Niño de Vélez

DSC_0052Visse epoche di splendore e di miseria, dormì ospite presso amici e in piccole locande. Conobbe l’amore e la disillusione dell’amore, soffrì le superstizioni ed ogni momento della sua vita fu accompagnati dal flamenco. Portò in giro per tutta la Spagna la cultura popolare di Málaga. Cantó in umili taverne, nei tablaos flamencos e in grandi teatri.

José Beltrán “Niño de Vélez”

Juan Trujillo “el Perote”

Iperotenizia la sua carriera come “El Trujillero”, ma quando la sua notorietà artistica comincia ad aumentare, cambia il suo soprannome. Nonostante la giovane età lo incontriamo tra i prestigiosi nomi che si esibiscono nel famoso sevillano Café del Silverio. Pare fosse un eccellente cantaor por el baile, soprattutto por Alegrías. Ma è con le sue Malagueñas, delle quali fu anche autore, che divenne famoso.

Oggi ricordiamo Juan de la Fuensanta Trujillo Goméz “El Perote”.

Paca Aguilera

paca-aguilera-2La cantaora che oggi vogliamo ricordare possedeva una forte personalità e una voce possente. Era famosa per la sua interpretazione dei cantes rondeños. Possedeva una grande personalità flamenca ed una grande capacità di trasmetterla. Riscosse consensi e successi in tutta la Spagna. Nella sua permanenza a Málaga cantò spesso insieme alla già celebre cantaora La Trini, delle cui Malagueñas diventerà principale e fedele trasmettitrice. Ricordiamo Paca Aguilera

Diego el Perote “Pijín”

perote diegoOggi parliamo di un cantaor nato ad Álora, che oltre ad aver creato un proprio stile di Malagueñas, fu più che altro un grande promotore e diffusore degli stili dei suoi compaesani: dal Canario alla Trini, dal Trujillo Perote a Fosforito el Viejo. Tutto ciò fu possibile altre che per le sue qualità, proprio perché visse fino a 94 anni ed ebbe quindi modo di conoscere personalmente grandi artisti del cante flamenco. Fu a sua volta maestro di molti cantaores.  

Oggi ricordiamo Diego El Perote “Pijin”

Paco de Lucia

pacoNon se n’è andato in un giorno qualunque, poiché non è mai stato uno qualunque. Ci ha lasciato in un giorno nel quale il popolo flamenco stava festeggiando uno dei suoi Festival più importanti. Così è arrivata la notizia della sua morte: una bomba in mezzo ad una folla di gente allegra e spensierata. La chitarra era la sua linfa, ma il mare era la sua vita. E proprio il mare lo ha visto andarsene via. Salutiamo a circa un mese dalla sua scomparsa, il più grande chitarrista del flamenco. In ricordo di Paco de Lucia.

Sebastián el Pena

sebastian el penaÈ stato uno dei migliori artisti della tradizione flamenca di Málaga e senza dubbio ci ha lasciato importantissime e indimenticabili incisioni discografiche. Fedele al cante dei grandi artisti della sua terra, fu influenzato certamente da Juan Breva e dalla Trini. Fu un cantaor con personalità e stile propri che interpretò magistralmente un’ampia gamma di cantes, tra cui spiccano le Malagueñas. Rispondendo ad una intervista disse: “O si canta per diritto, o non si canta!”

Oggi ricordiamo Sebastián el Pena.

El Canario de Álora

unica foto canarioIl nostro Recuerdo di oggi ci parla di uno dei più famosi interpreti di Malagueñas, anche conosciuto come grande interprete di Serranas. Rivoluzionò il modo di cantare dell’epoca, iniziando ad intonare l’ultima parola del primo o del secondo verso della strofa: “Las gentes,/por el hablar de las gentes…” per capirci…Questa modalità, di grande impatto, influenzò successivamente numerosi cantaores, che la misero in atto non solo nelle Malagueñas ma anche in altri cantes come i Tientos, le Catageneras e alcuni Fandangos de Huelva. La modalità è detta “cantar a verso quebrado”. Era un uomo allegro e che amava vivere. Il suo stile, essenzialmente personale, vivace come lui, arricchito e giustamente pretenzioso, profondo, intenso e brillante, aveva l’acutezza di un pugnale e la movenza di una bandiera trionfante al vento. Con quello stesso pugnale fu assassinato alle 5 di mattina di un giorno molto lontano…El Canario de Álora.

La Trini

La-Trini-color1-230x300La dolcezza naturale della Malagueña trova in questa interprete la sua più felice espressione. La delicatezza femminile della sua creatrice si rispecchia nel suo canto nel quale alla sofferenza viene data una tinta esotica, in contrasto con il colore pessimista degli altri stili. Con il suo inimitabile duende dava al suo quejío un effetto effervescente.

¡Las olas callaron…Silencio! que va a cantar la Trini!

Torta de Jerez

el-torta-en-los-cernicalos-31-copiaDi se stesso diceva: “No soy ni mejor ni peor, soy diferente”. Di lui tutti raccontano la generosità e la bontà, la lealtà di una persona che dava molto senza aspettarsi niente in cambio. Era abituato a prendere sempre il lato positivo delle cose, dicendo che tutto ciò che nella vita gli era accaduto era servito per renderlo un cantaor migliore. La sofferenza, come veicolo per sbrogliare la matassa dei propri sentimenti.

Salutiamo il Torta con questo nuovo Recuerdos. Che riposi in pace.