Paolo Monaldi

Paolo Monaldi, percussionista. Inizia gli studi di percussione frequentando la Scuola di Musica Popolare di Donna Olimpia a Roma. Nel 94’ si avvicina al flamenco, presso la Fundación di Jerez de la Frontera partecipa ad un corso di compás, iniziando la specializzazione nell’accompagnamento ritmico della danza con le palmas e il cajón. Continua ad approfondire lo studio del cajón prima presso l’Academia Amor de Dios di Madrid, nel 1996 e in seguito dal 2000 ad oggi, segue corsi e stages di perfezionamento a Sevilla con i maestri Andrej Vujicic e José Carrasco, a Madrid con il maestro Sergio Martinez, a Huelva con il maestro Agustin Diassera. Completa la sua formazione artistica accompagnando danzatrici e danzatori italiani e spagnoli, fra i quali: Alicia Márquez, Miguel Angel Espino, Pilar Ogalla, Ángel Atienza, Ramón Martínez, Karen Lugo, Andrés Peña, Jose’ Manuel Ruiz; chitarristi: Manuel Santiago, Javier Navarro, Sergio Varcasia, Daniele Bonaviri, Antonio Porro, Matteo D’Agostino, Carlo Soi e cantaores: José Salguero, Antonio Campos, Charo Martin, Nuria Martin, Ana Rita Rosarillo, Fabio Dell’Armi. Viene chiamato come percussionista in diverse compagnie:

–          con “Pasión Gitana” di Caterina Lucia Costa Teatro Greco di Roma “Tango Flamenco Jazz” (2004 e 2005) e al Teatro di Tor Bella Monaca di Roma (2005) e in rassegne estive a Pisa (2005), Roma (2005) e Amelia (2006), “Mis ojos en tu mirada” Teatro Cassia(Rm)(2011).  

–          con “La Ventana”di Lilli de Cordoba, lavora al Teatro Brancaccio di Roma (saggio 2002 e 2004), al Teatro Bellini di Napoli (saggio 2003),al Partenope di Napoli (saggio 2006)e al festival di Anzio con Juana Calà e Juaco Garcia;

–          con “Alma Flamenca” è al Teatro S.Filippo di L’Aquila (2005) e ai festivals di Tagliacozzo, Capistrello e Subiaco (2006);

–          con “El Río Andaluz”di Sabrina Loguè, Teatro San Gabriele di Roma (saggio 2004), Teatro Greco di Roma (saggio 2005), rassegne estive di Loro Piceno, Potenza (2005), Teatro Olimpico di Roma (saggio 2007), Museo del Corso di Roma (2007).

–          con “Llama flamenca”, Auditorium S.Chiara di Roma XII municipio (2006);

–          con “La Albahaca” di Rossella Galluccio è percussionista nello spettacolo “A Compás de Flamenco” al Teatro La Provvidenza di Vallo della Lucania e nella XIX edizione de “Le Corti dell’Arte” di Cava de’ Tirreni (2006) e (2007).

–          con “FlamencoVivo” di Dario Carbonelli e Lara Ribichini al Teatro Greco di Roma(saggio 2008).

–          con “Flamenco Lunares” di  Carmen Meloni al Teatro Sala Umberto di Roma (saggio 2008).

–          con “Dibujo en el aire” di Francisca Berton al Teatro Politeama Greco di Lecce(2009), “De vez en cuando” Teatro Euclide Roma (saggio 2009), “Detalles” Teatro Euclide Roma (saggio 2010), “Entre las Estrellas” Teatro Italia Roma (saggio 2011);

–          con “Battito Flamenco”di Manfredi Gelmetti è percussionista nello spettacolo “Le donne di Isabel Allende raccontano” al Teatro Cometa Off e Palladium di Roma (2008), “Caravaggio la passione” Teatro dell’Orologio(Rm)(2011) Teatro delle Muse(Rm)(2011), “Frida Kahlo bailando la vida” Archivio 14(Rm)(2012).

