Andrea Zotta

Zotta

Profesora Nacional de Música, especialidad Percusión ( “Conservatorio Nacional de Musica” de Buenos Aires, Argentina).
En el año 2006 obtiene el Diploma de estudios en “ Teoria Musical del Flamenco”  (Sociedad List-Kodàly de España).
Actualmente está comenzando el “Máster Universitario en Estudios Avanzados en Flamenco” de la Universidad de  Huelva en la especialización  “Teoría General del Flamenco”.
Se dedica al “Baile Flamenco” estudiando con maestros argentinos y asistiendo a  cursillos y stage  con maestros españoles (María del Mar Moreno, Mercedes Ruiz y Adela Campallo entre otros).
En el año  2002 se translada  a Italia donde enseña “Baile flamenco” , “Sevillanas” y  “Teoría y Rítmica del Flamenco”  en diferentes escuelas de la ciudad de Milán (“Harbour Club Milano” – “Moma Studios” – “Danzarmonica” – “Icaro Club ”)
Colabora con la “Associazione Talents Dance” de Ancona realizando cursillos de  “Baile Flamenco”
Colabora con el “Instituto Velázquez” (ente para la difusión de la cultura española en Italia ) realizando cursillos de Baile Flamenco.
En el año2007 escribe “Apuntes sobre Teoría y Rítmica del Flamenco
En el año2007 protagoniza junto con sus alumnas el documental “Algo mas que Flamenco” del director italiano Luca Maragno.
En el añ0 2008 vuelve a Buenos Aires y continúa su actividad didáctica y artística.

Principales teatros y manifestaciones en las que ha participado :
• “Euromeet Jazz Festival” 2004 – Castelfranco Veneto (Italia)
• “Noche de gala del Hong Kong Ballet” – Mandarin Oriental Hotel – Hong  Kong (China)
• “Nei Suoni dei Luoghi” – Sprejemni Center Gradina / Doberob (Eslovenia)
• “Solstizio d’estate – 15a edizione ” – Teatro San Pietro / Mezzocorona (Italia)
•  “Il Veneto Teatro e Danza” – Teatro Villa Belvedere / Mirano (Italia)
•  “Grinzane Festival – 10 anni di contaminazione ”– Costigliole d’Asti (italia)
•  “12° Festival del Jazz” – Berbenno di Valtellina (Italia)
• “Tre passi nella Danza” – Parco Lineare di Torino (Italia)
• “Le Città Invisibili”  – Abbiategrasso (Italia)
• “Suoni e Voci dal Mondo 2005” – Magnago y San Vittore Olona (Italia)
• “Martesana in Piazza 2006 ”  3° edizione – Milan (Italia)
• “Suoni di Terra” 2007 – San’t Agata de’Goti (Italia)
• “Festival des artistes de rue 2007” – Aosta-Vieille Ville (Italia)
• “I° Festival Internazionale di Danza VERDinDANZA” – Genova (Italia)
• “Martesana in Piazza 2008” 5° edizione – Milan (Italia)
• “Carmen, la flor del embrujo” – Buenos Aires (Argentina)
• “Tango y olé”- Buenos Aires (Argentina)

 

Come ti sei avvicinata al flamenco?
Se ti dico che non mi ricordo nè come nè quando mi credi?? Quando ero ancora piccola ho deciso che volevo ballare flamenco ma sono passati tantissimi anni prima che riuscissi a prendere lezioni e a studiarlo, avevo quasi 20 anni. Non avevo studiato nessun altro tipo di danza ed ero super convinta che il mio lavoro sarebbe stato la musicista, infatti sono diplomata al conservatorio in percussioni. E invece?… é arrivato un momento in cui  mi sentivo sposata con le percussioni ma perdevo la testa per il mio amante:  il flamenco! Dopo alcuni anni un giorno  mi sono detta “Ah! però le percussioni io le posso fare con i piedi! Geniale!” ed eccomi qui…

Quando hai capito che sarebbe stata la tua professione?
Non so se l’ho capito o meno… è successo… ho cominciato insegnando e poi ballando ovunque avessero bisogno e mi sono sentita talmente bene che non ho più smesso.

Hai mai pensato di non farcela?
Tutti i giorni!

Chi sono i tuoi punti di riferimento?
 I  miei maestri

Quante ore alla settimana dedichi allo studio?
Tutte quelle che ho a disposizione, vorrei che fossero molte di più… purtroppo in questo momento sto studiando poco perché ho una bambina piccola che mi richiede parecchio tempo.

Quanto ha influito il flamenco nelle tue scelte personali?
Tantissimo, almeno all’inizio… adesso sono un po’ più rilassata e se , ad esempio, mi viene voglia di tagliarmi i capelli lo faccio senza pensare “ah, no! Le flamenche hanno i capelli lunghi però”…

Qual è stata, se c’è stata, la più grande difficoltà che hai incontrato per raggiungere i tuoi obiettivi di artista?
Penso che una delle difficoltà più grosse sia quella di avere colleghi che sono sempre pronti a criticare.

