Lidón Patiño

Lidón Patiño Berjas nasce a Castellón nel 1988. A 7 anni entra a far parte del cuadro de baile del Centro cultural Andaluz della sua città natale dove acquisisce dimestichezza con la scena. Comincia alla stessa età gli studi di base di danza classica, spagnola e flamenco, studiando con Cristina Belinchón, Ángela Bernat e Paco Berbel fra gli altri. Durante gli anni affianca agli studi di danza diverse esibizioni tra le quali spiccano il suo intervento come solista insieme alla orchestra sinfonica nell’auditorium di Castellón e la sua partecipazione nella compagnia di Lola Ramos. Grazie al progetto della associazione “Terpsícore y danza”, ottiene diverse borse di studio nel corso degli anni per partecipare a corsi intensivi di danza classica, spagnola e flamenco a Barcelona, Madrid, Sevilla, Jerez che contribuiscono a completare la sua formazione. Tra questi corsi sono da ricordare quello realizzato nell’istituto superiore di danza “Alicia Alonso”, in cui studia con Loipa Araujo, Lienz Chang, Ana Leyte…; quello di Barcelona, sotto la direzione di Elise Lummis, dove studia con Heather Mcnab e Rodolfo Castellanos.

Prosegue la sua formazione studiando con grandi figure del flamenco come Juana Amaya, Eva “La Yerbabuena”, Rafaela Carrasco, Antonio Canales, Los Farrucos, Milagros Menjíbar, Carmen Ledesma, Manuel Liñán, Rocio Coral, Rafael Campallo, Pastora Galván, Beatriz Martín, Chiqui de Jerez, Joaquín Grilo, Isabel Bayón… 
A 17 anni si trasferisce a Madrid e due anni più tardi si diploma al conservatorio professionale di danza. Li studia con Conchita Cerezo, Paco Morales, Juan Manuel Carrillo, Graciela Craus, Javier Palacios… e ha l’opportunità di partecipare a corsi intensivi con artisti del calibro di Carmen Cubillo, Maria Vivó, Merche Esmeralda e Lola Greco.
Parallelamente continua a studiare nella scuola di flamenco Amor de Dios, con artisti come Carmen “La Talegona”, José Maya, Miguel Cañas, Cristóbal Reyes, El Güito, Inmaculada Ortega, Marco Flores, María Juncal, Alfonso Losa… 
Nel concorso nazionale di danza ciudad de Castellón ottiene un ruolo all’interno del Ballet de Murcia, la borsa di studio “espacio Madrid”, il premio del pubblico e viene contattato da Javier Latorre con il succcessivo trasferimento a Córdoba. Lì studia con Javier Latorre, Mara Martinez, Álvaro Paños, Daniel Navarro, Ara-Leo, Nuria Leiva
Ha lavorato in numerosi tablaos come Casa Patas, Las Carboneras, el Corral de la Morería, Cardamomo, Café del duende, Corral de la Pacheca e el Café de Chinitas, dividendo il palcoscenico con grandi artisti.
Bailaora solista nello spettacolo “Fue en otoño” coreografato da La Truco e Ángel Muñoz. Ha fatto parte della compagnia di Lola Greco per la produzione de “La Traviata”, per il teatro La Fenice di Venezia. Bailaora solista nella compagnia di José Huertas e Marta Fernández nello spettcolo “Retratos de antaño” e nello spettacolo della pianista Ariadna Rivas, che debutta nel grande tablao fondato da Manolo Caracolque se debuta en el gran tablao fundado por Manolo Caracol “Los Canasteros”.
Nel 2009 entra come solista della compagnia di Rafael Amargo per lo spettacolo “La dificil sencillez” dove divide il palcoscenico con artisti come Nacho Blanco, Manuel Molina, Pilar Távora, Juan Parrilla, Juañares, Maite Maya…; debutta nei teatri del circuito della programmazione del festival de Mont de Marsan del 2010 (Francia).
Da quel momento entra a far parte della compagnia e realizza numerose tournee per il mondo (Giordania, Emirati Arabi…) partecipando ad altri spettacoli come “Intimo” e “Tiempo Muerto”. Viaggia a Santo Domingo con lo spettacolo “Pasión Española” a giugno del 2012.

