Davide Sampaolo

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Inizia a lo studio delle percussioni da bambino prima con il maestro senegalese Sena M’baye presso la Scuola popolare di musica di Testaccio e successivamente con Badu ‘Ndiaye.

Studia le percussioni afrocubane (congas, timbal, bongò) nella scuola Timba di Roma sotto la guida di Roberto “Mamey” Evangelisti,  Paulo La Rosa e Valter Paiola allargando le sue conoscenze verso il folklore e il popolare cubano.

Studia il Cajon Flamenco presso il centro Amor de Dios di Madrid e con i percussionisti  spagnoli José Ruiz “Bandolero”, Rafael Jimenez “El Chispas” e José Montaña.

Il suo cammino è caratterizzato da una ricerca costante e assimilazione delle tradizioni del flamenco ma indirizzato verso il linguaggio e le tecniche del cajon flamenco “moderno”, contaminato inevitabilmente da altri generi come l’afrocubano e Latin Jazz.

Suona per i ballerini spagnoli Felipe Mato (Sevilla), Marcos Jimenez (Sevilla) e abitualmente con Cristina Benitez (Barcellona).

Collabora con gli artisti del Flamenco in Italia più rilevanti, fra cui la compagnia Flamencovivo di Dario Carbonelli e Lara Ribichini, la compagnia El Rio Andaluz di Sabrina Logué e Stefano Arrigoni, Cristina Benitez, la compagnia Flamenco Lunares di Carmen Meloni, Caterina Costa.

Accompagna i chitarristi Daniele Bonaviri, Bruno Alviani, Riccardo Ascani, Matteo D’Agostino, Mattia RaucoManuel Montero Miranda e Rycardo Moreno (Lebrija).

Pur concentrando la sua attività intorno al Flamenco lavora come freelance in tournè italiane di artisti provenienti dall’america latina; nel 2011 suona per Lola Ponce; ha suonato nell’orchestra di folklore afroperuano Sentir Criollo di Maria Rosa Vazquez Torres,al fianco del timbalero Paulo La Rosa; suona per Flamentango project di Lucio Pozone, l’Orquesta Mambo24 e per la formazione gipsy di Miguel Fernandez.

Collabora da anni con il pianista cubano di fama internazionale Marcos Madrigal e la cantante cubana Monica Marziota. Ha accompagnato molti spettacoli diretti da Manfredi Gelmetti ed ha una lunga esperienza nell’ambito del teatro-danza. Dal 2014 insegna percussioni presso la scuola di musica TIMBA di Roma.

Sempre nel 2014 si trasferisce a Vancouver e comincia a lavorare come freelance accompagnando artisti del Flamenco durante tour Canadesi.
Suona per Diego El Cigala durante l’intervista presso il Cultch (Vancouver East Cultural Center).
Suona per il chitarrista Vahagni Turgutyan (Concha Buika) durante la presentazione del suo nuovo album “Imagined Frequencies”(Imperial, Vancouver).
Accompagna il chitarrista flamenco Daniel Jurado (Sevilla) durante spettacoli nell area di vancouver. 
Accompagna la cantaora Naike Ponce Gonzalez nello spettacolo “Que quema la Sangre”.

Nel 2015 è percussionista nel tour Canadese di “Flamenco Samaruco” con il chitarrista Ruben Portillo (Málaga) e la bailaora Sandra Cisneros (Málaga).
Percussionista per Pastora Galvan (Flamencubana Canadian tour 2015).
Suona per il chitarrista Anton Jimenez (Madrid) e il cantaor Antonio Villar (Sevilla) e altri grandi artisti come la pianista Rosario Montoya la Reina Gitana e il gruppo cubano Brisa del Palmar.
Lavora Intensamente con il chitarrista Liron Man (Israele) in eventi nazionali e sessioni di registrazione e con Kasandra la China (Vancouver).
Continua la sua attivita di insegnamento della percussione flamenca presso Al Mozaico Flamenco Dance Academy (Vancouver).

 CV aggiornato in data 27 Dicembre 2015

Tutto iniziò…
Come percussionista  ero  incuriosito dalle ritmiche del Flamenco e quindi cominciai ad ascoltare tutti dischi che trovavo. Non conoscevo nessuno dell’ambiente a Roma ma ebbi la fortuna di incontrare  Gabriele Gagliarini che mi intrudusse da subito al Flamenco e a quel punto mi si aprì un nuovo mondo.

Quando hai capito che il flamenco sarebbe stata la tua professione?
Quando ho cominciato a sostituire Gabriele, avendo così  l’opportunità di mettermi alla prova con i migliori musicisti nell’ambito flamenco nazionale.

Hai mai pensato di smettere?
No. Vado sempre avanti, sono in una fase di piena evoluzione. Non mi pongo un traguardo ma sempre degli obiettivi che di volta in volta cerco di raggiungere.

Chi sono stati i tuoi Maestri? E quelli attuali?
Nel Flamenco Gabriele Gagliarini. Lo ringrazio per tutto il tempo che mi ha dedicato e per il modo in cui mi ha insegnato. Se si hanno i concetti chiari in partenza il percorso non può essere che in continua evoluzione. Attualmente continuo lo studio delle percussioni afrocubane presso la scuola del Timba con Roberto  Evangelisti, Paulo La Rosa e Walter Paiola. La musica afrocubana a mio parere è la chiave per ogni percussionista per superare ogni ostacolo ritmico che si presenti sul suo cammino in qualsiasi genere e per me lo è stato tantissimo nel flamenco.

