Valerio Perla

Percussionista (e voce) eclettico e versatile. Frequentatore assiduo di ambiti musicali detti di “contaminazione” e profondo conoscitore del folclore afrocubano. Ha collaborato e collabora con: Nando Citarella & Tamburi del Vesuvio, Jovanotti, Mau Mau, Riccardo Tesi & Banditaliana, James Senese & Napoli Centrale, Mal Funk, Luca di Volo & T.E.S.T Orchestra, Giancarlo Schiaffini & Italian Instabile Orchestra. Richiesto in scena da numerose compagnie di danza e teatro sperimentale e moderno tra cui: MDA di Roma, Teatrocontinuo di Padova, Teatro O2 di Firenze, Controverso di Firenze, Centro d’Arte “La Pescaiola” di Pisa, ecc.

Collabora attivamente con i maestri di ballo: Alberto Valdes y Clave Negra, Mikel Fonts, Teresa Castañeda, Sergio Larrinaga, Niovis Soto, Leonardo Martinez, Jorge Santana, Lieb j, Esmil Diaz, Septimo Jimenez, Mirko Stefio, Claudio e Armanda di Stazio, Jorge “Chiqui” Dixon, Massimiliano Terranova.

Ha studiato percussioni classiche presso il Conservatorio di Salerno con Clara Perra e percussioni cubane con Giovanni Imparato (Napoli), Roberto Mamey Evangelisti (scuola di musica popolare Il Testaccio e successivamente Centro di Percussioni TIMBA, Roma), Alejandro Nenè Carvajal, Chang El Chino Rodriguez, Irian Lopez, Esteban Cha Cha Buele Vega Bacallao, Jesus Mirò, ecc. (La Habana e Matanzas, Cuba). Canto folclorico cubano con Gregorio  El Goyo Hernandez (ISA: Istituto Superior de Arte, La Habana, Cuba).

Ha suonato nella World Music con: Nando Citarella e i Tamburi del Vesuvio (dal 1998), Riccardo Tesi (dal 2000), T.E.S.T. Orchestra & T.E.S.T. Quartet (1998-2000), Mal Funk (1996), Giovanni Imparato (1995), Mau Mau (1994), Spleen Fix (1987).

Nell’ambito della Musica Cubana: Ha suonato tra gli altri con: Muñequitos de Matanzas (ospite – 1997), Yoruba Andabo (ospite – 1993), Los Chinitos (1996), Macondo (1996/1997), Yemberè (1997/1998), Picante, Olubatà, Cubason, Casa de los Reyes, Horacio el negro Hernandez, ecc.

Nell’ambito della Musica Latino-Americana: Ha suonato con: La Traccia (musica brasiliana-1985/1990), Duo Chitarristico Pierri -Smeraldo (latino-americano classico folclore cileno, venezuelano ed argentino-1983/1985), Barbara Casini (musica brasiliana – 1998), ecc.

Nell’ambito della Musica Popolare Italiana (Sud Italia): Nando Citarella & La Paranza (1994), Alfio Antico (1993),  La Traccia (1985/1990), ecc.

Nell’ambito del Flamenco Tradizionale (1992/1995): Daniele Bonaviri, Manuel Santiago, Josè Carrillo, Paco Principe, Elena Vicini, Giovanni Lorenzo, Mario Orbitani. Con le compagnie: Sacromonte, Aire de Andalucia, Cantares, Rossella. Nel flamenco moderno: Gipsy Moreno Jimenez, Aguardiente, Cuarteto Cañaveral.

Nel Teatro: Teatro Continuo di Padova (La Biblioteca del Tempo – 1996, Le Troiane di Euripide, Prometeo e Il Prometeo Incatenato di Eschilo – Velia Scavi Archeologici – regia Nin Scolari – 1997/2000, Sulle Orme di Hera – 2000, GRAMMELOT la lingua di OZ – Bauthaus – Dessau, Berlino 2005.