Tecnica ed espressività. Che cosa viene prima?
L’ETERNA DOMANDA! La tecnica è importantissima ma non penso sia assolutamente l’unica cosa che conta, se hai una super tecnica e non comunichi niente non ha molto senso salire sul palco.  Penso che l’espressività sia moooooooooooooooolto importante quindi direi che prima viene l’espressività e poi la tecnica senza mai trascurarla però pensando a “Quanto duende che ho! Olè a me stessa!”.

Ti senti più artista o più insegnante?
Mi sento un’artista dell’insegnamento (hehehehehehe)… Mi sento molto a mio agio quando insegno, senza nessuna pressione addosso! Però le mie allieve hanno sempre detto che sono molto esigente, delle volte forse troppo… Anche sul palco mi sento molto bene ma un po’ meno rilassata.

Qual’è il messaggio che vorresti trasmettere ai tuoi allievi?
Divertitevi  e STUDIATE!!!!!!!!!!!!!!!!!!

E quale al pubblico?
Lasciatevi andare.

Quale tipo di pubblico vorresti conquistare?
Non mi sono mai posta la domanda… secondo me se il pubblico viene coinvolto nel tuo spettacolo non hai niente di più da chiedere. Se devo risponderti direi che  vorrei conquistare il pubblico che viene a vedere uno spettacolo senza preconcetti.

Qual’è il tuo rapporto con gli altri colleghi?
Che domanda!  Non mi rapporto con molti colleghi, è molto difficile… Ce ne sono alcuni , non solo ballerini/e, che rispetto tantissimo con i quali ho avuto il piacere di lavorare e anche di condividere dei bellissimi momenti  fuori dal “lavoro”.

Quali sono i tuoi progetti attuali?
Adesso sto vivendo a Buenos Aires, ballo nei tablaos locali e faccio parte di  “Carmen, La Flor del Embrujo” (una nuova versione della tradizionale Carmen)  e di “Tango y Olè” (uno spettacolo di tango argentino e flamenco) tutte e due sotto la reggia di Mony Gally (bailaora “mitica” della scena Argentina).

C’è stato un momento della tua carriera particolarmente emozionante e per questo indimenticabile?
Per fortuna ancora non è arrivato quel momento… vuol dire che ho tanto da fare e questa consapevolezza mi rende felice.

E che cos’è che non hai ancora fatto ma che speri un giorno di fare? Qual è il tuo sogno nel cassetto?
Aprire una scuola di arte flamenca dove la gente possa imparare tutte le discipline.

Qual’è l’artista della scena attuale che più corrisponde al tuo gusto e che più ti emoziona?
Eva la Yerbabuena

La tua meta ideale: Sevilla, Jerez, Madrid o…?
Per vivere Sevilla, per studiare Madrid

Tradizione o modernità?
Tradizione un po’ modernizzata, ma solo un po’.

Pensi che ‘il Duende’ sia solo una prerogativa del popolo gitano o spagnolo?
Assolutamente no.

Il tuo più grande difetto come artista e come persona
Dire sempre quello che penso.

Il tuo più grande pregio come artista e come persona
Dire sempre quello che penso

La prima letra che ti viene in mente…
Las duquelas que tu tengas… bien merecía las tiene’ que por tener tan mal lengua…

A che cosa pensi un momento prima di salire sul palcoscenico?
Al “compas” poi cerco di svuotare la testa,  fare un respiro profondo e via…

Ascolti altri generi musicali oltre al flamenco? Se si quali?
Si, musica rinascimentale soprattutto spagnola, tango argentino e musiche del sud d’Italia ma il flamenco rimane sempre quello che preferisco.

L’ultimo film che hai visto al cinema? L’ultimo libro che hai letto se preferisci…
L’ultimo film è stato “Il papa di Giovanna” e l’ultimo libro “Ultime notizie della famiglia Malaussene” di Daniel Pennac.

La tua giornata ideale?
Colazione al bar (seduta!), prove, pomeriggio con mio marito, mia figlia e il mio cane, lezioni, cena e film!

Un consiglio per i nostri lettori che vogliono fare del flamenco la loro professione
Studiare, studiare, studiare non sollo ballo, anche cante, ritmica e tanta teoria.

Il tuo compagno ideale: dentro o fuori dell’ambiente flamenco?
C’è l’ho! Quello che non ha niente a che fare con l’ arte ma che allo stesso tempo l’ama.

Per che cosa vorresti essere ricordata
Per la simpatia e la voglia di fare!

Il flamenco in una parola
TODO!

Las Tres Gracias ringraziano Andrea. Per maggiori informazioni visitate:

Andrea Zotta -Teatro La Clac di Buenos Aires:

3 thoughts on “Andrea Zotta

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