Qual è secondo te il modo migliore di apprendere?
Ci sono cajoneros che vengono dalla batteria e altri dalle percussioni con approcci molto diversi fra loro. Ognuno deve scegliere il percorso che ritiene più giusto. Io personalmente cerco di seguire la “nuova scuola” dei cajoneros (El Piraña, Diego el Negro Alvarez, Lucky Losada, Cepillo), con una tecnica  più evoluta che riprende alcune tecniche e  sfumature della percussione cubana trasportate sul cajon. Loro hanno sicuramente una marcia in più. Posso consigliare per chi vuole suonare il cajon di studiare seriamente la tecnica di uno strumento a  percussione (come la tumbadora), utile per sviluppare l’uso delle mani e per far uscire i suoni giusti successivamente sul cajon, che non avendo la pelle come altri strumenti  può portare in inganno. E’ però importante più della tecnica che il percussionista acquisisca un buon linguaggio e abbia buon gusto nell’accompagnamento senza soffocare la musica. Spesso è meglio togliere dei colpi o non suonare affatto piuttosto che farne in più. Ascoltare tanto flamenco anche dove non c’è la percussione per capire come e dove entrare, come accompagnare o accentuare i remate e le chiusure.

Quale è stato l’ostacolo più grande che hai incontrato nel tuo percorso?
Mancanza di tempo per riuscire a combinare tutti gli impegni.

Preferisci accompagnare un cantaor o un bailaor?
Non ho questo tipo di preferenza.

Qual’è il momento della giornata dove ti senti maggiormente creativo?
In macchina, nella quale passo parecchio tempo da solo negli spostamenti della giornata, dove ascolto tanta musica e dove è più facile che mi venga qualche illuminazione!

Quali sono le tue inquietudini d’artista? Cosa ti fa salire l’ispirazione?
La musica calma le mie inquietudini da sempre. I  miei maestri del Timba, alcuni musicisti con cui suono e i miei figli sono fonte di ispirazione continua.

Quali sono i tuoi progetti attuali?
Attualmente sono  impegnato con un’orchestra di salsa e altre situazioni musicali  che prendono parecchio tempo ma quando vengo contattato in ambito flamenco cerco di rendermi sempre disponibile.

C’è stato un momento della tua carriera particolarmente emozionante e per questo indimenticabile?
Si, quelle due o tre volte che sono stato sbattuto sul palco in occasioni per me molto importanti ma per le quali ero totalmente impreparato perchè ero stato chiamato all’ultimo momento. Grande tensione ma altrettanta crescita musicale.

Il tuo sogno nel cassetto?
Tanti per fortuna ma alcuni già realizzati.

Qual’è l’artista della scena attuale che più corrisponde al tuo gusto e che più ti emoziona?
Paquete e Diego del Morao.

La tua meta ideale: Sevilla, Jerez, Madrid o…?
La prossima meta sarà Cuba per studio.

Tradizione o modernità?
Ho imparato dalla percussione cubana che senza la conoscenza ferrea della tradizione e del linguaggio si possono compiere degli errori che rendono inutili una buona tecnica, una buona musicalità o un virtuosismo. Mi rapporto con questa mentalità anche col flamenco.

Quale è il palos che preferisci suonare?
Buleria.

Il tuo più grande difetto e il tuo più grande pregio sia come artista che come persona
Come difetto forse la fretta nel voler raggiungere  degli obiettivi. Come pregio  di riuscire spesso a raggiungerli.

A che cosa pensi un momento prima di salire sul palcoscenico?
Dipende dalle situazioni in cui mi trovo e dalle persone che ho attorno. Ogni volta a una cosa diversa.

Descrivici le emozioni che provi mentre suoni…
Anche qui dipende dalle situazioni. Comunque se i musicisti sono bravi e i brani “camminano” la senzazione è di appagamento più totale.

Nel tuo immaginario, tra gli artisti famosi, chi vorresti accompagnare al cante y al baile?
al cante Rafita Jimenez de Madrid, al baile Belen Lopez.

Il tuo segreto inconfessabile
Nessuno…

Qual’è il tuo rapporto con gli altri colleghi?
In questi anni ho imparato e sto imparando tanto dai miei colleghi su come comportarsi in certe situazioni, sia a livello caratteriale che musicale. Gratitudine e stima.

Un consiglio per coloro che vogliono intraprendere il flamenco come professione
Cercare di essere il più completi possibile. Magari capiterà spesso di usare solo il cajon ma in altre situazioni più moderne il percussionista deve sapersi muovere anche su altri strumenti (tumbadora, djembe, darbuka, bongò, etc.).

Se tornassi indietro quali sono le cose o le scelte che non rifaresti?
Mi comporterei in modo diverso con delle persone. Questi errori però mi hanno fatto crescere come persona e come artista.

Come ti vedi tra una ventina di anni?
Tra una ventina d’anni non avrò neanche cinquanta e spero di essere ancora più produttivo musicalmente.

Per che cosa vorresti essere ricordato?
…se riesco, per il mio contributo musicale al flamenco in Italia.

Il flamenco in una parola
Linguaggio

Grazie Davide! Per chi vuole saperne di più:

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