Ha collaborato con le compagnie: La Barcaccia di Salerno (Le Farse di Petito, Le Disgrazie di Pulcinella, A ggente per la regia di Pasquale de Cristofaro – 1986), Arte Scenica di Reggio Calabria (Zuoccole, Tammorre e Femmene – 1985), Antonella Parisi (La Donna – teatro sperimentale – 1986), Teatro O2 di Firenze (Medea allo specchio di José Triana – 2000).

Nella Danza Moderna:  Joseph Fontano (1987/1990), Compagnia Controverso di Massimiliano Terranova (nelle coreografie Sentire e Dis’Amor – Firenze, Teatro Esperia – 2000), M.D.A. di Roma (Orfeo de’Pazzi – vari festivals – 2000), Centro d’Arte “La Pescaiola” (Scultura 2000 – 8º Simposio di Scultura, Scultura 2001), Max Luna III Contemporaneo (Firenze – Opus Ballet Stage – 2004).

 Nella Jazz / Latin Jazz / Jazz Rock / Blues: James Senese & Napoli Centrale (1987), Barbara Casini (1998), Heads & Strings (1997), Las Islas Sonoras (1997/1998), Trio Bye-Ya (1999/2000), Antonio Onorato (1996), Franco Santarnecchi (1999/2000), Hotel La Salle, Oscar Bauer & Lupo (dal 2002), Michel Audisso.

 Nella “Musica Colta”: come solista nelle Musiche del ‘700 napoletano (A la Fiera di Mast’Andrea, Non c’è più Pace, Suite da Pergolesi e Tricarico Duomo di Salerno – 1994), Strumenti di Pace Voci nel Mediterraneo musiche di L. Di Volo (Firenze, Teatro Verdi – 1999), Misa Criolla di Ramirez con il Coro Harmonia cantata (Firenze – 2000), Omaggio a Furio Rendine con l’orchestra del Teatro Marruccino (Chieti – 2003).

 Con i Cantautori: Lorenzo Jovanotti (Serenate su RAI 2 – 1998), Chiara Riondino, Enzo Gragnaniello (1996).

 È inoltre Autore di Spettacoli, variamente rappresentati, quali: Ayà es un Mundo de Tambores per tamburi e voce sul folclore afrocubano; Casa de Los Reyes (1991/2000) vincitore del premio Castello di Nipozzano Busker’s Festival; Cubania per voce, percussioni e pianoforte, sulla musica cubana tra ‘800 e ‘900 (2000); Discorso intorno ad una Linea per voce, percussioni e pianoforte: Spettacolo su musiche di Ravel, Duparc, Mahler, Schubert, Guastavino; Commissionato in occasione di una Mostra sulla Linea Gotica e sulle Ragioni della Resistenza (2000).

 Come Autore nel 2005 collabora, attraverso la FIDS (Federazione Italiana Danza Sportiva) con la De Agostini in un importante progetto editoriale a fascicoli legato alla trasmissione “Ballando con le stelle”, registrando in video delle lezioni di ritmica e scrivendo i testi nei fascicoli: Salsa Cubana (1,2,3,4), Salsa Portoricana (1,2,3,4), Merengue (1,2,3), Bachata (1,2), Mambo (1,2), Rueda (1,2).

Nel 2008 sempre per la Federazione Italiana Danza Sportiva è autore della parte tecnica del nuovo manuale per gli istruttori di danze caraibiche.

Partecipa alle registrazioni in video in qualità di percussionista per le lezioni di danza Mambo e Cha Cha Cha di Claudio ed Armanda Di Stazio per la Regia di Luca Tommasini distribuite da TV Sorrisi e Canzoni, Chi, e Donna Moderna

Svolge ed ha svolto un’intensa Attività Didattica attraverso Corsi, Stage e Lezioni-Concerto in tutto il territorio italiano ed europeo.

Dal 2003 presenta Stage dedicati alla storia ed alla comprensione della musica latina nei più importanti raduni salseri tra i quali: Conjunto Salsero (Riccione), Bailaconmigo (Assisi, Maratea), Salsaterme (Chianciano Terme), FirenzeBaila (Firenze), Salsagolosa (Cuneo), Festival Latino Village (Bussolengo), Salsitaly (Roma. Monopoli), SalsaSpainFestival (Barcellona).

