Luigi De Simone

Inizia gli studi della chitarra all’etá di 8 anni. A 16 anni inizia ad esibirsi in numerosi concerti, tenutisi in Italia, Spagna, Portogallo, Polonia, Germania, Francia, Austria e Inghilterra. Ha suonato per alcune emittenti televisive italiane tra cui Rai 2, Rai 3, Canale 5, Antenna 2, e per televisioni spagnole come Television Nacional Española, La 7, Popular TV; si é esibito per radio italiane e radio spagnole tra cui Radio Nacional Española, Radio Clásica e Radio Onda Zero. É vincitore del Primo Premio Assoluto in alcuni dei concorsi Nazionali ed Internazionali.
E’stato invitato a suonare in importanti eventi musicali come il 50º Anniversario de La Verdad en la Union (Spagna) con Enrique Morente. Si esibisce inoltre per la Television Nacional Española, in occasione del riconoscimento del Flamenco come Patrimonio Culturale Mondiale dall’Unesco, nel Mediterranean Sound Festival (Festival delle Nazioni del Mediterraneo) rappresentando la Spagna e riscuotendo grandissimo successo, nel Día Nacional de la Musica esibendosi in diretta in tutta Europa tramite la Radio Nacional Española, nelle Ambasciate di Marocco, Inghilterra e Francia.
Ha suonato e diviso palcoscenici con Enrique Morente, Carlos Piñana, Curro Piñana, Pedro Sierra, Serranito, David Russel, Eliot Fisk, Roland Dyens, il Duo Assad, Michel Camilo, Roby Lacatosh.
Ha collaborato come chitarrista ufficiale nell’Università di Psicologia per Musicisti, ed ha impartito seminari e stages in varie universitá. Nel 2011 é uscito il suo terzo disco come solista, registrato dal vivo nel concerto tenuto nel luglio 2011 a Parigi (Francia). È autore e scrittore di un libro di musica flamenca per chitarra in lingua spagnola, inglese e italiana, e inoltre, scrittore del libro di chitarra flamenca del compositore Carlos Piñana. Laureato in Chitarra Classica e Chitarra Flamenca, è professore nella Scuola di Bullas della Regione di Murcia.

Come ti sei avvicinato al flamenco?
Quando ero bambino e studiavo chitarra classica, mio padre mi fece ascoltare un disco in vinile di Sabicas. Io non pensavo che si potesse fare tanto con la chitarra, e ho giurato a me stesso che prima o poi sarei andato in Spagna ad imparare questo stile tanto misterioso e stupendo.

Quando hai capito che sarebbe stata la tua professione?
E’ stata una cosa così graduale a cui non ho mai dato importanza.

Hai mai pensato di non farcela?
No, sicuramente ho avuto grandi barriere da superare, però ero abbastanza convinto di ciò che volevo.

Chi sono i tuoi punti di riferimento? A chi ti ispiri quando suoni?
Nel flamenco i miei punti di riferimento sono senza dubbi i cardini della chitarra flamenca: Sabicas, Montoya, Gerardo Nuñez, Pedro Sierra, Carlos Piñana… e senza dubbi il Re del flamenco Paco De Lucia.

Quante ore alla settimana dedichi allo studio?
Sinceramente non so, alcuni giorni passo le giornate intere e altri un’ora o niente, non lo so esattamente…

Quanto ha influito il flamenco nelle tue scelte personali?
Negli ultimi 6 anni completamente… ho rinunciato a tutto per lui.

Qual’ è stata, se c’è stata, la più grande difficoltà che hai incontrato per raggiungere i tuoi obiettivi di artista?
Sinceramente non ho mai trovato grandi difficoltà. Sono abbastanza ottimista e motivato e se incontravo dei problemi, non gli ho mai dato tanta importanza.

Chitarra solista o da accompagnamento al baile? Dove ti esprimi meglio?
Solista.

Ti senti più artista o più insegnante?
Entrambi.

Qual’è il messaggio che vorresti trasmettere ai tuoi allievi?
Essere originali.

E quale al pubblico?
Che quando ascoltano un mio concerto, si sentano a loro agio, e che sia più un momento di piacere che di noia.

Quale tipo di pubblico vorresti conquistare?
Tutto.

Qual’è il tuo rapporto con gli altri colleghi?
Si può dire ottimo.

Quali sono i tuoi progetti attuali?
A Dicembre del 2011 è uscito un mio disco solista registrato a un concerto a Parigi.

C’è stato un momento della tua carriera particolarmente emozionante e per questo indimenticabile?
Quando conobbi Paco De Lucia e quando ho suonato per Enrique Morente, che come ho già detto rappresentano i due cardini del flamenco.

E che cos’è che non hai ancora fatto ma che speri un giorno di fare? Qual è il tuo sogno nel cassetto?
Prendere un caffè con Paco De Lucia.

Qual’è l’artista/collega (bailaor, cantaor, tocaor) della scena attuale che più corrisponde al tuo gusto e che più ti emoziona?
Paco De Lucia, Duquende, Joaquin el Grilo…

La tua meta ideale: Sevilla, Jerez, Madrid o…?
E’ uguale… dove vai, vai bene…

Tradizione o modernità?
Tradizione e un pizzico di modernità, ma solo un pizzico.

Pensi che ‘il Duende’ sia solo una prerogativa del popolo gitano o spagnolo?
Penso che è una sensazione, emozione che tiene qualsiasi musicista nell’ immedesimarsi, disfrutar del momento, solo che in Spagna, è un termine usato per gonfiare ancora di più la misteriosa storia del Flamenco, però questa sensazione che loro chiamano Duende esiste in qualsiasi altra professione, non è né gitana né spagnola, ma mondiale…

Il tuo più grande difetto come artista e come persona
Per fortuna ne ho pochi, almeno penso, però sarebbe giusto domandarlo alle persone che mi conoscono.

Il tuo più grande pregio come artista e come persona
Umiltà.

La prima letra che ti viene in mente…
ya no me cantes cigarra, ya para tu sonsonete,
que llevo una pena en el alma, como un puñal se me mete,
sabiendo que cuando canto suspirando va mi suerte,
bajo la sombra de un arbol y al compas de mi guitarra,
canto alegre este guapangango, porque la vida se acaba
y no kiero vivir soñando, como muere la cigarra
la vida la vida la vida la vida es,
es un contratiempo la vida la vida la vida es…

A che cosa pensi un momento prima di salire sul palcoscenico?
Che tutto vada come previsto, che il pubblico capisca il mio modo di suonare e che soprattutto rimanga contento e non annoiato.

Ascolti altri generi musicali oltre al flamenco? Se si quali?
Si, ascolto di tutto, Pop, Rock, Jazz, Classica, Copla…

L’ultimo film che hai visto? L’ultimo libro che hai letto se preferisci…
Il Gladiatore. Leggere non mi piace molto …

La tua giornata ideale?
Una giornata piena di nuvole con pioggia …

Un consiglio per i nostri lettori che vogliono fare del flamenco la loro professione
Per essere un buon tocaor, o bailaor, o cantaor flamenco, c’è bisogno di molti sacrifici, è un genere molto vasto, e senza dubbi richiede molto rispetto, quindi o si fa bene, o non esistono vie di mezzo… In bocca al lupo…

La tua compagna ideale: dentro o fuori dell’ambiente flamenco?
Fuori.

Il flamenco in una parola
Qualità.

Grazie Luigi! Per chi volesse contattare Luigi:

Luigi de Simone por Buleria: 

Luigi de Simone por Farruca: 

Luigi de Simone por Rumba: 

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