Da origine al gruppo “El Deseo” con il quale, insieme ad altri artisti italiani, presenta spettacoli: la rassegna “E…state con noi”organizzata dal   Ministero dell’Interno presso l’ISA di Roma (2006 e 2007), notte bianca romana (2006 e 2007), rassegna estiva di Cava degli Ausoni (2007), tablao flamenco Guadalquivir di Monte Silvano (Pe)(2007).

Fonda nel 2009 la Compagnia Algeciras flamenco insieme al chitarrista Sergio Varcasia, alla ballerina coreografa Francisca Berton, al chitarrista Carlo Soi, alla flautista Francesca Agostini e con gli artisti Ana Rita Rosarillo (cante), Andrea Pullone (oud), Samir Abdelaty Elturky (darbuka) e Perla Elias Nemer (danza mediorientale).  Porta in scena “Algeciras” Tra flamenco e danza mediorientale, lo spettacolo viene replicato al Teatro In Portico di Roma, con il patrocinio del Comune di Roma XI Municipio, all’Auditorium S. Chiara grazie al finanziamento degli Assessorati alla Cultura e Spettacolo del Comune di Roma, Teatro Palladium, La Casa delle Culture, la rassegna multiculturale “Intermundia” sostenuta dall’ARCI Solidarietà, La Casa della Pace; ma anche la rassegna “Le Corti dell’Arte” di Cava de’ Tirreni organizzata dal Accademia Musicale Jacopo Napoli, il Festival “Mediterraneo” di Alghero, il “MinturmoFest” a Minurno, rassegna “Ballando sotto le Stelle” di Formia, “Folk Fest” di Civitella Alfedena, Castello Arechi (SA),Borgofestival di Fiano Romano, “Todi Estate”, “Tolentino Festival”, Università La Sapienza di Roma XVII Congreso de la Asociación Internacional de Hispanistas Patrocinio de Instituto Cervantes en Roma, la rappresentazione “cibo, genti…musica Mediterraneo senza frontiere” a Frasso Sabino(Ri) con il patrocinio di Slow Food, “Castello Borgiano” di Nepi, “Civitavecchia Festival”,etc. Nel 2010 la compagnia produce e porta in scena, con l’artista senegalese Pape Siriman Kanouté, lo spettacolo “Canta Historias” Le voci della tradizione: Griots e Cantaores, repliche al Teatro Palladium di Roma con il patrocinio del Comune di Roma Assessorato alla Cultura Mun. XI., all’Auditorium S. Chiara di Roma e alla Casa della Pace. Varie tour estive con la propria compagnia nelle rassegne di Todi, Camerino, Panicale, Vallerano, Nepi, Formia. Nel 2011 Algecirasflamenco porta in scena, lo spettacolo “El Deseo”, con repliche al teatro Fellini di Pontinia(Lt), partecipa al microfestival di flamenco di Macerata Teatro G. B. Velluti e nelle rassegne di Todi, Camerino, Panicale, Vallerano, Circeo, Nepi, Formia, Sperlonga, etc.

Sempre nel 2011 la compagnia mette in scena lo spettacolo “Gota de Plata” con la regia e l’ambientazione di Cristina Gionta e la produzione dell’Associazione Cadeau, debutta al Teatro Italia di Roma nel maggio del 2011.

Tutto è iniziato…
Mi sono avvicinato al Flamenco nel 1991, durante un viaggio in Andalucía. Venivo da una lunga esperienza di teatro-danza. Nel 1994, presso la Fundación di Jerez de la Frontera ho partecipato ad un corso di compás, iniziando la specializzazione nell’accompagnamento ritmico della danza con le palmas e il cajón.
Da quel momento ho deciso di dedicarmi completamente a questo cercando di approfondire lo studio del cajón prima presso l’Academia” Amor de Dios” di Madrid, nel 1996 e in seguito dal 2000 ad oggi, seguendo corsi e stages di perfezionamento a Sevilla con i maestri Andrej Vujicic e José Carrasco a Madrid con il maestro Sergio Martinez.

