Michele Pucci

Nasce a Dolo (Ve) il 24.12.1970.  All’età di 10 anni inizia lo studio del violoncello, sotto la guida di Mario Brunello. Dopo cinque anni lascia la pratica di questo strumento per cominciare a suonare, da autodidatta, la chitarra classica.
Non abbandona comunque il violoncello, grazie ad un progetto musicale (“Ensemble Musica Antica”) che esplora il mondo della musica popolare. Suona quindi in varie formazioni venete di rhytm’n’blues, funky, blues acustico. Si laurea in Scienze Geologiche all’Università di Padova nel 1995 (110/110), quindi svolge servizio come obiettore di coscienza presso il centro per disabili gravissimi “Peter Pan” di Treviso.
Nel frattempo, si dedica allo studio della chitarra flamenca, collaborando con ballerine, chitarristi e “cantaores” della scena flamenca italiana e internazionale, sia in concerto che in stages (Carmen Amor, Miguel Angel, Timo Lozano, Eva Moreno, La Chiqui, Josè Salguero, Manuela Carretta, Rina Garavelli, Elena Vicini, etc…).
Trasferitosi in Friuli, all’attività di concertista affianca vari altri progetti musicali, in particolare spettacoli rivolti ai bambini delle scuole elementari e materne, in collaborazione con la Sezione Ragazzi della Biblioteca di Udine (“Filì, Filò, Filù”, 2000; “Ciccio Baciccio”, 2001-2002; “Giro d’Italia”, 2003; “L’orologio delle storie”, 2004; “La coperta della nonna”, 2005; “E come emozioni”, “L’ago da rammendo”, 2006), insieme all’attrice Sandra Cosatto, con numerosissime repliche in varie biblioteche della Regione. Nel 2005 “L’orologio delle storie” è stato prodotto dal Centro Servizi e Spettacoli di Udine con più di trenta repliche in tutta la Provincia di Udine, oltre ad una mini tournèe a Roma per il Centro Teatrale Italiano. Nel 2006 su richiesta dell’Ente Teatrale Italiano lo spettacolo “L’ago da rammendo” tratto dall’omonima fiaba di H.C.Andersen è stato proposto in numerose Scuole dell’infanzia di Roma.
Dal 2003 al 2005 ha collaborato col Centro di Volontariato Internazionale (CEVI) di Udine ad un progetto didattico sulla musica dei popoli.
Dal 2003 partecipa a progetti di propedeutica musicale dedicati ai bambini (“Mago Mù”)
Tra il 2003 ed il 2005 ha collaborato col percussionista Robi Lugli in progetti di musica d’assieme per gli istituti superiori (Liceo Stellini di Udine, Liceo Einstein di Cervignano); inoltre a tutt’oggi ha effettuato un centinaio di lezioni concerto in istituti di vario grado in Veneto assieme al quartetto “La Frontera”.
Attualmente collabora in particolare con il violinista folk Giulio Venier (varie partecipazioni a festivals in Italia, Austria, Croazia, Slovenia, Svizzera), con cui ha registrato i Cd “Doismiao” (Edit 2000), “Bootleg” (Edit 2002), ed il Cd “Liacht” (2002) insieme al gruppo stiriano “Aniada a Noar”; col quartetto etnofolk veneto “La Frontera” (tre Cd all’attivo, “Oltre le frontiere”, 2001; “Mar Bianco”, 2004; “Ferme tes yeux”, 2007) con concerti in tutta Italia, Croazia e Francia; col gruppo folk friulano “La Sedon Salvadie”. Ha fondato il “Michele Pucci Group” col quale ha inciso il disco “Ama” (Edit, 2008).
Per quanto riguarda il Flamenco, collabora attivamente con varie formazioni in Italia ed all’estero, ed è particolarmente impegnato in questo ambito col gruppo “Mimbrales”, oltre a effettuare concerti da solista (Folkest 2003 e 2004; Soul&Strings Festival, 2003; varie altre rassegne in Italia).
E’ dimostratore della chitarra semiacustica della liuteria Manne.
Ha aperto concerti di Ottmar Liebert, Tommy Emmanuel, Annebjorg Lien, Pedro Javier Gonzales, The Chieftains, Fairport Convention, Carlos Nunez.
Ha inoltre partecipato a progetti con vari altri musicisti: Francesco Grosso; Andreana Galante; Davide Amodio; Paolo Mappa; U.T. Gandhi; Ermes Ghirardini e Phoponix Orchestra; Lorena Marangone; Francesco Ursino; Luigi Maieron; Isa Zocchi (direttore artistico del Cd “Isa”, Nota, 2003); Stefano Andreutti; Frank de Franceschi; Alberto Chicayban; Giancarlo Mellano; Andrea Casaccio; Barbara Errico; Molino Rosenkranz; Le Panash, etc…

