Saïdjah “La Zambra”

Saïdjah Mahalia Guinevere Galo “La Zambra” nasce in una famiglia di artisti, la madre é la ballerina di flamenco Genevieve Galo.
Inizia all’età di 5 anni lo studio del flamenco frequentando i corsi della bailaora Torre Montijo e prosegue frequentando la scuola di danza della madre Genevieve Galo costruendosi cosi una base di tecnica del flamenco.
Dal 2001, all’età di 16 anni continua la sua formazione partecipando a molti Master di flamenco tenuti da grandi ballerini e coreografi di flamenco di fama internazionale come: Belen Maya, Javier Baron, Javier Latorre, Chiqui de Jerez e Maribel Ramos.
Dopo la maturità linguistica conseguita in Italia, si trasferisce a Siviglia dove frequenta con assiduità e grande passione la accademia di flamenco “Fundacion Cristina Heeren de Arte Flamenco” studiando con insegnanti come Milagros Menjibar “La Reina de la bata de cola”, Rafael Campallo, Ursula Lopez, Carmen Ledesma, Yolanda Lorenzo, “La Choni”, Luisa Palicio, “El Choro” e Ely Parillo.
Dal 2007 risiede in Belgio e lavora come insegnante, coreografa e ballerina solista presso diverse scuole di danza e teatri delle maggiori città belghe.
Nel 2009 Fonda il gruppo “Alma Flamenca”con Marquito Velez, Ivan Smeulders e Emile ”El Rubio”.

 

Tutto iniziò…
Quando sono nata. I miei genitori sono artisti, fin da piccola mi sono nutrita della loro arte.

Hai capito subito che il flamenco sarebbe stata la tua professione?
Ovviamente no, ma l’ho veramente voluto quando sono partita per Sevilla, lasciando tutto dietro di me.

Quanto ha influito essere figlia di una bailaora flamenca?
Ho passato praticamente tutta la mia infanzia tra lezioni, stage e spettacoli. Non ho avuto un incontro con il Flamenco… c’é sempre stato.

Hai mai pensato di smettere?
Durante l’adolescenza c’é stato un periodo in cui non avevo più alcun interesse per il Flamenco, ma poi mia madre mi ha iscritta ad un corso con Javier Latorre… beh, da quel giorno non più ho smesso!

Chi sono i tuoi punti di riferimento nel baile?
Sono convinta del fatto che possiamo sempre imparare qualcosa da tutti, indipendentemente dal livello.
Per me sono stati fondamentali Javier Latorre, Milagros Menjibar, Rafael Campallo e Yolanda Lorenzo.
Genevieve Galo, mia madre, rappresenta le mie radici come persona e ballerina.

Quanto ha influito il flamenco nelle tua vita?
Tantissimo. E’ senza dubbio il grande amore della mia vita!

Quale è stato l’ostacolo più grande che hai incontrato nel tuo percorso?
Problemi di schiena.

Tecnica ed espressività. Che cosa viene prima?
La tecnica é essenziale per l’espressività. Più tecnica hai, più libertà dai alla tua espressività. Sono entrambe fondamentali!

Ti senti più artista o più insegnante?
Ho la fortuna di non dover escludere l’insegnamento per poter ballare. Personalmente trovo che l’insegnamento sia un’arte.

Qual’è il messaggio che vorresti trasmettere ai tuoi allievi?
Passione, costanza, disciplina, sincerità, eleganza… ma soprattutto rispetto per quest’arte.

Qual’é il momento della giornata dove ti senti maggiormente creativo?
Nel sonno, ma purtroppo dimentico la maggior parte delle mie creazioni notturne. L’altra mattina mi sono svegliata con un remate por Tarantos.

Quali sono le tue inquietudini d’artista? Cosa ti fa salire l’ispirazione?
La mia più grande inquietudine é la salute. Mentre l’ispirazione va e viene e devo dire che la trovo molto dispettosa.. ci sono delle volte che proprio non si lascia catturare.

Quali sono i tuoi progetti attuali?
Ballare molto, studiare sempre e insegnare con entusiasmo.

C’è stato un momento della tua carriera particolarmente emozionante e per questo indimenticabile?
Ogni volta che ho il piacere di salire sul palco con i miei musicisti.

Il tuo sogno nel cassetto?
Ho il vizio di sognare in grande… il resto non ve lo racconto.

Qual’è l’artista della scena attuale che più corrisponde al tuo gusto e che più ti emoziona?
Ci sono diversi artisti che mi emozionano, ma se proprio devo darvi un nome scelgo lei, Mayte Martin.

La tua meta ideale: Sevilla, Jerez, Madrid o…?
Esto lo tengo muy claro: Sevilla

Dal di fuori, spiegaci la differenza tra il flamenco in Italia e fuori dall’Italia…
Difficile questa, non conosco il mondo Flamenco in tutte le città italiane. …Passo…

Tradizione o modernità?
La tradizione forma la colonna vertebrale della modernità.
Se si vuole interpretare o creare “Flamenco Moderno” bisogna prima sapere cos’é il Flamenco e questo ci viene offerto dalla tradizione. 

Raccontaci il tuo “Duende’ : cosa significa per te questa parola e quando l’hai provato l’ultima volta
“Duende” é un termine che non amo. Trovo che sia un’ossessione nel Flamenco fuori dalla Spagna…

Il tuo più grande difetto e il tuo più grande pregio sia come artista che come persona
Sarebbe giusto chiederlo a chi mi sta vicino e lavora con me. Mi dicono spesso che sono molto severa ed esigente e che lo sono anche con me stessa.

Il palos che ti rappresenta di più o quello che pensi sia più rappresentativo per il tuo baile
Solea.

A che cosa pensi un momento prima di salire sul palcoscenico?
Non penso… sento

Descrivici le emozioni che provi mentre balli…
La libertà di sentire, respirare, muovermi e di ascoltare chi mi accompagna.

Quanta parte di improvvisazione c’è quando sali sul palco?
Di solito preparo i miei balli per avere un punto di riferimento. Ma poi sul palco succedono cose speciali…

Bailaora solista su di un palco. Chi vorresti con te come accompagnamento al cante y al toque?
Al cante: Naranjito de Triana por Peteneras, Mayte Martin por Guajiras, Camaron de la Isla y Chano Lobato por Alegrias, Gema Jimenez por Caracoles, Sonia Miranda por Farruca, La Argentina por Seguiriyas, Por Bulerias voy pa Jerez… es que hay muchos!
Al toque: Eduardo Rebollar.
Ma sono già circondata da fantastici musicisti!

Il tuo segreto inconfessabile…
Rimane inconfessabile!

Qual’è il tuo rapporto con gli altri colleghi?
Nella maggior parte dei casi buono, ma come con tutte le altre persone che incontro, ci si può piacere o meno. 

Un consiglio per coloro che vogliono intraprendere il flamenco come professione
Studiare tanto e con diversi maestri, ma soprattutto ascoltare molto molto molto cante. No se puede bailar sin saber de cante!

Se tornassi indietro quali sono le cose o le scelte che non rifaresti?
Non ho ancora compiuto 25 anni, quindi non ho molto da guardarmi indietro… richiedetemelo tra qualche anno!

Come ti vedi tra una ventina di anni?
Con ganitas de Flamenco!!!

Per che cosa vorresti essere ricordato?
Non credo sia importante essere ricordati, voglio star bene adesso.

Il flamenco in una parola
Vida

Grazie Saïdjah! Per chi vuole saperne di più:

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