Quando hai capito che il Flamenco sarebbe stato la tua professione?
Il flamenco è stato ed è innanzitutto una grande passione. Agli inizi, ho chiesto agli insegnanti di baile che incontravo a Roma, di accompagnare come percussionista le lezioni; credo mi sia stato molto utile per acquisire una certa padronanza del compás. Contemporaneamente, sono stato chiamato a suonare agli spettacoli ed a collaborare con alcuni dei migliori chitarristi italiani di flamenco.

Hai mai pensato di non farcela?
Quando mi prefiggo degli obiettivi, faccio tutto il possibile per raggiungerli. A volte riesco; quando questo non succede, mi interrogo sui perché, cerco le soluzioni quando è possibile, credo di essere realista e di saper cambiare strada quando è il caso. No, non mi piace gettare la spugna, ma è chiaro che a volte tutti ci sentiamo presi dallo sconforto, forse solo dalla stanchezza. E allora…basta riposare un po’ e ricominciare!

Chi sono i tuoi punti di riferimento ?
I miei primi Maestri sono stati sicuramente dei modelli, Andrej Vujicic, José Carrasco e Sergio Martinez. Ascolto moltissimo flamenco e ci sono molti percussionisti che ammiro Lucky Losada, Antonio Coronel, Angel Sánchez “Cepillo” . Lo scorso anno ho avuto l’occasione di prendere delle lezioni da Agustin Diassera che è sicuramente tra i miei preferiti attualmente.

Quante ore alla settimana dedichi allo studio?
Nei periodi di preparazione degli spettacoli mi trovo a suonare anche 6-8 ore al giorno, nelle prove unicamente per i musicisti o con il baile. Quando non ci sono nuovi concerti in preparazione mi esercito almeno un’ora al giorno da solo o accompagno per 2-3 ore le lezioni di baile flamenco, che sono sempre un’ottima fucina per trovare nuove variazioni ritmiche.

Quanto ha influito il flamenco nelle tue scelte personali?
Non credo che il flamenco abbia influito sulle mie scelte personali; da un certo punto della mia vita in poi, il flamenco, la musica, sono diventate, delle priorità.

Se tornassi indietro quali sono le cose o le scelte che non rifaresti?
Non saprei, non ci sono cose che non rifarei, ma sicuramente ci sono cose o scelte che farei e penso a come realizzarle, guardando in avanti.

Qual è stata, se c’è stata, la più grande difficoltà che hai incontrato per raggiungere i tuoi obiettivi di artista?
Più che una difficoltà, ad un certo punto ho sentito un’esigenza, quella di fondare una compagnia, creare dei progetti in cui ogni componente partecipasse alla creazione ed alla realizzazione di concerti e spettacoli, attraverso una collaborazione ed una ricerca personale e di gruppo.

Quali sono le tue inquietudini d’artista ? Cosa ti fa salire l’ispirazione ?
La musica è sicuramente la mia prima fonte di ispirazione. Penso, però, che per immaginare delle cose e realizzarle nell’arte in generale tutto può diventare fonte di ispirazione. Quindi, secondo me, si dovrebbe leggere, ascoltare, vedere, viaggiare…

Tecnica ed espressività. Che cosa viene prima?
Il livello tecnico è molto importante, anche perché senza la tecnica diventa veramente difficile realizzare qualsiasi idea. A parità di livello tecnico, però, soprattutto in riferimento al baile, mi interessa la espressività dell’artista. Per la chitarra è lo stesso, un brano mi colpisce per le emozioni che mi trasmette. Per le percussioni, sempre a parità di tecnica, la sensibilità del musicista e la capacità di saper accompagnare o prendere l’iniziativa suonando i suoi strumenti è quello che mi piace.

Qual’è il messaggio che vorresti trasmettere al pubblico? Quale tipo di pubblico vorresti conquistare?
Il pubblico che ho trovato negli anni è molto diverso, a seconda delle situazioni (manifestazioni estive, teatri, tablaos), “aficionados” del flamenco e non. In ogni caso, spero sempre che a loro ed a noi rimanga il ricordo di un bel viaggio fatto insieme attraverso la musica.

Qual’è il tuo rapporto con gli altri colleghi?
Ho buoni rapporti: con alcuni musicisti e ballerini ho una maggiore quotidianità, altri li frequento raramente, di solito ci si incontra durante gli eventi di rilievo di flamenco a Roma o in Spagna. Ovviamente non con tutti, ma basta evitarsi.