Discografia
Le Panash “Storie del mio tempo” (1995)
AA. VV. “Doimîl” (2000)
G.Venier “Doismiao” (2000)
La Frontera “Oltre le frontiere” (2001)
Aniada a Noar & G. Venier “Liacht” (2001)
L. Marangone “Incontro-Rencontre” (2001)
F.Ursino “Carpe Diem” (2001)
G.Venier “Bootleg” (2002)
S.Andreutti “La nave del olvido” (2002)
AA. VV. “Friulian Traditional Music” (2003)
I. Zocchi “Isa” (2003)
La Frontera “Mar Bianco” (2004)
La Frontera “Ferme tes Yeux” (2007)
Michele Pucci “Ama” (2008)

 

I tuoi inizi sono stati con lo studio del violoncello. Come sei arrivato da lì alla chitarra flamenca?
Sono un autodidatta. Ho iniziato suonando blues, R&B, fingerpicking etc… poi durante gli anni universitari ascoltando i Gipsy Kings che allora erano onnipresenti mi sono chiesto come facessero ad ottenere tanto da una chitarra “classica” (ovviamente non sapevo che ne esistessero di flamenche). Così con grandissima fatica ho iniziato a provare qualcosa di rumbero. Qualche tempo dopo, grazie ad un amico comune, ho saputo che c’era una ballerina di Schio (Manuela Carretta) che cercava un chitarrista flamenco. Io mi sono buttato… e visto che anche lei era da poco che studiava flamenco, mi è andata bene. Poi con lei abbiamo fatto decine di spettacoli selvaggi, in posti tra i più vari e pittoreschi, tanta gavetta anche con molta ingenuità, perchè credo che facessimo cose molto elementari, ma allora correva il ’94 e non c’era nessuno in zona (Veneto). Non esisteva Internet, quindi un po’ alla volta abbiamo “scoperto” che qualche altro pazzo c’era …

Chi sono stati i tuoi Maestri nel flamenco ? E quelli attuali ?
Il mio primo maestro è stato Elio El Bosca. Poi ho imparato quel poco che penso di sapere ascoltando e tirandomi giù interi pezzi di Vicente, Paco, Moraito, etc….

Qual è secondo te il modo migliore di apprendere ?
Non credo esista. Ognuno ha il suo. Però di sicuro se riesci a studiare concentrato ogni giorno almeno 10 minuti, ti serve molto di più che tre-quattro ore di fila una tantum.

Quale è stato l’ostacolo più grande che hai incontrato nel tuo percorso?
La pigrizia.

I tuoi studi e il tuo repertorio spaziano dalla musica classica, a quella folkloristica, a quella folk ed altro ancora. Il flamenco è stata una scelta dettata o di puro interesse e piacere?
Mi interessava apprendere altre tecniche per il mio modo di suonare la chitarra. Tutto lì. Infatti in realtà non mi considero un vero “chitarrista flamenco”, anzi mi fa un po’ paura questa denominazione. Ho un enorme rispetto per il Flamenco, ma siccome non è la mia cultura musicale di base e non mi sono mai trasferito per anni interi in Andalusia, preferisco fare la mia musica con un “quid” flamenco, però è la mia musica. Altrimenti mi sembrerebbe di scimmiottare dei modelli irrangiungibili (per me).

Chitarra solista o da accompagnamento al baile? Dove ti esprimi meglio?
Mi trovo bene in entrambi i casi. Mi piacerebbe più spesso poter accompagnare il cante in qualche palo jondo…

Ti senti più artista o più insegnante?
Artista è una parola che non mi piace. Troppe persone squilibrate si nascondono dietro questo “alibi”. Io se devo dare una definizione mi sento un “artigiano”, anche nell’insegnamento. Mi piace la dimensione del contatto diretto, senza maschere o atteggiamenti da sotuttoio.

