Michele Iaccarino

Nato a Napoli nel 1975, è chitarrista, arrangiatore, compositore e produttore.
Inizia gli studi di chitarra classica a 7 anni.
Ascolta “Fuente y Caudal” di Paco de Lucia… Sono dischi che cambiano la vita!… Collabora con vari artisti del pop italiano, compone diverse colonne sonore e si trasferisce in Spagna, a Sevilla. Inizia a lavorare nei tablaos. Conosce artisti e amici che rappresentano la “lezione” definitiva nel determinare la sua forma di suonare e comporre.
Ha lavorato con El Lebrijano, Chano Lobato, La Tobala, Tino di Geraldo, Angèles Gabaldòn, Pedro Sierra,
Isabèl Bayòn, Javier Barón, El Junco  e Tomasito, suonando in vari festival come la Bienal del flamenco di Sevilla, il Festival de Jerez, il Festival de Mont de Marsan, Barcelona Ciutat Vela e il Festival de Alburquerque.
Collabora come arrangiatore e chitarrista in varie produzioni discografiche come: “Tierra de barrio” di El Extremeño, “Azul” , “Lenguage puro” della Tobala, “Nikelao” di Pedro Sierra, “Mi tierra y mi sangre” di El Chozas fra gli altri.
Registra “Agua de Monte” , il suo primo disco, nel 2000 e “Tiempo Presente” del 2008, candidato a miglior album flamenco nella tredicesima edizione del 2009.

Tutto iniziò …
Quando avevo 7 anni …

Hai capito subito che il flamenco sarebbe stata la tua professione?
No… e spero che il flamenco sia solo parte della mia formazione.

Il tuo andar via dall’Italia è stata la classica fuga dei cervelli?
No, penso che sia stata più che altro una fuga dall’Italia del sud jejeje

Pensi di ritornare un giorno ?
Perchè no ?

Hai mai pensato di smettere ?
Certo… però ho sempre pensato che se fai una scelta devi andare fino in fondo.

Qual è secondo te il modo migliore di apprendere ?
Metodo e costanza.

Quale è stato l’ostacolo più grande che hai incontrato nel tuo percorso?
Sempre ci sono degli ostacoli da superare. A volte sembrano montagne, a volte lo sono realmente… impari o cerchi di superarli quando ti rendi conto che il più grande ostacolo che puoi incontrare si chiama come te…

Chitarra solista o da accompagnamento al baile? Dove ti esprimi meglio?
Sono due discipline opposte che quasi sempre ti permettono espressioni diverse nella forma, però simili nel significato.

Ti senti più artista o più insegnante?
Cerco ogni giorno di crescere in un senso e nell’altro.

Preferisci accompagnare un cantaor o un bailaor ?
El baile sicuramente.

Quale il momento della giornata dove ti senti maggiormente creativo ?
… La creatività viene fuori quando è stimolata da cose, persone e fatti che non appartengono alla tua volontà… e questo mi può succedere a qualsiasi ora della giornata.

Quali sono le tue inquietudini d’artista? Cosa ti fa salire l’ispirazione ?
Dormire e ascoltare musica…

Quali sono i tuoi progetti attuali?
Un disco per l’anno prossimo (speriamo), musiche per un paio di progetti in Alburquerque e Mont de Marsans e soprattutto “Flwaves” che è un progetto di produzioni discografiche, audio visuali ed anche una scuola dove gli alunni chitarristi di tutto il mondo fanno corsi per accompagnamento al cante e al baile individualmente (con un bailaor o un cantaor) riescono a capire come si fa… e quali sono i codici. Se non conosci il baile o il cante non li puoi accompagnare mi dicevano, ed era vero. Abbiamo avuto alunni vincitori e finalisti di concorsi quindi siamo veramente contenti del risultato. La web di questo progetto è ancora in costruzione e si trova al link www.flwaves.net.

Ci sono stati momenti della tua carriera particolarmente emozionanti e per questo indimenticabili?
Tanti… con tante persone… qualche anno fa nel Gala de Andalucia, El Lebrijano parlando con Tomatito mi chiamò e disse: “Tomate este! es el que me toca a mi” … e io invece di parlare gli feci segno con una penna para que me firmara la funda de la guitarra… o in un Programma de Antenna 3 con Chano Lobato… era strano vederti in tv con dei personaggi che fino a qualche anno fa avevi visto in vhs… e poi ancora suonare nel Teatro Centrale o nel Teatro Maestranza… più che emozionante fa abbastanza paura… scopri che non sei il solo e che anche dei personaggi che sembrano abituati ai teatroni, un attimo prima di uscire, darebbero qualsiasi cosa per tornare a casa… emozionante capire come canalizzare emozioni incontrollabili attraverso la guitarra, el baile o el cante.

Qual’è l’artista della scena attuale che più corrisponde al tuo gusto e che più ti emoziona?
Israèl Galvàn.

La tua meta ideale: Sevilla, Jerez, Madrid o…?
Tre punti di vista differenti più o meno lontani dal flamenco “flamenco”… spero che un giorno anche Roma, Napoli o Bagdad siano capitali en este sentido.

Tradizione o modernità?
Non c’è modernità che valga se non si conosce la tradizione.

Il tuo più grande difetto e il tuo più grande pregio sia come artista che come persona
Difetto… pretendere troppo da me stesso. Pregio… la pazienza.

A che cosa pensi un momento prima di salire sul palcoscenico?
Faccio sempre una piccola preghiera.

Quanta parte di improvvisazione c’è quando sali sul palco ?
Improvviso tanto… è come bussare a una porta… peccato che non ti aprono sempre…

Chitarra solista su di un palco. Chi vorresti con te come accompagnamento al cante y al baile?
Sicuramente persone che si danno al pubblico senza riserve.

Qual’è il tuo rapporto con gli altri colleghi?
In generale buono… ho buone amicizie.

Un consiglio per coloro che vogliono intraprendere il flamenco come professione.
Il flamenco è uno stile di vita. Bisogna viverlo per capirlo e abbandonare lo stile di vita quando ti allontana dallo strumento… altrimenti rischi che la professione duri meno di un pacchetto di sigarette.

Se tornassi indietro quali sono le cose o le scelte che non rifaresti ?
Tante cose le rifarei… altre no! Però non sono una persona che impara dai propri errori.

Come ti vedi tra una ventina di anni ?
Non so.

Il flamenco in una parola
FLAMENCO

Grazie a Michele! per chi volesse approfondire:

Videos:

Granaina Michele Iaccarino

Fandango y Bulerias

Michele Iaccarino, Vicente Gelo, Felipe Mato por Alegrias

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