Collabora attivamente con i maestri di ballo: Alberto Valdes y Clave Negra, Mikel Fonts, Teresa Castañeda, Sergio Larrinaga, Niovis Soto, Leonardo Martinez, Jorge Santana, Lieb j, Esmil Diaz, Sam Rabou, Septimo Jimenez, Mirko Stefio, Claudio e Armanda di Stazio, Jorge “Chiqui” Dixon.

Nel 2004 cura i salotti “prima del concerto”, incaricato dal Festival Mirada Cubana di Firenze per i concerti di: Oscar d’Leon, Adalberto Alvarez, Sierra Maestra, Eliades Ochoa y el Patria.

Stage legati al folclore afrocubano presso il Festival “Sentieri Acustici” (Maresca – Pistoia) negli anni 2004, 2005, 2006.

Stage legati al folclore afrocubano presso il Festival “Etnie” (Marina di Camerota 2007, 2008)

 

Tutto è iniziato…
Nel 1978 con dei “bonghetti” dimenticati da un amico di mio fratello… e contemporaneamente con la scoperta di Carlos Santana e Paco de Lucia … Entre dos aguas … l’ho letteralmente consumato …

Quando hai capito che il Flamenco sarebbe stato la tua professione?
Il flamenco è stata la mia professione per un lungo periodo ma mai quella esclusiva. Caratterialmente odio i sensi unici e non riesco a slegare la passione da quello che faccio … quando mi sono accorto che il Flamenco generava in me atteggiamenti posticci (modo di vestire, atteggiamenti sul palco ed il genere l’attenersi al “copione” gitano) me ne sono allontanato cercando di citarlo e di conservare solo l’inestimabile tesoro del suo linguaggio.

Chi sono i tuoi punti di riferimento ?
Sicuramente Ruben Dantas per la straordinaria inventiva che ha portato il Flamenco a dotarsi del cajon, Tino di Geraldo per l’inquietudine e le contaminazioni tra rock e India, e per la tecnica adoro el Piraña e la sua capacita di citare la mia amata Cuba nei suoi fraseggi …

Quante ore alla settimana dedichi allo studio?
Attualmente davvero poche anche perché nella attuale condizione di crisi le opportunità per suonare si sono drasticamente ridotte e quindi anche la spinta a studiare

Quanto ha influito il flamenco nelle tue scelte personali?
Davvero tanto … in primo luogo nella mia formazione musicale e poi nell’acuire la mia capacità di dialogo con il ballo e più in generale con gli strumenti solisti …

Se tornassi indietro quali sono le cose o le scelte che non rifaresti ?
Davvero nessuna …da tutto quello che ho fatto (anche le cose “orribili” ) ne ho sempre tratto un insegnamento fondamentale

Qual è stata, se c’è stata, la più grande difficoltà che hai incontrato per raggiungere i tuoi obiettivi di artista?
La mancanza completa (in Italia) di un “sistema spettacolo” cioé il complesso di norme, centri di preparazione e figure professionali … tutto qui viene gestito in modo approssimativo… con organizzatori che scappano con gli incassi, fonici che definire approssimativi è un complimento, scuole tutte slegate tra loro e con titoli non riconosciuti, norme incomprensibili che complicano la vita inutilmente e più di tutto la mancanza della figura del musicista professionista …

Quali sono le tue inquietudini d’artista ? Cosa ti fa salire l’ispirazione ?
Sono decisamente inquieto … ed è cosa nota … non amo le soluzioni ritmiche scontate e quelle stra-usate ed in genere non mi diverto per niente nel ruolo “le percussioni tengono il tempo” … Cosa che spesso nasconde l’incapacità ritmica di questo e quel musicista … per me le percussioni sono un dialogo costante ed aperto tra melodia e portamento ritmico … e tutto ciò che blocca questo dialogo col passare del tempo mi annoia e non mi ispira più …

Tecnica ed espressività. Che cosa viene prima?
Nessuna delle due … si muovono sempre di pari passo … senza studio l’espressività si mantiene in pochi moduli e sempre uguali … e senza espressività gli studi sono delle mostruosità tecniche senza anima …