Quali sono i tuoi progetti attuali?
Sto iniziando a lavorare ad un nuovo progetto della Compagnia Algeciras Flamenco e sto ci stiamo preparando per le prossime date dei nostri spettacoli già in tournée.

C’è stato un momento della tua carriera particolarmente emozionante e per questo indimenticabile?
Ci sono state tante occasioni emozionanti, legati a dei palcoscenici, a degli spettacoli a cui prendevo parte. Ogni volta che sono dietro le quinte e sto per andare in scena è un momento molto emozionante.

E che cos’è che non hai ancora fatto ma che speri un giorno di fare? Qual è il tuo sogno nel cassetto?
Portare un mio/nostro spettacolo all’estero.

Qual’è l’artista/collega (bailaor, cantaor, tocaor) della scena attuale che più corrisponde al tuo gusto e che più ti emoziona?
Joaquín Grilo, Andrés Marín, Rocío Molina, Karen Lugo; José Valencia, David Palomar, Miguel Poveda, Gema Caballero, Encarna Anillo; Agustín Carbonell “Bola”, José Luis Montón, Juan Carlos Romero, Dani Mendez “Dani de Moron”.

La tua meta ideale: Sevilla, Jerez, Madrid o…?
Sevilla e Madrid.

Tradizione o modernità?
Sono un grande estimatore della tradizione e credo di conoscerla abbastanza, ma mi piace la modernità nel senso di attualizzazione del flamenco e dell’espressione artistica in generale. Il flamenco credo segua il suo nativo sviluppo ed evoluzione come qualunque arte, si nutre di tutto quello che vede e sente. Si ha paura dell’evoluzione perché è ignota, la cosa importante è che non dimentichiamo mai l’origine del flamenco ma neanche lasciare che scada. Credo che sia la chiave per la sopravvivenza e per la crescita dell’arte.

Pensi che ‘il Duende’ sia solo una prerogativa del popolo gitano o spagnolo?
Credo che ormai sia ridicolo chiederselo. Ho avuto ultimamente l’occasione di suonare per Karen Lugo: lei è messicana per nascita, ma non credo si possa affermare che non abbia l’arte nel ballare…

Il tuo più grande difetto e il tuo più grande pregio come artista e come persona.
Testardo: nella vita può essere un difetto, ma nel mio lavoro è con la tenacia che ho fatto dei piccoli passi in avanti. Un pregio che spesso mi riconoscono è la generosità nell’aiutare chi me lo chiede. Io so di pretendere molto impegno nel lavoro.

La prima letra che ti viene in mente…
Quiera tu madre o no quiera
Te vas a venir conmigo
Cien años mi compañera

A che cosa pensi un momento prima di salire sul palcoscenico?
Penso che si sta per esaudire un desiderio.

Il palos che ti rappresenta di più o quello che pensi sia più rappresentativo.
Bulería.

Ascolti altri generi musicali oltre al flamenco? Se si quali?
Si, mi piace il rock, la musica etnica del mondo, ma sicuramente ascolto più flamenco che altro.

L’ultimo libro che hai letto?
Mario Capanna “Formidabili quegli anni”.

La tua giornata ideale?
Quando si lavora…

Qual’è il momento della giornata dove ti senti maggiormente creativo?
La sera.

Un consiglio per i nostri lettori che vogliono fare del flamenco la loro professione.
Studiare in Spagna prendere lezioni private, all’inizio, da percussionisti non spagnoli. Accompagnare, tante, classi di baile. Studiare molto, farsi l’orecchio, vedere spettacoli e concerti, ascoltare CD DVD e metronomo.

Il tuo segreto inconfessabile …
…mi sa che non lo posso dire…

Il tuo compagno/a ideale: dentro o fuori dell’ambiente flamenco?
…è colei che rispetta questa mia grande passione, se poi è una flamenca tanto meglio!

Il flamenco in una parola.
Arte.

Ringraziamo Paolo, per chi volesse approfondire:

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