, jazz…

La tua meta ideale: Sevilla, Jerez, Madrid o…?
Ora come ora Los Angeles.. ma per il flamenco mi piace tanto Sevilla quanto Madrid.

Tradizione o modernità?
Tendo alla modernità da sempre ma… ad un certo punto capii meglio come procedere nel flamenco solo quando feci marcia indietro per colmare alcune lacune sul tradizionale.

Pensi che ‘il Duende’ sia solo una prerogativa del popolo gitano o spagnolo?
Si. Una prerogativa forte e naturale ma non assoluta ne esclusiva, trovo ci sia un bel po’ di Duende anche tra gli Italiani.

Il tuo più grande difetto come artista e come persona
Dovrebbero dirlo gli altri! E sicuramente lo dicono o lo hanno detto… sicuramente ho sofferto di una certa permalosità caratteriale sulla quale sto cercando di lavorare da anni.

Il tuo più grande pregio come artista e come persona
Anche qui il giudizio spetterebbe a voi… ma se dovessi dire qualcosa, sicuramente tendo a dare retta a tutti coloro con i quali lavoro cercando di non fare distinzioni, per me è bello far sentire a proprio agio tutti.

Preferisci accompagnare un cantaor o un bailaor?
Mah … non riesco a preferire l’uno o l’altro!! Sono due sfaccettature dello stesso discorso. Il flamenco alla fine è un tutt’uno, e va affrontato apprezzandone ogni aspetto.
C’è sempre stata una certa carenza di cante in Italia, pochi spagnoli e ancor meno coraggiosi Italiani ad affrontare quest’arte difficilissima. ciò ha generato una concentrazione sul fenomeno Baile. Rassegne di baile ma mai di cante… è gia molto che ci siano degli stages oggi sul cante anche da noi (vedi Salguero, Alejandro…)

A che cosa pensi un momento prima di salire sul palcoscenico?
A cercare di fare qualcosa di bello ed emozionante per il pubblico, affinché non si pentano di esser venuti, mostrando loro le motivazioni della mia passione per questa cultura..

Ascolti altri generi musicali oltre al flamenco? Se si quali
Come dicevo sopra: classica ,jazz, etno, brazil, pop, funky ecc. ecc.

L’ultimo film che hai visto al cinema? L’ultimo libro che hai letto se preferisci…
Nulla di particolare sinceramente… giusto i film, li vedo a casa, affittando dvd perché mi piace scegliere.

La tua giornata ideale?
Qualsiasi giornata che equilibri impegno lavorativo e creativo con gli affetti e gli amici..

Un consiglio per i nostri lettori che vogliono fare del flamenco la loro professione
Manco a dirlo!!! O bene, o niente! Scusate la franchezza.

La tua compagna ideale: dentro o fuori dell’ambiente flamenco?
Sto vivendo una nuova sensazione su questo argomento, la mia compagna sta svolgendo un lavoro abbastanza diverso dal Flamenco da un po’ di tempo, ma ne ha ballato (anche con me), insegnato ed organizzato tantissimo. E’ bello perché non è mai necessario parlarne più di tanto, ma se capita, la condivisione è assoluta, e si aggiunge alle altre affinità.

Per che cosa vorresti essere ricordato
Per l’ironia.

Il flamenco in una parola
“Vita”

Grazie Daniele! Per chi vuole saperne di più Las Tres Gracias consigliano:

Daniele Bonaviri por Farruca:

Aggiornato in data 18 Ottobre 2011

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2 thoughts on “Daniele Bonaviri

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