Danila Scarlino “la Bambina”

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Danila Scarlino “La Bambina” nata nel 1982 inizia la sua formazione a Verona nel 2002 con Maria José León Soto, al seguito di una carriera soddisfacente come ballerina di Danza Standard e Latinoamericana rappresentando l’Italia in innumerevoli esibizioni e competizioni in giro per il mondo. Nel Gennaio 2003 si trasferisce a Sevilla per proseguire i suoi studi presso l’ Academia Manolo Marín dove avrà la fortuna di studiare con questo Maestro per diversi mesi. Nel Settembre 2003 Danila si sposta alla Fundación Christina Heeren dove resta per un anno. Qui studia con grandi artisti come Milagros Menjíbar, Carmen Ledesma, Adela e Rafael Campallo. Nel 2004 torna in quella che era stata la scuola di Manolo Marín ereditata da Manuel Betanzos, con il quale studia per tre anni. In questa scuola studia anche con Soraya Clavijo, Angel Atienza, Manuela Ríos, Carmen Hiniesta, Mercedes Ruiz, Andrés Peña e  Pilar Ortega. Recentemente ha partecipato a cursillos con Alicia Márquez, Andrés Marín e Juan de los Reyes. Come bailaora ha fatto parte nel 2005 dello spettacolo Casiopea con Javier Leyton, coreografo e direttore, partecipando a vari festival. Nel 2006 inizia a lavorare come solista con la chitarra di Oscar Guzmán con il quale si esibisce in vari paesi. Durante questi anni a Sevilla ha lavorato in molti locali con vari artisti. Oltre a questo Danila esercita la professione di insegnante in varie discipline presso l’Academia Danceline Center nella calle San Luis e in collaborazione con il Distrito Casco Antiguo. Ha recentemente vinto il primo premio del prestigioso Campionato Absoluto F.I.D.S. nel flamenco e il secondo premio nel Concurso de jóvenes flamencos de Utrera. Il suo promo progetto artistico è il quadro flamenco Son de Afuera, iniziato nell’Ottobre 2007, con i quali ha creato un nuovo concetto di spettacolo per le strade di Sevilla. Con Son de Afuera si è esibita in molti scenari andalusi e in giro per l’Italia, il tutto da lei prodotto e diretto. Altre esperienze professionali: Biennale di Siviglia: bailaora e regista, alla sua prima esperienza, dello spettacolo “De Cadi a La Habana” (22 settembre 2010) Siviglia – Spagna • Bailaora nello spot pubblicitario di Plaza de Toros di Granada: “Granada única” del regista Pablo de Los Cuevos (2010) • Bailaora nel Documentario “Otras flamenca” delle registe Blanca Dos Santos e Tatiana Guedes (2009) Siviglia – Spagna • Bailaora nel 1° Ciclo Reviso Flamenco de Almachar con la collaborazione del cantaor Niño de Elche (giugno 2009) Malaga – Spagna • Bailaora Principale nel Documentario “El sentir desde afuera” dei registi Konstantina Bounspoura e Antonio Pauletbox (2007) Siviglia – Spagna • Esordio dello spettacolo “Donna” nel Centro di Arte Contemporanea di Siviglia (25 gennaio 2012) Siviglia – Spagna • Esordio dello spettacolo “Ensayo” nel Ciclo Flamenco Punta Tacòn (20 novembre 2011) Siviglia – Spagna • Esordio dello spettacolo “DesNUdes” nella Caja negra (7 febbraio 2011) Siviglia – Spagna • Esordio “De Cadi A La Habana” Peña Pies Plomo (22 gennaio 2010) Siviglia – Spagna

Tutto è iniziato…
Tutto è iniziato una notte di nebbia a Bologna; nel bar Wolf si esibiva un gruppo flamenco chiamato “La Carboneria” con al baile Maria José Leon Soto, che sarebbe diventata la mia prima maestra; al cante Charo Martin e alle chitarre Alberto Capelli e Alberto Rodriguez che adesso sono amici e compagni nella mia attuale professione di Bailaora.

Quando hai capito che il Flamenco sarebbe stato la tua professione? Hai mai pensato di non farcela?
Quella stessa notte decisi di dedicare la mia vita al flamenco. Chiusa nella cantina sotterranea di un’amica, per non martellare la testa di nessuno, ogni giorno pensavo di essere matta a credere di farcela, però mi sentivo sempre più appassionata e curiosa. Prendevo il treno, una volta ogni 10 giorni, per andare a Verona nello studio dove Maria dava lezione; il 23 di Gennaio 2003, seguendo un suo consiglio, arrivai a Sevilla.

Quante ore alla settimana dedichi allo studio?
Sono ormai 10 anni che studio, respiro, guardo e imparo quest’arte…tutte le ore che il mio corpo mi permette!

Quanto ha influito il flamenco nelle tue scelte personali? Se tornassi indietro quali sono le cose o le scelte che non rifaresti ?
Da quando il flamenco è entrato nella mia vita o la mia vita è entrata nel flamenco, ogni scelta personale va a compás. Ho sbagliato mille volte, caduta altre mille, storta un piede e anche l’altro, ma tutto mi è servito…se potessi tornare indietro ri-sbaglierei, ricadrei e ri-inciamperei!

La più grande difficoltà?
Credere in me stessa ! …quando ti trovi davanti a barriere culturali che ti sembrano impenetrabili; quando ogni mattina ti vedi in uno specchio che riflette la pura realtà; quando senti di non avere le forze per muovere neanche un dito; quando devi sorridere ma sei incazzata con il mondo; Quando vuoi che le cose cambino e gridi una possibile soluzione ma nessuno ti ascolta.