A marzo del 2012 debutta come solista nella compagnia di Pastora Vega (nipote della grande Pastora Imperio) nello spettacolo “Juego de damas” diretto da Sonia Cámara. Questo spettacolo viene presentato nel teatro Galileo di Madrid, e viene inserito in diverse rassegne come “Madrid endanza” e nel circuito dei maggiori dei teatri.
In aprile del 2010, presenta il suo primo spettacolo “Inquietudes”, all’interno della programmazione delle giornate flamenche di Castellón condividendo il palcoscenico con grandi artisti e avendo l’opportunità per la prima volta di presentare un suo lavoro. 
Forma parte della programmazione del primo festival flamenco del Corral de la Morería per la Suma Flamenca ballando insieme a Raúl Ortega.
Bailaora solista nello spettacolo “Puro pa ti, Puro pa mi” con Saray de los Reyes; spettacolo che si fonda nell’amicizia tra queste due giovani bailaoras, che condividendo forza e giovane maestria ballano sotto la direzione e il compas di Juan de los Reyes, che ha condiviso molti palcoscenici con il grande Farruco.
Entra a far parte della compagnia di Marco Flores, nello spettacolo “De Flamencas”, presentato a novembre 2010 nel Gran Teatro de Córdoba, che riscosse un ottimo successo di pubblico e di critica. A febbraio del 2012 questo spettacolo riceve il Premio della Critica nel Festival de Jerez. .

A dicembre del 2010 presenta la coreografía “Sueño de amor” con Cristian Pérez e un grande corpo di baile, all’interno del “XIX Certamen de coreografía de danza española y flamenco” arrivando alle finali.
Artista invitata da Angélica Leyva nel suo spettacolo “Flamenco Retro´p”.
Forma parte della compagnia di Carmen “La Talegona”, nello spettacolo “Quebranto”.
A maggio del 2011 cura la coreografia dello spettacolo “Flamenco Flatland”, presentato nel Castillo de Gibralfaro de Málaga, patrocinato da Red Bull. Vengono realizzati diversi spettacoli tra i quali spiccano quelli realizzati nel Palacio de Telecomunicaciones de Madrid, El Círculo de Bellas Artes… e in paesi stranieri come l’Austria.
A giugno del 2011 partecipa al festival de los nuevos valores flamencos “XI Larachí Flamenca”, che si inaugura nel teatro Alameda de Sevilla. Questo festival si celebra anche a Parigi dove ottiene un grande successo di critica. Inoltre nel 2012 viaggia ad Ankara (Turchia).
Viene invitata come solista al XIII Festival internacional de Benicássim, dove presenta la sua coreografia “Paseando sola”, e successivamente nella Gala del día internacional de la danza a maggio del 2012.
A luglio del 2011 riceve il Primer Premio de Flamenco en el Concurso Internacional de Danza de Almería.
Partecipa al prestigioso Festival de Avignon (Francia) a luglio del 2011.
In agosto del 2011 balla nel Corral del Carbón (Granada) all’interno della rassegna “Los Veranos del Corral” dove parteciperà anche nella edizione del 2012.
A dicembre del 2011 presenta la sua coreografia “Remates en el interior” al XX Certamen de Danza Española y Flamenco de Madrid, celebrato nel Teatro Fernán Gómez. Riceve il premio a la Joven Promesa del Flamenco, e viene chiamata per la  Suma Flamenca 2012, condividendo il palcoscenico con rinomati artisti e ricevendo un grande successo di critica. 
A gennaio del 2012, va a Barcelona per iniziare le prove per la prossima produzione di un musical dedicato alla vita di  Carmen Amaya, dove coprirà il ruolo di protagonista. Le prove si sono tenute in diversi angoli della città di Barcellona. Dopo alcune settimane si è trasferita a Madrid dove ha dovuto immedesimarsi nel ruolo di Carmen Amaya interpretando momenti delle diverse tappe della vita della grande artista. A settembre del 2012 balla nello spettacolo “Solos Flamencos” diretto dalla compagnia “Malucos Danza”, con Nino de los Reyes, Guadalupe Torres e Jesús Carmona.