Ti senti più artista o più insegnante?
Questa domanda sembra proporre una dicotomia a mio giudizio inesistente. Nella mia vita l’insegnamento è una disciplina cui ho dedicato e dedico davvero molto tempo senza togliere neanche un attimo alla mia condizione di “artista” … questioni di passione per l’uno e per l’altra

Qual’è il messaggio che vorresti trasmettere ai tuoi allievi?
La grandiosa bellezza della diversità, la eversiva potenza della tradizione e la certezza che nell’instabilità (scelta e consapevole) si può vivere sorridendo.

E quale al pubblico?
La grandiosa bellezza della diversità, la eversiva potenza della tradizione e la certezza che nell’instabilità (scelta e consapevole) si può vivere sorridendo 🙂

Qual’è il tuo rapporto con gli altri colleghi?
Ottimo con quelli che considero amici e non colleghi …

Quali sono i tuoi progetti attuali?
Un trio di latin Jazz, una miriade di conferenze e lezioni in tutta Italia e mille altre cose in cantiere …

C’è stato un momento della tua carriera particolarmente emozionante e per questo indimenticabile?
Il mio inizio nel flamenco. Con quella che considero ancora la mia maestra ed una cara amica Elena Vicini … il principio degli anni ’90 erano tempi coraggiosi a Firenze con chitarra, baile, basso e cajon ci proponevamo in serate irresponsabili ma di grandissimo successo … erano tempi davvero grandiosi …

E che cos’è che non hai ancora fatto ma che speri un giorno di fare? Qual è il tuo sogno nel cassetto?
Milioni di cose … prima di tutto però imparare bene a far risuonare la mia anima … il resto verrà da se …

Qual’è l’artista/collega (bailaor, cantaor, tocaor) della scena attuale che più corrisponde al tuo gusto e che più ti emoziona?
Decisamente el Piraña …

La tua meta ideale: Sevilla, Jerez, Madrid o…?
Dovunque ci sia una mentalità aperta e l’ignoranza sia perseguita per legge …

Tradizione o modernità?
Non può esistere modernità senza tradizione … la tradizione è però in continuo mutamento quindi … la tradizione è modernità.

Pensi che ‘il Duende’ sia solo una prerogativa del popolo gitano o spagnolo?
Il duende è l’espressione di una cultura e di un respiro vitale ed è quindi a disposizione di chiunque abbia amore, rispetto e dedizione a quella tradizione …

Il tuo più grande difetto e il tuo più grande pregio come artista e come persona
Sono polemico, permaloso e volitivo ma per fortuna ogni tanto la smetto di prendermi sul serio …

La prima letra che ti viene in mente…
Me llama me llama el sol que cuando sale entra por mi ventana y se acuesta a mi cama

A che cosa pensi un momento prima di salire sul palcoscenico?
Di essere immensamente fortunato

Le emozioni che provi mentre suoni …a cosa pensi ?
Se tutto scorre … a niente

Ti capiterà di salire sul palco e non avere voglia di suonare, voglio dire… immagino che quando diventa un impegno possa succedere. Come te la sbrighi ?
Mi succede sempre ma poi … tutto comincia a scorrere … e penso di essere enormemente fortunato

Ascolti altri generi musicali oltre al flamenco? Se si quali?
Davvero quasi tutta la musica .. tranne il rock satanico, il nazi-pop ed il liscio …

L’ultimo libro che hai letto ?
di Gianrico Carofiglio

La tua giornata ideale?
Leggere suonare e far l’amore.

Qual’è il momento della giornata dove ti senti maggiormente creativo ?
Quando c’é il sole …

Un consiglio per i nostri lettori che vogliono fare del flamenco la loro professione
Studiarestudiarestudiare

Il tuo segreto inconfessabile
Vorrei vincere qualche milione di euro …

Il tuo compagno/a ideale: dentro o fuori dell’ambiente flamenco?
La mia attuale compagna …

Il flamenco in una parola
Inquietudine.

Tante grazie a Valerio! Per chi volesse approfondire :

 

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