Quali sono le tue inquietudini d’artista ? Cosa ti fa salire l’ispirazione ?
Una delle mie inquietudini più forte è la ricerca di personalità, il contatto con l’io e con i miei sentimenti , il poter esprimerli attraverso movimenti e suoni affinché il pubblico riceva un messaggio semplice, diretto e chiaro. Per arrivare a questo è necessario un lavoro tecnico costante, il corpo deve essere preparato per rispondere alle tue necessità creative.

Tecnica ed espressività.
Sono complementari, ed entrambe hanno la stessa importanza.

Ti senti più artista o più insegnante? Qual’è il messaggio che vorresti trasmettere ai tuoi allievi? E quale al pubblico? Quale tipo di pubblico vorresti conquistare?
Con l’insegnamento scopri altre emozioni: l’allegria di veder crescere l’interesse dei propri alunni, sapere di poter trasmettergli tutto quello che credi sia utile e vederne i risultati…meraviglioso! Però per adesso preferisco l’ energia di un qualsiasi pubblico e le sensazioni di un palcoscenico. Meglio se ben accompagnata, la sicurezza che ti trasmettono “los compadres” è primordiale e imprescindibile.

Quali sono i tuoi progetti attuali?
Quest’ anno mi sono dedicata a un progetto in particolare, lo spettacolo “DONNA” dove, con la collaborazione di una direttrice teatrale, ho provato ad unire l’ essenza del flamenco con la drammaturgia. Usando come simboli alcuni momenti intimi di una bailaora, come per esempio il truccarsi o cambiarsi di abito per aiutare il pubblico ad entrare nella storia della donna antica, moderna e personale.

C’è stato un momento della tua carriera particolarmente emozionante e per questo indimenticabile?
Il momento più emozionante della mia carriera è stato quando per sorpresa, nella sala Joaquin Turrina di Sevilla, una delle sale più importanti della città, entrando in scena vidi mia madre seduta nella terza fila, emozionatissima, che piangeva.

E che cos’è che non hai ancora fatto ma che speri un giorno di fare? Qual è il tuo sogno nel cassetto?
Il mio sogno nel cassetto lo sto vivendo, giorno per giorno, posso ballare e vivere, sono una persona ambiziosa che vuole sempre di più …ma questo è solo un piccolo difetto.

Qual’è l’artista/collega (bailaor, cantaor, tocaor) della scena attuale che più corrisponde al tuo gusto e che più ti emoziona? Tradizione o modernità?
Di ogni artista apprezzo il meglio, tradizionale o moderno che sia, ma non posso respirare quando vedo Rocio Molina ballare!

Pensi che ‘il Duende’ sia solo una prerogativa del popolo gitano o spagnolo?
Il duende è magia , si può credere o no nella magia , io ci credo.

Il tuo più grande difetto e il tuo più grande pregio come artista e come persona
Di difetti molti: sono una eterna insoddisfatta, impaziente, insicura, negativa e ansiosa; i pregi preferisco che me li dicano gli altri.

La prima letra che ti viene in mente…
Vestida con mantos negros
piensa que el mundo es chiquito
y el corazon es inmenso

A che cosa pensi un momento prima di salire sul palcoscenico? Le emozioni che provi mentre balli …
Ogni volta che devo salire in un palcoscenico sono super nervosa, pensavo si potesse controllare, ma nel mio caso sempre sembra che sia la prima volta, provo a ripetermi “tranquilla, respira, rilassati” ma ho il cuore in gola. Solo la musica è capace di trasportarmi e trasformarmi e così inizia il viaggio interiore, sempre differente però travolgente.

Ti capiterà di salire sul palco e non avere voglia di ballare, voglio dire… immagino che quando diventa un impegno possa succedere. Come te la sbrighi ? 
Esistono giorni migliori e giorni dove non trovi né la forza, né la voglia di ballare davanti ad un pubblico, in questo ultimo caso …viva la tecnica!!!

Bailaora solista su di un palco. Chi vorresti con te come accompagnamento al cante y al toque ?
Solista in un palco mi immagino ascoltando la guitarra di Vicente amigo e la voce di Enrique Morente, ma la verità è che con qualsiasi musico potrebbe arrivare il Duende.

Cosa pensi invece del baile in compania? Sia come ballerino che come spettatore.
Il ballo in compagnia è un’altra estensione della danza flamenca, penso che sia una formazione necessaria per completarti come bailaora; da spettatrice mi trasmette completezza e movimento.

Il palos che ti rappresenta di più o quello che pensi sia più rappresentativo per il tuo baile
Dipende con quale piede scendo dal letto la mattina!

Ascolti altri generi musicali oltre al flamenco? Se si quali? L’ultimo libro che hai letto ?
Ascolto jazz, bossanova, salsa, musica classica, musica africana, Paolo conte e Tom Waits….adoro le big band ed un piano solista. L’ ultimo libro? Rayuela di Julio Cortázar

La tua giornata ideale?
La mia giornata ideale Alzarmi tardi e andare al mare!

Qual’è il momento della giornata dove ti senti maggiormente creativo ?
Non ho un momento della giornata dove mi sento più creativa però funziono benissimo sotto pressione.

Un consiglio per i nostri lettori che vogliono fare del flamenco la loro professione
Non perdere mai la passione e la voglia di imparare.

Il tuo segreto inconfessabile …
I segreti sono segreti!

Il tuo compagno ideale: dentro o fuori dell’ambiente flamenco?
Il compagno ideale … se è un bel chitarrista non c’è male!

Il flamenco in una parola
Cammino.

Grazie a Danila! Per chi volesse approfondire:

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