Preferisci accompagnare un cantaor o un bailaor ?
Il massimo è un cantaor che canta mentre balla.

Quale il momento della giornata dove ti senti maggiormente creativo ?
La mattina prestissimo.

Quali sono le tue inquietudini d’artista ? Cosa ti fa salire l’ispirazione ?
L’inquietudine è legata al fatto che un concerto possa saltare. Per il resto, non sono inquieto. L’ispirazione di solito mi prende quando faccio un soundcheck prima di uno spettacolo. Poi il più delle volte non ricordo più cosa ho tirato fuori…

Quali sono i tuoi progetti attuali?
Nel flamenco, collaboro con varie scuole in Friuli (Luzysombra Flamenco, Viento Flamenco, La Gitana Morena) e, come spettacoli, con la Compagnia La Gitana Morena. Inoltre collaboro coi “Mellano Compadres” e “Mimbrales”. Al di là del flamenco, lavoro molto col folle violinista folkjazz Giulio Venier e col mio quartetto di musica del Mediterraneo, La Frontera, per il quale ho composto vari pezzi dal sapore flamenco; inoltre in Austria col gruppo folk “In Compagnia”. Poi collaboro con l’attrice Sandra Cosatto in spettacoli teatrali per bambini; lavoro moltissimo e con grande piacere con un mio progetto di propedeutica musicale per bambini tra i 2 e 6 anni; scrivo musiche per spettacoli teatrali etc etc.

C’è stato un momento della tua carriera particolarmente emozionante e per questo indimenticabile?
Grazie a Dio sono stati tanti.

Il tuo sogno nel cassetto?
Scoprire perchè sono venuto al mondo.

Qual’è l’artista della scena attuale che più corrisponde al tuo gusto e che più ti emoziona?
Vicente Amigo.

La tua meta ideale: Sevilla, Jerez, Madrid o…?
Casa mia. Ma non giudicatemi per questo… sono pigro……

Quale è il palos che preferisci suonare?
La Bulerìa.

Il tuo più grande difetto e il tuo più grande pregio sia come artista che come persona
La pigrizia – la sensibilità. Non so quale sia il difetto e quale il pregio….

A che cosa pensi un momento prima di salire sul palcoscenico?
Prego e mi affido.

Descrivici le emozioni che provi mentre suoni…
Ineffabili.

Quanta parte di improvvisazione c’è quando sali sul palco ?
Nel flamenco spesso tutto è provato al millesimo. Io a volte ho fatto delle figuracce mostruose, ma non ce la faccio a non improvvisare, è più forte di me. E da quei momenti spesso viene fuori qualcosa di troppo forte.

Chitarra solista flamenca su di un palco. Chi vorresti con te come accompagnamento al cante y al baile ?
Carmen Linares e Eva la Yerbabuena (tanto si può sognare, no?)

Il tuo segreto inconfessabile …
Io sono.

Qual’è il tuo rapporto con gli altri colleghi?
Credo ottimo. Non ho nessuna invidia né gelosia per chi è più bravo di me, e sono tanti. Quindi va tutto bene.

Un consiglio per coloro che vogliono intraprendere il flamenco come professione
Io non potrei vivere di solo flamenco. Nel senso che non arriverei a fine mese. Quindi consiglierei di darsi al Pop…….

Se tornassi indietro quali sono le cose o le scelte che non rifaresti ?
Meno “seghe mentali” e molto più lavoro di accompagnamento e di ascolto del cante.

Come ti vedi tra una ventina di anni ?
Sessantenne.

Per che cosa vorresti essere ricordato ?
Per quello che c’è dietro la mia musica.

Il flamenco in una parola
Mistero.

Grazie a Michele! per chi volesse saperne di più:

Videos:

Annunci

2 thoughts on “Michele Pucci

  1. grazie per avermi citato e scusami se non ti ho citato io appena scopro come is modifica l’intervista lo farò, un abbraccio sincero da chi ti stima e ti apprezza, ciao, elio

    Mi piace

  2. Pingback: Assemblea annuale 2016 e recital “Figli dello stesso padre” | I.AR.PA.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...