¿Cómo llegaste al flamenco?
Desde chiquitita me encantaba, fui llegando poco a poco, con muchas inquietudes y muchísima ilusión.

¿Cuándo te diste cuenta de que el flamenco podía ser tu profesión?
Cuando me fui a vivir a Madrid, aunque realmente nunca pensé que pudiera ser mi profesión, pero finalmente es a lo que me dedico.

¿Pensaste alguna véz en la posibilidad de no alcanzar éxito?
Lo enfoco de otra manera, simplemente creo que el éxito es el crecimiento personal en lo que uno mismo desarrolla. Luego todo da su fruto.

¿Quiénes son tus puntos de referencia?
Carmen Amaya en el baile, Camarón en el cante, y Paco de Lucía en la guitarra.

¿Cuántas horas semanales dedicas al estudio personal?
Va en función del momento en el que me encuentre. Ensayos, tablaos, viajes…

¿Cuánto fue determinante el flamenco en tus decisiones personales?
El flamenco es mi día a día, mis decisiones giran en torno a ello, es muy determinante en mi vida.

¿Mirando hacia atrás, qué cosas cambiarías y cuáles volverías a repetir?
Hay muchísimas cosas que repetiría y muchas que cambiaría, pero como eso es algo imposible, como dice el refrán “para atrás ni para coger impulso”. Me quedo en el presente y siempre mirando hacia delante con proyectos e ilusiones.

¿Qué piedras has encontrado en tu camino hasta llegar a conseguir tus metas como artista?
Soy joven, y realmente no hay una meta. Esto es ir poquito a poco, con esfuerzo, constancia… nunca acaba, es un aprendizaje continuo. Todos encontramos piedras en el camino, y muchas veces la principal somos nosotros mismos, que nos limitamos. Pero quedan todavía muchas “metas”, yo lo llamaría mejor objetivos por cumplir, y como decía antes, aprendiendo cada día de una misma y de los maestros.

¿Cuáles son tus inquietudes de artista? ¿Qué es lo que te inspira?
Así se llamó mi primer espectáculo “Inquietudes”. Son muchas las inquietudes en todos los aspectos. Me inspiran las vivencias, cuando estamos en nuestras vidas y algo hace que se nos encoja el estómago, o nos pone un nudo en la garganta… Bailando, hay momentos así, son instantes muy especiales. Me inspiran los artistas, verles me llena; también las personas importantes en mi vida, son fundamentales para mi tanto personal como profesionalmente.

Técnica o expresividad. ¿Qué viene primero?
Como un día me enseñaron… La técnica siempre tiene que estar al servicio del arte, no el arte al servicio de la técnica, es decir, es muy importante una perfecta formación académica, pero sin transmitir, sin expresar… no sirve de nada.

¿Te sientes artista o maestro?
Para mi, las dos palabras son muy grandes y están cargadas de significado. Como antes decía, soy joven y el tiempo irá colocándome donde esté mi lugar.

¿Cuál es el mensaje que deseas transmitir a tus alumnos?
Deseo que disfruten sobre todo y que estén cómodos en las clases.

¿Qué deseas transmitir a tu público? ¿Qué tipo de público te gustaría ganar?
Principalmente mi amor por el flamenco. El público es el que elige, y cada persona tiene sus gustos. Simplemente me gustaría transmitir, llegar a la persona que esté sentada viéndome y hacerle sentir las emociones que fluyen en el escenario.

¿Cuáles son tus proyectos actuales?
Actualmente estoy trabajando en el Corral de la Pacheca y en la compañía de Marco Flores, en el espectáculo “De Flamencas”. Vamos en breve a la bienal de Sevilla, y a partir de noviembre empezamos giras por Francia, Portugal, Italia…

¿Hubo un momento de tu carrera emocionante y por eso inolvidable?
Recuerdo con muchísimo cariño el día en que estrené mi primer espectáculo, no olvidaré la sensación que tuve cuando salí a saludar. El calor del público fue emocionante e inolvidable.

¿Qué te queda por hacer en el flamenco? ¿Cuál es tu sueño?
Me queda muchísimo por hacer a nivel personal, mucho que aprender. Hay muchos sueños, solo espero ir poquito a poco cumpliéndolos y seguir soñando.

¿Cuál es el artista / colega (bailaor, cantaor, tocaor) de la escena que mejor se adapte a tu gusto y que más te emociona?
Hay muchos artistas que me emocionan, si me pusiera a escribir sería una larga lista, tanto dentro del baile, del cante y del toque. Prefiero no escoger y quedarme con la emoción que cada uno de ellos me transmiten.

Tu destino flamenco ideal: ¿Sevilla, Jerez, Madrid o…?
Mientras haya flamenco, cualquiera de los destinos es ideal.

¿Tu comentario sobre los principales Festivales de España (Jerez, Málaga, Sevilla, Madrid…) o si prefieres uno menos conocido donde te encontraste muy a gusto?
Tuve la suerte de estar en el Festival de Jerez con Marco Flores y la experiencia fue increíble, premio de la Crítica del Festival. Ahora en septiembre vamos a la Bienal de Sevilla, será la primera vez que trabaje dentro de la programación de la Bienal, en el teatro Lope de Vega. Y en Madrid tuve la oportunidad de llevar mi espectáculo “Remates en el interior” dentro de la programación de la Suma Flamenca. Han sido todo experiencias maravillosas.

¿Tradición o modernidad?
La combinación de ambas en su justa medida.

¿Crees que el ‘Duende’ es sólo una prerogativa del pueblo gitano o español?
El duende va más allá de la técnica, como dijo Lorca “Para buscar al duende no hay mapa ni ejercicio”. Es algo especial, algo que se da en un momento inesperado sin saber porque pero de repente “hay duende”, la sensibilidad ha llegado a su punto álgido y se experimentan un sinfín de sensaciones cargadas de magia. Pienso que cualquier persona, sea lo que sea, y venga de donde venga, puede llegar a sentir esto.

¿Primera letra que se te viene a la mente?
“El flamenco es vivo, me toma de la mano y me lleva a un lugar escondio..” Es una letra por bulerías de Saray Muñoz, que compuso y me cantaba en “Remates en el interior”

¿Qué piensas un momento antes de subir al escenario?
En las personas que quiero, que son mi apoyo fundamental.

¿Cuál es el “palo” que más te representa?
Las alegrías

¿Escuchas otros géneros musicales además del flamenco?
Me encanta la salsa, el góspel… entre otros

¿Cuál fue la última película que viste en el cine? ¿Y el último libro que leíste?
El último libro que leí se titula “¿Quién se ha llevado mi Queso?” De Spencer Johnson

¿Tu día ideal?
Disfrutar los instantes de un día junto a las personas que amo

¿Cuál es el momento del día en que te encuentras más creativo?
Varía mucho, depende de en el momento en el que me encuentre personal y profesionalmente.

Un consejo para nuestros lectores que quieren hacer del flamenco su profesión.
Que sea su pasión, y estudien día tras día, porque nunca se deja de aprender en esta profesión. Constancia, disciplina y sobre todo amor hacia este arte.

Tu pareja perfecta dentro y fuera del Flamenco.
Mi pareja perfecta sería alguien que con una mirada nos entendiéramos, que su transparencia y fuerza me inspirasen y con un corazón enorme… tanto dentro como fuera del Flamenco.

El flamenco en una palabra.
Pasión.

Gracias Lidón! 

Lidón Patiño – “Remates en el interior”: 

Annunci

2 thoughts on “Lidón Patiño

  1. Pingback: Artistas Cardamomo: Lidón Patiño | Cardamomo, Tablao Flamenco en Madrid

  2. Pingback: Artistas Cardamomo: Lidón Patiño : Cardamomo Tablao Flamenco

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...